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AKHENATON "UOMO-LUNA DONNA-SOLE"

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AKHENATON
> UOMO LUNA<> DONNA SOLE
<

La religione egizia, nella costruzione dei suoi miti e dei suoi Dei ha sempre dato particolare importanza  al Sole e alla Luna.  Ne da una prova tangibile il Mito di Iside ed Osiride, in cui è rappresentata metaforicamente l'intima unione  tra l'energia lunare con quella solare, che si completano  in modo armonico e sovranaturale. I due occhi di Horus sono i simboli scelti per rappresentare quest' indispensabile unione tra la parte maschile e femminile.

< Occhio destro > il Sole (l'uomo) <> Occhio sinistro < la Luna (la donna)

Rapporto che può essere realizzato solo trasformandosi in un "essere  androgino", come è rappresentato in quest'immagine il simbolo del sacro

"REBIS"

Unione che può avvenire solo attraverso un cammino comune a tutti i livelli, quelli umani e quelli celesti come avevano perfettamente inteso ed applicato durante quel breve passaggio terreno Il Re Akhenaton e la Regina Nefertiti, assurti insieme > non certo casualmente< al livello sommo nella gerarchia egizia, riconoscendosi ad entrambi il ruolo sacro di Faraone e di Gran Sacerdote di Atun, vissuto non come unico > Dio Sole < ma come la perfetta ed indissolubile unione di Fratello Sole e di Sorella Luna > Il Dio Sole-Luna come direbbe San Francesco d'Assisi.



Se ne ha  conferma in questo  bassorilievo, in cui si vedono appunto i due  Re, uno di fronte all'altro, con i simboli del Faraone Nefertiti ha > il cranio allungato< esattamente come sui  busti delle figlie ritrovati nel laboratorio dello scultore di corte ,a conferma che le donne della famiglia reale hanno unificato il cervello maschile con quello femminile. Akhenaton  porta in  fronte il cobra reale Uadjet,
simbolo del Regno Basso Egitto, come quello portato dal Faraone Amenenope, ma non l'avvoltoio Nekhebet, simbolo del Regno  dell' Alto Egitto, come appare splendidamente fregiata la maschera d'oro di TutanKamon



Del resto in quasi tutte le statue ritrovate
Akhenaton indossa esclusivamente il simbolo del cobra.
Nefertiti porta anch'essa sulla fronte un cobra più piccolo con due spire, mentre quello indossato da Akhenaton ha quattro spire, a conferma che si tratta dell stessa stirpe faraonica, portando ambedue il simbolo della XVIII dinastia. Del resto molti storici, alla luce di nuovi riscontri e documenti ritrovati in recenti schiavi archeologici, sono convinti che Akhenaton, per garantire la continuità della riforma atonista, abbia nominato la moglie Nerfertiti sua > Coreggente <  e che alla sua morte, avvenuta nel 1336 a.C,  Nefertiti assunse a pieno titolo la carica di Faraone con il nome di Neferneferaton, che mantenne per altri sei anni fino al 1330 a.C., periodo in cui se ne perdono le tracce, essendo stata - sembra -  eliminata da una congiura di palazzo.


Simbolo della XVIII Dinastia


La parità di grado e di titolo si riscontra anche in altre immagini che portano lo stesso simbolo della spirale a cerchi concentrici, ma soprattutto, ai fini di questa indagine, un Akhenaton nel suo più probabile aspetto e quindi non con occhi a mandorla di taglio orientale e con un bocca con un taglio chiaramente femminile, come appare la bocca di Nefertiti, che sembra addirittura con il rossetto.



Considerazioni che confermerebbero che il simbolo del cobra fosse quello inserito anche nella fronte della statua, che è stata, crediamo volutamente rappresentata nuda con i seni in evidenza e la bocca con apparente rossetto >  particolari ed indizi, che - a  nostro avviso- dovrebbero avvalorare la tesi di scuole misteriche miste, in cui si cercava di aiutare gli adepti ad unire le due energie > positiva e negativa che scorrono nel corpo di ambo i sessi.



Forse la prova più tangibile la forniscono > due statue di Akhenaton < attualmente al Museo del Cairo. 



Sono ambedue diverse dalle altre per numerosi particolari. In particolare la 2°, in cui il Faraone appare con il ventre di una donna. Affronteremo questo controverso aspetto successivamente. Al momento ci preme mettere in risalto > l'intenzionale mancanza dell'occhio destro <, utilizzando
due fotografie speculari ed invertite, che come al solito appaiono in modo indistinto su internet, esattamente come viene pubblicato l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. In questo caso abbiamo ritenuto utile inserire anche quella invertita e cioé quella che appare con il braccio sinistro sano e  l'occhio destro. Il doppiaggio in questo caso è stato eseguito di proposito,  in modo che venisse meglio recepito il messaggio simbolico esoterico sottointeso. 
Le due braccia , con questo trucco fotografico, si sovrappongono in senso contrario, cosi da simboleggiare i due differenti cammini iniziatici , che avrebbero dovuto intraprendere gli adepti alle scuole dell'Occhio di Horus a seconda se intendevano percorrere quello dell'occhio destro o quello dell'occhio sinistro.

Altro particolare, che deve avere un preciso significato simbolico esoterico, è proprio > l'incrocio delle due braccia < che nelle rappresentazioni di Osiride-Faraone non risultano mai sovrapposte.



L'OCCHIO DESTRO > CIECO < di AKHENATON

Ad un'osservazione più attenta si nota che, a differenza di quasi tutti gli altri busti, in questa statua priva del braccio sinistro, gli occhi sono marcati, ma solo> l'occhio sinistro < risulta > annerito <> quello corrispondente al braccio sano che stringe il carreggiato.
Appare evidente che si tratta di una scelta assolutamente non casuale, come del resto conferma anche un' altra foto di una testa, appartenuta ad una delle quattro enormi statue di Akhenaton ,appoggiate a quattro pilastri quadrati in  una grande corte peristila del Tempio di Aton, che il Faraone  fece costruire a Est del Tempio di Karnak.



L'OCCHIO SINISTRO > CIECO < di NEFERTITI

Il risalto posto ad un solo occhio (il sinistro in questo caso) non solo sembra avvalorare  la tesi di Drunvalo Melchizedek sull'esistenza delle Tre scuole misteriche dell'Occhio di Horus, ma darebbe un significato ineluttabilmente altrettanto> simbolico < al busto di Nefertiti, a cui, a questo punto dell'indagine, consentirebbe di prendere in seria considerazione l'ipotesi che la cornea di vetro nell'occhio sinistro non sia stata inserita di proposito.



Nel capitolo successivo cercheremo di comprendere i veri motivi che hanno portato Akhenaton a far scolpire due statue uguali di sesso diverso, ma soprattutto > privi di un occhio < , come appare il famoso busto di Nefertiti (completato in tutti i particolari), ma con l'occhio sinistro bianco e senza luce.

? IL MESSAGGIO SEGRETO DI NEFERTITI E' VERO O FALSO ?



Busto enigmatico e pieno di misteri ritrovato da Ludwig Borchardt, l’archeologo tedesco che, per primo, ebbe il privilegio di fissare quel volto stupendo, allorché, nel Dicembre del 1912, lo riportò alla luce, estraendolo da quello che risultò essere il laboratorio del grande il caposcultore di corte ‘(Camera 19, settore P47, degli scavi di Tell El Amarna).  Laboratorio, che si dovrebbe presumere "segreto", sito in un luogo sotterraneo non facilmente accessibile e che molto probabimente venne abbondonato precipitosamente Non si comprenderebbe altrimenti perchè non venne portato via. Ludwig Borchardt, scopritore del busto di Nefertiti, è il fondatore dell’Istituto Tedesco di Archeologia del Cairo e si era formato alla scuola di Adolf Erman. Egli sposò Emilie Cohen una facoltosa esponente della società di Francoforte mecenate di molte associazioni e circoli culturali, per cui egli poté dedicarsi completamente alla ricerca.
Nel suo diario, sembra redatto diversi anni dopo il presunto ritrovamento, il famoso archeologo tedesco afferma  che durante gli scavi
nel quartiere degli artigiani di Akhenaton, avrebbe trovato nella bottega dello scultore Thutmosi, insieme ad utensili vari e colori > il busto in pietra calcarea < alto mezzo metro, in testa l’alto copricapo blu riservato alle sovrane, > l’occhio sinistro < ancora incompiuto, che identificò come la regina Nefertiti, sposa di Amenofis IV, re d’Egitto nel XIV secolo a. C. In base all’accordo di concessione degli scavi, Borchardt poteva tenere per sé la metà dei reperti. Si portò dunque via Nefertiti, che consegnò al suo finanziatore James Simon. Il magnate del cotone, tedesco di origine ebraica,  nel 1913 la fece trasferire a Berlino, con il consenso delle autorità ottomanne. La tenne con sé qualche anno e nel 1921 la donò al Museo egizio di Berlino insieme a moltissimi altri reperti, tra i quali il busto della regina Tye, madre di Akhenaton.



Questo è in effetti il resoconto di quanto "scoperto" da Borchardt, ma non risulta alcuna conferma documentale  a disposizione, se non " il presunto verbale "steso di pugno dallo scopritore, documento assolutamente "top secret" custodito dalla direzione del Museo, che  si è sempre rifiutata di esibirlo, creando inevitabili dubbi e perplessità sull'autenticità dl pezzo quasi intatto ritrovato dopo 3.000 anni.
Le circostanze del ritrovamento appaiono poco credibili, anche perché non supportate da alcun riscontro documentale e soprattutto non sembra assolutamente  giustificato, da parte dei responsabili del Museo di Berlino, il persistente rifiuto di fornire un preciso riscontro a 100 anni dalla scoperta avvalora il dubbio sulla sua presunta autenticità perché non fornisce le ormai necessarie prove scientifiche.
Due studiosi, uno svizzero, Henri Stierlin, e uno francese, Jean-Jacques Fietcher, contestano l’autenticità del busto della regina Nefertiti conservato all’Altes Museum di Berlino.
Dubbi e perplessità sull’ autenticità del busto di Nefertiti sono stati sollevati dallo storico Fietcher nel suo libro inchiesta sui falsari in archeologia, intitolato «Faussaires d’Egypte»,
pubblicato dalla casa editrice francese Flammarion (pagine 252).
Lo storico ginevrino Stierlin, nel libro «Le buste de Nefertiti, une imposture de l’egyptologie?», pubblicato dalla casa editrice francese Infolio (pagine 135), osserva  che le cose non siano chiare lo ammettono tutti i libri relativi a questo busto, che non tacciono il fatto che le circostanze della scoperta sono poco chiare.



" I suoi resoconti sono troppo imprecisi, troppo vaghi per essere onesti», afferma senza mezzi termini Henri Stierlin. La descrizione dei reperti rinvenuti è giudicata «laconica», sbrigativamente stringata, osserva Stierlin; in particolare quella del busto è definita semplicemente «in uno stato di conservazione miracoloso».



In un controllo successivo con i raggi X si è scoperta l'esistenza di un altro busto di pietra diverso da quello sovrastante, in cui  la regina si mostra con le rughe e molto più anziana. Il rivestimento - secondo   coloro che ne contestano l'autenticità -  sarebbe stato eseguito dallo scultore Gerhard Marcks su commissione dell'archeologo tedesco, che non aveva in quel momento alcun intento truffaldino, volendo mostrare solo quale dovesse essere l'aspetto della regina famosa nell'antichità per la sua straordinaria bellezza. Alcuni particolari appaiono decisamente modificati rispetto  al modello in pietra sottostante, > si vedano per esempio il naso e la bocca, più affilate, come mostra questa fotografia molto più simile alla copia sottostante.

Diversi studiosi ed esperti si sono poste le stesse domande e hanno mostrato identiche perplessità e dubbi. Il volto appare con fattezze moderne e molto diverse dalle molteplici immagini dell'epoca attribuite alla regina Nefertiti,spesso con il cranio allungato, come quello delle sue figlie.



Molti sono convinti che trattasi di un "falso", fatto realizzare dallo stesso Borchardt su una delle maschere di pietra ritrovate nello studio.
Non ci sarebbe in effetti da stupirsi  vista la propensione di Borchardt a giocare con i falsi d’autore e , come dice il famoso detto “il lupo perde il pelo , ma non il vizio". C'è un anedotto che lo riguarda che ci sembra molto significativo.
Che ci sia qualcosa di sospetto lo dimostrerebbe in effetti un episodio avvenuto nel 1887-88, quando Borchardt lavorava al Museo di Berlino e si cimentò alla riproduzione di antiche tavolette cuneiformi. Borchardt ne nascose una  prodotta da lui in una scatola insieme ad altre autentiche e il famoso assiriologo Felix Peiser non si accorse di nulla, ma si entusiasmò all’idea di poter presto pubblicarne il contenuto proprio di quella tavoletta perché parlava di logaritmi.(A. Erman- Mein Werden und mein Wirken, Leipzig, 1929, pag 230). Se Borchardt non avesse all’epoca avuto il coraggio di dichiararsi come autore del reperto ( e della burla) forse oggi leggeremmo ancora dell’importanza di quel reperto nei testi di algebra !



Lo stesso coraggio dimostrò di non averlo con il busto di Nefertiti, che, secondo lo Stierlin, è stato eseguito dallo scultore Gerhard Marcks, che partecipava alla spedizione, ricoprendo uno dei volti in pietra di Nefertiti ritrovati nello studio di Thutmosi ed utilizzando gli stessi prodotti e  colori dell’epoca ancora presenti in diverse botteghe nel quartiere degli artigiani di Akhenaton, dove vennero eseguiti gli scavi. Il busto doveva servire come sostegno per una collana che era stata recentemente messa in luce. "Sino ad allora, si poteva vedere Nefertiti solo come era raffigurata sui bassorilievi," ha detto Stierlin a SPIEGEL ONLINE. "Borchardt voleva vederla in tre dimensioni."
La teoria di Stierlin potrebbe avere quindi un qualche fondamento. Sterlin, nel suo libro riporta un episodio che sembra avvalorare "la tesi del falso",  affermando   che quando Johann Georg, un duca sassone, visitò la tomba nella città egiziana di Amarna, fu immediatamente preso dalla bellezza del busto. Borchardt, anziché rivelare la verità al sua regale ospite, scelse di mantenere la verità per se stesso.
La teoria di Stierlin ha guadagnato credibilità dal fatto che
Borchardt incluse nella sua spedizione qualcuno chiamato Marcks.



Una volta che Simon nel 1921 decise di offrirlo al Museo di Berlino ed esposto al pubblico venne presentato come autentico e Borchardt non ebbe il coraggio di dire la verità e si adoperò per rendere credibile la scoperta redigendo proprio in quel periodo il famoso diario, circostanza che rende ancora più inverosimile la scoperta.
Altra circostanza che genera dubbi e perplessità è il racconto del presunto ritrovamento. Stierlin (a pag 75 del suo libro) mostra la pianta dello studio di Thutmosi, pubblicata dallo stesso  Borchardt sulla rivista scientifica "Ausgranbunge- Die Bunte Buste"(pag, 30-31), il quale sostenne di avere ritrovato il busto a testa in giù nella sabbia, busto danneggiatosi in seguito alla caduta da una mensola posta a circa un metro dal suolo. Da questa caduta si sarebbe leggermente danneggiato solo l'uraeus (il simbolo del cobra), posto sul davanti del copricapo. Il volto sarebbe rimasto intatto, coperto di sabbia per 3.000 anni. Lo scopritore dichiarò  che, nonostante le accurate richerche, non si riusci però a ritrovare tra la sabbia né l'occhio sinistro , né il pezzo di rivestimento del copricapo staccatosi e sbriciolatesi durante la caduta.


sull'autenticità del reperto c'è un interessante articolo di Alberto Cottignoli

BUSTO DI NEFERTITI: UNA TEDESCA MODERNA TRAVESTITA DA EGIZIANA

Devo ammettere che, dopo aver attentamente vagliato le varie osservazioni e contestatazioni, mi sono convinto che la versione fornita dall'archeologo tedesco è inverosimile e contradetta da troppi elementi che non combaciono.  Al di là di evidenti incongruenze denunciate dai vari critici, quello che lascia sinceramente perplessi è un'altra circostanza, che ci è sembrata sinceramente "strana"e "inverosimile". Viene infatti spontaneo domandarsi come ha potuto un busto di cosi rara fattezza, posto in bell'evidenza su una mensola, restare in uno studio aperto, lasciato alla mercé di chiunque poteva liberamente entrare in una città abbandonata e per anni oggetto  a continue demolizioni  e recuperi, ma soprattutto terreno incontrastato di ladri e di persone interessate a recuperare  i pezzi più pregiati, tra i quali c'erano sicuramente le opere scultoree e pittoriche del Capo scultore di Corte.



Sembra "un sogno" diventato "realtà", trasformando quel busto in una leggenda, ma soprattutto ha dato modo a Ludwig Borchardt di rivelare, del tutto inconsapevolmente, il mistero del terzo occhio <> dell'occhio alla ricerca della vera luce, come è indicato in  modo esplicito nelle due statue di Akhenaton, in cui con "la cecità" di uno dei due occhi
è probabile che il Faraone non si volessse rappresentare la perdita parziale della vista, ma all'opposto la conquista dell'altra vista > la terza<.

?? L'ENIGMA
DELL' OCCHIO DESTRO DI AKHENATON ??



E che ci sia un significato esoterico sembrano dimostrarlo  proprio le immagini, in cui Akhenaton, ha fatto scolpire il Faraone, uscendo da ogni schema classico, in aspetto chiaramente femminile con i due seni e privo dell'organo maschlle, tanto da convincere alcuni studiosi a ritenerlo una donna o addirittura un ermafrodito, nonostante fosse felicemente sposato ed avesse procreato almeno una decina di figli.
Nessuno ancora oggi ne comprende il profondo significato simbolico esoterico, che si nasconde dietro queste qusta statua,alta m 3,50 (il doppio della statura degli uomini dell'epoca) che nascondono la vera natura di questo culto e sono la diretta testimonianza dell'essenza femminile  insita nel culto di un Dio, che non era mai stato vissuto nelle sue prerogative maschili, come del resto era nel DNA della religione politeistica egizia.
Ma ciò che ha reso questo culto assolutamente diverso ed innovativo tanto da renderlo inaccettabile da parte della casta sacerdotale e guerriera, non è stato questo rimescolamento di ruoli e parti maschili e femminili, nella persona del
Faraone, che veniva raffigurato mezzo uomo e mezzo donna, ma il fatto che il nuovo Dio , identificato con il Sole fosse fatto apparire come > una divinità ermafrodita < unificando le due parti in d in altremodo indissolubile, tanto da farsi scolpire con caratteristiche sia maschili che femminili.
Non ha caso abbiamo espresso la nostra convinzione che il Dio Sole scelto da Akhenaton per impersonificare > il Dio Unico < era un Dio asessuato non  prettamente maschile, né tanto meno  femminile> uno e doppio nello stesso tempo > un Sole
-Luna <. 
La conferma viene - a nostro avviso - fornita  proprio dal taglio simbolico con cui Akhenaton ha deciso di rappresentare questo connubbio spirituale e fisico, apparendo in alcune statue con tratti decisamente  maschili ed in altre inequivocabilmente anche femminili, ma, se si presta la dovuta attenzione, si noterà che questi tratti sono volutamente non completi. Infatti in alcune parti viene esibito solo il "seno" e la parte intima è coperta, mentre, al contrario, dove il ventre è scoperto, non compare più il seno.




Si tratta con tutta evidenza di "messaggi simbolici" a chiare tinte esoteriche.
Questa impostazione simbolica  contraria ad ogni regola, spiega forse  l'accanimento con cui i suoi avversari politici e religiosi l'anno combattuto ed alla sua morte i suoi successori hanno estirpato dalla storia e da tutte le tradizioni precedenti, abbandonando la città dedicata a questo nuovo Dio e distruggendo in modo sistematico i suoi templi e le statue, su alcune delle quali sembra che siano state asportate deliberatamente solo alcune parti. Gli interventi effettuati in particolare sulle > due statue con organi femminili < appaiono a priva vista non certo eseguite da vandali o da ladri inesperti, ma più mirati e quasi chirurgici. Risultano infatti asportate e mutilate solo le parti che  potevano indicare in modo preciso l'identità, privandole del copricapo con i simboli del Faraone. Il volto sfigurato ed in particolare la tipica bocca carnosa e sensuale, che appariva in tutte le statue di
Akhenaton.
La volontà di eliminare ogni elemento maschile lo si riscontra anche nell'asportazione del classico pizzetto di Osiride, lasciando inevitabilmente in evidenza i due buchi sotto la gola dove era inserito.
L'imperizia e l'ignoranza hanno però salvaguardato il messaggio simbolico forse più importante e decisivo.
I soliti vandali non hanno ritenuto infatti necessario eliminare > i sei quadrelli di pietra < con diversi geroglifici, di cui due posti ai lati dl collo, due sul braccio sinistro ed a metà del rispettivo avanbraccio, il quinto sul ventre tra le due braccia incrociate e l'ultimo al polso destro. Simboli che devono avere un preciso significato esoterico legato a pratiche rituali di scuole misteriche. E' bene rilevare che negli altri busti  la base del collo è sempre coperta dai lembi del copricapo, cosa che conferma che il loro posizionamento in quella parte del corpo faceva parte di un preciso rituale esoterico. In altri busti l'attenzione dello spettatore è concentrata sulla bocca, sulle orecchie, sugli occhi o sul naso, parti specifiche del volto legate ai 5 sensi.




Quest'accentuazione e messa in rilievo doveva essere  legata a specifici momenti ed a particolari cerimonie rituali, come del resto viene confermato da altre riproduzioni più realistiche e conformi al vero aspetto fisico del Faraone.



E per contestare quest'interpretazione distorta dell'aspetto fisico di Akhenaton e le sue presunte tendenze omofobiche o omosessuali ci sembra simpatico pubblicare  la ricostruzione moderna del suo volto enimgmatico Il Faraone doveva essere invero dotato di un fine umorismo e penso che utilizzava varie maschere  a seconda del contesto e dell'ambiente. Era una specie di uomo marketing moderno, con potendo infatti utlizzare televisioni o giornali come il Presidente Obama, ritenuto la reincarnazione proprio di Akhenaton.


I fautori di questa reincarnazione, credendo in buona fede nella veridicità dell'immagine tramandataci dal Busto di Nefertiti, per quanto riguarda la First Lady americana, hanno dovuto ripiegare sulla mamma di Akhenaton, la regina Tey, che appare sicuramente più rassomigliante.



Del resto non sarebbe stato possibile, perché si racconta  che la reincarnazione vivente di Nefertiti si trovi in Inghilterra e che si sia fatta fare più di 50 operazioni plastiche per cercare di rassomigliarne almeno un pò, come l'attrice Jada Pinkett Smith, che sembra esserci riuscita del tutto naturalmente.



La vera
Nefertiti probabilmente non assomigliava a nessuna delle due, ma forse nemmeno a quella tramandataci dal Suo scopritore, che però ha fatto sognare e correre con la fantasia milioni di persone e rendendo un servizio anche al sottoscritto, che è stato stimolato nella sua ricerca proprio dalla presunta volontarietà di renderla cieca  dall'occhio sinistro. 
Non ha quindi più importanza quale fosse l'aspetto originale di Nefertiti, né se la mancanza dell'occhio sinistro fosse opera dl Thutmosis o la geniale intuizione del Suo scopritore o forse dovremmo dire del  suo "inventore, perché  ci ha consentito di  concludere la nostra ricerca con alcuni punti fermi.
Ci ha fatto infatti scoprire che  "mancanza della cornea nell'occhio sinistro" poteva non essere del tutto casuale e avesse  invece > un preciso significato simbolico < come appare evidente dalla statua di Akhenaton al  Museo del Cairo. E' venuto quindi il momento di salutare e di ringraziare il suo cretore ignoto ed il suo più famoso ispiratore, Ludwig Borchardt, che in questo modo vivrà insieme alla Regina Nefertiti per l'eternità.



Resta invece aperto il dilemma se questo "Faraone eretico" fosse o meno di sesso femminile si dovrebbe trovare la testa, che sormontava questo corpo,  identico alla statua con il ventre femminile scoperto, ma il volto è sfregiato ed irriconoscibile. Un semplice velo lo ricopre, come quello , altrettanto magico e simbolico delle statue, esposte a Napoli nella cappella di San Severo. La cosa che unisce queste due statue è che furono fatte appositamente scolpire "velate" dal Principe di Sansevero Raimondo di Sangro, alchimista e padrone dei misteri dell'Arte Reale, che ne rilevò il segreto solo all'esecutore, certo Sammartino, di cui dopo si perse ogni traccia.



Il velo non è di "marmo", bensì di "stoffa finissima marmorizzata" con un procedimento alchemicio messo a punto dal Principe a tal punto da costituire un'unica opera con la scultura realizzata dal Sammartino!

Sembrerebbe quindi confermato che durante il regno di Akhenaton e di Nefertiti erano stati molto probabilmente attivati e resi operativi  questi particolari centri di iniziazione, cui potevano partecipare sia gli uomini che le donne, non serve certo a chiarire  se  questo cammino alla conquista della Vera Luce andasse intrapreso in direzione dell'aurora (in senso antiorario) o verso il tramonto (in senso orario) e se ci fossero delle differenze tra maschi e femmine.



Se cioé nel caso concreto i maschi dovevano prima iscriversi alla scuola dell'occhio sinistro e le femmine viceversa o se invece cominciavano tutti, senza alcuna distinzione di sesso, dalla stessa scuola.



e procedevano verso Ovest e quindi verso Est o viceversa. Questo metodo di scelta non è chiaro, ma

cercheremo di scoprirlo in un altro capitolo, dedicato proprio a questo argomento.








Questi due murales sembrano dare una prima risposta !!??



Ma anche i murales ritrovati  della tomba di Nefartari, la moglie di Ramsete II e Gran Sacerdotessa come Nefertiti, moglie di Akhenaton, ne danno diverse <> altrettanto precise per chi sa comprendere i numerosi messaggi criptati sparsi sulle varie pareti, ma soprattutto quelli inseriti  sulle quattro colonne poste ai quattro lati della tomba di granito rosa della regina, come mostra quest'immaggine tratta dal libro di Cristian Leblanc - Alberto Siliotti " Nefartari e la Valle delle Regine" ( pag. 149 Ed. Giunti).
Sulle colonne, oltre ad Osiride ed altri Dei, è dipinto il viaggio della Regina Nefartari verso "la Nuova Luce" ed in una di queste immagini appare "un occhio destro di Horus" sull'avanbraccio sinistro della Regina.



Quando abbamo cominciato a scrivere quest'articolo eravamo sinceramente convinti dell'autenticita del busto di Nefertiti e che la scelta dello scultore di corte Thutmosis di mostrare una presunta cecità dell' occhio sinistro di Nefertiti poteva non essere fortuita,
come invece appare evidente nella scelta dell'artigiano, che ha realizzato questa maschera carnevalesca dell'immagine del

> "Cuore di  Gesù" < senza > l'occhio destro <



Ma alla conclusione di questa nostra indagine ci siamo dovuti ricredere e dobbiamo sinceramente ammettere che il luogo più adatto per mostrare questa bellissima maschera di Nefertiti sia proprio
un

> Carnevale <

L'unica possibiltà di accertare la verità sarebbe di riuscire a tornare indietro nel passato, ma è probabile che si rischia di andare incontro ad una cocente ed amara delusione. Allora è forse meglio correre verso il futuro.
Sarebbe sicuramente più divertente  salire sulla macchina del tempo e farsi trasportare a tremila anni di  distanza < nel 5.000 d.C.> ed ascoltare i pareri critici dei vari storici ed archeologi che l'avranno ritrovata perfettamente intatta  senza l'occhio destro, ma stranamente aperto e con la palbebra alzata, esattamente come quello della Regina Nefertiti.
Avrebbero - credo - serie difficoltà ad ammettere che l'artista voleva solo mostrare Gesù che faceva

> l'occhiolino <

alla folla festante del Carnevale di Viareggio. Qualcuno arriverebbe certamente alla conclusione  che > nel 2010 < nel Nord dell'Italia - dati storici alla mano - grazie all'on.  Bossi e alla Lega era stata aperta

> la scuola dell'occhio destro di Gesù <

Qui si conclude il resoconto di un'altra tappa nel nostro viaggio nel mistero alla scoperta del segreto che si cela negli > occhi ciechi< di Akhenaton e di Nefertiti e soprattutto quale dei due deve essere > riacceso <
perché si illumini

> l'OCCHIO MAGICO di HORUS <


Nelle carte da gioco, che la leggenda racconta siano stati proprio i sacerdoti egizi ad averle create e tramandate fino a NOI ,si nasconde il segreto dell'occhio sinistro nella carta che rappresenta il Re di Quadri, l'unico ad essere disegnato con il volto piegato verso destra, che mostra solo l'occhio sinistro aperto. L'unico dei Quattro RE che non impugna  la spada in ambedue le mani

Nel prossimo capitolo cercheremo si scoprire l'enigma >
se è  ......................>



> quello destro
!

< O >

> quello sinistro ?      

CUORE a CUORE

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio   
che può cambiare il mondo