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Significato simbolico delle 12 monete

 

> Il segreto delle monetine <

< Dubbi e perplessità >

Tra gli oggetti ritrovati figuravano anche 11 monete d’argento +

> UNA <

> Tre furono individuate  il 28 gennaio 1819, perchè poste in evidenza sul fianco sinistro
> Otto vennero recuperate  il 29 gennaio al momento di estrarre le ossa e la polvere che le ricopriva.
> la dodicesima fu individuata solo dopo  due anni dalla scoperta e dall'apertura del sarcofago. Non è dato sapere se anch'essa d'argento e di conio lucchese, come le altre

> 11<

Riesaminando infatti i frantumi delle ossa di San Francesco il 15 novembre 1820 i periti trovarono anche quest'ultima monetina, che non risulta esposta nelle teca, come le altre undici e che non si sa dove sia finita.
I verbali risultano dispersi e introvabili, mancando le relative pagine dalle copie in circolazione.

12 monete, lo stesso numero dei 12 acini d’ambra ritrovati insieme ai 17 chicchi d’ebano, che formavano una

> coroncina <

Dai resoconti non si sa quale fosse la ripartizione di questi "29 grani" e quale "significato simbolico" Frate Elia avesse voluto alle "12"monetine", non avendo alcun riscontro documentale di come fossero state poste sul petto del Santo. Si possono solo fare delle ipotesi, tenendo conto di dove sono state ritrovate.


Il tempo trascorso per il ritrovamento potrebbe essere giustificato dal diverso posizionamemto di questa

> 12 moneta <

che potrebbe essere stata posta sotto la tunica a differenza delle altre "11" , direttamente sul corpo all'altezza del "cuore" o addirittura nell'orifizio lasciato libero dopo l'estrazione dello stesso e delle viscere.

Il Gatti, nel libro citato a pag, 163 e seguenti, fa una lunga analisi storica su questa circostanza, riportando le varie versioni. Secondo quella ritenuta più credibile, per volere espresso di Francesco

> il cuore <

sarebbe stato estratto e seppelito unitamente alle viscere nello stesso luogo dove morì,  convertito subito dopo in Cappella, detta

> la Cappella del "Transito" alla Porziuncola <


E'interessante considerare l'ordine temporale dei vari ritrovamenti delle "12 monete""

> 3 monete <

sono state ritrovate sul > lato sinistro  < del corpo,tra il fianco e la spalla, ma è molto probabile che fossero state posizionate, come le altre

> 8 monete <

ritrovate tra le ossa, sul > petto < sopra la tunica che ricopriva il corpo, e

> scivolate sulla sinistra <

durante la decomposizione del cadavere e lo slabbramento del tessuto per l'umidita,di cui è stato ritrovato un piccolo pezzo grigiastro, come le toppe che i Maestri Sufi usavano per coprire gli strappi del loro saio, che non veniva mai sostituito e che diventava

> un segno di riconoscimento <


Francesco era un Maestro Sufi, come Rumi, il grande predicatore e poeta arabo, che, come era abitudine dei Maestri Sufi, girava a piedi per tutto il paese con indosso un semplice > saio pieno di toppe < raccontando favole o storie piene di valori e principi di vita.



Abitudine che avevano assunto Francesco e i suoi fraticelli.

Comprendere il giusto posizionamento delle monete consentirebbe di "leggere" in chiave simbolica il messaggio di Frate Elia, soprattutto accertare l'esatta posizione della

>12 monetina<

qualora , come sembra probabile, fosse stata posta al centro delle 8 monete.
>
8 monete
dovrebbero essere state poste sul petto, essendo state ritrovate tra le ossa in fondo alla schiena.

>
l' ultima dovrebbe essere stata posta al > centro del petto < ,  forse sotto la tunica nel cavo del cuore, che una un certa tradizione  vorrebbe fosse stato prelevato dal cadavere e sepolto in un luogo segreto alla Porziuncola. Si tratta quasi sicuramente di una leggenda.
Bisogna in ogni caso considerare che la tumulazione avvenne dopo quattro anni dalla morte di Francesco e il corpo doveva essere in avanzato stato di decomposizione, tanto da convincere  Frate Elia , che potette visionarlo, a non mostrarlo in pubblico durante la cerimonia, che trasferì la salma dalla Chiesa di San Giorgio, dove era custodita, alla Basilica di Assisi.
Resta in ogni caso la stranezza del ritardo con cui è stata rinvenuta,cosa che giustificherebbe un diverso posizionamento sul petto di Francesco.  



La distinzione in > tre monete < poste alla sinistra del corpo del Beato e > 9 < o tutte > 12<   sul petto darebbe un preciso significato numerico simbolico e alchemico alla diversa disposizione.



Ritrovare > la dodicesima moneta< e > il pezzo di ferro > con un simbolo templare o massonico confermerrebbe la reale natura dei rapporti di Francesco con l'Ordine del Tempio, con la massoneria iniziatica del tempo, ma sopratutto con l'imperatore Federico II di Svevia e con il Califfo d'Egitto Al Maiik, con i quali si erano instaurati strettissimi rapporti.



Sarebbe invero veramente assurdo credere che frate Elia, uomo molto colto, filosofo e alchimista, amico intimo di Francesco, con il quale ha vissuto le più importanti esperienze, condividendone i principi e gli ideali,  sia stato fatto sparire in modo cosi drastico e ingiustificabile dalla storia. Al punto che non si riesce più trovarne traccia alcuna,  se non nei tanti > messaggi simbolici < lasciati volutamente sulle solide pietre della Basilica d’Assisi, da lui progettata, imperituro testamento di > simboli < scaturiti dalle abili mani delle Libere Muratorie medievali, quali il compasso, la squadra, un martello che colpisce la pietra grezza con lo scalpello, simboli chiaramente massonici, come quelli scolpiti sulla tombe di alcuni maestri comacini sepolti nel cimitero adiacente la Basilica di Assisi : la rosa croce accanto a una squadra e un punteruolo e, di nuovo, una stella a otto punte.



Messaggi
che racchiudono un complesso sistema di idee ermetiche, diffuso da confraternite arcane, rimaste "velate", ma, per la fortuna dei posteri, non cancellate e che si ritrovano stranamente proprio nella > sacca da viaggio < di  San Francesco, come riporta un cronista, di cui ci sembra interessante riportare il brano, in cui accenna all "vestizione " e del suo

> unico bagaglio <

La vestizione di San Francesco

"Frate Francesco iniziò così la sua Grande Opera in compagnia di Madonna Povertà, di Fra Silenzio e di Sorella Pace, con indosso un camice di tela grezza, che volle da solo confezionarsi ispirandosi alla forma della stessa croce, cinto ai fianchi da una bianca cordicella a tre nodi e calzando dei poveri sandali.
Come suo “unico bagaglio, una sacca contenente gli strumenti del muratore: la squadra, il compasso, la cazzuola, il filo a piombo, il mazzuolo, la riga e lo scalpello, a simboleggiare rispettivamente la rettitudine del pensiero, l'amore fraterno che tutto cementa, la rettitudine di giudizio, il lavoro indefesso e la sottomissione delle proprie imperfezioni spirituali al lavorìo dello Spirito, che tutto trasformando, fa giungere alla perfezione".

Simboli decisamente > massonici < , ma che vengono sdegnosamente respinti dalla Chiesa ufficiale e sottovalutati purtroppo dagli stessi Massoni, i quali non si sono resi affatto conto che il Patrono d’Italia e Frate Elia, il suo mentore e maestro spirituale, fossero in realtà due

"Massoni ante litteram"



Non avendo riscontri certi si possono fare solo supposizioni, non essendo possibile affrontare in questo contesto un'analisi accurata del messaggio che Frate Elia ha voluto tramandare ai posteri. messaggio certamente legato alla "leggenda della tavola rotonda", ma quasi sicuramente all'esperienza vissuta in Palestina insieme a Frate Elia e alla scoperta del

< Segreto dei Tre 888 >


Francesco
prima di intraprendere la via monacale era intenzionato, come molti giovani dell'epoca, ad intraprendere  la via guerriera, quella dei "cavalieri templari" e partecipare alle  crociate.
Non era  stato iniziato "cavaliere", ma  vestiva "un saio"
di color 'marrone' identico a quello usato dai conversi templari prima dell'assunzione dell' abito bianco dei cavalieri.

Non è  altrettanto casuale la scelta del "cordone bianco" del saio francescano con "tre nodi" > cordone < di cui un frammento è stato ritrovato nella tomba. Infatti sia l'ammissione all' Ordine Francescano, che l'ammissione all'Ordine Templare dei monaci-combattenti comportava la pronuncia di Tre Voti di  > obbedienza, povertà e castità<.  
Altra circostanza che conferma l'unione morale e spirituale dei due Ordini, era rappresentato proprio dal "cingolo" che indossavano entrambi> una corda annodata tre volte< a simboleggiare i "Tre Voti" della vestizione.

E questa  fu la 'nuova divisa' dell'Ordine di Francesco, coi suoi frati poveri 'cavalieri di Cristo', che però sempre marceranno appiedati > a due a due < , esattamente come i "frati templari', rappresentati in 'coppia', due a due sopra un solo cavallo, nei sigilli del Tempio, e i 'frati francescani' inviati, due a due, a predicare per le vie del mondo, sembrano corrispondere ad un medesimo modello.
Monaci-guerrieri di pace < che non a caso avevano scelto come saluto il famoso motto francescano

"che la pace sia con Voi"

"DODICI" furono infatti i frati, tra i quali Frate Elia, che Francesco volle intorno a Sé, come ci tramandano "i Fioretti", che amava chiamarli "i miei cavalieri della tavola rotonda" ( Speculum Perfectionis,IV, 72).



E  nel rispetto di questo rapporto di unione mistica Frate Elia, pose intorno e sopra al suo corpo, all'interno della tomba, 12 monete d’argento e 12 acini  d’ambra, dodici come i 12 torrioni semicircolari di pietra rossa, che girano tutt’intorno alla chiesa e che si staccano nettamente dalla cortina bianca. 
"DODICI", come i Dodici apostoli, "Colonne della chiesa" che, in epoca cristiana, erano correlate alle "luci" del cielo, ai dodici Segni zodiacali ed alle >Dodici Porte< di Gerusalemme, il cui significato mistico-esoterico Frate Elia aveva appreso durante il lungo soggiorno in Palestina alla corte del Califfo di Damasco, permanenza che gli aveva consentito con i ripetuti contatti con i Templari in stretto contatto con gruppi esoterici locali, che gli avevano aperto non solo la mente, ma soprattutto lo spirito, praticando rituali legati al magico numero > 8 < all'interno della Moschea di Al- Aksa, progettata come Castel del Monte in Puglia su
pianta ottagonale. 




L'Ordine dei Cavalieri del Tempio è stato fondato nella Terra Santa in 1118 A.D. La sua organizzazione è stata basata su quella della Fraternità Saracena di “Hashish im”, i ”mangiatori di hashish”, che i Cristiani chiamarono Assassini. Le prime sedi dei Templari erano in un'ala del palazzo reale di Gerusalemme vicino alla Moschea di Al-Aqsa, riverita dagli Sciti come il santuario principale della Santa Fatima.Il Romanticismo occidentale, ispirato dai poeti Moorish Sciiti, ha trasformato questo santuario-madre nel Tempio del Santo Graal, in cui certi cavalieri leggendari chiamati > Templari < si riunivano per offrire il loro servizio alla Santa, per sostenere i principii femminili di santità e per difendere le donne. Qesti cavalieri della leggenda arturiana sono conosciuti come

< Galahad - Perceval - Lohengrin - Lancilot >


Non è quindi assolutamente casuale che la tradizione identifichi questo leggendario tempio proprio in

Castel  del Monte




l’ottagonale astro metafisico della Puglia >  il cuore segreto < della Magna Grecia medioevale, che l’Imperatore svevo Federico II aveva fatto riprogettare, intorno al 1240, quasi sicuramente da Frate Elia, non certo  per la caccia al falcone, di cui l’imperatore era appassionato e grande esperto, né come luogo di soggiorno e di vita mondana, né tanto meno come una fortificazione difensiva, non essendovi stalle, né ottimali requisiti strategico-militari.



Gli stessi motivi tecnici ed esoterici che avevano indotto i progettisti  a  privilegiare la figura ottagonale, con la quale si riusciva appunto a garantire “il rapporto aureo individuato da Fibonacci.


L’ottagono è  infatti la figura intermedia fra il quadrato ed il cerchio.
In essa si realizza, quindi, perfettamente l'ermetica " quadratura del  cerchio"e per essa, quale porta e simbolo di passaggio e rigenerazione, in cui si ha l’equilibrio delle forze spirituali e naturali, l'8 < essendo (nel suo rovesciamento orizzontale) il segno dell’infinito e della rotazione a spirale – "l’ingresso trasfigurante a una vita nuova" (non a caso in certe chiese medioevali la fonte battesimale è ottagonale).



Non è quindi un caso che, al ritorno dalla VI crociata, l’Imperatore, che tanto amava costruire castelli e città fortificate, abbia affidato i primi studi sulla fattibilità di Castel del Monte, all’arte matematica–geometrica di Fibonacci e all’esperienza di Frate Elia, trasformatisi da avvocato in architetto, disciplina che aveva potuto perfezionare, con l’ausilio di maestri comacini, progettando la Basilica di Assisi, facendone > la sede del Graal < il leggendario e inaccessibile castello dell’epopea cavalleresca, in cui si compivano le imprese dei cavalieri della tavola rotonda, votati alla reintegrazione interiore, come > i dodici fraticelli< che seguirono le imprese di San Francesco e i consigli di Frate Elia.

Elia infatti, essendo uomo ormai addentro nella ritualità sacra sia occidentale che orientale, oltre che alchimista,  aveva potuto perfezionare la conoscenza non solo delle scienze esoteriche ebraiche e cristiane,  ma anche approfondire lo studio delle tradizioni greco-romane, copte, berbere, indiane e sufiche, che la cultura araba aveva assorbito e sviluppato. 

E' quindi probabile che Frate Elia, nei suoi rapporti dalla Terra Santa, abbia fatto comprendere a Francesco lo spessore e le qualità iniziatiche raggiunte dal Califfo mussulmano, un "Maestro spirituale" , tanto da convincere lo stesso Francesco, nonostante non godesse di buona salute, a raggiungerlo, restandogli vicino per diversi mesi per "conoscere""capire" quest’altro modo di vivere il rapporto con il divino.

Al-Kamil, che era un letterato, un filosofo, oltre che un fine esoterico, si accorse immediatamente di aver davanti a sé "un iniziato" e lo accolse nel suo palazzo, come aveva già fatto con Frate Elia, dandogli modo di conoscere e fargli conoscere il diverso approccio esoterico con il divino.



La fiducia che il Califfo concesse a Francesco, nell'aprirgli il suo cuore ed il suo spirito è il segno tangibile di una perfetta intesa e di armonica sintonia tra due esseri, che hanno appreso a vibrare in perfetta sintonia tra di loro e con l'Essere Supremo, che resta unico ed indivisibile,  perchè conoscono, anzi sentono che "la Verità" è "Una" al di sopra del bene o del male, al di là delle polarizzazioni apparenti e terrene, che portano a contrapposizioni e divisioni.



Una sola radice
condivisa
poteva infatti accomunare i due campi avversi: Il Gesù dei Vangeli, e Quello stesso del Corano. Il comune messaggio di "pace e bene", che riunisce i popoli della terra in una sola "Ecumene".



>Tutti insieme in un'unica civiltà <
ieri come oggi, insoluto problema della convivenza pacifica dei popoli, che l'Associazione COESISTER - da cui  abbiamo tratto il simbolo -  cerca di affrontare grazie all'aiuto di soci appartenenti all Tre Religioni Monoteistiche.



Questo - ne siamo sinceramente convinti -  è il messaggio che Frate Elia ha voluto lasciare di Francesco, un grande cavaliere della pace, forse massone. Sicuramente < un Cives Mundi> un cittadino del mondo, che si è battuto - mai con le armi e la violenza -  per

> la Libertà<> l'Uguaglianza<> la Fratellanza<

ma soprattutto per < il rispetto reciproco > tra le diverse culture e religioni, principi cardini recepiti nella grandi rivoluzioni moderne e che è venuto il momento da parte delle nuove generazioni di tornare a far propri e condivisi, facendo cadere finalmente barriere ideologiche e pregiudizi insensati, assolutamente  inaccettabili in un mondo globalizzato.

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo


NOTA BENE

Nel libro di ISIDORO GATTI > La tomba di San Francesco nei secoli < Casa Ed. Francescana - Assisi, pag. 267, nota 140, punto 2, vengono riportate le conclusioni a cui giunsero i periti che esaminarono  le > 11 monete d'argento < ritrovate nel sarcofago di San Francesco.
Le Lettere semigotiche del retto delle monetine si poterono leggere come > LUCA,EINRICUS <. Nel rovescio, le due lettere >T-T>IMPERATOR< sono state interpretate come il monogramma dell'Imperatore OTTONE I (*973), che aveva restituito ai Lecchesi la Zecca. Le monete sono state coniate a Lucca , dopo l'anno 1181 e non più tardi del 1208 . Anche nella Tomba di S. MARCO a Venezia sono state trovate > MONETE LUCCHESI < simili a quelle trovate nel sarcofago di San Francesco.
Le 11 monete, con > 24 < dei 29 acini pure ritrovati nella tomba, furono dal Procuratore De Bonis conservate in un

> reliquario <

nella Basilica dei Santi Apostoli a Roma insieme alle 11 monete d'argento e all'ampolla con le ceneri di San Francesco. Rimasero a Roma > fino al febbraio del 1978 <,quando furono riportate ad Assisi in occasione della nuova ricognizione dei suoi resti mortali per > essere ricollocate < nel sarcofago.


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Immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco

http://www.tv2000.it/blog/2015/09/27/le-immagini-della-ricognizione-dei-resti-mortali-di-san-francesco-dassisi/

 

 


Significado simbólico de las 12 monedas


Entre los objejtos hallados se encontraban también 11 monedas de plata + > UNA <
> Tres fueron halladas el 28 de enero de 1819, porque estaban colocadas en evidencia sobre el costado izquierdo
> Ocho se recuperaron el 29 de enero en el momento en que se extrajeron los huesos y el polvo que las cubrían.
> la decimosegunda no se localizó hasta dos años después del descubrimiento y de la apertura del sarcófago. Se desconoce si también esta moneda era de plata y de cuño luqués, como las otras 11.

Efectivamente, al reexaminar las trizas de los huesos de San Francisco el 15 de noviembre de 1820 los peritos encontraron también esta última moneda, que no resulta expuesta en el relicario, como las otras once y que no se sabe dónde ha podido ir a parar.
Las actas resultan extraviadas e  imposibles de hallar, faltando las relativas páginas en las copias en circulación.
El tiempo transcurrido para el hallazgo podría haberse debido a la diferente colocación de esta >12 moneda> colocada bajo la túnica a diferencia de las otras 11, directamente sobre el cuerpo a la altura del >corazón< o incluso en el orificio dejado libre después de la extracción del mismo y de las vísceras.
Gatti, en el libro citado, en la página 163 y siguientes hace un largo análisis histórico sobre esta circunstancia, recogiendo las distintas versiones. Según la versión considerada como la más creíble, > el corazón < , por expreso deseo de Francisco, se habría extraído y se habría enterrado junto con las vísceras en el mismo lugar en el que murió,  convertido inmediatamente después en Capilla, llamada > la Capilla del "Tránsito" en la Porciúncula <.

> 12 monedas, el mismo número de las 12 cuentas de ámbar halladas junto a las 17 cuentas de ébano, que formaban una corona, pero en los informes no se especifica la distribución de estas 29 cuentas y qué significado simbólico quiso darle Fray Elías.
> 3 monedas se hallaron en el > lado izquierdo  < del cuerpo, entre el costado y el hombro, pero es muy probable que las hubieran colocado, como las otras > 8 < halladas entre los huesos, sobre el > pecho < sobre la túnica que recubría el cuerpo, y >que se deslizaran a la izquierda< durante la descomposición del cadáver y la  dilaceración del tejido por la humedad, de la que se ha encontrado un pequeño pedazo gris, como los remiendos que los Maestros Sufíes usaban para cubrir los  rasgones de su hábito, hábito que no sustituían jamás y que se convertía en > un signo de reconocimiento< durante su peregrinación. Esta costumbre la adoptaron Francisco y sus frailecillos.

Comprender la justa colocación de las monedas nos permitiría "leer" en clave simbólica el mensaje de Fray Elías, sobre todo asegurarnos de la exacta posición  de la >12ª moneda< en caso de que , como parece probable, hubiera sido colocada en el centro de las 8 monedas.
> 8 monedas deberían haber sido colocadas sobre el pecho, ya que fueron halladas entre los huesos del fondo de la espalda.
> la última debería haber sido colocada en el > centro del pecho < ,  quizás debajo de la túnica la cavidad del corazón, que según una cierta tradición   fue extraído del cadáver y enterrado en un lugar secreto en la  Porciúncula. Se trata casi seguramente de una leyenda.
En cualquier caso, es necesario tener en cuenta que la sepultura se produjo cuatro años después de la muerte de Francisco y que el cuerpo debía estar en avanzado estado de descomposición, hasta el punto de convencer a Fray Elías , que puedo verlo, para no mostrarlo en público durante la ceremonia con la que se trasladó el cuerpo de la Iglesia de San Jorge, donde estaba conservado, a la Basílica de Asís.

En cualquier caso, resulta extraño el retraso con el que se halló esta última moneda, lo que justificaría una colocación distinta de la misma sobre el  pecho de Francisco.



La distinción en > tres monedas < colocadas a la izquierda del cuerpo del Santo y > 9 < o las > 12< sobre el pecho daría un preciso significado numérico simbólico y alquímico a su diferente disposición.



El hallazgo de > la decimosegunda moneda< y > del pedazo de hierro > con un símbolo templario o masónico confirmaría la verdadera naturaleza de las relaciones de Francisco con la Orden del Templo, con la masonería iniciática del tiempo, pero sobre todo con el emperador Federico II de Suabia y con el Califa de Egipto Al Maiik, con los cuales instauró unas relaciones estrechísimas.



En realidad sería verdaderamente absurdo creer que Fray Elías, hombre muy culto, filósofo y alquimista, amigo íntimo de Francisco, junto al cual vivió las experiencias más importantes, compartiendo principios e ideales, se haya hecho desaparecer  de una forma tan drástica e injustificable de la historia. Hasta el punto de que no se consigue encontrar rastro alguno, solo en los muchos > mensajes simbólicos < dejados intencionalmente sobre las sólidas piedras de la Basílica de Asís, que el mismo proyectó, sempiterno testamento de > símbolos < manados de las hábiles manos de las Libere Muratorie medievales, como el compás, la escuadra, un martillo que golpea la piedra basta con el cincel, símbolos claramente masónicos, como los esculpidos sobre las tumbas de algunos maestros comacinos enterrados en el cementerio adyacente a la Basílica de Asís : la rosa cruz junto a una escuadra y un punzón y, de nuevo, una estrella de ocho puntas.



Mensajes que encierran un complejo sistema de ideas herméticas, difundido por confraternidades arcanas, que han permanecido "ocultas", pero, para fortuna de los venideros, no borradas, y que se hayan extrañamente precisamente en el > saco de viaje < de San Francisco, come recoge un cronista, del cual me parece que puede resultar interesante reproducir el pasaje, en el que se refiere a la "toma del hábito " y a su > único equipaje <

La toma del hábito de San Francisco
"Hermano Francisco inició así su Gran Obra en compañía de Madre Pobreza, de Hermano Silencio y de Hermana Paz, vistiendo una camisa de tosca tela , que quiso coserse él solo inspirándose en la forma de la misma cruz,  ceñido a los costados por un cordón blanco de tres nudos y calzando unas pobres sandalias.
Como su “único equipaje, en saco en el que llevaba las herramientas del albañil: la escuadra, el compás, la paleta, la plomada, el mazo, la regla y el cincel, para simbolizar respectivamente la rectitud del pensamiento, el amor fraternal que todo lo cimienta, la rectitud de juicio, el trabajo infatigable y el sometimiento de las propias imperfecciones espirituales al trajín del espíritu, que transformándolo todo, hace llegar a la perfección".

Símbolos decididamente > masónicos < , pero que son  indignantemente rechazados por la Iglesia oficial e infravalorados, desafortunadamente, hasta por los propios Masones, los cuales para nada se han dado cuenta de que el Patrón de Italia y Fray Elías, su mentor y maestro espiritual, eran en realidad dos "Masones ante litteram"




No contando con informaciones contrastadas se pueden hacer solo suposiciones, ya que no es posible afrontar en este contexto un análisis exhaustivo del mensaje que Fray Elías quiso dejar para la posteridad, mensaje que seguramente estaba relacionado con la "leyenda de la mesa redonda", pero tamabién con la experiencia vivida en Palestina junto a Fray Elias y con el descubrimiento del Secreto de los Tres 888.


Francisco antes de emprender la vía monacal tenía intención, como muchos jóvenes de la época, de emprender la vía guerrera, la de los "caballeros templarios" y participar en las cruzadas.
No había sido iniciado como "caballero", pero vestía "un hábito" de colormarrón’ idéntico al usado por los conversos templarios antes de la asunción del hábito blanco de los caballeros.

Así como no es casual la elección del "cordón blanco" del sayal franciscano con "tres nudos" > cordón < del que se ha hallado un fragmento en la tumba. En efecto, tanto la admisión a la Orden Franciscana, como la admisión a la Orden del Temple de los monjes-combatientes comportaba la pronunciación de Tres Votos de > obediencia, probreza y castidad<.
Otra circunstancia que confirma la unión moral y espiritual de las dos Órdenes estaba representada precisamente por el "cíngulo" que vestían ambos> una cuerda anudada tres veces < para simbolizar los "Tres Votos" de la toma del hábito.




Y este fue el 'nuevo uniforme’ de la Orden de Francisco, con sus frailes pobres  'caballeros de Cristo', que marcharán siempre a pie > de dos en dos < , exactamente como los "hermanos templarios', representados en pareja, de dos en dos a lomos del mismo caballo , en las puertas del Templo, y losfrailes franciscanos' enviados, de dos en dos, a predicar por las vías del mundo, parecen corresponderse con un mismo modelo.
Monjes-guerreros de paz < que no por casualidad habían escogido como saludo el célebre  lema franciscano " que la paz esté con Vosotros".


"DOCE" fueron, en efecto, los frailes (entre los que se encontraba Fray Elías), que Francisco quiso a su alrededor, como nos transmiten "los Floretes", que era como amaba llamar a "mis caballeros de la tabla redonda" ( Speculum Perfectionis,IV, 72).



Y  en el respeto de esta relación de unión mística, Fray Elías, puso alrededor y encima de su cuerpo, dentro de la tumba, 12 monedas de plata y 12 cuentas  de ámbar, doce como los 12 torreones semicirculares de piedra roja, que giran todos ellos alrededor de la iglesia y que se separan netamente de la cortina blanca.
"DOCE", como los Doce apóstoles, "Columnas de la iglesia" que, en época cristiana, estaban relacionadas con las "luces" del cielo, con los doce Signos zodiacales y con las >Doce Puertas< de Jerusalén, cuyo significado místico-esotérico Fray Elías había aprendido durante su larga estancia en Palestina en la corte del Califa de Damasco, permanencia que le permitió mantener repetidos contactos con los Templarios en estrecho contacto con grupos esotéricos locales, que le habían abierto no solo la mente, sino sobre todo el espíritu, practicando rituales relacionados con el mágico número > 8 < dentro de la Mezquita de Al- Aksa, proyectada como Castel del Monte en Puglia sobre una planta octagonal.




La Orden de los Caballeros del Temple fue fundada en la Tierra Santa en 1118 A.D. Su organización se basó en la de la Hermandad Sarracena de “Hashish im”, los ”comedores de hachís”,  que los caballeros llamaron Assassini. Las primeras sedes de los Templarios estaban en un ala del palacio real de Jerusalén, cerca de la Mezquita de Al-Aqsa, reverenciada por los chiítas como el santuario principal de la Santa Fátima.
El Romanticismo occidental, inspirado por los poetas Moorish Chiítas, ha transformado este santuario-madre en el Templo del Santo Grial, en el que unos caballeros legendarios llamados > Templarios < se reunían para ofrecer su servicio a la Santa, para sostener los principios femeninos  de  santidad y para defender a las mujeres. Estos caballeros se han conocido con nombres como Galahad, Percival, Lohengrin, Lancelot.


Así pues, no es para nada una casualidad que la tradición identifique a este legendario templo precisamente en

Castel  del Monte



, el octagonal astro metafísico de la Puglia >  el corazón secreto < de la Magna Grecia medieval que el emperador suabo Federico II había hecho que reproyectara, alrededor de 1240, casi seguramente Fray Elías, por supuesto no para la caza del halcón, de la el emperador era un gran apasionado y experto, ni como lugar de estancia o de vida mundana, ni mucho menos como una fortificación defensiva, ya que no disponía de cuadras ni de los requisitos estratégico-militares necesarios.

Los mismos motivos técnicos y esotéricos que indujeron a los proyectistas  a preferir la figura octagonal, con la cual precisamente se conseguí garantizar “la proporción áurea” determinada por Fibonacci.


El octágono, efectivamente, es la figura intermedia entre el cuadrado y el circulo.

En ella se realiza, pues, la hermética " cuadratura del  círculo" y por ella, como puerta y símbolo de pasaje y regeneración en la que se obtiene el equilibrio de las fuerzas espirituales y naturales, el > 8 < al ser (en el posición tumbada horizontal ) el signo del infinito y de la rotación en espiral – indica "la entrada y transfiguración a una vida nueva" (no por casualidad en ciertas iglesias medievales la fuente bautismal es octagonal).


Así pues, no es un hecho casual que al regresar de la IV cruzada, el Emperador, que tanto amaba construir castillos y ciudades fortificadas, había encargado los primeros estudios sobre la factibilidad de Castel del Monte, al arte matemático–geométrico de Fibonacci y a la experiencia de Fray Elías, quien se había transformado de abogado en arquitecto, disciplina que había podido perfeccionar con la ayuda de los maestros comacinos, proyectando la Basílica de Asís, haciendo de ella > la sede del Grial < el legendario e inaccesible castillo de la epopeya caballeresca  en el que se llevaban a cabo las empresas de los caballeros de la mesa redonda, votados a la reintegración interior, como > los doce frailecillos< que siguieron las empresas de San Francisco y los consejos de Fray Elías.

Elías, en efecto, al ser un hombre ya adentrado en la ritualidad sagrada tanto occidental como oriental, además de ser alquimista, tuvo la posibilidad de perfeccionar el conocimiento no solo de las ciencias esotéricas judías y cristianas, pero también de profundizar el estudio de las tradiciones grecorromanas, coptas, bereberes, indias y sufistas que la cultura árabe había absorbido y desarrollado.

Por lo tanto, es probable que Fray Elías, en los informes que enviaba desde Tierra Santa, hiciera comprender a Francisco el espesor y las cualidades iniciáticas alcanzadas por el Califa musulmán, un "Maestro espiritual", hasta el punto de convencer al mismo Francisco, a pesar de que no gozaba de buena salud, a desplazarse hasta allí y permanecer cerca de él para "conocer" y "comprender" este otro modo de vivir la relación con lo divino.

Al-Kamil, que era un literato y un filósofo, además de un refinado esotérico, se dio cuenta enseguida de que tenía ante él a "un iniciado" y le recibió en su palacio, como ya había hecho antes con Fray Elías, dándole también a él la oportunidad de conocer y de hacerle conocer su enfoque esotérico a la hora de relacionarse con lo divino.



La confianza que el Califa concedió a Francisco, abriéndole su corazón y su espíritu es el signo tangible de un perfecto entendimiento y de una armónica sintonía entre dos seres, que aprendieron a vibrar en perfecta armonía entre ellos y con el Ser Supremo, que permanece único e indivisible,  porque conocen, es más, sienten que "la Verdad" es "Una" por encima del bien y del mal, más allá de las polarizaciones aparentes y terrenas, que llevan a contraposiciones y divisiones.



Una sola raíz compartida efectivamente podía unir los dos campos adversarios: El Jesús de los Evangelios, y El mismo del Corán. El mensaje común de "paz y bien", que reúne a los pueblos de la tierra en una sola "Ecumene".



>Todos juntos en una única civilización < ayer como hoy, problema sin resolver de la convivencia pacífica de los pueblos, que la Asociación COESISTER – de la que hemos utilizado el símbolo  -  intenta afrontar gracias a la ayuda de los socios pertenecientes a las Tres Religiones Monoteístas.

Este – y de ello estamos plenamente convencidos -  es el mensaje que Fray Elías quiso dejar de Francisco, un gran caballero de la paz, quizás masón. Sin duda < un Cives Mundi>, un ciudadano del mundo, que combatió – jamás con las armas y la violencia -  por > la Libertad<> la Igualdad <> la Hermandad <, pero sobre todo por < el respeto recíproco > entre las distintas culturas y religiones, principios fundamentales acogidos en las grandes revoluciones modernas. Ha llegado ahora el momento de que las nuevas generaciones vuelvan a hacer suyos y a compartir dichos principios, haciendo que caigan finalmente barreras ideológicas y prejuicios insensatos, totalmente inaceptables en un mundo globalizado.


de corazón a corazón

Abogado Giovanni Salvati


NOTA BENE:
En el libro de ISIDORO GATTI > La tomba di San Francisco nei secoli < Editorial Franciscana - Asís, pág. 267, nota 140, punto 2, se recogen las conclusiones a las que llegaron los peritos que examinaron las > 11 monedas de plata < halladas en el sarcófago de San Francisco.
Las Letras semigóticas del anverso de las monedas se pudieron leer como > LUCA,EINRICUS <. En el reverso, las dos letras >T-T>IMPERATOR< se han interpretado como el monograma del Emperador OTTONE I (*973), que había resituido a los Lequeses el Cuño. Las monedas fueron acuñadas en Lucca , después del año 1181 y no más tarde de 1208 . También en la Tumba de SAN MARCO en Venecia se hallaron unas > MONEDAS LUQUESAS < similares a las halladas en el sarcófago de San Francisco.
Las 11 monedas, con > 24 < de las 29 cuentas < que también se hallaron en la tumba, fueron conservadas por el Procurador De Bonis en un > reliquario <
en la Basílica de los Santos Apóstoles en Roma junto a las 11 monedas de plata y a la alcuza con las cenizas de San Francisco. Permanecieron en Roma> hasta el mes de febrero de 1978 <, fecha en la que fueron trasladadas a  Asís con motivo de la nueva identificación de sus restos mortales para > volver a ser colocadas < en el sarcófago.

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo