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  Le Tre Scuole Misteriche dell'antico Egitto

Alla scoperta dei Tre Occhi di Horus



Secondo un'antica leggenda il famoso proverbio > "Non c'è Due senza Tre" < sarebbe sorto in Egitto, usato dai  sacerdoti docenti di Tre distinte scuole misteriche dell' Occhio di Horus, che ribadivano agli studenti iniziandi, maschi e femmine, che se non imparavano ad usare > ambedue gli occhi < ed in particolare > il destro < per gli uomini (quello legato al lobo sinistro del cervello) ed > il sinistro < per le donne (quello legato al lobo destro) non sarebbero mai riusciti ad essere ammessi al Terzo livello ed ad aprire

> l'Occhio di Osiride <



L'esistenza di queste Tre distinte scuole iniziatiche non ha alcuna conferma da parte degli storici e dei cultori del misteri egizi, ma da diversi elementi se ne può trarre il convincimento che questa leggenda ha un qualche fondamento. Uno dei suoi più ardenti sostenitori è Drunvalo Melchizedek, che avrebbe ricevuto un messaggio del Dio egizio Tothinvitandolo a re-introdurre nel mondo gli insegnamenti di questa scuola e del simbolo del Fiore della Vitache si trova perfettamente disegnato, scolpito, sul soffitto dell'antico Tempio di Osiride ad Abydos.

Thoth, il più saggio degli Dei  egizi

era rappresentato con la maschera di un babbuino


ma maggiormente con  maschera di un  Ibis, il grande uccello del Nilo.


Gli Egiziani associavano il lungo becco dell'ibis alla luna. L'Ibis è stato considerato come uno dei rappresentanti terreni di Thoth. Nella mitologia egizia Thoth era il Dio della luna, dio della saggezza, misuratore del tempo e inventore della scrittura e dei numeri.


Thoth era descritto con un simbolo combinante il disco solare e la mezzaluna crescente sulla sua testa, molto simile  a quello riprodotto sul > disco di Nebra < risalente all'età dl bronzo, circa 3.600 a.c., ritrovato nel 1999 all'interno di una cavità in pietra sul Monte Mittelberg, nei presi della cittadina  di Nebra in Germania ed è custodito nel muso regionale della preistoria di Halle, in Sassonia-Ahhalt. Secondo alcuni studiosi rappresenterebbe appunto il Sole e la Luna in fase crescente, con due archi dorati laterali ad indicare l'aurora ed il tramonto, mentre l'arco dorato in basso viene identificato con > la Barca solare < che trasporta i due astri nel cielo, come un 'altra versione > il disco di Trundholm < trovato agli inizi del 2000 in Danimarca.
La scultura fu scoperta nel 1902 nella landa di Trundholm (Zelanda occidentale), situata nella costa nordoccidentale dell'isola della Zelanda (Sjælland) in Danimarca , in una regione conosciuta  come Odsherred ( Il disco è datato tra il XIV e il XV secolo a.C.).



Simbolo
presente anche  nell'arte figurativa minoica e dell'Antico Egitto, in cui si trovano barche solari condotte da Toth, rappresentato da un Ibis con un disco solare sulla testa.



Come è stata ritrovata   Versione originale

Thoth
era il dio che ha vinto la maledizione di Ra, permettendo a Nut di dare alla luce i suoi cinque figli.
E' stato lui che ha aiutato Iside, una volta ritrovati i 14 pezzi del corpo di Osiride dilaniato e disperso da Seth, ad allontanare il veleno magico di Seth da suo figlio Horus, riportando Osiride indietro dai morti, con la barca sacra > leggenda rappresentata in questi due murales, che - come vedremo -nascondono diversi messaggi in codice, che - una volta compresi nel loro  significato mistico esoterico - sembrano avvalorare la tesi sostenuta da Drunvalo Melchizedek sull'esistenza di Tre specifiche e distinte scuole misteriche.
Le tombe egizie trasmettono messaggi, che spesso non hanno alcun riferimento ai momenti della vita dei personaggi rappresentati, soprattutto quando, come è il caso del Faraone, viene rappresentato seduto sul trono nelle vesti di Horus o di Osiride, assistito da Iside. Diventa una poesia liturgica,un rituale esoterico,che, attraverso allegorie e metafore, trasforma in simboli viventi la realtà,̀ che è in sé stessa mitica, unica, inseparabile dai suoi

> significati <



Orbene è' pacifico che nell' Antico Egitto, terra di misteri e di culti con alta valenza esoterica, esistevano diversi centri iniziatici, frequentati da donne e uomini, appartenenti alla nobiltà e alle caste sacerdotali e militari.Non lo è altrettanto la tesi di coloro che sostengono che tra i più importanti di questi centri vi sarebbero state anche le scuole misteriche dell'Occhio  di Horus,
legate alle  Tre divinità del ciclo osirideo

Horus <> Sole <> occhio destro
Osiride <> Universo <> terzo occhio
Iside <> Luna <> occhio sinistro

Drunvalo Melchizedek, di origine americana, che si presenta con un pseudonimo chiaramente simbolico,ha tenuto diversi corsi e seminari in tutto il mondo, conclusosi con la pubblicazione del libroL’antico segreto dl Fiore della Vitadella Macro edizioni in lingua italiana.



Drunvalo, ispirato dal Dio Toth, sostiene che gli
insegnamenti del
Fiore della Vita e della Geometria Sacra, che lui trasmette, trarrebbero origine da antiche scuole esoteriche, sviluppatesi intorno ai misteri ed ai rituali osiridei, centri iniziatici sparsi in 13 Templi lungo il Nilo e controllati direttamente dalla casta sacerdotale.
Secondo la tradizione uno degli scopi di questa scuola dell'Occhio di Horus era proprio quello di favorire l'apertura del >Terzo occhio<, come mostra il volto della statua di Nefertiti, tra l'altro rappresentata "nuda" e con  > il cranio allungato <.



esattamente come appaiono le teste delle sue 6 figlie in vari immagini, ritrovate nei templi, ma sopratutto quelle che furono estratte, insieme al famoso busto di Nefertiti, senza l'occhio sinistro, che Ludwig Borchardt, l’archeologo tedesco dal laboratorio del grande capo scultore di corte ‘Thutmosis’, ritrovato ad  Amnara, la città Akhet-Aton, Orizzonte di Aton (oggi Tell el-Amarna) fatta costruire da Akhenaton nall'alto Egitto, a Km 350  da Tebe, luogo dedicato ad Dio-Sole Atun, anche perchè da quel punto si poteva assistere , in qualsiasi giorno dell'anno, al sorgere del  sole.




Quest'allungamento del cranio era - secondo alcuni egiptologi- un modo altrettanto efficace per mostrare lo sviluppo del cervello e della sua
"potenzialità raddoppiata" con il conseguente ampiamento dei sensi ed in particolare della

> Terza Vista <



Questa particolare forma dei crani delle figlie di Akhenaton, la statua di Nefertiti con il terzo occhio e diversi altri riscontri darebberero un'indiretta , ma precisa conferma, che le scuole degli

"Occhi Destro e  Sinistro"

avrebbero avuto ,secondo Drunvalo, un particolare sviluppo all'epoca della XVIII Dinastia, sotto il regno del grande Faraone Akhenaton, soprattutto dopo il trasferimento della capitale da Tebe ad Ammana e la costruzione di un serie di templi, dedicati alla nuova divinità Atun. Periodo trascorso a sviluppare il nuovo culto ed i rituali insieme alla moglie Nefertiti ed la corte imperiale in netto contrasto con quelli praticati in precedenza dai sacerdoti di Amon a Tebe e negli altri templi.



Devo sinceramente ammettere che questa teoria, non sostenuta da nessuna prova scientifica e tanto meno storica, lascia perplessi e contradetti soprattutto coloro che non hanno mai avuto questo tipo di esperienze e questi contatti con esseri ed entità, come nel caso di Drunvalo, riferisce di aver rapporti diretti e continui con il Dio TOTH , appartenuto al Panteon dell'antico Egitto.
Per chi non crede all'esistenza di questi Esseri, quest'impostazione viene chiaramente rifiutata, impedendo di prendere in considerazione alcune parti del racconto e dell'analisi assolutamente non contestabili, perchè confermati da rituali esoterici praticati in altre epoche e contesti storici, come per esempio nell'antica India, in cui alla base di diversi culti religiosi e delle variegate scuole iniziatiche vi sono chiari ed incontestabili richiami al
simbolo del Fiore della Vita pieno dei colori dell'Arcobaleno, che si armonizzino tra di loro nell'incontro tra l'energia Yang e quella Ying , che ruotano al'interno del nostro corpo, attraversando i gangli vitali corrispondenti ai 7 chakra, che raggiungono la perfetta armonia tra di loro,portando ad un aumento progressivo della nostra coscienza ed all'apertura del Terzo Occhio ed alla  cosidetta Terza Vista



Non può quindi essere assolutamente minimizzata la scoperta di disegni, che riproducono il simbolo del Fiore della Vita, in un diverso contesto e momento storico, anche perchè confermerebbe che anche nell'antico Egitto la rappresentazione simbolica dell'Energia Cosmica fosse non certo  casualmente identica e fose quindi fondata sulgli stessi presupposti e parametri di riferimento.
La lettura dei due volumi del libro di Drunvalo ne da concreti spunti e spesso io stesso me ne sono avvalso nella stesura dei capitoli, che ho pubblicato sul Sito ed in particolare quello dedicato al "Segreto di Leonardo da Vinci", che sono frutto anche dei contributi e delle osservazioni di
Drunvalo.
Nei due volumi l’autore fa infatti vari riferimenti all’ Homo Vitruviano di Leonardo da Vinci, rammostrando schemi e foto, una delle quali

> la suddivisione del volto in 64 quadrati <

è stata da me utilizzata nel  capitolo dedicato alla scoperta della

"Chiave massonica per la quadratura del cerchio"



Va quindi analizzata con attenzione la Sua affermazione sull'esistenza concreta di queste Tre distinte scuole. Si può facilmente accettare che esistesse una scuola che veniva identificata con l'occhio destro ed un'altra con quello sinistro di Horus.

Molto più problematico accettare l'esistenza di una

< Terza Scuola >

con un fantomatico > Terzo Occhio< che veniva rappresentato con un > Disco rosso< avvolto in un serpente.



Il più delle volte era > un disco d'Oro < posto sulla testa dei molti Dei dal volto di un animale del composito Pantheon egizio.




Ra (noto anche nella forma Re) è il Dio-Sole di Eliopoli nell'antico Egitto. Emerse dalle acque primordiali del Nun portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret



A partire dalla quinta dinastia (ca. 2400 a.C.) in avanti fu congiunto con il dio tebano Amon fino a diventare la più importante divinità del pantheon egizio con il nome di
Amon-Ra.



Amon Ra > Il Dio Falco < viene rappresentato sia con il disco rosso , che con il copricapo bianco del regno dell'alto Egitto e/o bianco e rosso del regni unificati del basso e dell'alto Egitto.



come appare nella tomba di Nefartari con sulla testa > il disco rosso< o >il copricapo bianco e rosso<             



Amon Ra rimase per secoli il Dio Supremo, tranne appunto il breve periodo durante il periodo di Akhenaton (1350 a.C. - 1334 a.C.) quando fu imposta nell'Egitto l'esclusiva adorazione di Aton (il disco solare stesso).


> Disco rosso identificato con il Sole <

Dio-Sole
rappresentato anche con un occhio, quasi sempre quello destro.



Ma anche con un solo Occhio, quando si intendeva rappresentare
il Dio Unico<>Aton Ra,culto introdotto  in Egitto dal Faraone Akhenaton



LE SCUOLE INIZIATICHE DI AKHENATON


In un epoca in cui il politeismo era vigente, Akhenaton e la moglie Nefertiti introdussero l'idea del monoteismo - la fede in un solo Dio, ma soprattutto sarebbero stati - sempre secondo Drunvalo - tra i fautori e i sostenitori dell'apertura di queste Tre Scuole iniziatiche, che avrebbero reso operative. 



Chi aspirava ad entrare in questa corso iniziatico di preparazione, suddiviso nelle tre differenti scuole - seguendo l'impostazione storica sostenuta da Drunvalo - era tenuto innanzitutto a trascorrere 12 anni di iniziazione seguendo gli insegnamenti della

"Scuola dell'Occhio Sinistro di Horus"

Qui gli allievi passavano per varie iniziazioni che si tenevano nei templi lungo il fiume Nilo. Queste iniziazioni erano associate alla capacità di gestire le emozioni (paure, passioni, sessualità, tantra, etc.). Solo dopo aver compreso questi insegnamenti, l'aspirante era abilitato a ricevere per altri dodici anni gli insegnamenti della

"Scuola dell'Occhio Destro di Horus"

Colà riceveva iniziazioni riguardanti la Geometria Sacra e le sue relazioni con l'Universo e con tutto ciò che esiste

> l'Unità di tutti e di tutto <


Superato il 2° ciclo l'adepto/a entrava di diritto a far parte della Scuola di Mezzo, quella sopranominata - secondo Drunvalo del

>Terzo occhio di Horus <


al termine della quale sarebbe diventato a pieno titolo un Maestro Osirideo, che poteva fregiarsi sul > copricapo bianco < di due ali d'oro, simbolo delle due scuole iniziatiche dell' occhio destro e dell'occhio sinistro di Horus.



Almeno questa è una delle ipotesi possibili, in quanto in altre immagini il Faraone<>Osiride viene dipinto
con il copricapo bianco con
le due ali  con strisce d'oro- blu- verde ed in altre con il copricapo con i quattro colori.



In altre immagini il disco d'oro è rappresentato di colore rosso, come pure i collari cambiano colore con prevalenza delle bande rosse e
verdi. Altro particolare che deve avere una preciso significato simbolico esoterico è la carnagione di Osiride, salvo in un dipinto in cui è contrapposto al Dio Atum, che personifica il Faraone con copricapo bianco e rosso. Dipinto, in cui viene metaforicamente e simbolicamente, raffigurato un rito di passaggio dal mondo reale all'Universo degli Dei.



Era una scuola misterica, in cui gli iniziandi, senza distinzioni di sesso,  venivano progressivamente preparati ad avviarsi incontro al proprio

>  VERO IO <

e all'Immortalità, come sottintende Leonardo da Vinci nel disegno dell'Homo Vitruviano.
Drunvalo nel suo libro fa diversi accenni a queste scuole ed alle terribili prove cui venivano sopposti gli iniziandi, come quella di immergersi di notte nel pozzo di Kom Ombo, sotto le Piramidi, infestato di coccodrilli.



LA SCUOLA DELL
OCCHIO SINISTRO DI HORUS

Nel 2° volume, a pag. 41 del libro L’antico segreto dl Fiore della Vita Drunvalo fa un esplicito riferimento alle TRE  SCUOLE MISTERICHE dell’Antico Egitto e precisamente a quella imperniata sull'occhio sinistro, decisiva - una volta superate le due prove - per entrare a pieno diritto -  trascorsi oltre 24 anni- nella Scuola di Osiride, quella che apriva alla Terza Vista e all'immortalità.

Il capitolo è infatti dedicato ed intitolato alla > Scuola dell’ OCCHIO SINISTRO di HORUS < il cammino femminile, quello, che secondo Drunvalo - esplorava la natura umana delle emozioni e dei sentimenti, sia in positivo che in negativo, l’energia sessuale, la nascita e la morte, poi alcune energie psichiche e ogni cosa che non fosse legata alla logica ed alla razionalità. 





Tutte le informazioni e relative deduzioni, che hanno convinto l'assertore dell' esistenza di queste Tre Scuole iniziatiche,  sono state raccolte - secondo l'autore - attraverso  lo studio delle iscrizioni delle tombe egizie, sui muri e nei templi, studio che gli avrebbe premesso di individuare e comprendere gli insegnamenti della "Scuola dell'Occhio Sinistro di Horus", mentre si deve ai suoi particolari poteri di sensitivo l'individuazione, al di sotto delle Piramidi, dell' unica informazione incontrata sino ad oggi derivante dalla "Scuola dell'Ochio Destro di Horus"e cioé l' l'utilizzo come prova iniziatica del pozzo di Kom Ombo sotto le Piramidi.

IL CENTRO MISTERICO DI AMARNA
> ATON UNICO DIO <


E' sicuramente una tesi affascinante, che consentirebbe di rileggere l'emblematico e controverso periodo storico, che per un breve spazio di tempo  vide prevalere una teologia monoteistica, completante diversa ai culti politeistici, legato al culto di Amon-Ra, fino a quel momento praticati e immediatamente ripristinati dal successore di Akhenaton, che abbandonò al suo destino Amarna, la citta da lui fatta appositamente costruire con criteri urbanistici diversi da quelli abitualmente in uso all'epoca.
Nella parte meridionale della città era stato infatti  previsto il palazzo per l'intrattenimento del sovrano, mentre il centro era occupato da un tempio e dal palazzo reale; il lato settentrionale ospitava il quartiere dei mercanti. I templi erano aperti verso il cielo e quindi seguivano la struttura di quelli solari di Eliopoli.



Amon,
divinità solare tebana, giunse ad avere grande importanza nazionale appunto con la XVIII dinastia. Il suo ruolo di protettore della regalità comportava un enorme potere per il suo tempio principale situato a
Karnak, questo, nel corso dei secoli, aveva ricevuto in dono terre ed altre proprietà fino a diventare quasi uno stato nello stato ed a influenzare anche le scelte sulla successione al trono d'Egitto.
La famosa Faraona Hatshepsut
detta > il re-donna < derivò il suo potere dal favore goduto presso il clero di Tebe.


L'eresia di Akhenaton fu quindi un tentativo di recuperare il potere sacrale originariamente detenuto dal sovrano. La stessa titolatura dei sovrani ne indicava la componente divina: il Re era l'Horo vivente, figlio di Ra.


Il culto di Aton, divinità solare di probabile origine semita, fu introdotto a Karnak durante il regno di Thutmose II.



A differenza delle altre divinità egizie Aton non è rappresentato in forma antropomorfa, ma sempre come un Sole i cui raggi sono braccia terminanti con mani, alcune delle quali reggono l'
anch, simbolo della vita.Molto si è discusso, e scritto, sul monoteismo del culto di Aton, monoteismo che comunque racchiudeva in sé, senza rinnegarlo, il complesso politeismo egizio. In effetti molti studiosi preferiscono parlare di enoteismo nel senso che Aton non sarebbe stato l'unico dio, ma il Dio supremo la cui venerazione avrebbe potuto sostituire quella delle altre divinità. Tesi contestata da altri studiosi, essendoci diversi elementi che dimostrerebbero un tentativo di imporre un unico Dio, tanto che molti lo considerano un precursore ed antesignano di Mosé



Akhenaton diede infatti ordine di eliminare le immagini e i culti degli altri Dei in tutto l'Egitto (come le ricerche archeologiche ci mostrano), dando così segno di una completa rottura con il politeismo. Con questo egli enunciò i principi della sua nuova dottrina:

  1. Era consentito venerare un solo Dio
  2. Tutti gli idoli furono banditi, comprese le raffigurazione di divinità con animali e le personificazioni del Sole divino
  3. Tutti i rituali legati alla morte furono aboliti
  4. Nessun sacrificio di animali era permesso
  5. Universalità di culto
  6. Le sepolture dovevano essere effettuate senza beni materiali, come invece era usanza
  7. Abolizioni di miti e incantesimi
  8. Monogamia (come egli stesso praticò)
  9. Tutte le rendite degli altri dèi egizi dovevano confluire ad un unico tesoro, quello del Disco del Sole

Akhenaton con il suo monoteismo rivoluzionario, non poneva più il sovrano come rappresentazione di Dio,il faraone ora è "utile a Dio, che è utile a lui" come testimonia anche una stele commemorativa nel Tempio di Ptha a Karnak dove è scritto: "Dio ha fatto si che le vittorie della mia maestà fossero più grandi[di quelle] di ogni altro re. La mia Maestà ha ordinato che il Suo altare sia fornito di ogni bene."

L'escatologia, che sostituisce quella di Osiride, prevedeva che le anime dei morti, col sorgere del sole, uscissero fuori sotto le sembianze di uccelli per rivivere tutto il giorno > in un mondo parallelo <a quello materiale.



In alcuni inni ritrovati nella tomba del  sacerdote Ay, uno dei suoi più importanti consiglieri insieme alla madre Tiye ed alla regina Nefertiti,viene manifestato l'universalismo imperiale al quale, secondo alcune interpretazioni, mirava Akhenaton, che auspicava la diffusione di una Religione universale con al centro il Dio di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro razza e soprattutto il Dio creatore della natura.

AKHENATON  
> Il Faraone <




Akhenaton
, figlio di Amenhotep III,  conosciuto come il "faraone eretico" divenne faraone alla morte di suo padre, nel 1353 a.C. e dopo il primo anno di regno cambiò il suo nome da Amenhotep IV, "Amon è soddisfatto", in Akhenaton, "(Colui che) è utile ad Aton" e nel suo quarto anno di regno sposò Nefertiti, allora sedicenne. Nefertiti visse al crepuscolo della XVIII dinastia (Nuovo Regno). Il suo nome significava "La bella è arrivata" e fu una delle donne più potenti del mondo antico. Per 12 anni fu regina e "Grande Sposa Reale" e - secondo alcuni recenti ritrovamenti archeologici > Coreggente <  ruolo che alla  morte del Faraone in carica  , avvenuta nel 1336 a.C,  le avrebbe consentito di assumerne  a pieno titolo la carica con il nome di Neferneferaton, che mantenne per altri sei anni fino al 1330 a.C . Dopo di ché uscì dalla Storia, verso il 1336 a. C. Aveva circa trent'anni...



Nel secondo e nel terzo anno di regno, Akhenaton decise di celebrare un grande giubileo e iniziò la costruzione di almeno otto strutture in muratura a Karnak, dove, inizialmente, Amenhotep IV regnò.



La struttura più articolata fu il tempio ad Aton detto Gen-pa-Aton "il Disco del Sole è trovato", sui cui muri apparivano incise scene della celebrazione del giubileo e raffigurazioni della regina Nefertiti assieme alle figlie nell'atto di effettuare offerte al Sole (la coppia non ha avuto un figlio maschio e sarà la primogenita a prendere il posto della madre).
Un secondo tempio fu chiamato "Esaltati sono per sempre i monumenti del Disco del Sole" e comprendeva molte raffigurazioni di vita domestica a palazzo.                     
Un terzo tempio fu denominato "Robusti sono per sempre i monumenti del Disco del Sole", i cui rilievi descrivevano offerte al Sole, processioni e scene di palazzo con servi.


NEFERTITI
> Coreggente <

Si crede che Nefertiti ebbe un ruolo attivo nei cambiamenti culturali e religiosi iniziati dal marito (alcuni addirittura sostengono che fu lei ad iniziare la nuova religione). Dai vari reperti attribuiti alla coppia regale molti studiosi hanno tratto la convinzione che la Regina, come il marito,  devota seguace e Sacerdotessa del Dio Atun, avesse un ruolo paritetico, partecipando alla cerimone come Moglie del Re Atun.



A differenza infatti  di altre prime regine, ella è mostrata nell'atto di partecipare al culto giornaliero, ripetendo gli stessi gesti e facendo le stesse offerte del Re. Laddove tradizionalmente era sempre esistita una relazione diretta ed unica tra gli Dei e il Re, che ne rappresentava l'incarnazione vivente. Ora quella relazione si è espansa per includere la coppia. Nella nuova religione  il Re e la Regina erano visti come "una coppia primeva". Furono loro che adoravano ed avevano il rapporto diretto con il disco solare, denominato Atun, e era quindi soltanto attraverso di essi che questo Dio poteva essere raggiunto. Il popolo era cosi portato ad adorare l'ntera Famiglia reale in tutti i suoi componenti > PADRE, MADRE e le 6 FIGLIE < come i raggi del sole cadevano e davano la vita, sembra, solo alla coppia regale.

Nefertiti infatti viene sempre presentata in pubblico non come semplice moglie del faraone, ma  come Moglie del Dio. Dalla sua prima apparizione a Karnak, lei indossa la stessa toga attillata, legata con una fascia rossa, con i capi della stessa pendenti davanti. 



Se compiva una simile funzione in qualità di Moglie del Dio Atun nella religione Amarna, parte di questa responsabilità sarebbe stata di mantenere > uno stato di risveglio permanente < dando mostra di  possedere identiche facoltà e poteri del Faraone. 



Come moglie della discendenza del Dio del Sole, ella prese il ruolo di Tefnut, che era la figlia e moglie di Atun



Dopo il quarto anno regale, lei iniziò a portare un copricapo a forma di mortaio, che era il copricapo di Tefnut nel suo aspetto leonino della Sfinge. A Nefertiti inoltre ci si riferiva come "Tefnut stessa", contemporaneamente la figlia e la moglie del Dio Sole, esattamente come la Dea Iside.

Nefertiti ebbe quindi un ruolo uguale a quello del Faraone, che era l'immagine di Ra vivente.

AKHENATON  <>   NEFERTITI
DIO SOLE <> DEA LUNA



Nefertiti, da diversi risconti e concreti elementi, sembra quindi che fosse pontefice al pari di Akhenaton. Probabilmente aveva il titolo di "Sommo Sacerdote", come dimostrano alcune raffigurazioni sui blocchi rinvenuti nel tempio di Karnak.
Nefertiti, quale Grande Sacerdotessa
del culto di Aton, disponeva di uno spazio sacro particolare > "l'ombra di Ra"< in cui dovevano essere praticati  i riti iniziatici più importanti, tra i quali molto probabilmente l'apertura del terzo occhio,
come attesterebbe il busto, attribuito proprio alla regina Nefertiti in cui, a meta della fronte c 'è un orifizio, che alcuni interpreti identificano con il > Terzo occhio<, ma che in realtà doveva essere l'orifizio , in cui veniva posto l'ureo regale, simile a quello da noi riprodotto. Buco che ritroviamo anche in altre statue di Faraoni, essendo stato asportato da ladri o forse, nel caso di Nefertiti, da chi non aveva alcun interesse a riconoscere il ruolo paritetico che aveva assunto.



Ci sembra invero sinceramente eccessivo attruibuire ad Akhenaton ed a Nefertiti , che regnarono sull'Egitto una ventina d'anni,l'esclusivo merito della costituzione di queste Tre scuole iniziatiche dell'Occhio di  Horus
Numerosi indizi e riscontri  sembrano infatti avallare l'esistenza - molto prima della salita al trono di Akhenaton - di un percorso iniziatico, in cui gli adepti venivano preparati in
scuole iniziatiche legate al culto osirideo ed all'Occhio di Horus, come mostrano questi due murales, in cui nel punto più alto del dipinto vengono raffigurati > i due  occhi di Horus< ed in mezzo >il disco rosso<.

IL TERZO OCCHIO DI HORUS



Nel 2° murales >il Disco rosso< è posto più in alto, cosa che ha portato alcuni interpreti - anche per lo strano buco posto in mezzo alla fronte della regina Nefertiti - a ritenere che questo fosse il simbolo, con il quale gli egiziani che identifica > il Terzo Occhio < formando > il Triangolo, posto al centro di tutti i Templi massonici per rappresentare > l'Occhio < del Grande Architetto dell'Universo.



Nella tradizione classica egizia, fatta eccezione per la parentesi del regno di Akhenaton, il Faraone
veniva identificato e rappresentato con il volto di Amon -Ra, il  Dio-falco, con il disco solare sulla testa.
Ma proprio questa identificazione con Amon -Ra ha portato ad escludere che > il disco rosso solare <potesse essere identificato con il Terzo Occhio.



Amon-Ra
e rappresentato appunto con l'Occhio Destro, detto appunto > l'Occhio di Ra <



In effetti in molti templi egizi sono riprodotti
sia l'occhio destro (in netta prevalenza), che l'occhio sinistro.



In questo dipinto, nella tomba di Pashedu, si osserva una figura maschile in basso con un copricapo viola (si tratta di un defunto), che ha tra le mani un cesto con due candele accese. Di fronte, seduto sul trono più in alto, appare il Faraone con una tunica bianca senza il lungo copricapo bianco, ma quello normalmente usato a strisce verdi. La carnagione è verde, come quella di Osiride. Il Dio-Falco assiste alla scena, dietro un classico >occhio destro< dal quale si sporge un braccio, che porge un secondo cesto con due candele accese. Sotto >l'occhio destro< c'è un uomo in ginocchio con un gonnellino  bianco.
Si tratta, come abbiamo rilevato nelle premesse, di una metafora allegorica, che mostra un rituale liturgico legato molto probabilmente il cammino iniziatico , che si praticava nei centri iniziatici e la sua naturale conclusione con la morte.


LA TOMBA DEL "MASSONE" SENNEDJEM

In diverse tombe ritroviamo > occhi di Horus < posti in posizioni particolari con precisi significati simbolici. Si veda, per esempio, l'occhio destro con il Dio Falco, dipinto sopra lo stipite della porta di ingresso della camera funeraria nella Tomba di Sennedjem, nella necropoli nei pressi di Tebe, dove normalmente venivano seppelliti  muratori ed operai esperti nella costruzione e raffiguraziome pittorica dei sepolcri degli alti personaggi della Corte imperiale o della casta sadertotale e militare.



La tomba di Sennedjem mostra particolari che colpiscono l'occhio esperto di colui, come il sottoscritto, ha imparato a leggere simboli e a comprendere il significato di determinate metafore ed allegorie. Ci hanno pertanto non poco colpito le considerazioni di T.H James a pag.616 del libro " I Grandi Faraoni" con numerose forografie pubblicato dalla Casa editrice White Star di Araldo de Luca, considerazioni che riteniamo opportuno richiamare:
" La disposizione e la mummificazione delle salme, la qualità dei dipinti, la scelta delle divinità e la disposizione sulle pareti, mostrano un alto grado di raffinatezza estetica ed una profonda preparazione tecnica e liturgica. La forma e la tipologia degli oggetti ricalcano l'identica tipologia di tombe e di feretri impiegati esclusivamente per sepolture di persone di alto rango.  Questa inusitata perizia era dovuta molto probabilmente  al lavoro che Sennedjem svolgeva per tali persone come "semplice operaio". Se ne ha una conferma nell'epitaffio ritrovato  il Suo sarcofago >Il servitore nel Luogo della Verità<> vale a dire -sempre secondo James_  > operaio < o > membro della squadra <........ come del resto confermato da ritrovamento tra "gli oggetti" deposti intorno al suo sarcofago, repliche del suo "lavoro terreno" :
>un cubito per misurare - una squadra con filo a piombo per livellare-  una livella verticale  sempre con filo a piombo per determinare la verticalità di una parete".



Sono considerazioni e tipici oggetti da "muratore" che metterebbero all'erta qualsiasi "fratello massone", che si convincerebbe immediatamente di aver incontrato la tomba non certo di "un semplice operaio", ma di un "fratello"<> un massone ante litteram< tanto sono eloquenti e parlanti -  per chi li sa leggere e sa comprendere- le immagini e le storie rappresentate. I racconti appaiono infatti con una chiara impronta  ritualistica e misterica. Basta infatti osservare con attenzione le immagini poste intorno la sarcofago.


Questo "massone" ante litteram, doveva essere molto probabilmente  una personalità di alto rango iniziatico per permettersi di riprodurre l'arrivo della Barca del Sole, guidata da Horus in persona con, a prua, l'uccello Ibis con in testa il copricapo arcobaleno, il più alto simbolo con cui venivano effigiati solo i Faraoni.



Osiride, con gli occhi d'oro che in questa particolare e sacra rappresentazione della tumulazione dello sconosciuto "muratore" Sennedjem viene posto davanti al  suo sarcofago con al collo un  collare tutto d'oro e sulla testa non il solito disco rosso, ma addirittura il disco d'oro, senza contare la serie di doppi occhi di Horus posti su quasi tutte le pareti.



E' quindi molto più probabile che siamo di fronte ad una tomba di un Gran Maestro di una fratellanza misterica legata intimamente alle scuole iniziatiche dell'Occhio di Horus, come si direbbe oggi in ambito massonico, anche in considerazione dell'impegno economico che un sepolcro cosi articolato e complesso ha sicuramente richiesto e soprattutto dell'impossibilità che un'opera del genere passasse inosservata e restasse segreta. Ogni dipinto ha infatti un preciso significato simbolico soprattutto per chi sa interpretarli nel loro significato esoterico-mistico.

LA TOMBA DI INIERCA
LO SCAMBIO DEGLI OCCHI DI HORUS

Se ne ha un'ulteriore conferma esaminando  quest'altro dipinto, ritrovato nella tomba di Inierca, in cui viene  raccontata una altra storia dall' alto contenuto misterico e rituale, da cui crediamo si ha un'ulteriore  prova  dell'esistenza delle Tre scuole iniziatiche dell'Occhio di Horus.



In questo murales, posto nella stanza antistante la camera mortuaria, la leggenda di Osiride ha sempre più chiari richiami simbolici e misterici. Infatti  sul trono corrispondente all'occhio destro è seduto il Dio Anubi in bianco, mentre sul trono corrispondente all'occhio sinistro è seduto Osiride , con copricapo e tunica completamente bianchi. Sembra a prima vista un'immagine speculare. Se si osserva invece con più attenzione si noterà che, sotto i due occhi in alto, vi sono dei geroglifici con immagini differenti.
Sotto quello di destra è disegnato un altro piccolo occhio.
Sotto l'occhio di sinistra non c'è il piccolo occhio. ma appare il simbolo del Dio Falco.

Crediamo però che gli indizi più interessanti, ai fini della nostra indagine, siano i due occhi sopra i tavolini con i quattro vasi fiori (posti ai lati dei due troni), che  appaiono uguali e riprodotti in modo simmetrico e speculare.Non si realizza invece lo stesso disegno a specchio per i due occhi, che appaiono invertiti > l'occhio sinistro a destra e viceversa. Ci sono poi differenze nei due animali che segnano il termine delle sopraciglie e nelle occhiaie. Infine  nei due occhi invertiti sono stati inseriti due boccioli di fiore di differente grandezza.
Sarebbe quindi molto interessante  leggere il testo al centro del disegno. che molto probabilmente  faciliterebbe l'interpretazione di questo murales.


IL CAMMINO INIZIATICO 
> da ATUN a
OSIRIDE <

C'è un'immagine, ripresa in un altro sepolcro,  che crediamo ci fornisce un'ulteriore conferma.



In quest'altro murales (già preso in considerazione) ci sembra ancora più chiaro ed intellegibile per chi ha la consuetudine a comprendere il messaggio  di simboli e messaggi criptati. Mostra infatti il Faraone in due distinte figure di Dei > prima e dopo il compimento del viaggio iniziatico.
1) il Faraone a destra della foto - raffigura il Dio-Atum, il cui nome può significare "tutto" o "niente". Il Dio Atum appare di  carnagione rossa mattone, a torso nudo con il copricapo bianco e rosso, che viene normalmente posto in capo ad Horus. Ha un > Ank< nella mano destra > simbolo della vita. Porta intorno al collo > due strisce< di color verde, con contorni nero e blu, > strisce< richiamate nella parte alta anche sul trono, su cui è seduto. Guarda >in direzione Est< e mostra >l'occhio destro<
2) il Faraone - a sinistra della foto - raffigura il Dio Osiride. E' raffigurato con la carnagione verde, indossa la tunica bianca e porta il capricapo a strisce multicolori. Nelle mani tiene
gli strumenti della resurrezione
Nella mano destra > il correggiato di fili d'oro. Nella mano sinistra >
l'uncino.



> il ventaglio d'oro divide ed unisce i due Dei<>Faraoni, seduti di spalle, che sembrano avere lo stesso volto, dando l'idea che si tratti dello stessa persona che ha completato il cammino verso destra e verso sinistra.


Anche questo murales va letto con attenzione essendo anch'esso latore di messaggi simbolici con precise valenze esoteriche :
>
le figure sono poste di spalla, in direzione invertita e contraria, e mostrano l'occhio destro, nudo, e quello sinistro la figura con la clamide bianca ed i simboli del Faraone.
> I due troni mostrano disegni diversi: quello a destra dell'immagine richiama per il 50% le linee ed i colori del copricapo del Faraone ( seduto a sinistra nel dipinto), la cui clamide è bianca come il copricapo, che indossa la figura a torso nudo. la cui pelle è rosso mattone, mentre quella del Faraone è verde, colori> rosso e verde- richiamati sul copricapo e nei due troni.



> i colori sul copricapo del Faraone verde sono quattro > blu-dorato (tipico dei faraoni) +rosso e verde.
> il copricapo - come abbiamo già rilevato - è diverso da quelli indossati da Osiride in altre immagini ed in particolare in quella dove Osiride <> bambino è fotografato insieme ad Horus-Falco ed a
Iside con il cerchio d'oro.


> Il copricapo di Osiride riproduce
" l'uovo della metamorfosi", che rappresenta il reale cambiamento fisico che si subisce nella vita, unendosi alle energie colorate dell'Universo. Solo cosi si vede con >l'occhio di Dio<



>
Se ne può avere un'idiretta conferma  se si raffronta questo murales con quello fotografato da Drunvalo Melchizedek nel suo Libro. 


> Se infatti si prende in esame la fotografia, riprodotta in bianco e nero, si noterà che il copricapo a strisce colorate e con le due ali laterali, indossato dal Faraone con la carnagione di color verde, è identico a quello posto tra i due occhi  alla base del cerchio rosso, che rappresenta appunto l'energia solare, che è appunto raffigurata con
il rosso
dell'uovo> simbolo di rinascità.



> Un'altra conferma la fornisce Il disco d'oro, posto sul cranio del Faraone alla base del copricapo colorato,
cerchio dorato, che non è inserito nelle altre immagini di Osiride con il copricapo bianco, né tanto meno in quello con le ali dorate. In tutte e tre le immagini sopra pubblicate > Osiride < è però sempre dipinto con > carnagione verde <

DISCO D'ORO <> CUORE D'ORO




Andrebbe quindi letto con molta cura l'intero murales posto alle spalle dei due personaggi.
Del resto l'intero disegno parla attraverso
simboli. C'è infatti un altro disco
che merita attenzione.



In cima al copricapo arcobaleno compare > un
secondo disco< (mezzo dorato e mezzo nero) che assomiglia al simbolo dello Ying e dello Yang > con una forma  a cuore per quanto riguarda > la sezione dorata.



Si tratta effettivamente di > un cuore giallo< di una > divinità verde<



come in effetti conferma l'immagine del
Faraone con i due occhi di Horus, che apre il presente capitolo, in cui, sul Suo copricapo arcobaleno, è chiaramente ed indiscutibilmente indicato > un Cuore giallo < come le pupille dei due occhi di Horus, che sono appunto anch'esse  colorate in giallo, mentre in tutte le altre rappresentazioni sono sempre dipinte in >nero<.



Giallo come
l'Oro, che è
il miglior conduttore dell’ Energia: puro, inattaccabile dagli acidi corrosivi, neutrale rispetto ai passaggi energetici attraverso di sé. Così Osiride, che lo rappresenta, diventa il Veicolo di tutti gli Dei, può comprenderli, manifestarli tutti perchè il suo > Cuore < batte all'unisono con quello di ognuno diLoro.



Cosi il Faraone Solare  mostra di essere capace di esprimere le vibrazioni dei 9 Colori o Livelli Aurici e sottili dei corpi corrispondenti ai 7 cromatismi visibili, più l'Infrarosso e l'ultravioletto, che si fondono nei 5 veicoli spirituali, di cui AKHU e SAHU costituiscono i primi due.
Ha aperto infiniti occhi ad infiniti colori.



Messaggio simbolicamente illuminante, perchè mostra che per gli egiziani non era > l'occhio < ma > il Cuore < il simbolo che mostrava
la nuova presa di coscienza

> lo stato di risveglio permanente <



L'Iniziato aveva infatti assunto a pieno titolo le sembianze del d
ivino Osiride, come mostrava la Sua carnagione verde ed il suo cuore giallo, avvolto in un cerchio nero> il buio e la luce <> il giorno e la notte, colori riprodotti in tutte le maschere d'oro ritrovate nei sepolcri dei Faraoni. 



Che questa possa essere una delle interpretazioni di questo complesso messaggio simbolico lo conferma una  delle iscrizioni di un testo a carattere magico religioso, ritrovata all'interno e sulle spalle della Maschera d'oro di
Tutankamon, iscrizioni destinate a proteggere, nel viaggio post morte, le varie parti del corpo.
La lettura dei geroglifici evidenzia il rapporto di ogni organo con la divinità ed il suo significato esoterico. La fronte è identificata con la Dea Anubi. L'occhio destro è la barca della notte (del Dio Sole Ra). l'occhio sinistro è la barca del giorno. Le sopracciglie le nove divinità. 

Cuore a
Cuore

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio   
che può cambiare il mondo