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Papa Francesco - Gesù - Papa Benedetto "Scacco Matto in Tre Mosse"

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< Le Divine Partite a Scacchi >

In un libro "MASSONERIA  Simbologia e Rito" di Ivan Mosca(ediz,  Lux, pag.89) l'insigne esoterista, autorevole esponente del Grande Oriente d'Italia, passato all'Oriente eterno il 25 novembre 2005, fornisce una spiegazione del significato simbolico del

"Gioco degli scacchi"

-  il gioco degli scacchi simboleggia la lotta dello "Spirito" contro "la materia", rappresentata dai

"due giocatori"

Le "Forze" presenti sono uguali all'inizio.

> Il Re è lo "Spirito" che non può scomparire, che non può distruggersi, che "non può essere preso". Ma  - disceso nella "materia", imprigionato in un corpo di carne - le sue possibilità sono ridotte e, anche "se si muove in tutti i sensi", non può allontanarsi dal suo punto di partenza.

> La Regina è "l'anima", che ha nella materia delle possibilità più estese, ma che "può  essere presa"

> L'Alfiere è "il Mentale Superiore". Il Genio che si muove "diagonale"

> La Torre è "il mentale inferiore". La Ragione che si muove "perpendicolarmente"

> Il Cavallo è "l'astrale". L'Immaginazione che salta "al di sopra degli ostacoli"

> Il Pedone è "il corpo fisico". I Sensi, che possono ingannarsi e ai quali è "vietato tornare indietro", ossia è vietato negare la sensazione.

I Giocatori - posti al di fuori della "scacchiera" sono equiparati al

"Demiurgo"

che, governando il Mondo, si trova ciò nonostante

- "fuori del mondo" -


< Papa Benedetto >< Gesù>< Papa Francesco >

Questa partita è cominciata nel lontano 2005 subito dopo che il Conclave dei Cardinali, convocato per l'elezione del 265° Papa, aveva scelto tra Bergoglio e Ratzinger, quest'ultimo.

Da quel momento si è sviluppata questa metaforica contesa a colpi di simboli, che un gruppo di iniziati all'arte reale ha codificato, inserendo un messaggio ermetico nella stemma di Papa Francesco,  posto, come è prassi, nel protiro della Basilica inferiore di Assisi.

L' Epigramma,che ritroviamo nello stemma di Assisi, ha un linguaggio ermetico, incomprensibile per il mondo profano, ma  altrettanto puntuale e inesorabile per gli iniziati agli antichi misteri, che cercano invano di avvertire il fratello gesuita, elevato al soglio pontificio, che ne è subito "esotericamente" disceso.

Applicando infatti il “codice aureo” e la "geometria sacra" ad una lettura misterico escatologica della particolare simbologia scelta per lo

> Stemma di Papa Francesco <

Rivela,ad un attento interprete di questo particolare codice numerico policromico,

<> messaggio criptato <

< velato >< ri-velato >

http://soscollemaggio.com/it/il-qcodice-mitraicoq-di-padre-penev-e-frate-elia-velatori-velato.html

come era nello stile

< Frate Elia >

il cui fantasma si aggira da secoli tra le colonne della Sua Basilica, sempre pronto a trovare l'espediente per inserire nuovi

< indizi e segnali criptici >

Frate Penev è irrimediabilmente caduto nel tranello di questo simpatico

"diavoletto"

che da oltre 800 anni gode di un ostracismo assolutamente non giustificato

< Frate Elia e la congiura del silenzio >

di Prospero Calzolari

Ma se potesse parlare, senza attendere altri 800 anni, siamo convinti che farebbe ri-trovare alla base della

< statua di Pasquino >

un malizioso ed enigmatico epigramma, che suonerebbe più o meno così:

< Francesco I >

"L'alba e il tramonto di un Papa mai nato"

"Per conservar lo stemma, el Papa confuse la dritta con la mancina, er Padre con il figlio, la Tiara con la Mitra, el pallio pontificio con quello vescovile, così alla fine al Vladimiro, el Giotto de li stemmi pontifici, toccò far nascere un fior di nardo da un grappolo dorato e tanti bottoncini bianchi, rossi e dorati sulla bianca Mitra del Portale ad indicar, come il grande Leonardo, che la dritta è la mancina e la mancina diviene dritta.

< L'uva è stata spremuta >

< Il fiore di nardo è appassito>

< il bastone si è spezzato >

"Tra Francesco e Benedetto c'è un segreto sul papato"

"Non può esserci un Pontefice emerito"

aveva detto padre Lombardi. E invece... È un mistero. Illuminato da alcune parole di Ratzinger:

tanto da poter affermare, senza paura di smentita, in contrasto al famoso detto in auge tra i media vaticani, che

< José Mario Bergoglio >

"Entrò in conclave come "Papa" e ne uscì "cardinale"

> Il Papa-Vicario"gesuita" Vescovo di Roma<

o meglio, fuor di metafora

>Papa ausiliario di Sacra Romana Chiesa<

prendendo spunto dall'elaborazione simbolica di un altro araldista per lo scudo del dimissionario Benedetto XVI, inserendo un numero di nappe adeguato per questo improvvisato Papa Emerito, portandole dalle cardinalizie 30 a

<20><20>

Atteggiamento che viene confermato anche dall'anello da

"vescovo"


Il Papa Emerito non si è privato del suo "anello" da Pontefice Emerito, a differenza di Papa Bergoglio che sembra abbia rinunciato ad indossarlo.

Lo ha portato alle prime Messe da Pontefice, ma dal luglio 2013 non lo mette più, neppure nelle messe ufficiali.

Nè ha  posto m come è prassi lo stemma pontificio sull'orlo della cintura

Seguendo l'esempio di tutti i Papi precedenti, ultimo dei quali lo stesso Benedetto XVI.

Decisione altrettanto sorprendente è il

"mancato utilizzo dell'appartamento pontificio"


che non ha alcuna giustificazione avendo posto la sua residenza fuori della cinta vaticana

Benedetto XVI, a differenza dei suoi predecessori, che hanno rinunciato al sommo pontificato, ha voluto mantenere ;

> il Nome Papale <> la sua veste bianca <

Ha conservato anche l'appellativo “Sua Santità” e lo stemma pontificio con le chiavi di Pietro”, segni identificativi di un pontefice regnante.

Ed è infatti quello che è accaduto agli ultimi due pontefici, che prima di Benedetto XVI, hanno sicuramente rinunciato al Papato, cioè Celestino V (29 agosto 1294 - 13 dicembre 1294) e Gregorio XII (1406-1415) i quali tornarono ad essere, l'uno Monaco eremita, l'altro Cardinale

C'è chi ricorda che Pio XII, quando predispose la lettera di dimissioni da far scattare qualora i tedeschi fossero arrivati da lui per arrestarlo, diceva ai suoi più stretti collaboratori:

"Quando i tedeschi varcheranno quella linea, non troveranno più il papa, ma il cardinal Pacelli"

Ma per Benedetto XVI non è stat0 così. Rinunciando, non pensava affatto di poter tornare ad essere

"il cardinal Ratzinger"

Era ed è sua ferma convinzione che della sua elezione a Papa nel 2005 c'è qualcosa che resta

"per sempre"

Le modalità con cui Benedetto XVI si è dimesso, dal punto di vista del diritto canonico, consentirebbero  di poter sostenere  l'illegittimità del pontificato del suo presunto successore

> Cardinale Bergoglio <

SS Santità Benedetto XVI autoproclamatosi "Papa Emerito" con questo gesto assolutamente irrituale dal punto di vista "exoterico" e soprattutto "esoterico",  non ha quindi scientemente voluto riconoscere l'effettivo e immodificabile stato giuridico assunto con

> le dimissioni irrevocabili <

cui è seguita l'elezione di un nuovo Pontefice a pieno titolo, che non è un caso che gli è stato  posto sul capo il

"Triregno"

il simbolo con cui si vuole rimarcare gli effettivi poteri nel nuovo Pontefice, la cui autorità si fonda proprio sul

> Mito del primato di Pietro <

"Il romano Pontefice, quale successore di Pietro,è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli"

LUMEN GENTIUM, 23

I Fratticelli di Assisi hanno cercato di avvertire il fratello gesuita, elevato al soglio pontificio, che ne è subito "esotericamente" disceso,

Le modalità con cui Benedetto XVI si è dimesso e Papa Bergoglio è stato eletto consentirebbero in effetti di poter sostenere l'illegittimità del pontificato del suo presunto successore, come efficacemente  chiarito dal Dott.Lorenzo Simonetti, in un articolo intitolato

SCACCO MATTO AL RE NERO

Riprendo alcune delle argomentazioni che mi sembrano dal punto di vista del diritto canononico convincenti

"Colui che è stato eletto (Cardinale Bergoglio) come è noto appartiene all'Ordine dei gesuiti (Compagnia di Gesù).

Ebbene, lo statuto di questo ordine religioso prevede espressamente la rinuncia di ogni gesuita ad ogni dignità ecclesiastica (si tratta del quinto voto di professione religiosa). Pertanto, un gesuita non può mai diventare Vescovo o Cardinale se il Papa non sospende in via eccezionale la regola della Compagnia di Gesù (vedi la parte IX, paragrafo 756, delle costituzioni dei gesuiti.

Senza il permesso del Preposito generale e la sua approvazione, nessuno potrà accettare dignità alcuna fuori dalla Compagnia. Ed il Preposito Generale né lo permetterà né lo approverà, tranne che ve lo costringa l'obbedienza alla Sede Apostolica).

Dunque, se un gesuita non può assumere cariche ecclesiastiche intermedie senza la dispensa Papale, a maggior ragione non può diventare Sommo Pontefice, che è

< la massima dignità ecclesiastica >

Il conclave è un Collegio elettorale cardinalizio che non ha gli stessi poteri di un Papa, e quindi non può disporre tale dispensa.

Ciò significa che il cardinale Bergoglio non avrebbe mai potuto accettare l'elezione, anche se la Santa Sede fosse stata vacante e il Conclave avesse rispettato diligentemente le norme procedurali.

Né Il Papa Emerito Benedetto XVI avrebbe potuto a posteriori ratificare la decisione assunta dal Collegio Cardinalizio, dando la necessaria dispensa, non avendone più i poteri e la maestà."

http://soscollemaggio.com/images/stories/pellegrinaggio/papa-francesco-a-sarajevo-ferula%20spezzata.jpg

Papa Bergoglio, con la modifica del pallio e con la decisione di non imporlo più pubblicamente durante la celebrazione del 29 giugno 2015, festa dei santi Pietro e Paolo, sembra aver compreso che, mossa dopo mossa simbolica, ha finito per porsi da solo in posizione di

"scacco"

Ma per prendere veramente in mano la partita, che si avvia purtroppo ad una sonora sconfitta, non è certo sufficiente per José Mario Bergoglio, cambiare il pallio, lo stemma e tanto meno l'effige, essendosi dimostrato - almeno in questi primi anni di pontificato - un vero "casinista argentino" in fatto di simboli, incapace di competere con l'imbattibile, teutonico e scaltrissimo "Benedetto" , non a caso

"campione del mondo dei simboli"

Lo si capirà sicuramente osservando le prossime decisive

"mosse"

Altrimenti  Papa Francesco sembra avviato all'inevitabile

"Scacco Matto"

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo