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BASILICA DI ASSISI "esotericamente" invertita

Capitolo 1

"Cattedrali opere alchemiche"

Nel secolo che ha visto nascere la chiesa assisiate,  Guglielmo Durando indica i criteri di posizionamento delle Chiese e, per quanto riguarda  l'orientazione, indica in modo perentorio come  vada rispettata una regola senza eccezioni:

Le basi devono essere disposte in tale maniera che il capo/testa della chiesa giaccia esattamente verso oriente”

Le grandi Cattedrali, proiezione dell'Universo e splendide mediatrici tra l'uomo e il divino, nulla hanno di casuale. Il loro asse centrale congiunge l'ovest all'est e rappresenta l'eternità.

In esse il portale d'ingresso è sempre a ovest e ciò permette all'uomo che vi entra di dirigersi verso est, di risalire dalla morte alla vita, dal mondo profano verso il sacro, là ove è l'origine della vera luce, ove è il Santissimo Sacramento.

Il labirinto, come nelle Cattedrale di Amiens e di Saint Quintin in Francia, simboleggia la porta spirituale per accedere all'eternità, aveva anch'esso l'ingresso - uno solo - posto a ovest."

Testo tratto dal libro "Dentro e fuori il labirinto. La grande saga del labirinto fra pietre, arte e giardini" di Francesca Romana Lepore, Idea Libri

Tutte le Cattedrali romaniche e gotiche del XII e XIII,  hanno

> l'abside < rivolta verso > sud-est <

> la facciata < rivolta a > nord-ovest <

> i transetti < del braccio trasversale sono orientati lungo

l'asse nord-est sud-ovest<


Questa particolare "orientazione della chiesa" era, così come altri particolari delle cattedrali, non casuale, ma deliberatamente voluta, poiché in questo modo il fedele, entrando nell'edificio sacro, avrebbe camminato avanzando

> verso l'Oriente <

ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo.


A causa di questa particolare disposizione si verifica, ogni giorno, una curiosa successione di luci ed ombre sui > tre rosoni < del transetto.


Il rosone settentrionale, infatti, quello cioè che si trova sul transetto sinistro

> non è mai illuminato dalla luce del sole <


il rosone meridionale, transetto destro,

> è illuminato a mezzogiorno <


mentre il rosone principale, quello che si trova sul portale principale della cattedrale


> è riscaldato dai raggi del sole che tramonta <


Secondo  Fulcanelli, autore del "Mistero delle Cattedrali" con questa particolare disposizione dei "tre rosoni" sul frontone delle cattedrali gotiche, si succedono

> i colori dell'opera <


secondo un processo circolare che va dalle tenebre, rappresentate dall'assenza e dal colore nero, alla perfezione del colore rosso, passando per il colore bianco, considerato come una media

>  tra il nero ed il rosso <


Nel Medioevo > il Rosone centrale < dei portici si chiamava "Rota" la ruota


La "Ruota" è   > il geroglifico alchemico < del tempo necessario alla

> cottura della materia filosofale <


La pianta di quasi tutte le Cattedrali gotiche ha la forma di

> una croce latina <


Questo è, secondo Fulcanelli, un ulteriore motivo per considerare le Cattedrali come

> edifici esoterici <


La "croce" infatti é "il geroglifico alchemico del crogiuolo"


Ed è nel > crogiuolo < che > la materia prima < necessaria per > la Grande Opera alchemica < muore, per poi > rinascere < trasformata in un qualcosa di più elevato

è quel processo di morte e rinascita iniziatiche che stanno alla base dei riti di molte delle associazioni esoteriche più antiche e moderne

Capitolo 2

I Maestri della Pietra

C'è chi afferma che i loro costruttori fossero gli eredi spirituali di Hiram, il mitico architetto dell'antico

Tempio di Gerusalemme'

 

Sullo schema del Tempio di Salomone, raso al suolo dai romani nel 70 d.c. o del Tempio a Tholos, costruito nel 360 a.c ad Epidauro, e prima ancora delle Piramidi, si sfruttava non solo l’energia tellurica, ma anche quella solare, realizzando, come a Gerusalemme nella Moschea di Al Aqsa (casa madre dei templari) un sistema eliocentrico, capace, alla stregua di un superconduttore, di concentrare queste energie per riprodurre un ambiente idoneo all’iniziazione del neofita ed all’elevazione progressiva di coloro che erano già nel cammino della ricerca interiore. mentre sarebbero stati i Cavalieri Templari a indagare sugli antichi "segreti ebraici" nascosti nel sottosuolo di quel paese, a scoprire, in qualche nascondiglio sopravvissuto alla distruzione del Tempio, "Le Leggi Divine dei Numeri, dei Pesi e delle Misure" che governano questo tipo di costruzioni.

LA CUPOLA DELLA ROCCIA a Gerusalemme -

- la CROCE TEMPLARE -

Era una tecnica molto antica, messa a punto dai Sumeri, dai Babilonesi e dagli Egiziani, il cui insegnamento è confluito nel Cristianesimo delle origini attraverso gli Esseni. Tecnica fatta propria dagli Ebrei con la cabala, dai Greci (Pitagora e Platone), dai Romani ed in tempi più recenti dall’Ordine monastico guerriero dei Templari - voluto da Bernardo da Chiaravalle -, che, entrato in contatto, durante le crociate, con Ordini iniziatici mussulmani, ne aveva acquisito le tecniche più segrete.


I Templari, durante la lunga permanenza in Terra Santa, oltre a mantenere stretti e segretissimi rapporti con gruppi esoterici mussulmani, entrarono in contatto anche con i rinomati

maestri della pietra

architetti progettisti di luoghi sacri, ai quali trasmisero l’arte di costruire ambienti idonei all’iniziazione, in cui si creavano particolari campi di energia sotto l’effetto di un’alta frequenza e di un basso magnetismo, che consentivano di sottoporre il corpo dei partecipanti al rito di iniziazione ad energie adatte ad aprire progressivamente i centri vitali.

Secondo storici attendibili alcuni di questi "maestri della pietra" , detti "Cagot" appartenenti ad una tribù di nomadi palestinesi, si erano trasferiti in Europa al  seguito dei 9 cavalieri templari, capitanati da Jean de Payns di ritorno dalla 1° crociata, dopo 9 anni passati a scavare sotto le rovine del Tempio di Salomone, dove si erano installati  su concessione di Baldovino, Re di Gerusalemme.

I Cagot si  sarebbero insediati tra le montagne dei Pirenei, godendo dell’appoggio e del sostegno dei Catari, dei Cistercensi e dei Templari e sembra che fu appunto ad uno di loro, a cui venne affidato il delicato compito di  progettare e costruire la Basilica  di Collemaggio, ultimo esempio di questa raffinatissima arte iniziatica.


Per costruire questi Centri di iniziazione ai Misteri si dovevano appunto sfruttare, come a Chartres ed a Collemaggio le vene energetiche della terra, esaltate dal passaggio sotterraneo dell’acqua, come spiega la moderna  geobiologia, e concentrarle intorno a un

"Labirinto"


che serviva da accumulatore e da stimolatore delle energie, come nelle Cattedrale di Amiens e di Saint Quintin in Francia.



o nella Chiesa di San Vitale a Ravenna (Italia)

Fulcanelli riteneva che le cattedrali gotiche fossero, così come aveva sostenuto anche Victor Hugo nel suo libro Notre-Dame de Paris, dei veri e propri

< Libri di Pietra >

attraverso i quali potessero essere tramandate conoscenze ritenute talmente straordinarie, che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto apprendere. Tra queste sicuramente i mastri com’acini e Frate Elia sicuramente lo era.

I Maestri com’acini apprendevano, una volta iniziati e introdotti all'Ars Regia le leggi dell' armonia, che regolano i rapporti tra tutti gli esseri e la natura che li circonda. Con il termine

> Ars Regia <

si indica l’arte, la tecnica e tutte le regole di costruzione dei templi e degli edifici sacri.

La tecnica, che risale ai Progettisti e Architetti Sumeri, Babilonesi, Egiziani, è stata utilizzata da altre società come quella degli Ebrei (Cabala), dai Greci (Pitagorici e Platonici), dai Romani, dai Cristiani attraverso gli Esseni (per la costruzione delle Chiese) e dagli stessi Mussulmani, con cui Elia entro in contatto, apprendendo questo particolare modo di costruire i centri di culto, in cui poter praticare rituali antichissimi, che sviluppavano le energie psico-fisiche, aprendo la coscienza degli adepti, consentendo loro di raggiungere le più alte vette dello spirito, come

> l'Aquila <

scelta da Elia come simbolo per rappresentare il viaggio iniziatico di Francesco

In realtà colui che più ha ispirato Elia alla costruzione  della Basilica di Assisi con l'entrata ad Est, anziché ad Ovest, è stato sicuramente il Sultano d'Egitto, filosofo, alchimista ed in quanto Califfo, diretto discendente di Maometto, aveva per tradizione e pratica la conoscenza, la coscienza delle leggi divine, essendo come il San Francesco un vero Maestro Sufi e un "Massone ante litteram"

il cui messaggio di ricerca dei divino in ogni essere scioglierà persino il cuore del Papa e contribuirà a far prendere alla Chiesa dell'epoca una direzione diversa, più umana e più spirituale, messaggio tramandato sin dai tempi di Ermete Trimegisto


Capitolo 3

"Visione escatologica di Elia"

E’ qui che entra in gioco la visione filosofica escatologica di Elia

che sembra convinto che l’uomo nasce e ri-nasce

> Essere divino <

Infatti alla sua morte non fa che tornare da dove è venuto, disperdendosi nell'Universo.

Cristo è chiamato “Oriente”

e questo simbolo sarà ripreso frequentemente negli inni liturgici.

"Oriente”

indica > l’aurora < l’esplosione della luce

la luce dell’aurora che sorge corrisponde, per l’anima, al suo "risveglio" sul piano della realtà.

Nellordine mistico il termine “Oriente” significa infatti

< l'illuminazione >

Nei Salmi l’ascensione di Cristo è posta a “Oriente” e in Matteo il suo ritorno si colloca in questa stessa direzione; secondo la Bibbia

> le porte <

del Paradiso terrestre

si trovano ad

“Oriente”

Capitolo 4

> La Basilica di Assisi "esotericamente" invertita <

Non è quindi casuale che la Basilica di Assisi, ideata e costruita da Farte Elia, si differenzi da tutte le altre Basiliche e Abbazie circestensi e gotiche per un particolare rivelante.

Ha l'entrata ad Oriente, dove sorge il Sole, anziché ad Occidente, dove ogni giorno tramonta.

Il Sole -Dio , che ogni giorno - secondo gli antichi popoli babilonesi ed egizi - si leva  e rinasce  per spegnersi nelle tenebre della notte

La Basilica di S. Francesco è l’unica chiesa ad Assisi con

> l’ingresso ad Oriente <

> l'Abside ad Ovest <

Tutte le altre chiese di Assisi, come la Chiesa di San Rufino, dove vennero battezzati Francesco, Chiara e lo stesso imperatore Federico II,  hanno

> l’Abside verso Est <

come era nelle stile romanico - gotico dell'epoca

Scelta che indicava - a chi sapeva leggerlo e comprenderlo -

>  il vero sentiero iniziatico <

seguito da Francesco e da tanti dei Suoi più stretti "cavalieri di luce" alla ricerca del Sacro Graal, nascosto nel profondo dei loro cuori.


La Basilica ideata da Elia non è altro che

"il vascello dello spirito"

che deve navigare in < direzione  opposta > al movimento del nostro astro terreste.

"direzione  obbligatoria"

che la Sacra Barca deve assumere, dirigendosi nel viaggio di ritorno verso l'Aurora dove sorge il Sole se l'iniziato-pilota vuole ritornare nel

> Regno degli Dei e delle Entità celesti <

In pratica "il senso di navigazione spirituale" è stato volutamente

> invertito<

trasformando > l'entrata < in una simbolica

> uscita - entrata <

nel Tempio del Signore Supremo, che regna nel più alto dei cieli.

Il Tempio dedicato da Frate Elia a Francesco, più che  un tempio cattolico tradizionale, appare in realtà più conforme al modo di intendere e rapportarsi alla divinita tipica dei mussulmani e in particolare della Tradizione Sufi e di quella più antica egitto-babilonese. Elia, con questa deliberata inversione, cercava di far comprendere che Francesco, da vero Maestro Sufi qual'era, riuscì  a raggiungere le più alte vette dello spirito, affrontando le  terribili prove terrene, identificate metaforicamente con

"il Drago-Basilisco"

e superando

"la prova regina"

> ritrovare "la porta di accesso" al Dio-Sole <

Ma purtroppo le intenzioni di Frate Elia di renderlo

> un luogo consacrato altalmente energetico <

è stato progressivamente reso vano dall'enorme quantità di dipinti sovrapposti alle pareti inizialmente bianche come era prassi nella costruzioni delle prime Abbazie Circestensi, caratterizzate in un primo tempo da un'estrema semplicità strutturale e iconografica, senza dipinti o sovrastrutture marmoree.

Questo intervento pittorico, ha finito per ridurre, se non privare dell'energia propulsiva emanata dal corpo del Santo, come è avvenuto per la "cassa di legno" che, secondo la tradizione, avrebbe contenuto il corpo del Santo, è tornata ad essere

"involucro inerte"

abbandonato e lasciato a disposizione Convento di Clarisse, dove assunse in un primo tempo le caratteristiche di una

"reliquia"

venerata dai sempre più numerosi fedeli, che accorrevano per vederla e per toccarla finchè non venne decisa di nasconderla alla vista e alla venerazione del popolo, decisione che ha permesso di preservarla fino ai giorni nostri, ma di renderla altrettanto invisibile e inaccessibile, come abbiamo evidenziato nei tre capitoli dedicategli

" FRATE ELIA E I FRATI TRE SCIMIETTE

"IL"BARDO THODOL" DI FRATE ELIA"

IL MESSAGGIO MISTERICO ESCATOLOGICO DI ELIA

Eppure le intenzioni di Elia erano ai suoi tempi largamente condivise e furono di stimolo per la costruzione di tante Chiese dedicate al santo Patrono ,oltre  a favorire lo sviluppo  del pensiero teologico e filosofico del medioevo latino.

Capitolo 5

"La carta dell'appeso"

"significato mistico esoterico"


In un gioco di origine molto antica, costruito sull'interpretazione di una ricca simbologia, tra i 22 Arcani Maggiori delle carte dei tarocchi composte da 78 carte, divise in 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori, vi è  una carta "l'impiccato", che esprime un preciso "significato mistico esoterico" in maniera altrettanto allegorica e simbolica.


< l’Appeso >

l’Arcano 12 dei Tarocchi, è uno dei simboli più potenti della tradizione esoterica. Sotto un certo aspetto, l’Appeso è  proprio

> lo Spirito che cade nella materia <



< L’Appeso >

è colui che si inchina e si sottomette al proprio Dio, che si sacrifica in nome di un bene più grande ed inizia ad invertire la rotta, prima che giunga al punto di non ritorno; è colui che si svuota per divenire > recipiente < di forze luminose.

"

I Vangeli dicono di Gesù che non appena rifiutò Satana nel deserto, ossia l’Ego che tutto vuole, fu servito dagli angeli, essendo riuscito a liberare le forze divine incatenate nella sua anima.



L’Appeso

è colui che si sforza di vedere

> la realtà al contrario di come appare <

poiché si rende conto che ciò che è bene per gli uomini è male per Dio e viceversa, così come ciò che è saggezza per gli uni, è stoltezza per Dio (1 Corinzi 1:25 e 3:19).



La realtà fenomenica è > lo specchio contrario < della realtà superiore > ciò che è in basso è analogo a ciò che è in alto < ma speculare.

Nella raccolta gnostica I Viaggi di Pietro, precisamente nel frammento “Il Martirio di Pietro”, l’apostolo dice qualcosa di interessante riguardo al

“ribaltamento mistico”

Tu, Mio Signore, sempre dritto, sempre innalzato, eternamente al di sopra…Noi che nasciamo in tal guisa da sembrar essere versati sulla terra, cosicché la dritta è la mancina e la mancina diviene dritta; in quanto ché il nostro stato è modificato da quelli che sono gli autori di questa vita (gli Arconti, n.d.a.).

"Questo mondo crede dritto ciò che è mancino…”.


Non è quindi un caso che la tradizione ricorda il suo martirio con

> la crocifissione a testa in giù <

in contrasto con l'uso dell'epoca, proprio per mettere in evidenza questo messaggio simbolico esoterico

"l’Uomo"

una stella caduta sul piano materiale, ribalta la sua visione originaria a causa dell’incarnazione, il che lo costringe ad attuare

> una contro-inversione <

per ottenere la salvezza dal piano materiale. Se prende consapevolezza di essere veramente

"un morto che cammina"

innesca un processo di riabilitazione, di conoscenza sofferta e graduale che lo conduce verso la via del ritorno a sé stesso

e , seguendo la metafora dell'aquila tanto cara a Frate Elia, staccarsi definitivamente dal nido

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e lanciarsi nel vuoto e cosi imparare a volare nel

"cielo infinito"

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"messaggio simbolico esoterico"

riprodotto in un quadro realizzato da una pittrice giapponese, Maestra del Thé, di cui Lei stessa non si era resa conto delle profonde implicazioni legate anche al titolo scelto per il suo dipinto

> L’Annunciazione? <

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Con quest'articolo ho voluto rendere partecipi i miei lettori di un'esperienza legata all'incontro  con un'insegnante della cerimonia del tè, la pittrice giapponese Yasuko Sugiyama e di un'indimenticabile cena nel suo atelier, dove ci siamo incontrati e scontrati sull'interpretazione da dare ad uno dei suoi dipinti dalle valenze profondamente simboliche.

Si tratta del quadro da Lei intitolato

Annunciazione ?

che ha stimolato la mia curiosità di massone, cosi attento al significato dei simboli. Con queste brevi annotazioni ho cercato di dare un'idea del substrato teologico e mitologico legato al racconto biblico dell'Annuncio. Mi venne quindi spontaneo chiedere a Yasuko quale

> significato simbolico <

avesse voluto dare al Suo dipinto, in cui aveva scelto di rappresentare un'ala di angelo e tre gigli, che avevo l'impressione stessero

> precipitando verso la terra <

e non scendessero dolcemente per recare il Messaggio Divino, come nei tanti dipinti esposti in musei e chiese.

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Le facevo notare che, dal mio punto di vista, la disposizione data all'ala e soprattutto del mazzo di fiori di giglio in caduta libera davano l'impressione, almeno per un cattolico, che l'artista nutrisse qualche dubbio sulla veridicità del racconto biblico.

> Gabriele non sarebbe riuscito nel compito affidatogli da Dio? <

e non sarebbe quindi sceso  dal cielo per comunicare alla Madonna, donna vergine e pura nel corpo e nello spirito,

"l'Annuncio"

che avrebbe concepito un essere divino > il Figlio di Dio < per opera dello Spirito Santo.

Dandogli un titolo cosi  emblematico con il punto interrogativo

> ? <

sembrava infatti voler incuneare > il dubbio < che l'evento potrebbe non essere mai accaduto come raccontano i Vangeli e tanti  dipinti famosi. Ma soprattutto ero colpito dal > ramo di  giglio < in caduta libera, che dava la netta impressione, per come era stato disegnato, di un messaggio di interruzione della vita sul nascere.

I fiori apparivano come recisi >  senza gambo < come buttati via dal giardino dell'Eden.

Al di là dei risvolti simbolici, dal punto di vista meramente estetico trovavo assai più lieve e aereo

> il quadro rovesciato <

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che mi sembrava riuscisse a trasmettere in modo più efficace l'idea di un'apertura, di una potenzialità sospesa.

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Ad avvalorare questa tesi intervenne Shigemy, che ci diede una sua personale lettura, rivolgendosi direttamente a me, che mi stavo accalorando, da buon avvocato, nel sostenere la mia tesi, indispettendo non poco gli altri commensali, che mostravano di non gradire affatto questo mio modo di pormi nei confronti della padrona di casa, messa sempre più a disagio dal mio inusitato fervore in difesa della presunta posizione corretta del mazzo di fiori.


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Mi sembri proprio - mi bisbigliava Shigemy all'orecchio con la sua abituale discrezione, ma con un evidente punta di sarcasmo, com'è nel suo carattere - Toshiro Mifune nel film "Morte di un Maestro del The" di Ken Kumai, che avevamo appena visto insieme.

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Il film, ritenuto un capolavoro di buddismo Zen, mostra come dei grandi maestri, sacrificando il loro corpo, cercano di "passare" lo Zen nel modo più eclatante possibile.

E’ il caso di Rikyu (Toshiro Mifune) e Oribe (Kinnosuke Yorozuya), i quali nel corso di una lunga cerimonia del tè stabiliscono di darsi una "morte cerimoniale"

La vicenda ha termine con il virtuale  harakiri di Oribe, che avendo compreso infine gli insegnamenti dei suoi predecessori, è morto
un po’ prima di morire
scegliendo la Vita, lo Zen

Shigemy mi voleva ricordare una scena del film, in cui mostravo di assomigliare sempre di più, dal suo punto di vista, all'attore giapponese apparentemente calmo, colto da un improvviso gesto di stizza, che lo porta a sbattere sprezzantemente un mazzo di fiori in faccia a chi aveva osato contraddire questa sua scelta definitiva senza ritorno, sibilandogli:

"anche questi fiori sono destinati a morire ! "

Il samurai, una volta calmatosi, dopo impeccabile, lentissima cerimonia, compie il sacrificio rituale suicidandosi per harakiri.

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Mishima l'ultimo Samurai !

Questo mazzo  di gigli - mi fece capire Shigemy - lo stai trasformando in una katana, la spada dei samurai.

Per attenuare la tensione indicò un'altra possibile lettura simbolica del quadro:

" Giovanni - mi disse- noi giapponesi guardiamo le cose spesso in modo diverso da Voi occidentali. 

Scriviamo da destra a sinistra. Leggiamo i libri partendo dalla fine. Guidiamo a sinistra come gli inglesi. Osserviamo le cose come riflesse da uno specchio.

Ebbene, pur accettando il tuo punto di vista, credo  che il dipinto di Yasuko abbia un senso diverso da quello che tu hai inteso interpretare, più che

> un annuncio di una nascita < mi sembra > l'annuncio di una ri-nascita <

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"Gesù - continuò Shigemy - per il nostro modo di intendere il rapporto tra l'uomo e Dio, è nato "uomo" come tutti gli altri esseri umani: tutti, per il nostro credo religioso, sono

"figli di dio"

Per noi orientali  è stato un essere assolutamente normale, che ha raggiunto le più alte vette dello spirito, come i Grandi Maestri, imparando a suonare la musica delle stelle sul "piano della vita " salendo di ottava in ottava fino in cielo.

"Gesù"

per il vostro credo religioso, è invece speciale , è

> unico <

perché è nato e morto crocifisso, per poi > ri-nascere < dopo tre giorni.

E' "il figlio prediletto" dal Vostro Signore, per Voi unico ed eterno, che lo accoglie a braccia aperte in cielo"

"Se quindi osservi  l'immagine da questo diverso punto vista, altrettanto simbolico di quello da te immaginato, il mazzo di giglio rovesciato, accompagnato da un Angelo, di cui si intravede solo l'ala, potrebbe simboleggiare l'avvenuta

> rinascita <

l'ascensione verso  il cielo di Gesù, il figlio prediletto da Dio, che tramite lo Spirito Santo, ha infuso in lui quell'Energia divina, che gli ha consentito di assolvere il compito che il vostro Dio gli aveva affidato sulla Terra."

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da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo