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Significado simbólico de la piedra blanca con la franja roja

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Prospero Calzolari, nel suo libro, ormai introvabile," Massoneria,Francescanesimo, Alchimia"  (SeaR Edizioni).
ne da una spiegazione mistica-simbolica, che ci sentiamo  condividere:
"Questi oggetti, pregni di  significato, legati alla complessa simbologia ermetico-alchemica, non si esauriscono come tali, anche perché frà Elia fece in modo che la testa del santo poggiasse su una "pietra angolare" che, secondo il simbolismo tradizionale, non è altro, per la sua forma quanto per la sua posizione, che la rappresentazione in chiave simbolica del principio che "la pietra d’angolo" deve diventare "la testa d’angolo" che resta l’unica nell’intero edificio e che "trova il suo posto alla fine della costruzione".

Concetto espresso dal Salmo 117, il quale recita testualmente:
"La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo; ecco l’opera del signore: una meraviglia ai nostri occhi".

Come ho avuto modo di evidenziare nela capitolo dedicato alla figura di Frate Elia, fine cultore dell'Ars Regia
la decisione di porre > una pietra angolare < sotto la testa di Francesco era stata sicuramente influenzata dalla tradizione popolare e leggendaria, che individuava il Beato nello stereotipo dell'apostolo > Pietro < un ri-fondatore della Chiesa delle origini, avendo cercato di riformare dalle fondamenta quella corotta, fondamentalmente legata la potere temporale, in mano all'aristocrazia romana, le cui famiglie più importanti,  i Colonna, gli Orsini, perennemente in lotta fra di loro, considerevano alla stregua di un feudo da spartirsi.

Uno dei pittori che è riuscito meglio ad esprimere quest'immagine simbolica è sicuramente Benozzo Gozzoli, che lo raffigura insieme a Elia e ai più fedeli compagni all'incontro con Onorio III per la presentazione e approvazione della Sua "Regula". Incontro che può essere ammirato nella
cappella maggiore della chiesa francescana di Montefalco, decorata da Benozzo Gozzoli tra il 1450 e il 1452 con un  ciclo di affreschi raffigura i più importanti episodi della vita di San Francesco.



In uno dei riquadri sono raffigurati due episodi: il Sogno di Innocenzo III e l’Approvazione della regola. Il primo episodio illustra Papa Innocenzo III che ha la visione della Basilica Lateranense in atto di crollare e del povero Francesco che si affanna per sostenerla. Questa ‘premonizione’ è la conseguenza del racconto narrato a destra, la bella scena con Papa Onorio III (successore di Innocenzo) che nel 1223 con la bolla Solet annuere approvò la Regola dei Frati Francescani. Spesso si tende a confondere quest’evento attribuendolo a Innocenzo III, il quale non approvò ufficialmente la Regola, ma dette il suo assenso alla sperimentazione



La pietra angolare
,
posta da Elia segretamente > sotto la testa di Francesco < , indica che  "il  Suo percorso iniziatico si era compiuto," seguendo un itinerario che lo aveva portato a poggiare il capo sull’ "occultum lapidem", sulla pietra angolare, "sull’ultima pietra", in realtà > la prima < , secondo frà Elia, che vedeva in Lui "la pietra filosofale", novello Cristo ed Asse del mondo, il quale con il Suo avvento aveva compiuto l’Opera, aprendo il mondo alla nuova "Età delle Spirito", vaticinata da Gioacchino da Fiore, che, secondo i dettami della mistica ebraica, utilizzava "i simboli" come rappresentazione della "
Verità".


In realtà al momento (26 gennaio 1219) in cui vennero iniziate le operazioni peritali per controllare  il contenuto del sarcofago, nell'occasione, si poté constastare che:

> C’era dentro “ uno scheletro avente al lato destro, prossimamente alla testa una pietra informe  di figura poligona ,ed  al lato sinistro, fra il fianco e la spalla, tre pezzi di metallo di figura rotonda della dimensione delle cosi dette monete di terza forma."

La pietra poligona non era quindi precisamente > sotto la testa <.
Da un esame più attento del sarcofago si evidenzia una avvallamento  sul pavimento in prossimità della testa, che dovrebbe aver fatto scivolare > la pietra in basso a destra della testa < nel momento che il peso del cranio si è inevitabilmente ridotto durante la fase di decomposizione del corpo. Lo spostamento potrebbe essere dovuto anche ad un movimento brusco durante la discesa del sarcofago nel buco predisposto per la tumulazione definitiva.

Esaminando il disegno realizzato da Giannantonio Cresti, pubblicato nel libro di Isidoro Gatti La tomba di San Francesco nei secoli”- Casa Editrice francescana di Assisi.(vedi Tavola IX) si può vedere il sarcofago in pianta, sezione e prospetto e le relative misure. Si ha la prova che il pavimento sotto la testa era sollevato di alcuni centimetri. Colpisce anche la forma a punta sulla sinistra, leggermente più lunga di 18 cm, come a indicare un via di fuga verso sinistra.

Significato simbolico della > strisca rossa <


Francesco con il suo sangue ha tracciato il solco primigenio della Nuova Chiesa, come Romolo lo tracciò per
Roma.

E’ il segmento attivo e verticale della croce, che valica la cima delle montagne verso il cielo infinito.
La Croce rientra in un simbolismo cosmico che mette in moto le valenze energetiche della Natura.


La Croce è costituita da due segmenti. I due segmenti rappresentano le polarità dell’esistenza. Il segmento orizzontale rappresenta la polarità negativa, la materia, la superficie terrena che separa i due regni, quello infero da quello celeste ed ha una valenza passiva. Il segmento verticale, la polarità positiva, mette in comunicazione il mondo celeste con quello terreno, perciò ha una valenza attiva collegando il basso con l’alto. L’attivo che attraversa il passivo si ricollega all’ idea di fecondità: Dio si unisce alla Natura per generare ciò che è. Nell’idea della fecondità legato alla nascita-crescita-morte, ritroviamo quindi >il simbolo dalla croce< che può essere ricollegato all’Albero della Vita, che  nella sua valenza attiva, rappresenta il microcosmo che rispecchia il Macrocosmo.

Le due linee che si incrociano e il loro punto di intersezione rappresenta l’equilibrio. Le due vie sacre: quella orizzontale, percorribile materialmente e quella verticale, percorribile spiritualmente (che unisce la terra al cielo). In essa si congiungono Cielo e Terra, Tempo e Spazio. Essa ha una potenza sia centripeta che centrifuga poiché rappresenta sia la diffusione, l'emanazione, che il raccoglimento, la ricapitolazione.


Un altro significato della Croce è quello ascensionale,
legato al significato del > Ponte < che unisce il mondo visibile da quello invisibile o della > Scala <, che congiunge il mondo terreno con quello celeste.
Francesco ha percorso tutto il tragitto terreno, risalendo gradino per gradino la scala di Giacoppe e si è avviato per quello spirituale, non prima di aver lanciato un ponte tra fratello e  fratello, come il simbolo inciso sulle 12 monete lucchesi, lasciate sul petto di San Francesco da Frate Elia. 




Non è quindi un caso che per la sua carica simbolica e spirituale, S. Francesco utilizzò > il simbolo della Croce senza cima < > Tau - T < , che simboleggia la morte vinta attraverso il sacrificio e si ricollega all'episodio biblico del serpente di bronzo posto sull'asta da Mosè (Numeri,21,6-9).


Il significato della Croce a Tau ha subito un ulteriore sviluppo nella tradizione francescana la cui comunità lo conserva tuttora.

S. Francesco durante la sua vita secolare era legato alla comunità religiosa di S. Antonio Eremita, che si occupava dell’aiuto ai lebbrosi. I suoi membri usavano portare appesa una Croce a Tau, simbolo di S. Antonio Abate ed Eremita, raffigurato molto spesso con un bastone a T.
Infatti il significato della Croce a Tau in questo contesto si ricollega all’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, la > T < che ha il medesimo significato dell’Omega dell’alfabeto greco, ovvero il Compimento della Parola Divina, la venuta del Cristo.
Essa inoltre è simbolo di Salvezza e di Elezione poiché dagli esegeti cristiani venne collegata al segno fatto sulle porte degli Ebrei la notte del passaggio dell’angelo sterminatore, prima dell’Esodo (Esodo, 12,1-28) e al segno fatto sulla fronte dei "salvati" nella visione di Ezechiele (Ezechiele,9,4).

 



Significato simbolico della >  pietra d'angolo <

Gesù
disse: "Indicami la pietra respinta dagli edificatori! Essa è la pietra d’angolo
".

Questo è uno dei detti del Vangelo di Tomaso, uno dei codici in lingua copta contenenti i testi gnostici noti come i Testi di Nag Hammadi – circa una cinquantina - scoperti nel 1945 e cominciati ad essere pubblicati e diffusi solo nel 1972. La definizione della pietra d’angolo è tratta da un’espressione storicamente d’origine ebraica (Isaia, 28,16-17):

"Pertanto, così parla il Signore Jahve:
Eccomi, io pongo una pietra in Sion,
una pietra scelta, angolare, preziosa,
da fondamento;
chi vi crede non vacillerà.
Io dispongo il diritto come misura
e la giustizia come livella."

Dunque, uno, tra gli altri, dei suoi originari significati è l’immagine applicata al capo, al condottiero che tiene insieme un popolo. Ma ancor più suggestiva è la cabalistica Zohar, che citando i Salmi (118, 22) che sono il testo più antico nel quale rinveniamo il detto di Tomaso, così lo commenta:
"La pietra scartata (cioè quella che si è staccata dal trono di Dio ed è precipitata nell’abisso) dai costruttori (e cioè dalle Sefirot dell’edificio cosmico) è diventata pietra d’angolo (cioè fondamento del mondo)"

Il medesimo concetto, ricordato dal Cristo, lo ritroviamo anche nei Vangeli canonici (Matteo, 21,42):
"La pietra che hanno scartato i costruttori,
questa è diventata capo d’angolo.
Questa è l’opera del Signore,
ed è meravigliosa agli occhi nostri."

Come pure, con analoghe parole, in Marco (12, 10), Luca (20, 17) e negli Atti (4,11):
"Egli è la pietra, disprezzata da voi costruttori, diventata capo d’angolo".

E ancora in San Paolo (Epistola agli Efesini, 2, 20) in cui Cristo è > la pietra angolare < su cui si fondano apostoli e profeti e su tale fondamento s’inseriscono come pietre vive i cristiani in una costruzione ben allestita che cresce come un tempio santo.                                                                                                

L’espressione simbolica della > pietra d’angolo < ha comunque un duplice significato: è la pietra posta a fondamento di una costruzione, che unisce e rende stabili due muri al loro punto d’incontro, ma è anche la pietra angolare che non sta nelle fondamenta, ma, al contrario, sulla sommità dove completa l’edificio e al contempo lo tiene unito.
E’, analogicamente, secondo il modo con cui la vivono i massoni, l’alfa e l’omega,
il principio
e la fine, la pietra grezza- digrossata (l’apprendista massone) e
la Pietra cubica (il Maestro Massone), l’Uomo che aspira a trasformarsi ritualmente
in Tempio Umano , proiezione su scala microcosmica del Tempio Universale.


Il medesimo concetto esprime San Pietro nella Prima Epistola (2, 5):
"E voi stessi come pietre vive costruitevi a somiglianza di un tempio spirituale, così da formare un santo sacerdozio e per mezzo di esso offrire sacrifici spirituali."

Ma ancora più vicine al linguaggio adoperato dai Massoni sono le parole di Sant’Agostino:
"Le pietre vengono estratte dalla montagna dai predicatori della verità per venire poi squadrate, affinché possano inserirsi nel Tempio eterno. Al momento molte pietre sono nelle mani dell’Artefice; voglia il cielo che nessuna di esse cada dalle sue mani, affinché ciascuna acquisisca il giusto formato che le consentirà d’integrarsi nella costruzione del celeste edificio."


O quelle del poeta latino Prudenzio, che asserisce che il fatto immortale è la Pietra:
"Sí, l’angolo edificato con questa pietra, tanto dispregiata dai costruttori, permarrà nei secoli dei secoli. Oggi è la chiave di volta del Tempio. Ed è essa che mantiene la coesione delle pietre nuove."

Questo poeta latino che la leggenda vuole iniziato alla Libera Muratoria, come sembrerebbe San Francesco e quasi sicuramente Frate Elia, non spiegandosi altrimenti la scelta di vari > simboli massonici < ritrovati nella Sua tomba e nella stessa Basilica di Assisi, di cui Elia fu  l’ideatore e progettista.
Il pavimento della Chiesa è stato realizzato con marmi di colore bianco-rosato del Subasio, che creano un suggestivo effetto cromatico, richiamando "simboli templari".


Frate Elia doveva appartenere molto probabilmente alla consorteria dei Maestri Com’acini, visto  il grande rispetto con cui era tenuto dall’imperatore Federico II, che gli affidò  diversi incarichi, quale Architetto  e Maestro Comacino. Elia era infatti un uomo molto colto, aveva studiato diritto all'Università di Bologna ed era stato Notaio e Maestro in Assisi. Nei due anni in cui Francesco lo inviò presso la corte del Califfo di Bagdad si specilizzo anche nell'arte di  lavorare la pietra, sia dal punto di vista materiale che spirituale.
Durante la lunga permanenza in Terra Santa, oltre a portare avanti trattative diplomatiche delicate, capacità di cui si servì oltre a Francesco anche Federico II, sviluppò e approfondì le conoscenze segrete per la costruzione di luoghi sacri. Quello che infatti stimolò maggiormente Elia fu certamente l’incontro con i famosi e ricercatissimi "Maestri Cagot", che risiedevano in Palestina, alcuni dei quali si trasferirono in Europa al termine delle prime crociate, diventando artefici di quella rivoluzione  che fu "il gotico"



In quei due anni di permanenza Elia studiò da "
architetto di luoghi sacri", apprendendo con "maestri della pietra mussulmani", l’arte di costruire ambienti idonei all’iniziazione, in cui si creano particolari campi di energia sotto l’effetto di un’alta frequenza e di un basso magnetismo, che consente di sottoporre il corpo dei partecipanti al "rito di iniziazione" ad energie adatte ad aprire progressivamente i centri vitali. E proprio l'esperienza acquisita in Terra Santa gli consentì di progettare e di seguire la direzione dei lavori della Basilica di Assisi e di altri edifici sacri, lavori commissionatigli dall''imperatore Federico II ed in particolare quella altamente esoterica di "Castel del Monte" in Puglia.


Tornando al significato simbolico della > Pietra d’Angolo < si può riprendere il pensiero dell’autore del “ Mistero della Cattedrali”, conosciuto con lo pseudonimo di Fulcanelli, il quale in questo testo altamente  esoterico spiega che uno dei significati della pietra angolare è quello di essere considerata > la Prima pietra < la materia iniziale > della Grande Opera.



Umanizzata nella Chiesa di Notre Dame a Parigi sotto le spoglie di Lucifero
( il portatore di Luce, la stella del mattino), la statua veniva popolarmente chiamata "Mastro Pietro del Cantone", appunto la pietra maestra del cantone, la pietra d’angolo.

Quella materia iniziale , che in un testo alchimistico del 1526 viene spiegata cosi:

"è familiare a tutti gli uomini, giovani e vecchi, la si trova nelle campagne, nel villaggi, in città, in tutte le cose create; eppure tutti la disprezzano. Ricchi e poveri l’ hanno per le mani tutti i giorni. Le donne di faccenda la gettano tutti i giorni per strada. I bambini ci giocano. Eppure nessuno dà valore ad essa, che nondimeno è molto vicina all’animo umano, è la cosa più bella e ricca che ci sia sulla terra ed ha il potere di abbattere Re e Principi. Eppure di tutte le cose della terra è stimata la più bassa e la più spregevole."


Per questo giudizio che in massoneria colui che aspira ad intraprendere il cammino iniziatico,  viene paragonato ad una pietra,che sarà disprezzata e gettata tra i rifiuti, finché non sarà  riuscito a trasformare  la pietra grezza in pietra levigata.


Nelle antiche cosmogonie, come nella mitologia greca - fa notare Moreno Neri in un interessante articolo apparso sul Sito del Rito Simbolico Italiano - Deucalione e Pirra, unici superstiti scampati sull’arca dal diluvio universale che annientò la stirpe dell’età del bronzo, raggiunta nuovamente la terra gettano dietro il capo le pietre, raccolte prima salire sull’Arca  e che non sono altro che > le ossa < dell’Antica e Grande Madre, della Madre Terra. Pietre che si tramutarono in uomini e donne e per questa ragione, come ci narrano Apollodoro e Ovidio nelle Metamorfosi, gli uomini vennero metaforicamente chiamati popoli > laoì < dalla parola > làas < pietra, perché il genere umano è duro ed "esperto" nelle faticose opere.


Infine come dimenticare - fa sempre notare Moreno Neri nell'articolo da cui ci siamo  permessi di riprendere i detti evangelici da Lui citati- che questa
> pietra disprezzata < è in realtà preziosa e rammenta la pietra
del Graal
del Parzival di Wolfram von Eschenbach:

il lapsit exillis, interpretabile come la pietra discesa dal cielo 
> lo smeraldo < caduto in terra dalla corona di Lucifero, che
si racconta  fosse custodita da un ristretto gruppo di Templari Eletti, poi spariti nel nulla durante la persecuzione di Filippo il Bello, Re di Francia.

A noi piace in questa analisi più particolareggiata dei simboli lasciati da Frate Elia sul corpo di San Francesco le stesse conclusioni, con cui abbiamo deciso di terminare l'articolo "Il Mistero della Tomba di San Francesco" utilizzando la stessa "allegoria del Graal "e dei "Cavalieri della Tavola Rotonda", leggenda trovadorica tanto amata dal Suo più illustre cantore.

Graal deriva da sangraal, ovvero "sangue reale", il sangue che ha il potere di purificare i peccati del mondo e giungere a contatto con
le sfere divine.


Il sangue, lo spirito di Francesco era certamente "reale" e "purissimo" e per questo andava  conservato in "una coppa reale", ma non "d'oro", né di  pregiato "cristallo".



Frà Elia raccolse questo sangue in una "Coppa di Pietra", perfettamente levigata proprio sotto il Suo colle "Paradiso", lasciando che i suoi resti mortali continuassero ad essere > fonte < di quella inesauribile energia divina, di  quella potente energia che la Santa Reliquia continuava a emanare in tutta la Sua intensità, mantenendola indenne da contatti negativi ed impuri.

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

Significado simbólico de la piedra blanca con la franja roja



Prospero Calzolari,
en su libro, ya imposible de hallar," Massoneria,Francescanesimo, Alchimia"  (SeaR Edizioni).
nos ofrece
una explicación mística-simbólica, que nosotros compartimos:
"
Estos objetos, preñados de significado, relacionados con la compleja simbología hermético-alquímica, no se agotan como tales, en parte porque fray Elías hizo que la cabeza del santo quedara apoyada sobre una "piedra angular" que, según el simbolismo tradicional, no es otra cosa, por su forma y por su posición, que la representación en clave simbólica del principio según el cual "la piedra de ángulo" debe convertirse en "la cabeza de ángulo" que permanece única en todo el edificio y que "encuentra su lugar al final de la construcción".

Concepto expresado por el
Salmo 117, el cual recita textualmente:
"La piedra descartada por los constructores se ha convertido en cabeza de ángulo; he aquí la obra del señor: una maravilla ante nuestros ojos".

Como he tenido ocasión de evidenciar en el capítulo dedicado a la figura de Fray Elías, refinado estudioso del Ars Regia, la decisión de colocar > una piedra angular < debajo de la cabeza de Francisco seguramente había estado influenciada por la tradición popular y legendaria, que veía en el Santo el estereotipo del apóstol > Pedro < un refundador de la Iglesia de los orígenes, habiendo intentado reformar desde sus cimientos esa otra iglesia corrupta, fundamentalmente vinculada con el poder temporal, en manos de la aristocracia romana, cuyas familias más importantes,  los Colonna, los Orsini, perennemente en lucha entre ellas, la consideraba poco más que un feudo a repartirse.

Uno de los pintores que mejor ha conseguido expresar esta imagen simbólica es seguramente Benozzo Gozzoli, quien lo representa junto a Elías y a sus más fieles compañeros en el encuentro con Honorio III para la presentación y aprobación de su "Regula". Este encuentro puede admirarse en la capilla mayor de la iglesia franciscana de Montefalco, decorada por Benozzo Gozzoli entre 1450 y 1452 con un ciclo de frescos que representan los más importantes episodios de la vida de San Francisco.

En uno de los recuadros están representados dos episodios: el Sueño de Inocencio III y la Aprobación de la regla. El primer episodio ilustra al Papa Inocencio II que tiene la visión de la Basílica Lateranense en el momento de su derrumbe y del pobre Francisco que se ahoga por sostenerla. Esta ‘premonición’ es la consecuencia de la situación narrada a la derecha, la bella escena con el Papa Honorio III (sucesor de Inocencio), quien en 1223, con la bula Solet annuere aprobó la Regla de los Frailes Franciscanos. A menudo se tiende a confundir este evento atribuyéndolo a Inocencio III, el cual no aprobó oficialmente la Regla , sino que dio su autorización para la experimentación.

La piedra angular, colocada por Elías en secreto > debajo de la cabeza de Francisco <, indica que su Camino iniciático se había cumplido”, siguiendo un itinerario que lo había llevado a apoyar la cabeza sobre la “occultum lapidem”, sobre la piedra angular, “sobre la última piedra”, en realidad > la primera <, según fray Elías, que veía en Ella a la “piedra filosofal, nuevo Cristo y Eje del mundo, el cual, con su advenimiento había llevado a cabo la Obra, abriendo el mundo a la nueva “Era del Espíritu”, vaticinada por Joaquín da Fiore, quien, según los dictámenes de la mística hebrea, utilizaba “los símbolos” como representación de la “Verdad”.



En realidad, en el momento en el que se realizaron las operaciones periciales (el 26 de enero de 1219) para controlar el contenido del sarcófago, en aquella ocasión, se pudo constatar  que:

>Había dentro “ un esqueleto que tenía a su lado derecho, en proximidad de la cabeza una piedra informe  de figura polígona , y  a su lado izquierdo, entre el costado y el hombro, tres pedazos de metal de figura redonda de la dimensión de las llamadas monedas de tercera forma."


La piedra polígona no estaba colocada, pues, precisamente > debajo de la cabeza <.
Tras un examen más atento del
sarcófago se evidencia una una depresión en proximidad de la cabeza, que debería haber hecho que la piedra se deslizara > hacia abajo a derecha de la cabeza < en el momento en el que el peso de cráneo se ha reducido inevitablemente durante la fase de descomposición del cuerpo. El desplazamiento podría estar debido también a un movimiento brusco durante el descenso del sarcófago en la fosa cavada para llevar a cabo la sepultura definitiva.


Examinando el dibujo realizado por
Giannantonio Cresti, publicado en el libro de Isidoro Gatti La tomba di San Francisco nei secoli”- Editorial franciscana de Asís.(véase la Tabla IX) se pueden ver del sarcófago la planta, la sección y la perspectiva, además de las relativas medidas. Se tiene la prueba de que el suelo bajo la cabeza estaba levantado unos centímetros. Llama la atención también la forma de punta en la izquierda, 18 cm más larga, lo que podría indicar una vía de fuga hacia la izquierda.

Significado simbólico de la > franja roja <


Francisco con su sangre ha trazado el surco primigenio de la Nueva Iglesia, como Rómulo lo trazó para Roma.

Es
el segmento activo y vertical de la cruz, que atraviesa la cima de las montañas hacia el cielo infinito.

La Cruz hace referencia a un simbolismo cósmico que pone en movimiento los valores energéticos de la Naturaleza.

La Cruz está constituida por dos segmentos. Los dos segmentos representan la polaridad de la existencia. El segmento horizontal representa la polaridad negativa, la materia, la superficie terrena que separa a los dos reinos, al infernal del celestial y tiene un valor pasivo. El segmento vertical, la polaridad positiva, pone en comunicación al mundo celestial con el terreno, por lo que tiene un valor activo, conectando lo inferior con lo superior. El activo que atraviesa el pasivo se enlaza con la idea de fecundidad: Dios se une  a la Naturaleza para generar aquello que es. En la idea de la fecundidad relacionada con el nacimiento, el crecimiento y la muerte encontramos, pues, >el símbolo de la cruz< que puede volver a conectarse con el Árbol de la vida, que  en su valor activo, representa el microcosmos que refleja el Macrocosmos.

Las dos líneas que se cruzan y su punto de intersección representan  el equilibrio. Las dos vías sagradas: la horizontal, que se recorre materialmente y la vertical, que se recorre espiritualmente  (que une la tierra con el cielo). En ella entran en conjunción el Cielo y la Tierra, el Tiempo y el Espacio. Tiene una potencia tanto centrípeta como centrífuga, ya que representa tanto la difusión, como la emanación, el recogimiento y la recapitulación.

Otro significado de la
Cruz es el ascensional, relacionado con el significado del > Puente < que une el mundo visible con el invisible, o de la > Escalera <, que une el mundo terrenal con el celestial.
Francisco ha recorrido todo el trayecto terrenal, subiendo escalón a escalón la escalera de Jacob y se ha puesto en marcha para el trayecto espiritual, no sin lanzar antes un puente entre hermano y hermano, como el símbolo grabado en las 12 monedas luquesas colocadas sobre el pecho de San Francisco por Fray Elías.

Por lo tanto, no es una casualidad que, por su carga simbólica y espiritual, San Francisco utilizara > el símbolo de la Cruz sin cima< > Tau - T < , que simboliza la muerta vencida a través del sacrificio y se reconecta con el episodio bíblico de la serpiente de bronce colocada sobre el bastón por Moisés (Números,21,6-9).


El significado de la
Cruz de Tau ha experimentado un desarrollo posterior en la tradición franciscana, comunidad que la conserva aún hoy.

San Francisco durante su vida seglar estuvo relacionado con la comunidad religiosa de San Antonio Eremita, que se ocupaba de la ayuda a los leprosos. Sus miembros solían llevar colgada una Cruz de Tau, símbolo de San Antonio Abad y Eremita, que muy a menudo se representa con un bastón con forma de T.
En efecto, el significado de la
Cruz de Tau en este contexto se enlaza con la última letra del alfabeto hebreo, la > T < que tiene el mismo significado que la letra Omega del alfabeto griego, o bien el Cumplimiento de la Palabra Divina, la llegada de Cristo.

Además es símbolo de Salvación y de Elección puesto que fueron los exégetas cristianos los que la relacionaron con el signo que se hace sobre las puertas de los judíos la noche del paso del ángel exterminador, antes del Éxodo (Éxodo, 12,1-28) y con el signo hecho sobre la frente de los "salvados" en la visión de Ezequiel (Ezequiel,9,4).




Significado simbólico de la >  piedra de ángulo <

Jesús
dijo: “¡Indícame la piedra reprobada por los edificadores! Esa es la cabeza de ángulo”.

Este es uno de los dichos del Evangelio de Tomás, uno de los códigos en lengua copta que contienen los testos gnósticos conocidos como los Textos de Nag Hammadi – aproximadamente unos cincuenta – descubiertos el año 1945 y que no se publicaron y difundieron hasta 1972. La definición de la piedra de ángulo está extraída de una expresión históricamente de origen hebreo (Isaías, 28,16-17):

"Por eso, dice el Señor Yahvé :
Heme aquí, yo pongo
una piedra en Sión,
una piedra escogida, angular, preciosa,
de cimiento;
el que confíe no andará desorientado.
Pondré como nivel la justicia,
y la justicia como plomada."

Entonces, uno de sus significados originarios es la imagen aplicada al jefe, al caudillo que mantiene unido a un pueblo. Pero aún más sugestiva es la cabalista Zohar, que citando los Salmos (118, 22), que son el texto más antiguo en el que hallamos el dicho de Tomás, lo comenta de la siguiente manera:
"
La piedra reprobada (o sea, aquella que se ha despegado del trono de Dios y se ha precipitado en el abismo) por los constructores (o sea, de las Sefirot del edificio cósmico) se ha convertido en piedra de ángulo (o sea, cimiento del mundo)"

El mismo concepto, recordado por Cristo, lo hallamos también en los Evangelios canónicos (Mateo, 21,42):
"La piedra que han reprobado los constructores,
esta se ha convertido en
cabeza de ángulo.
Esta es la obra del Señor,
y es maravillosa a nuestros ojos."

Al igual que, con análogas palabras, en Marcos (12, 10), Lucas (20, 17) y en los Actos (4,11):
"Él es la piedra, despreciada por vosotros constructores, convertida en cabeza de ángulo".

Y también San Pablo (Carta a los  Efesos, 2, 20) en la que dice que Cristo es > la piedra angular < en la que se basan apóstoles y profetas y que sobre dicha base o cimiento se introducen como piedras vivas los cristianos en una construcción bien asentada que crece como un templo santo.

La expresión simbólica de la > piedra de ángulo < tiene, en cualquier caso, un doble significado: es la piedra colocada como cimiento de una construcción, que une y vuelve estables dos paredes en su punto de encuentro, pero es también la piedra angular que no está en los cimientos, sino, por el contrario, en la cima, donde completa el edificio y al mismo tiempo lo mantiene unido.
Es, analógicamente, según el modo en que la viven los masones,
la alfa y la omega,
el principio
y el final, la piedra basta- pulida (el aprendiz de masón) y
la Piedra cúbica (el Maestro Masón), el Hombre que aspira a trasformarse ritualmente en Templo Humano , proyección a escala microcósmica del Templo Universal.


Este mismo concepto lo expresa San Pedro en la Primera Carta (2, 5):
"
Y vosotros mismos como piedras vivas construíos a semejanza de un templo espiritual, para así formar un santo sacerdocio y por medio de él ofrecer sacrificios espirituales."

Pero aún más cercanas al lenguaje utilizado por los Masones son las palabras de San Agustín:
"Las piedras se extraen de la montaña de los predicadores de la verdad para más tarde ser escuadradas para que puedan introducirse en el Templo eterno. En este momento muchas piedras están en las manos del Artífice; que el cielo quiera que ninguna de ellas caiga de sus manos, para que cada una adquiera el justo formato que le permita integrarse en la construcción del edificio celestial."


O las del poeta latino
Prudencio, quien sostiene que el hecho inmortal es la Piedra:
"Sí, el ángulo edificado con esta piedra, tan despreciada por los constructores, restará durante los siglos de los siglos. Hoy es la clave de bóveda del Templo. Y es ella la que mantiene la cohesión de las piedras nuevas."

Este poeta latino, que según la leyenda estaba iniciado en la Libera Muratoria, al igual que lo habrían  estado San Francisco y con mucha probabilidad Fray Elías, al no explicarse de otra manera la elección de varios > símbolos masones < hallados en su tumba y en la misma Basílica de Asís, de la que Elías fue director y proyectista.
El suelo de la Iglesia se ha realizado con mármoles de color blanco del Subasio, que crean un sugestivo efecto cromático, recordando a
"símbolos templarios".

Fray Elías debía de pertenecer muy probablemente a la asociación de los Maestros Comacinos, visto  el gran respeto con el que era tratado por el emperador Federico II, quien le confió diferentes encargos en calidad de Arquitecto y Maestro Comacino. Elías, de hecho, era un hombre culto, había estudiado derecho en la Universidad de Bolonia y había sido Notario  y Maestro en Asís. Durante los dos años en los que Francisco le envió a la corte del Califa de Bagdad se especializó también en el arte de trabajar la piedra, tanto desde el punto de vista material como desde el punto de vista espiritual.
Durante su larga permanencia en Tierra Santa, además de encargarse de delicadas negociaciones diplomáticas, capacidad de la que se sirvió además de
Francisco también Federico II, desarrolló y profundizó los conocimientos secretos para la construcción de los lugares sagrados. Lo que de hecho más estimuló a Elías fue sin duda el encuentro con los famosos y buscadísimos "Maestros Cagot", que residían en Palestina, algunos de los cuales se desplazaron a Europa al final de las primeras cruzadas, convirtiéndose en artífices de esa revolución que fue el estilo "gótico".



En esos dos años de permanencia
Elías estudió como "arquitecto de los lugares sagrados ", aprendiendo con "maestros de la piedra musulmanes", el arte de construir ambientes idóneos para la iniciación, en los que se creen unos particulares campos de energía bajo el efecto de una alta frecuencia y de un bajo magnetismo, que permite someter el cuerpo de los participantes en el "rito de iniciación" a energías adecuadas para abrir progresivamente los centros vitales. Y precisamente la experiencia adquirida en Tierra Santa le permitió proyectar y seguir la dirección de las obras de la Basílica de Asís y de otros edificios sagrados, obras que le habían sido encargadas por el emperador Federico II, y en particular la muy esotérica obra de "Castel del Monte" en Puglia.


Regresando al significado simbólico de la > Piedra de ángulo < se puede retomar el pensamiento del autor del “ Misterio de las Catedrales”, conocido con el seudónimo de Fulcanelli, quien, en este texto altamente esotérico explica que uno de los significados de la piedra angular es el de ser considerada > la Primera piedra < la materia inicial > de la Gran Obra.

Humanizada en la Iglesia de Notre Dame en París bajo los restos de Lucifer
(el portador de la Luz, la estrella de la mañana), la estatua era popularmente llamada
"Mastro Pietro del Cantone", precisamente la piedra maestra del cantón, la piedra de ángulo.

Esa materia inicial, que un texto alquimista de 1526 se explica así:

"es familiar a todos los hombres, jóvenes y viejos, puede encontrarse en el campo, en los pueblos, en las ciudades, en todas las cosas creadas; y sin embargo todos la desprecian. Ricos y pobres la tienen entre sus manos todos los días, Las mujeres en sus faenas la tiran todos los días por la calle. Los niños juegan con ella. Y sin embargo, nadie le da valor alguno a esa piedra, que paradójicamente está muy cercana al ánimo humano, es la cosa más bella y rica que haya sobre la tierra  y tiene el poder de abatir a Reyes y Príncipes. Y sin embargo, de todas las cosas de la tierra, ella es considerada la más baja y despreciable."


Precisamente por este juicio en
masonería aquél que aspira a emprender el camino iniciático,  se compara con una piedra, que será despreciada y arrojada entre los desechos hasta que consiga transformar la piedra basta en piedra pulida.


En las antiguas cosmogonías, así como en la mitología griega – hace notar Moreno Neri en un interesante artículo publicado en el Sitio del
Rito Simbólico Italiano - Deucalión y Pirra, únicos supervivientes escapados en el arca del diluvio universal que aniquiló a la estirpe de la edad del bronce, al alcanzar de nuevo la tierra, arrojan tras su cabeza las piedras, recogidas antes de subir al Arca y que no son sino > los huesos < de la Antigua y Gran Madre, de la Madre Tierra. Piedras que se transformaron en hombres y mujeres y por  esta razón, como nos narran Apolodoro y Ovidio en las Metamorfosis, los hombres se llamaron metafóricamente pueblos > laoì < de la palabra > làas < piedra, porque la raza humana es dura y "experta" en las obras fatigosas.


Por último, cómo olvidar  - nos hace notar siempre
Moreno Neri en el artículo del que nos hemos permitido tomar prestados los dichos evangélicos que él cita - que esta
> piedra despreciada < es en realidad preciosa y recuerda a la piedra
del Grial
del Percival de Wolfram von Eschenbach:
el lapsit exillis, interpretable como la piedra descendida del cielo
> la esmeralda < caída al suelo de la corona de Lucifer, que se cuenta estaba guardada y protegida por un reducido grupo de Templarios Elegidos, y más tarde desaparecidos en la nada durante la persecución de Felipe el Bello, Rey de Francia.

 

A nosotros nos complace que este análisis más detallado de los símbolos dejados por Fray Elías sobre el cuerpo de San Francisco llega a las mismas conclusiones con las que hemos decidido terminar el artículo "El Misterio de la Tumba de San Francisco" utilizando la misma "alegoría del Grial "y de los "Caballeros de la Mesa Redonda", leyenda de trovadores tan amada por su más ilustre cantor.

Grial se deriva de sangraal, o sea, "sangre real", la sangre que tiene el poder de purificar los pecados del mundo y llegar a contacto con las esferas divinas.


La sangre, el espíritu de Francisco era seguramente "real" y "purísima" y por ello debía conservarse en "una copa real", pero no "de oro", ni de valioso "cristal".



Fray Elías recogió esta sangre en una "Copa de Piedra", perfectamente lisa bajo su colina "Paraíso", dejando que sus restos mortales siguieran siendo > fuente < de esa inagotable energía divina, de esa potente energía que la Santa Reliquia seguí emanando en toda su intensidad, manteniéndola indemne de contactos negativos e impuros.

de
corazón a corazón

 

Abogado Giovanni Salvati

Un hombre no puede cambiar el mundo
pero puede difundir
un mensaje
que puede cambiar el mundo