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LETTERA ALLE MAMME

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Care amiche, cari amici,
ho ritrovato questa lettera che avevo preparato per un padre ingiustamente accusato dalla sua seconda compagna, da cui viveva separato, di aver - mentre stava a casa del papa - abusato sessualmente dello loro bambina di tre anni, che, era caduta invece da una scala ferendosi al basso ventre.
La compagna non gli aveva creduto e lo aveva denunciato, in ciò sostenuta dalla prima compagna, dalla quale il malcapitato padre aveva avuto un primo figlio, che allora aveva appena compiuto 10 anni.
Un’indagine superficiale aveva convinto un giudice a condannarlo e ad impedirgli di vedere i suoi figli se non alla presenza di un assistente sociale.
Ogni tentativo di dimostrare la sua innocenza e di tornare alla normalità era risultato impossibile. Si era fatto assistere da bravi avvocati, esperti del settore e alla fine si era rivolto a me. Dopo aver studiato a lungo le carte mi ero reso conto che la situazione era ormai irrecuperabile e gli ho consigliato per il bene dei figli di mettersi da parte e di scrivere questa lettera alle sue due compagne. Lettera mai inviata e che dopo anni ho ritrovato e lancio nell’aria come i tanti aquiloni che lo hanno preceduto.

ALLE MIE COMPAGNE

Mie Care,

ci siamo amati in mille modi: belli, brutti, intensi, superficiali.
Ci siamo amati e ci amiamo, perché solo un sentimento così forte, così intenso può portare tanto odio e incomprensione verso due esseri che sono il frutto e l’immagine vivente di questo amore: un bambino e una bambina, che, come me, ho amato troppo e in modo sbagliato.
Nell’amore c’è un gioco perverso nel dare e nel ricevere.
Si dà all’altro, o si crede di dare, ma si toglie, si prende e si butta via.
L’amore è qualcosa di talmente intimo, di etereo, che appena scivola via e si espande dal tuo cuore, si condensa, perdendosi in mille effluvi.
Per un attimo ne assapori il profumo, per soffrirne l’inesorabile perdita.
Si può amare a comando e a tempo?
Non credo proprio!
Posso riuscire ancora ad amare come un qualsiasi papà i miei figli?
Così non credo proprio!
Questa assurda “Guerra dei Rose” ha tre veri sconfitti: noi genitori, incapaci di essere e non di dare o ricevere sentimenti, che non siamo più capaci di esprimere in modo vero e sincero.
Questa lotta per la difesa e la conquista di “due cuori” è una guerra persa in partenza, perché non fa prigionieri, ma solo vittime innocenti.
Cosa stiamo dando ai nostri figli che desiderano ricevere: poco, pochissimo! sinceramente tanto dolore, incomprensioni, insofferenze, tensioni e nervosismi.
Vivo questa esperienza come la “vera madre”, che è pronta a rinunciare al figlio a favore della madre che ne vanta il diritto di primo genitura, purché non venga tagliato a metà come propone Salomone.
Stiamo tagliando a fette l’amore dei nostri figli, che hanno quell’inimitabile capacità di amare con la stessa intensità il genitore “buono” e quello “cattivo”.
Li stiamo costringendo a fare una scelta impossibile, contro natura.
Qualcuno di noi deve saper dire basta!
Meglio rinunciare, che dover continuamente dimostrare ad altri, ad estranei, non a loro, che sono buono e che non ho intenzioni perverse.
Forse quel maledetto calcio nel basso ventre ha sicuramente inciso nel mio corpo e nella mia psiche, portandomi a dimostrare che non ero ferito, che ero sano di mente e di corpo.
In questi mesi ho preso e ho dato calci e pugni e sono più ferito di prima.
Quel calcio per anni mi ha fatto credere di non essere più capace di fare l’amore come gli altri. Mi ha convinto, a torto, che non potevo avere figli ed ora, che sono “padre” come gli altri, prendo a calci i loro cuori in modo altrettanto perverso.

No, mille volte no!!!
Come con voi, ho sbagliato a dare calci e nel riceverne!
E’ venuto il momento di riconoscerlo.
Cosa ha convinto due madri a difendere i loro cuccioli in modo così estremo dal padre. Lo stesso istinto che porta le leonesse ad allontanarli dal genitore intenzionato a divorarli.
Io sono convinto che l’intuito femminile, questo IO che dirige dal “cuore” le scelte più importanti, Vi ha convinto che il mio bisogno d’affetto e di amore era eccessivo e insano e avrebbe finito per saturarli e ferirli.
Ci sono madri, che, per odio, hanno dato in pasto ai padri i figli.
Noi siamo riusciti ad imbandire un tavolo, dando in pasto l’animo e il corpo dei nostri figli ad avvocati, a giudici, a psicologi, ad assistenti sociali.
Questa cena infame va interrotta subito!
Ho dato precise istruzioni al mio legale di interrompere qualsiasi attività e di accettare le vostre proposte, ma nessun compromesso!
Io non sono più disposto a vedere i miei figli ad ore con guardie del corpo, che dovrebbero vigilare sulla loro salute mentale e psichica.
Sarò matto, cattivo, inaffidabile ed incestuoso, ma sono il loro “papà” e non posso che correre lontano, lontano, se ciò li renderà felici agli occhi delle loro madri.
Prima o poi si metteranno a correre anche loro e nessuno riuscirà a fermarli.
Possiamo fare a meno di arbitri, che dettano le regole e controllano il tempo.
Spetta solo a noi scegliere i modi e i tempi più giusti per loro.
La corsa è cominciata. Mi auguro che sia una corsa ad armi pari, senza egoismi, sotterfugi, ipocrisie, dove non importa primeggiare, ma stare vicino ai nostri figli, aiutandoli a crescere insieme alla loro mamma e al loro papà, e lasciandoli liberi di scegliere quanto e come stare con i loro genitori.
La corsa è lunga è piena di mille ostacoli. Spero di tagliare il traguardo insieme a tutti Voi, mie “odiate” madri, miei “adorati” figli.

IL PAPA’

 

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