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6. APRIL 2009, 3.32 UHR - SOS Collemaggio


Collemaggio < SOS > Collemondo

Ogni giorno riceviamo un’infinità di SOS, di richieste di aiuto e di sostegno e siamo sempre meno disposti ad ascoltarle. Cosa dovrebbe spingerVi ad inviare € 99 per la ricostruzione della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, che necessita di restauri complessi? I danni sono infatti più gravi di quanto è apparso ad un primo sopralluogo.

Tutta la Chiesa risulta lesionata. Il transetto è crollato. I pilastri, ora cerchiati, hanno subito un effetto  schiacciamento. Giorgio Croci, ingegnere, docente alla Sapienza, è uno dei maggiori esperti nella ristrutturazione di edifici e templi lesionati dal tempo e da cataclismi naturali.
Con Paolo Rocchi è intervenuto in Italia, sulla  Basilica Superiore di San Francesco in Assisi, riuscendo a riportarla in poco più di due mesi esattamente com'era prima del terremoto.  Ora è là a studiare e a lavorare.Intervistato da un giornalista ha dichiarato:

"Mi sto occupando della splendida Basilica di Collemaggio"  "Sta male, molto male, purtroppo peggio  della Basilica di Assisi, anche se qui non ci sono lo stesso tipo di affreschi, da ricomporre come un puzzle, dopo essere stati sbriciolati in mille pezzi".

Servono infatti € 10.000.000,00, o meglio € 9.999.999,99,  perché il 9 è un numero magico che "partorisce la prima decina" e di decine ne servono appunto 99999.

< 99 >

è il numero magico che la tradizione attribuisce alla città dell’Aquila, essendo stata costruita in modo speculare alla pianta di Gerusalemme, che ha appunto nel 66 il suo numero mistico. Non è un caso che la storia, che spesso si confonde con la leggenda, indica nella fontana delle 99 cannelle, il primo prodigioso monumento di cui si arricchì L'Aquila, nel 1272, dal quale hanno preso forma tutti i segreti e la storia dell'Aquila: il suo nome, il suo numero magico e il suo significato mistico.

Tutt’intorno al Grande Cuore dell’Aquila, la Basilica di Collemaggio, si è stesa una rete d’amore, in cui scorre un’energia viva e pulsante, che tiene in vita il Suo corpo lacerato e l’aiuta a rimarginare le ferite ad una ad una, aiutandola a riprendersi ed a tornare alla vita.


A tutti i 999999999 amici ed amiche, i cui cuori battono all’unisono con quello di Santa Maria di Collemaggio va il nostro sincero ringraziamento.

< Collemaggio, ipotesi di restauro>

http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=50811

I consigli di Maria Grazia Lopardi sulla ristrutturazione della celebre basilica aquilana, duramente colpita dal terremoto del 6 aprile 2009.

Suggerimenti per il restauro della Basilica di Collemaggio. Ad elaborarli e farli pervenire alla direzione regionale dei Beni culturali e alla soprintendenza è stata la scrittrice aquilana Maria Grazia Lopardi, esperta della storia e dei simboli della più celebre struttura sacra aquilana, duramente colpita dal sisma del 6 aprile 2009.

«Chi ha assistito alla proiezione di luce solare dal rosone centrale in direzione dell'altare nel giorno dell'Assunta, il 15 agosto, avrà notato che questa raggiunge la sommità del finestrone gotico dell'abside» spiega Maria Grazia Lopardi, sottolineando che

«il crollo della cupola e dell'arco settecentesco a tutto sesto sostenuto dai due pilastri polilobati, ha determinato un perfezionamento del gioco solare mai osservato prima del 6 aprile del 2009 in quanto "bloccato" dall'intervento barocco che l'architetto Moretti non era riuscito a terminare durante i restauri del 1972».

«Si osservi dalle foto - aggiunge - come la proiezione di luce dal rosone centrale fino al 2009 al tramonto veniva bloccata su parte dell'arco a tutto sesto, si trasformi nel disegno del rosone un istante dopo l'oscurità.



Con il crollo dell'arco a tutto sesto il gioco solare è ben visibile (le successive immagini ne seguono la sequenza), disturbato solo da un tirante della struttura di messa in sicurezza della basilica. Nel giorno dell'Assunta, in cui Maria ascende al cielo e viene incoronata dal figlio che si è definito "luce del mondo", sembra apparire la sagoma della Vergine con il capo irradiante di luce.



La deduzione logica di tale osservazione è che l'arco a tutto sesto della navata centrale, costruito dopo i crolli che seguono i forti terremoti del 1639 e 1654, sia stato realizzato in sostituzione di un preesistente arco ogivale. L'arco ogivale originario quindi si inserirebbe perfettamente nel gioco solare tra rosone centrale e l'abside gotica lasciando spazio allo spettacolare fenomeno luminoso.


Dunque l'arco da realizzare nella riedificazione dei pilastri che lo sostengono sarà verosimilmente ogivale e non a tutto sesto conformemente ad una preesistente probabile conformazione dello stesso. Non si tratterebbe quindi di falso storico, ma casomai di un ripristino del tutto logico in un contesto architettonico dove l'intero edificio presenta evidenti caratteristiche medioevali decontestualizzate successivamente al XVII».
«Ai piedi del pilastro destro crollato - aggiunge la scrittrice - vi è un simbolo con 7 cerchi inseriti in una sviluppo spiraleggiante.



Prima dell'intervento degli anni '70 i soli cerchi erano disposti in fila a fianco della base quadrata del pilastro e il signor Miocchi, memoria storica dei lavori effettuati all'epoca, in una intervista rilasciata alla sottoscritta e all'architetto Giannandrea Capecchi di Prato, ha riferito che le altre pietre erano state rinvenute sotto il pavimento tanto che gli era stato possibile ricostruite l'intera figura come se fosse stata un puzzle. A conferma dell'esattezza della ricostruzione l'architetto Capecchi, incuriosito dalla particolarità che alcune pietre presentavano delle linee in apparenza ingiustificate ed altre erano curiosamente complesse, ha realizzato uno sviluppo geometrico del disegno unendo i centri dei cerchi e tracciando linee nelle direttive delle linee di fuga tra le pietre o di quelle incise senza apparente motivo. Ne è scaturita una geometria che riconduceva direttamente al "tetracordo di Filolao", famoso pitagorico, indicante i rapporti di ottava, quarta e quinta musicale come evidenziato nel nostro testo "Notre Dame di Collemaggio" edito in prima edizione nel 2004 dal Ternario e in seconda nel 2009 da Arkeios.



Nella tradizione pitagorica, entrata nel Cristianesimo con Sant'Agostino e Boezio, gli armonici naturali sono espressione del suono che ha dato forma al creato. La figura serpentina ragionevolmente rappresenta il candelabro a 7 bracci della tradizione ebraica con il medesimo simbolismo di espressione della musica ordinatrice del cosmo. Dunque è importante che il simbolo- che è stato seriamente danneggiato dal sisma- venga ricostruito nei minimi particolari come era prima del terremoto».



«Secondo una ipotesi molto verosimile dell'architetto Capecchi, avvalorata da uno studio approfondito delle geometrie presenti nella basilica - spiega Maria Grazia Lopardi - il candelabro non si trovava alla base del pilastro, ma al di sopra dei cerchi del labirinto come appare nelle immagini. Lo sviluppo geometrico dei rapporti musicali delimita i cerchi del labirinto conformemente ai miti della creazione che individuano nel suono/parola/canto l'elemento che "informa" il creato trasformando il caos in ordine».



«Nel rimandare allo studio dell'architetto Capecchi (Sacra Geometria ed. La Feltrinelli/www.ilmiolibro.it) per maggiori dettagli - conclude la Lopardi nella sua lettera dalla direzione regionale dei Beni culturali - la proposta è di valutare l'opportunità di spostare il simbolo dall'anomala posizione collocandolo al centro della navata come suggerito dall'architetto di Prato».

COLLEMAGGIO: RICOSTRUZIONE A RILENTO
DI STEFANO, ''A GIORNI NOME DELLA DITTA''

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/collemaggio/570571-302/

La Basilica di Collemaggio

di Elisa Marulli

 

 

 

 

 

L’AQUILA - “La prossima settimana dovremmo avere il nome dell’impresa scelta da Eni”.

L’annuncio arriva dall’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano in relazione ai lavori di ristrutturazione della basilica di Collemaggio, che verràricostruita grazie all’impegno del colosso dell’energia per 12 milioni di euro.

L’intervento, uno dei più attesi dalla città per questa amatissima chiesa, è in ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale.

Le opere dovevano cominciare alla fine dello scorso anno, ma ciò non è avvenuto, sfumando la promessa di poter riaprire la basilica, seppur parzialmente, per la Perdonanza Celestiniana di quest'anno.

Secondo Di Stefano, questo ritardo sulla tabella di marcia è dovuto al fatto che l’Eni “si è voluta affidare a una procedura molto rigorosa per la selezione della ditta che farà i lavori. Le procedure sono state simili a quelle messe in atto negli interventi pubblici, per avere le massime garanzie”.

“L’Aquila per loro è una bella sfida, si stanno comportando con rigore, trasparenza e rispetto delle norme”, aggiunge.

La procedura a inviti ha individuato inizialmente 350 imprese, tra le quali si è poi arrivati a individuarne una cinquantina. Infine, si è indicata la prescelta che dovrebbe essere ufficializzata a giorni. A quel punto si potrà partire con i lavori.

“Ci sarà la subito la cantierizzazione - dice ancora Di Stefano - quindi già da questa estate si partirà insieme ad altri ‘fuochi d’artificio’ della ricostruzione, come la scuola De Amicis e palazzo Margherita”.

I lavori, sempre stando al crono programma, dureranno due anni, quindi nel 2017 la basilica dovrebbe tornare alla città.

L'Eni nel maggio 2010 strinse un patto con l'Università dell'Aquila per la realizzazione di un centro di ricerca in terreni inizialmente agricoli in località Casale Calore. Dopo 3 anni di contenziosi e scaricabarile per liberare i terreni dagli affittuari, il Comune ha cambiato la destinazione d'uso da agricola a edificabile, ma nel frattempo il protocollo d'intesa era scaduto e l'amministratore Paolo Scaroni, inferocito, ha virato su un nuovo progetto, appunto quello della Basilica di Collemaggio.

Nell'immediato post-sisma la chiesa, interessata da consistenti crolli e cedimenti delle parti strutturali, fu messa in sicurezza e riaperta al pubblico e parzialmente riutilizzata per le attività religiose.

Nell’agosto 2013 però, uno studio svolto dall'Università dell'Aquila e dal Politecnico di Milano sulla struttura dell’edificio sacro evidenziò dei rischi in caso di nuovo terremoto “di discreta entità”. Di conseguenza il sindaco firmò un’ordinanza di chiusura.

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

 


COME OFFRIRE UN CONTRIBUTO
PER LA BASILICA DI COLLEMAGGIO


Questa iniziativa è proposta attraverso il sito SOS COLLEMAGGIO, appositamente ideato per la salvaguardia dello Spirito di Celestino V e ricomporre l'energia degli >8<8>8< spezzata dal terremoto del 6 aprile 2009, ore 3.32



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