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Chi di "PENTALFA" colpisce, di "PENTALFA" perisce

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> Chi di "Pentalfa" colpisce di "Pentalfa" perisce"<

Nei capitoli dedicati ai "simboli" scelti da Papa Francesco per le due versioni, succedutesi nel'arco di una paio di due settimane dalla sua elevazione al soglio pontificio, abbiamo cercato di dare una nostra personale interpretazione sulla complessa e contraddittoria simbologia dello stemma papale.

Molti “esoteristi” , una volta appreso il linguaggio simbolico scelto da un gruppo loro affine, si dilettano a cercare di comprendere quello scelto da altri “gruppi esoterici “ laici o religiosi, i quali spesso, pur servendosi di altri codici o schemi, esprimono gli stessi concetti o principi misterici ed escatologici, che regolano il rapporto tra l’umano e il divino.

Alcuni ricercatori si sono limitati a raccogliere e conservare enigmi del passato. Rari sono quelli che si spingono tanto avanti da scoprirne il recondito significato dei "quadri simbolici", dei "paramenti" e degli "arredi rituali",ma soprattutto il loro pratico impiego.

Per questo, è compito del ricercatore compiere ogni sforzo per capire l'utilizzazione, pratica e reale, d'ogni

ideogramma rituale”

Su questo concetto "l'adepto" di una scuola dei misteri decide del proprio destino. Diventare o no

> un iniziato <

non è una questione di anzianità e di grado, ma di educazione e di pratica. Penetrare il mutismo dei “misteri simbolici” per diventare ciò che s'impara.

Inoltre, scoprirne l'utilità, vorrebbe dire “rendere giustizia” ai loro ideatori e a quanti li hanno preservati e trasmessi, attraverso una lunghissima

“Catena d'Unione”

Il Libro dell'iniziato - affermava Athos Altomonte , fratello massone, da cui ho ripreso tanti spunti - non è di carta, ma è fatto di pietra. Costruire un edificio sacro in "pietra", significa dare forma materiale ad un'idea Divina.

Il Tempio, le Tre colonne (di cui una invisibile, perché spirituale), il mosaico del pavimento, il cielo e tanti altri segni, per chi sa coglierne il nesso, sono le immagini del "Libro segreto", che parla della reintegrazione spirituale (ri-nascita di Hiram)

Sono sempre meno i massoni che sanno leggere la "Volta stellata".  Pochi sanno leggere (dentro) i "simboli"; pochissimi  capiscano che il significato dei colori sono suoni; quasi nessuno conosce appieno la filosofia dei quadri simbolici, delle parole rituali e dei catechismi.

E’ questo il compito che abbiamo cercato di svolgere in questo sito

”SOS COLLEMAGGIO”

un posto dove trovare delle risposte ai piccoli e grandi quesiti che si è in grado di porsi, circa il misterioso mondo interiore della psiche e dell'anima, dedicando la nostra ricerca ai

“simboli”

incisi sulla pietre della Basilica di Collemaggio e di Assisi,cercando di rendere giustizia ad alcune figure storiche, come Elia, Federico II, Celestino V e quella attuale di

"Francesco I"

*

Ad ogni “ideogramma” possono essere attribuiti diversi significati, a seconda della diverse capacità dell'osservatore di comprendere il duplice significato exoterico ed esoterico.

E’ compito dell’interprete valutare se nel messaggio”, prevale l'aspetto puramente "simbolico letterale", legato al significato di una parola, di un‘immagine o quello “misterico escatologico trasmesso da “un iniziato ai misteri”, tenendo conto che nelle intenzioni iniziatiche, l'ideogramma è nato come “strumento di trasmissione” di una conoscenza segreta, che non fosse sottoposta alle interferenze dei linguaggi popolari”.

Alcuni “codici” sono stati impressi sulla pietra” di Chiese o Templi; altri su “dipinti” e “affreschi”. Altri sono nascosti e mimetizzati in "stemmi" o simboli nobiliari o ecclesiastici.

Per un alto"Prelato" infatti l'uso di uno “stemma” viene considerato particolarmente importante per

> simbolo, figura allegorica, espressione grafica <

ma soprattutto perché deve rappresentare, con un’oculata scelta,

" la sintesi simbolica”

del  messaggio apostolico ed ecumenico che intende dare del proprio

> Ministero Pontificio <

Questa scelta viene normalmente modificata via via che il sacerdote di romana Chiesa assume incarichi più elevati. Pertanto “i simboli” scelti per lo “stemma vescovile, possono venire modificati per lo “stemma cardinalizio” e soprattutto per quello “papale.

Ne è un classico esempio la scelta fatta da

"Papa Luciani"

> Giovanni Paolo I <

che

> da Vescovo di Vittorio Veneto inserì nel suo scudo

> Tre stelle a otto raggi <

> da Patriarca e Cardinale le trasformò in

> Tre stelle a sei raggi <

> da Papa... le cambiò ancora in

> Tre stelle a 5 raggi <

Tre stelle caricate in uno scudo ecclesiastico nelle varie positure –  in fascia, in banda, in sbarra, bene ordinate, male ordinate - simboleggiano

> le Tre Virtù Teologali <

< la Fede, la Speranza e la Carità >

Esaminando gli stemmi autentici a colori di Papa Luciani da Vescovo, da Patriarca-Cardinale e infine da Papa, si possono notare oltre agli "ornamenti" specifici del grado, la scelta ad alto contenuto esoterico dei simboli e in particolare del

simbolo della stella a cinque punte”

Non vi era quindi alcun motivo perché il nuovo Pontefice accettasse di modificare questo "simbolo", essendo fermamente intenzionato a mantenere gli

"stessi simboli"

da Lui scelti nel lontano 1992, quando fu nominato Vescovo di Aucain Argentina, a meno che, avendo deciso di presentarsi come "Vescovo di Roma" e non come "Papa" abbia deciso di

"seguire al contrario"


il percorso simbolico scelto da Papa Luciani, tornando dalla

> stella a "cinque punte" a quella a "otto punte" <

Ma forse la modifica della stemma papale è la conseguenza di una scelta di fondo, che hanno ben compreso solo i Francescani di Assisi, i più sensibili al

"messaggio apostolico ecumenico"

di Papa Francesco, come è avvenuto per la Basilica di San Francesco ad Assisi, con alcune piccole, ma sostanziali

> differenze simboliche <

rispetto a quella scelta da Francesco I e posto in tutte le Basiliche papali senza alcuna ulteriore modifica

"Stemma"

che stranamente evidenzia

" il bianco fiore di Nardo"

ed alcune piccole "fogioline" , a differenza degli altri "stemmi" realizzati per le altre Basiliche Papali, come abbiamo rilevato nei 5 capitoli dedicati alla simbologia apparente e criptica dei due stemmi papali.

?! Qualcuno!?

almeno ad Assisi comincia a mostrare qualche perplessità e si permette  avanzare qualche legittimo rilievo sulla scelta del

> simbolo del Fiore di Nardo <

rappresentato non in "versione naturale" come sarebbe stata la prassi araldica, ma completamente "dorato", assumendo le tipiche caratteristiche di un "monile", non certo i classici e irrinunciabili

> "Tre fiori di giglio o di nardo"<

Simbolo - come già ribadito  nella nostra ricerca sul significato dei simboli dello stemma di Papa Francesco indicherebbe

"San Giuseppe"

"Patrono della Chiesa Universale"

stante quanto affermato da mons Lombardi nella conferenza stampa, in cui è stato presentato lo stemma per la 1° volta:

" Nella tradizione iconografica ispanica, infatti, San Giuseppe è raffigurato sempre con un ramo di nardo in mano"

> Fiore di nardo letteralmente restato in Argentina <

I fraticelli di Assisi hanno pensato di procedere a qualche indispensabile

"modifica simbolica"

sperando nella benevolenza papale, visto e considerato che gli esperti di "stemmi nobiliari e ecclesiastici" hanno finito per stravolgere le indicazioni iniziali di Papa Francesco, che, secondo il suo portavoce, Mons Lombardi, avrebbe dovuto essere assolutamente identico a quello scelto da  Jeorge Mario Bergoglio quando fu nominato

> Vescovo di Acua <

Stemma, come abbiamo cercato di dimostrare che, ad un più attento esame, sembra confermare che l’intento e lo spirito di questo nuovo

"Pontefice"

sia diverso da ciò che mostra in pubblico, anche perché

> i simboli <

da lui scelti e rielaborati nella seconda e definitiva versione, evidenziano,a nostro avviso,

"l’aspetto cristologico"

legato al “Discorso della Montagna” di Gesù e alle “Otto Beatitudini”.

Capitolo 1

"Lo stemma ri-velato"

(velato due volte)

Se ne ha una indiretta, ma inconfutabile conferma esaminando

"il primo stemma"

scelto da Papa Francesco all'atto della Sua elevazione al soglio Pontificio.

"Stemma"

sostituito dopo appena una settimana, molto probabilmente

"Contro la volontà della Compagnia"

che ha deciso di "ri-utilizzarlo" per certi particolari documenti, come appunto

"Il Decreto di Canonizzazione di Padre Favre"

Sembra infatti  una precisa scelta, non certo frutto di superficialità, come è stato fatto apparire al momento della Sua incoronazione da parte di coloro che ne hanno curato la riproduzione araldica.


Nell'occasione si è avuto la netta impressione che lo

"Stemma"

fosse stato elaborato in modo quasi artigianale all’inizio, quando Bergoglio venne nominato

< Vescovo di Acua >

Decisamente sottovalutato nel periodo di reggenza cardinalizia, in cui i simboli  bianco argento della

< “stella a cinque punte” e del “grappolo d’uva” >

sono stati involontariamente modificati, cambiandone indirettamente il significato simbolico

> stemma cardinalizio <

> malamente imitati <


e quindi decisamente > stravolti < rendendoli

“dorati”

nell’elaborazione papale, che ha portato nell’arco di una settimana a proporne

"due distinte versioni"


nel tentativo non riuscito di modificarne

> il significato iconografico araldico <

Si è infatti provveduto oltre a cambiare il simbolo della "Stella" - portata da "cinque punte" ad "otto punte" - a ritoccare il simbolo del

“Fiore di Nardo

che nella "prima elaborazione" appariva, senza ombra di dubbio, come un

“Grappolo d’ uva

Se la pianta non fosse un "fiore di nardo", ma un "grappolo d’uva", questo significherebbe

> il sangue di Cristo <

dispensato agli apostoli durante l’ultima cena

Anche nella Genesi infatti si parla dell’arrivo di un Messia con queste parole:

10) Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli. 11) Egli lega il suo asinello alla vite e il puledro della sua asina, alla vite migliore; lava la sua veste col vino, e il suo manto col sangue dell’uva“. (Genesi 49: 10-20)

Da un esame accurato della diversa “simbologia scelta, si capirà che, diversamente da quanto dichiarato da mons. Lombardi in conferenza stampa e ribadito dalla segreteria vaticana

>le differenze dal punto di vista misterico ed escatologico<

non sono puramente di forma ed estetiche, ma decisamente

> sostanziali <

La scelta di riprodurre il bozzo del "Fiore di Nardo"con un  piccolo "fiore", anch'esso dorato, potrebbe essere stata  frutto di una precisa scelta.

Il Papa e i suoi consiglieri volevano forse mettere in evidenza che la Chiesa di Cristo avesse  ormai perso

"lo spirito vitale delle origini"

trasformandosi in qualcosa di troppo concreto, legato al potere terreno e soprattutto al denaro. Forse questo è il vero motivo che ha convinto il Pontefice a far riprodurre, nella seconda versione

"il simbolo tutto d'oro"

e non al "naturale" come sarebbe stata prassi araldica.

In questa nuova versione si nota un“fiore giallo” in basso vicino al gambo, ma purtroppo si è scelto di mantenere

> il colore dorato <

e di non riprodurre l’immagine al naturale, evidenziando

il “verde dei boccioli” e il bianco del fiore”

Scelta che inficia seriamente "il risultato simbolico" che si intendeva ottenere, non avendo nulla a che spartire con

> il fiore di nardo bianco <

rappresentato nelle immagini di

"San Giuseppe"

Diventa estremamente difficile”interpretare” in chiave iniziatica un “messaggio, come lo stemma di Francesco I, proposto  alla massa dei fedeli con un linguaggio essenzialmente popolare e apparentemente semplice, poi modificato in modo simbolicamente incoerente e assolutamente contrario agli ideogrammi rituali, scelti per le "due versioni" da due distinti “gruppi di iniziati”, tesi ad affermare un

"messaggio evangelico"

completamente diverso da quello che Papa Bergoglio aveva espressamente dichiarato di voler far proprio, come ha avuto modo di  fargli notare,  il confratello gesuita il Preposito Padre Nicolàs Pachòn , Generale Superiore della Compagnia di Gesù, che sembra avergli voluto esprimere il disappunto dei confratelli, usando proprio il tipico

"linguaggio iniziatico"

come viene tramandato nei catechismi esoterici

la chiave si è spezzata e la parola è andata perduta


A questo punto, non sarà difficile intuire come la ricostruzione della "chiave" di un libero pensiero in un libero spirito, passi attraverso il ricongiungimento di tutte le espressioni mistiche e spirituali che compongono la coscienza dell'individuo o del Gruppo che ha voluto esprimere al Pontefice siffatta critica.

Interpretare questa "simbologia occulta" non sarà più un azzardo. Soprattutto se nel rispetto della migliore tradizione ermetica, cominceremo iniziando dalla fine della nostra indagine sul complesso significato della "simbologia" scelta per i due stemmi da Papa Francesco, che, con ogni probabiiltà, posto di fronte ad un

"bivio"


> seguire "il cammino individuale" appreso alla "Scuola della Compagnia di Gesù" ?

> seguire "il cammino cristico" indicato dal Maestro Gesù nel "Discorso della Montagna"?

"ha deciso di scegliere decisamente quello più difficile"

"Lo spillone" ILLUMINATO" del Vaticano"

ll suo non era, né poteva più essere un "viaggio solitario", che gli consentiva di adattarsi al progressivo aumento di energia e di coscienza , essendo stato posto al

"Governo delle Energie dell'Eggregore della Chiesa cattolica"

"Francesco

lo ha compreso intimamente e spiritualmente quando è diventato

" Il CENTRO dell'EGGREGORE"

e da vero e consapevole"Iniziato all'Arte Reale" ha accettato di assumerne

> il ruolo "exoterico"<> "esoterico" <

Era ed è infatti indispensabile che

< lo spirito vitale dell'Universo >

< ruotasse insieme e intorno a Lui >

Con molta probabilità Papa Francesco, nell’accettare di cambiare il simbolo della stella, passando da quella a “5 punte” a quella a “8 punte”, aveva probabilmente in mente e nel cuore “le stelle”, che ricoprono il manto della

> Madonna di Guadalupe <

la Vergine più amata e venerata in Sudamerica

Capitolo 2

> Il Discorso della Montagna <

“Le Otto Beatitudini”

Le beatitudini sono "il cuore" del messaggio di Gesù

Per capirle bisogna lasciar parlare il testo ( Matteo 5,1-12)

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
[2]
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
[3]
"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
[4] Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
[5] Beati i miti, perché erediteranno la terra.
[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
[7] Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
[8] Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

[9] Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
[11]
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
[12]
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Al riguardo, sono interessanti le riflessioni di Maria Rita Pisano.

RIFLESSIONI:

"Il messaggio evangelico che in Matteo ha uno spiccato intento catechetico, una forte esigenza teologico-morale, volta alla progressiva elevazione spirituale dei credenti, non dimentica, tuttavia, la concretezza storica :…vi insulteranno, vi perseguiterannodiranno ogni male di voi…. é specchio della reale situazione in cui si trova la giovane Chiesa con i suoi fedeli. Essi, provenienti dal giudaismo, hanno alle spalle una guerra che ha portato la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio; del resto, la nuova comunità, non gradita ai Romani, é invisa anche a Israele.

In tale contesto, e con una fortissima spinta missionaria ed ecumenica, l’Evangelista traccia come una sintesi del messaggio di salvezza: un itinerario interiore e di concreto stile di vita che, pur nel dramma dell’esistenza, anzi proprio perché in situazione penosa, conduce alla felicità di chi vede Dio con occhi di figlio.

Il ‘discorso della Montagna‘ inaugura la predicazione di Gesù all’indomani della morte del Battista,…..andò ad abitare…nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si adempisse quanto fu scritto dal profeta Isaia…… ………..
( Mt.4,13-16 )

Da questo momento ha inizio l’annuncio del regno di Dio, esso non è regolato dalla logica di questo mondo, ma da principi che vi si oppongono e che lo stesso Signore enuncia come beatitudini‘ .
Si, le beatitudini’, così come i Vangeli le presentano, sono dei 'principi', non occasionali esperienze.

Il discorso di Gesù è discorso profetico….allora aprì la sua bocca…espressione che ricorre una sola volta e, come nota Agostino, dà forte risalto allinsegnamento del Maestro.

Innanzitutto Gesù sale sulla montagna e pronuncia il discorso circondato dai dodici apostoli e dalle folle: si tratta di una folla venuta da ogni dove, persino dalla decapoli e da oltre il Giordano. Il discorso, quindi, non è rivolto solo ai "dodici " o al popolo giudaico, ma a tutti.

Quindi le beatitudini rimandano a Gesù e non a Maria

Ma quale "significato" Egli vi attribuì?

Pensiamo di riassumere il suo pensiero in tre affermazioni.

- Le beatitudini sono una proclamazione messianica, un annuncio che il Regno di Dio è arrivato. I profeti hanno descritto il tempo messianico come il tempo dei poveri, degli affamati, dei perseguitati, degli inutili.

Gesù proclama che questo tempo è arrivato.

Per i profeti le beatitudini erano al futuro, una speranza.

- Per Gesù sono al presente: oggi i poveri sono beati ( Papa Francesvo lo ha posto al centro del suo messaggio evangelico)

- C’è un secondo aspetto: con le beatitudini Gesù non solo proclama che il tempo messianico è arrivato, ma proclama che il Regno è arrivato per tutti, che di fronte all’ Amore di Dio non ci sono i vicini e i lontani, non ci sono emarginati. Anzi, coloro che noi abbiamo emarginato sono i primi.

-Infine va detto che Gesù non solo proclamò le beatitudini, ma le ha vissute. Ecco perché la proclamazione delle beatitudini, è preceduta da un’annotazione generale che riassume l’attività di Gesù (4, 23-24): lo circondavano ammalati di ogni genere, sofferenti, indemoniati, epilettici.

Ha cercato i poveri e li ha amati, preferiti.

Egli fu povero, sofferente, affamato: eppure amato da Dio.

Sta qui il paradosso delle beatitudini: la vita di Cristo dimostra che i poveri sono i beati, perché essi sono al centro del regno e perché – contrariamente alle valutazioni comuni – sono essi, i poveri, i crocifissi, che costituiscono la storia della salvezza."

> il segreto dell’otto <

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“la Croce delle Beatitudini”

-->

- simbolo gnostico templare -

Come conferma l'utilizzo di una nuova "ferula" con il simbolo della "stella a 8 punte"



Capitolo 4
"L'insostenibile leggerezza dei simboli di Papa Francesco"

Secondo il nostro personale punto di vista, più che la figura dI Maria e Giuseppe spiccano quelle di Gesù e della Maddalena, che secondo la tradizione gnostico- templare si sarrebbero uniti  nel sacro vincolo del matrimonio, avendo almeno Tre Figli, fuggiti Francia con la madre, Maria di Betania e Giuseppe di Arimatea.

Secondo questi racconti leggendari dalla Maddalena sarebbe discesa la stirpe di "sangue reale" dei Merovingi, dei quali il più famoso è senz'altro il conquistatore di Gerusalemme

"Goffredo di Buglione"

Seguendo questa,  personale e chiarmente discutibile diversa impostazione metodologica, abbiamo cercato di fornire ai nostri critici

> due diverse interpretazioni dello stemma papale <

La prima più conforme ai desideri dichiarati di Papa Francesco I. La seconda forse più consona e chiaramente non  apertamente manifestabile dell' "Iniziato ai misteri" padre gesuita

"José Mario Bergoglio"

INTERPRETAZIONE

“Simbologia araldica ecclesiastica”

INTERPRETAZIONE

“Simbologia gnostico templare”

Siamo di fronte ad una raffinatezza di simbologia araldica decisamente contrastante con la preparazione esoterica della maggior parte degli esperti di araldica ecclesiastica. E' quindi più probabile che Papa Francesco si sia visto costretto, dalle ancora potentissime lobby esistenti in Vaticano, ad accettare di  modificarne

"le immagini simboliche"

inizialmente scelte, trasformando - come abbiamo cercato di dimostrare nei cinque capitoli dedicati ai due Stemmi - il contenuto simbolico ed evangelico del Suo

"Messaggio Pastorale e Spirituale"

almeno dal punto di vista “misterico escatologico”, che è quello che più conta, perché, da questo punto di vista, parla non certo al popolo dei fedeli, ma essenzialmente a coloro della Curia e del Suo Episcopato altrettanto preparati e accorti esotericamente.

Sarebbe veramente semplicistico e decisamente fuorviante considerare siffatta

“scelta”

un normale avvicendamento di “Simboli liturgici” e farla passare per un semplice

> ritorno all'antica simbologia <

Scelte - ne siamo convinti - decisamente contrarie alle reali intenzioni di Papa Francesco, che aveva dichiarato, tramite il suo  portavoce, Mons. Lombardi - nella prima conferenza stampa in cui era stato presentato ufficialmente il 1° stemma - che la simbologia adottatta era "identica" a quella scelta nel 1992, volendo esprimere la  stessa e immutata  devozione verso la

“Vergine Santissima” e San Giuseppe

1°versione

> Stella a cinque punte <

 

 

Versione confermata e ribadita anche alla pubblicazione della

2° versione

> Stella a otto punte <


Nella conferenza stampa e nei successivi comunicati ufficiali la Santa Sede ha tenuto a ribadire questa presunta "versione simbolica iconografica" e cioè che:

La stella, secondo l’antica tradizione araldica, simboleggerebbe la “ Vergine Maria” madre di Cristo e della Chiesa, mentre"il fiore di nardo" indicherebbe "San Giuseppe", patrono della Chiesa universale, stante

> il voluto accostamento tra i due simboli <

Nella tradizione iconografica ispanica, infatti, San Giuseppe è raffigurato con un ramo di nardo in mano

La simbologia della Chiesa Romana è attinta dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Nei secoli, la Patristica, i legendaria dei Santi e la Liturgia, hanno offerto alla Chiesa i temi più svariati per i suoi simboli, destinati a divenire figure araldiche.

Quasi sempre tali “simboli” alludono a compiti pastorali o di apostolato degli istituti ecclesiastici, sia secolari che regolari, oppure tendono ad indicare la missione del clero, richiamando antiche tradizioni di culto, memorie di santi patroni, pie devozioni locali come "il simbolo della stella", che araldicamente rappresenta

"la mente rivolta a Dio, la finezza d'animo e azioni sublimi"

E' infatti nel Vangelo secondo Matteo che si racconta (2.1-2.2):

<<Nato Gesù in Betleem di Giuda, al tempo di Re Erode, ecco dei Magi arrivarono dall’Oriente a Gerusalemme, e chiesero: "Dov’è il Re dei Giudei nato da poco? Perché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo">>.

- "Stella" dunque, non “Cometa” -

Ma la “Cometa” è frequente nei testi antichi e serve a sottolineare

> la straordinarietà dell'evento <

Se si presta la dovuta attenzione, si noterà facilmente che

"la stella a cinque punte"

inizialmente scelta da Mons. Bergoglio per lo stemma vescovile, non era  certo a forma di "pentalfa" , avendo "uno dei cinque lati" leggermente allungato.

Nelle intenzioni di Papa Francesco avrebbe dovuto quindi essere interpretata secondo la tradizione biblica, che vede "la stella cometa" come l'apparizione luminosa dello

< Spirito Santo >

mentre il Sole rappresenterebbe ovviamente

Il Dio supremo

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E non certo  come il classico emblema del

< Grande Architetto dell’Universo >

“Il pentalfa”

Software: Microsoft Office

"Simbolo massonico"

che, secondo alcuni critici, avrebbe  invece ispirato

"la scelta occulta"

> di Papa Francesco e della Compagnia del Gesù <

quando ha dato il tacito consenso sulla simbologia del

> 1°stemma <

che non aveva alcun "simbolo massonico", nè tanto meno satanico, come sostenuto dai suoi interessati detrattori, per poi -  apparentemente convinto dalle assurdità delle accuse - accettarne

"la modifica"


Ora è vero che anche per i massoni "il pentalfa", la stella a cinque punte è importante, ma non è accettabile che se ne modifichi

"il simbolo"

posto nello stemma papale per non generare confusione e presunte commistioni con la"massoneria" o altri "gruppi esoterici", che correttamente hanno ripreso una precisa simbologia pitagorica al pari della Chiesa Cattolica, che ha riempito di "stelle a cinque punte" "immagini sacre o stemmi di alti prelati.

il simbolo della stella a cinque punte”

scelto a sua volta da diversi alti prelati senza suscitare alcuna riserva o obbiezione

Mons. Mario Antonio Cargnello

vescovo di Salta in Argentina, lo ha addirittura scelto come

> Unico Simbolo <

e nessuno ha avuto nulla da ridire, tanto da essere nominato Arcivescovo, come del resto per chi ha scelto stelle a cinque,sei,sette e otto punte

> Stella a 5 punte <

Cardinale Andrea Corsero Lanza di Montezemolo

Capitolo 5
"Il Pentagramma"

Il "Pentagramma" (o Sigillo dell'Uomo) è legato  all'antica ritualità egizia e greco pitagorica.

"il simbolo dell'umanesimo iniziatico"

Il Pentalfa è un simbolo ideato da Pitagora, dopo che ebbe risolto il problema del

"segmento aureo"


Il termine significa «cinque alfa», ossia

"cinque principi"



Ai > quattro < già convalidati da Empedocle, Pitagora ne aggiunse
> un quinto <
che è unitario, ovvero la natura



Il Pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici ed era tracciato con una circonlocuzione che significava

> un triplice triangolo intrecciato <


Ogni punta di questa > Stella < simbolizza una delle qualità che, secondo la religione egizia, reggono il Mondo.

Questi cinque distinti "Principi" sono:

> Fuoco, Acqua, Aria, Terra ed Etere <

> Cinque Principi racchiusi in un <

"Cerchio"

Nel caso in questione, il "Cerchio" è una porzione di spazio atemporale che racchiude (regge) la maggiore delle Tre Triadi che compongono l'essere umano .

“Espressione materiale” di questa Triade maggiore (la Monade spirituale) è il Pentalfa (la Stella a 5 punte), simbolo di 5 regni naturali, che ogni essere umano racchiude in sé, nella propria

“Natura”

Il Pentalfa rappresenta: il regno minerale (le ossa dello scheletro); il regno vegetale (liquidi e umori); il regno animale (la corporalità e l'energia chimica ed ormonale che produce i suoi istinti e passioni); il regno umano (la psiche); il regno spirituale (l'energia nucleare che “anima” la conformazione materiale).

Quando la punta superiore del Pentalfa ( il 5° regno, la dimensione ch'è detta: spirituale) arriva a

“dominare”

> i quattro regni inferiori <

< l'essere vivente fisicamente s'illumina >

A questo punto il Pentalfa (illuminato) è detto

"Fiammeggiante"


Capitolo 6
"I Gesuiti e il Pent6gramma"

La Compagnia di Gesù fu fondata da Don Ignazio di Loyola, un nobile spagnolo basco con la benedizione del

> Papa Farnese Paolo III <


Pàolo III - Alessandro Farnese (1468 - 1549)

Papa dal 1534, il suo pontificato fu segnato soprattutto dalla reazione contro il protestantesimo. Approvò l'Ordine dei gesuiti, costituì la Congregazione del Sant'uffizio (Inquisizione romana, 1542) e infine, nel dicembre 1545, convocò il Concilio di Trento.

Loyola, prima della fondazione del suo Ordine, inizialmente chiamato “i Cavalieri della Vergine Maria”, aveva avuto il comando dell'esercito spagnolo in una battaglia contro l'esercito francese a Pamplona, in Spagna. La fortezza dalla quale Loyola lanciò la propria difesa — avete indovinato — aveva la forma di un Pentagono.

Fortezza Militare Pentagonale di Loyola(Pamplona- Spagna)

Il Cavaliere di Malta Re Juan Carlos commemorò il "pentagono spagnolo" di Loyola con un francobollo emesso nel 1988.

Nel novembre del 1537, Ignazio, Favre e Laínez si recarono nuovamente a Roma. Secondo la tradizione, presso La Storta, a nove miglia dalla città, Ignazio ebbe una delle sue più celebri esperienze mistiche, in cui ricevette

>la visione di Dio Padre insieme a Cristo con la Croce<
che lo invitavano a essere loro "servo" e gli assicuravano sostegno a Roma.

Jean le Clerque (1612)

Paolo III accolse calorosamente i gesuiti e diede a Favre e Laínez l'incarico di insegnare teologia e sacre scritture alla Sapienza. I tre divennero celebri dando gli Esercizi spirituali, predicando per l'avvento e la quaresima in Trinità dei Monti e per le strade e assistendo la popolazione colpita dalla carestia.


Ignazio e i compagni iniziarono a essere richiesti dagli alti prelati della Curia che diedero loro incarichi importanti (il cardinale Carafa affidò loro la riforma di alcuni monasteri). Crescendo la loro importanza, nei primi mesi del 1539 i membri della Compagnia si riunirono spesso per discutere del futuro della comunità e il 15 aprile, durante una messa presieduta da Favre, vennero interrogati sulla loro disponibilità ad andare a costituire un Ordine e a farne parte.[Le loro discussioni si protrassero fino al 24 giugno e portarono alla stesura dei"Cinque capitoli",il testo base della Formula instituti.

La "Formula", approvata da Paolo III il 3 settembre 1539 conteneva i principali fondamenti della Compagnia:

> il carattere apostolico

> il fine di far progredire gli uomini nella fede e nella cultura religiosa

>  la povertà

> l'obbedienza alla Santa Sede e al Preposito

> l'abolizione degli uffici corali

> la promessa di recarsi ovunque il Papa avesse indicato

Il testo venne sottoposto all'esame di una Commissione di cardinali Alla fine la commissione diede il suo parere favorevole, ma il cardinale Guidiccioni concesse il suo voto favorevole solo in cambio dell'imposizione alla Compagnia di un limite massimo di sessanta membri (all'epoca, i gesuiti erano circa venti). Papa Paolo III concesse l'approvazione pontificia con la bolla Regimini militantis Ecclesiae del 27 settembre 1540.

La Compagnia di Gesù divenne un ordine riconosciuto dalla legge canonica: Ignazio venne eletto all'unanimità Preposito generale e il 22 aprile 1541, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, il fondatore e i suoi compagni pronunciarono i loro voti solenni. Il limite di sessanta membri venne abolito nel 1544 (bolla Iniunctum nobis) e il 21 luglio 1550, con la bolla Exposcit debitum, l'ordine venne confermato da papa Giulio III

Al tempo dell'ammissione della Compagnia Militare di Gesù nella protezione del Papa Farnese, gli fu dato incarico dal Pntefice di  contrastare in tutti i modi  la  riforma  protestante  di "Lutero", che stava prendendo il sopravvento in  molti paesi europei.

Villa Farnese Pentagonale

Paolo III , per sostenere l'organizzazione di questo nuovo Ordine mise a disposizione della Compagnia un sua villa, fatta costruire a Caprarola ,la quale - come lo era la fortezza di Pamplona- aveva anch'essa la forma di un

"pentagono"

Capitolo 7

"Francesco Pentalfa"

Il Pentalfa è sicuramente uno dei SIGILLI più sacri alla Compagnia di Gesù, non a caso riprodotto nel 1° stemma scelto da Francesco, insieme all'Effige della Compagnia, e stranamente richiamato nel

"Diploma di canonizzazione di San. Fravre"

Diploma offerto al Pontefice al termine della messa di ringraziamento,  nonostante l'improvvisa  e definitiva decisione di Papa Francesco di sostituire  - dopo appena una settimana dalla presentazione ufficiale - questo sacro  "sigillo" con il simbolo della

"stella a otto punte"

Sottolineatura con cui  - crediamo - si è voluto trasmettere al confratello

"Francesco"

"Iniziato all'Arte Reale"

> un preciso e  inequivocabile <

"messaggio misterico escatologico"

Secondo il modo di intendere e di vivere in modo pentagrammatico

"la spiritualità ignaziana"


da  parte di  coloro che hanno accettato di seguire, per tutta la vita sacerdotale, i dettami di pratica e crescita spirituali fissati da

"Sant'Ignazio"

Questi particolari "esercizi spirituali" hanno lo scopo di favorire - come tutte le pratiche mistiche ed esoteriche - un progressivo ed evolutivo

processo di sublimazione”

che consente di  intraprendere in vita
< il viaggio verso la conoscenza profonda della realtà>
del mondo visibile e di quello invisibile
Attualmente non  tutti gli umani possono durante la vita terrena

"ascendere"

una volta discesi su un piano più denso e concentrato



non essendo il proprio "corpo" capace di reggere

> l’aumento progressivo di energia <

che ciò comporta a  livello biologico e psichico.

"Sant'Ignazio"

nei lunghi silenzi, attraverso la preghiera e la meditazione contemplativa, imparò  a trasformare le forze istintive in sempre più elevate energie emozionali e spirituali, per poi trasmettere ai confratelli quanto appreso nei suoi famosi

"Esercizi spirituali"

che sono diventati patrimonio della Compagnia da lui stesso fondata, confratelli che ancora oggi la praticano individualmente e collettivamente, come lo stesso Francesco quando ha deciso,un mese prima dell'avvento della Pasqua, di ritirasi  per "cinque giorni" ad Ariccia con i confratelli.


Atteggiamento e disciplina spitituale, che del resto lo stesso

"Papa Francesco"

aveva ribadito, ai giornalisti che lo intervistavano tornando in aereo dal Brasile, di perseguire personalmente

Ad una curiosità dei giornalisti se per lui fosse ancora valido

< il quarto voto >

che viene professato dai gesuiti al momento di fare ingresso nella Compagnia (oltre a povertà, castità e obbedienza, anche la fedeltà totale al pontefice) ha risposto così:

«Questo è un quesito teologico, se i gesuiti fanno voto speciale di obbedire al Papa e un gesuita deve fare voto di ubbidire al Generale dei gesuiti, io cosa devo fare?

Io mi sento "gesuita" nella spiritualità dei gesuiti e per questo andrò a festeggiare coi gesuiti la festa di sant'Ignazio.

«Non ho cambiato il modo di intendere e di vivere la spiritualità»

Poi una battuta: «Diciamo che la penso come i gesuiti, ma non ipocritamente, eh?».

come conferma quest'immagine, in cui un  "confratello" saluta il Papa gesuita con il tipico"abbraccio" adottato dalla Compagnia di Gesù per riconoscersi appunto tra "confratelli"

Il Pontefice, più elevato in grado, pone le sue mani sui due avambracci, mentre il "confratello" stringe all'esterno i gomiti. Abbraccio, pieno di "significati simbolici e criptici" per chi ne conosce

" il codice segreto"

come dimostra "la differente imposizione delle mani" nell'abbraccio tra Il Papa e il Generale dei Gesuiti, che - a differenza del confratello, che stringe " i gomiti" del Pontefice -   afferra i due avambracci - all' entrata della Chiesa - ponendo "il pollice" all'interno, mentre Papa Bergoglio pone anche Lui le sue mani sui due avambracci, ma più in alto, all'altezza delle spalle, con

" il pollice puntato verso l'alto"

"Posizione delle mani", che si inverte al termine della cerimonia, in cui Padre Nicolàs non stringe più gli avambracci del "confratello", ma lo abbraccia simbolicamente

<"lo contiene" ><" lo avvolge>

con la Sua energia, ponendo le mani verso l'esterno e il

"dito pollice verso la alto"

a differenza di"Jorge Bergoglio" che appoggia le mani al'interno degli avambracci di Padre Nicolàs con

"il pollice verso il basso"


Capitolo 8

>La messa esoterica di canonizzazione<

Del resto rivedendo le immagini della Messa di ringraziamento in onore del nuovo Santo gesuita si comprende che il Pontefice si è attenuto ad una precisa

"ritualità gesuita"

< Ha co-celebrato con <7+4+1> confratelli >

Sull'altare sono state posti "sei coppe d'argento", dietro le quali si notano altre "6 bicchieri" più alti, anch'essi d'argento, dentro i quali deve essere stata versata

"acqua"

che Padre Bergoglio, al momento della

"consacrazione dell'ostia"

ha reso a sua volta"sacra" onde ottenere una particolare vibrazione che avvolgesse il

"celebrante"

aumentandone la potenzialità ricettiva cosi da diffonderla ai concelebranti e insieme a loro a tutti i fedeli partecipnati la rito.

Al termine della "messa di ringraziamento" ha venerato con "l'incenso" la  statua del Santo Patrono cosi

"energizzando"

la sua figura simbolica, grazie all'aiuto e al sostegno energetico e  vitale dei "346 fratelli Gesuiti" presenti, nonché dei "Fratelli Passati", i cui "spiriti", come quello di Ignazio di Loyola e di Pierre Favre hanno partecipato attivamente ed esotericamente alla cerimonia di investitura e di consacrazione secondo un'antica

"tradizione mistica esoterica"

Tradizione e ritualità, in  cui credono fermamente non solo gli stessi

"Gesuiti"

ma tutti i "Gruppi esoterici operativi, come i Massoni, gli Gnostici e i Templari.


Le anime dei trapassati - secondo queste pratiche gnostiche templari - non si staccherebbero mai dalla Loggia o dal Gruppo di appartenenza anche dopo la morte apparente.

Non è quindi un caso che per la consacrazione di un

"Santo Gesuita"

si sia scelto la Chiesa -Tempio dove sono conservate "le reliquie" del

> Santo fondatore dei gesuiti <


Anche le spoglie mortali di Favre avevano trovato riposo nell'antica Chiesa del Gesù a Roma, ma con la costruzione della nuova Chiesa sono andate perdute. Le spoglie mortali, ma non certo

"lo spirito"

Durante la celebrazione della messa, nel giorno in cui la Chiesa festeggia la ricorrenza liturgica del

> Santissimo Nome di Gesù <

Francesco ha voluto come "co-celebrante" anche il Padre Generale della Compagnia di Gesù

< Adolfo Nicolás Pachon >

Il Primo pontefice gesuita della storia, nell'Omelia, ha  ammesso di sentirsi molto legato alla

< spiritualità ignaziana >

Spiritualità, che ha portato a creare una vera e propria "milizia", con al vertice un vero "Generale" con poteri assoluti.


Nell'occasione Francesco si è soffermato a lungo sulla figura di "Pietro Favre" come modello di santità sacerdotale nella Compagnia. In data 17 dicembre 2013 ne  aveva decretato la canonizzazione, estendendone il culto liturgico alla Chiesa Universale ed iscrivendolo nell'Albo dei Santi.


Capitolo 9

"Pentalfa"

>Il simbolo velato e ri-velato <

In questa cerimonia molto suggestiva, presenti tutti i più alti gradi della Compagnia

< Papa Francesco >

è entrato in Chiesa camminando come fanno solitamente i semplici. Non aveva infatti  con sé

"il Pastorale"

"simbolo di autorità" e di "Ministero Pastorale", indossando

"l'identica casula"

con "i simboli" della Compagnia, indossati anche dal suo confratello Padre Generale, che "non"si è certo privato del

"Grado supremo della Milizia di Gesù"

grado riconosciuto dallo stesso Bergoglio (mostratosi suo confratello di milizia), anzi - come vedremo - facendolo valere al momento opportuno con estrema discrezione e tatto.

Padre Francesco, da umile sacerdote, ha voluto riprendere le motivazioni che lo avevano convinto - nove mesi dopo la Sua elevazione al Soglio Pontificio - a  canonizzare questo fervente discepolo della Compagnia, leggendo alcuni passi del

"Decreto papale"

emanato  due settimane prima e riprodotto dall'ufficio stampa della Compagnia e offerto al Papa, che - come mostrano le immagini - ne è rimasto sinceramente sorpreso, non prestando - apparentemente -

> la dovuta attenzione <


alla scelta dei "simboli" inseriti invece di proposito - ne siamo più che convinti - su preciso ordine dello stesso

> Superiore Generale della Compagnia del Gesù <

l'unico che poteva consentire in un documento ufficiale

> la modifica della "stella a 5 punte" nello stemma papale <

Padre Nicolàs ha imposto infatti che venisse riprodotta

"la stella a cinque punte"

della

"1° versione"

poi contestata e annullata, alla cui

"elaborazione simbolica"


avevano sicuramente contribuito anche gli esperti araldici della stessa Compagnia. Non si spiegherebbe altrimenti quest'eccesso di potere e l'evidente insubordinazione gerarchica, a conferma che

"i poteri"

> del Superiore Generale dei Gesuiti <

restano su alcune questioni "inalterati"e anche un Papa < soprattutto se "gesuita" > deve tenerne conto, come del resto riconosciuto dalla stesso Papa Francesco nella conferenza stampa tenuta sull'aereo che lo riportava in Italia.

Capitolo 10
"Due Stemmi"

< uno s-velato>< l'altro ri-velato >

Sembrerebbe infatti, esaminando con attenzione il decreto papale che attesta la canonizzazione di

> Pierre Favre <

che - almeno per quanto riguarda la Compagnia del Gesù - siano "esotericamente operativi" ancora

"Due Stemmi"

< Uno per i Gesuiti >< L'Altro per la Chiesa Ufficiale >

< uno s-velato>< l'altro ri-velato >

Sembra sinceramente difficile replicare che si tratta di un

"errore marchiano"

dello stampatore, ma di un rimprovero rivolto al  confratello pontefice, che ha puntualmente risposto, qualche mese dopo, con un altro

"messaggio"

altrettanto criptico, ma chiarissimo dal punto di vista esoterico, con l'aiuto del cerimoniere papale, grande esperto dei rituali e della simbologia mistica esoterica

"Mons.Marini"

cosi attento nello scegliere il colore e la forma dei

> Tre spilloni del Pallio <

Mons. Marini, nel sito da lui personalmente curato sulle celebrazioni liturgiche

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Sito che si apre con l'immagine di Papa Francesco con la "Ferula" d'argento "senza" il simbolo della

"stella a 8 punte"

e in cui compare

"stranamente"

> " lo stemma" con la "stella a cinque punte" <

nel video dedicato alla celebrazione della liturgia della

"Santa Pasqua"

Calendario delle Celebrazioni

http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_52C3COYA

Sarebbe interessante conoscere non certo la "versione ufficiale" del tutto improponibile, ma quella

"misterica escatologica"

di questa apparentemente incomprensibile scelta di Mons. Marini, in cui

> il  20 aprile 2014 <

ricompare - ad un anno di distanza dalla modifica ufficiale dello stemma -

«la stella a cinque punte»

Sembrerebbe che Papa Francesco abbia voluto rispondere - tramite il suo Cerimoniere - che si era subito reso conto dell'errore commesso nell'accettare di modificare il 1° stemma e che il suo

"messaggio apostolico evangelico"

fosse simbolicamente rappresentato da questo stemma e non più da quello modificato con l'inserimento della

"stella a otto punte"

Omelia feriale a S. Marta. Testo scritto e videoregistrazione

by

?! 14 giugno 2014 !?

1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32

"Le Messe a Casa Santa Marta sospese dall’inizio di luglio alla fine di agosto, le udienze generali per tutto il mese di luglio. Sono i cambiamenti salienti dell’attività di Papa Francesco per il periodo estivo, resi noti ufficialmente oggi.

Mentre le Messe del mattino riprenderanno all’inizio di settembre, le udienze generali avranno regolarmente luogo nel mese di agosto in Vaticano, e quindi nelle date del 6, 20 e 27 agosto. Quella del 13 non si terrà perché quel giorno il Papa volerà in Corea del Sud per l’incontro con i giovani asiatici.

Nessuna modifica invece per la preghiera dell’Angelus, che Papa Francesco continuerà a guidare per tutta l’estate in Vaticano ogni domenica, tranne che nella Solennità dell’Assunta e nella domenica del 17 agosto, perché impegnato nel viaggio apostolico, che terminerà il giorno successivo."

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Sembra che il Pontefice abbia deciso di fermarsi un attimo e concedersi un periodo di riflessione e di pausa.

Su un blog ho letto una pensiero di un lettore che mi ha colpito. Eccolo: "...una persona può essere umile e semplice nella vita privata, ma se la funzione richiede il rispetto delle forme che le sono inerenti, questo non deve essere derogato altrimenti si crea un vulnus che, nel ruolo pontificale, rischia di avere ricadute incontrollabili...

Capitolo 11

L'inaccettabile destabilizzazione del

"Ruolo Pietrino"

"Stemma con Triregno"

che troviamo sul portale della Chiesa di Sant'Antonio a Padova


"Francesco"

è stato il primo a non tener conto della non conformità del simboli adottati nel primo, come nel secondo stemma, nonostante la modifica degli stessi, come sembra non prendere in alcuna considerazione le pesanti critiche mossegli da gran parte dei settori più conservatori della Chiesa che lo vede

< a torto o a ragione >

come

> un Pontefice in fuga dal suo Ruolo  <

Jorge Mario Bergoglio, il Papa venuto dalla fine del mondo, che al mondo si è presentato infatti come

“Vescovo di Roma”


Credo che Papa Francesco, cominci a rendersi conto che assolve ad un

"Ruolo apicale"

in cui ogni Sua mossa assume - dal punto di vista "exoterico", ma soprattutto "esoterico" - un profondo

"significato simbolico"


e che non gli è più permesso di

"sottovalutare" o "minimizzare"

- come ha fatto fino ad oggi -  con la "scelta dei simboli liturgici", ma soprattutto con la

"modifica unilaterale e discrezionale di quelli araldici"

che sono l'inevitabile conseguenza dell'imperdonabile leggerezza, con cui ha consentito la modifica dei simboli araldici del Suo stemma, essendo stato il primo a mostrare di non dar loro alcuna importanza.


Fin'ora non ha dato alcun peso alle critiche alla simbologia del suo stemma e alle modifiche arbitrariamente apportateagli stemmi inseriti sui portali della Basiliche Pontifice, nessuna delle quali conformi a quella "ufficiale", che contrasta decisamente con le intenzioni di Papa Francesco, che riteniano si sia fatto prendere la mano da presunti esperti di araldica ecclesiastica.

Qualcuno comincia a mostrare qualche perplessità e si permette avanzare qualche legittimo rilievo sulla scelta del

> Simbolo del Fiore di Nardo <

rappresentato non in "versione naturale", come sarebbe stata la prassi araldica, ma completatamente dorato.

Se ne ha una prova tangibile nello "stemma papale" posto sul soffitto davanti al portone della Basilica di San Francesco ad Assisi

Stemma, che stranamente evidenzia

" il bianco fiore di Nardo"

ed alcune piccole "fogioline"

I fraticelli di Assisi, come del resto altri confratelli preposti alle Basiliche Papali, hanno pensato di procedere, come l'autore di quest'altro stemma

a qualche indispensabile

"modifica"

a differenza degli altri "stemmi" realizzati per le altre Basiliche Papali.

A Roma si trovano quattro Basiliche papali e sono:

  • San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, chiamata anche Arcibasilica Lateranense
  • San Pietro in Vaticano, chiamata anche Basilica Vaticana
  • San Paolo fuori le mura, chiamata anche Basilica Ostiense
  • Santa Maria Maggiore, chiamata anche Basilica Liberiana

La particolarità di queste quattro basiliche papali è che hanno una Porta Santa e un Altare papale. Le Porte Sante sono aperte con un rito speciale dal Papa o da un suo incaricato solo per la durata di un Anno Santo e giocano un ruolo importante nella concessione della cosiddetta indulgenza plenaria.

Basilicae maiores fuori Roma:

  • Basilica di San Francesco ad Assisi dal 1754
  • Basilica di Santa Maria degli Angeli (Porziuncola) ad Assisi
  • Santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei, dal 1901
  • Basilica di Sant'Antonio a Padova
  • Basilica della Santa Casa a Loreto

Gli stemmi papali sono stati posti anche in tutte le Chiese della Compagnia di Gesù e per quanto riguarda Roma precisamente sui portali della Chiesa del Gesù, della Chiesa di S. Ignazio e del vicino Oratorio del Caravita, della Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale e della Parrocchia di San Saba.

In tutte le chiese ci si è attenuti alla 2° versione ufficiale, fatta eccezione per

"Santa Maria degli Angeli e dei Martiri" (Roma)

"Santa Maria della Vittoria" (Roma)

Stemmi, in cui "il fiore di nardo" è stato dipinto completamente in "bianco" mentre per lo

"stemma"

posto sul soffitto antistante il portone d'ingresso della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, non ci si è limitati a colorare di bianco un piccolo "fiore", ma si è  altresì deciso di inserire sulle "strisce gialle" della  Mitria papale, una serie di

> puntini "bianchi" e "rossi" <

come indica il frate cappucino in questa foto

a cui sarrebbe interessante chiedere

"il significato misterico escatologico"

di tale disposizione numerica inserita di proposito - come il fiorellino bianco di nardo - sperando nella benevolenza papale, visto e considerato che gli esperti di "stemmi nobiliari e ecclesiastici" hanno finito per stravolgere le indicazioni iniziali di Papa Francesco, che, secondo il suo portavove, Mons Lombardi, avrebbe dovuto essere "assolutamente identico" a quello scelto da Mario José Bergoglio quando fu nominato

> Vescovo di Acua<

Capitolo 12

"Il messaggio di rimprovero criptato"

Questa modifica improvvisa della simbologia della stemma , che ha dato motivo di cosi diverse e contrstanti interpretazioni, comincia ad essere oggetto di critiche dirette da parte di diversi cultori della simbologia araldica ecclesiale e il Generale dei Gesuiti se ne è fatto "portavoce", anche se in modo riservato e cripitico.


Per quanto riguarda quello di Padre Nicolàs si tratta di un "messaggio" chiaramente

"politico e spirituale"


rivolto al Papa e a coloro che lo hanno indotto ad accettare

> la modifica della stemma <

per presunti e del tutto illogici errori di stampa e interpretativi della volontà del Pontefice, come da noi evidenziato nei capitoli dedicati agli "Stemmi papali", dando una diversa interpretazione della

"simbologia"

scelta per le due versioni, che ha finito per annullare le intenzioni del Pontefice, sicuramente male espresse, grazie anche all'incapacità e l'imperizia dimostrata dai suoi più stretti

"?!consiglieri araldici!?"

che avrebbero dovuto quanto meno prima documentarsi, recuperando "gli originali" dello stemma scelto come

< Vescovo di Acua >

e di quello poi riprodotto sullo

"stemma cardinalizio"

Su internet sono apparse diverse riproduzioni dello

“stemma papale”

Questa appare quella più vicina all’originale e ai "desideri" di Papa Bergoglio. Un certo Mc Charty se ne era reso conto, tanto da proporre nel 2004, quando Bergoglio era Cardinale, un disegno in cui il Fiore di nardo appare

“sbocciato”

Ma nessuna di queste "immagini" - decisamente più realistiche e conformi ai desideri del Papa - è stata presa in considerazione nella"nuova versione" dello stemma papale, dai consiglieri araldici vaticani, una volta resesi conto del presunto

>errore<

commesso e delle critiche sulle mancata corrispondenza dei simboli al "messaggio evangelico" del nuovo Pontefice, simboli facilmente interpretabili secondo i critici come “un pentalfa” e come

“un grappolo d’uva”

Indagine che ha  cercato di fare il sottoscritto, che a questo punto, si è posto - come la maggior parte degli esperti di questo particolare

"linguaggio simbolico"

qualche inevitabile domanda di  fronte all'improvvisa e inaspettata

>modifica della "stella a cinque punte" ritenuta "simbolo del male"<


Questo deciso e  ingiustificabile "mutamento di rotta" mi ha indotto a cercare di comprendere, dal punto di visto esoterico,  quali fossero le reali intenzioni del Papa e della sua Corte di esperti.

'Simbologia misterico-escatologica'

Gli stessi dubbi e perplessità devono essere sorti tra coloro che conoscono questo particolare

"linguaggio esoterico"


e i Gesuiti in questa branca del sapere non sono "secondi" a nessuno, come del resto conferma la scelta di riprodurre "ad otto mesi di distanza"  dalla sua pubblicazione

> uno stemma abbandonato e sepolto <

Capitolo 13

> il severo rimprovero di Padre Nicolàs <

"leggerezza di spirito" e "superficialità esoterica"

Papa Francesco ha fatto capire  fin dalla sua elevazione alla Cattedra di San Pietro come intende governare la Chiesa Cattolica. Magari anche infrangendo regole e prassi consolidate.

E' un suo diritto farlo, ma deve fare estrema attenzione alla scelta dei simboli e degli indumenti sacri che gli preparano durante le cerimonie liturgiche.

Simboli di cui deve assolutamente comprendere "il significato misterico escatologico" prima di accettare di indossarli in pubblico anche di fronte alla totale acculturazione delle "scienze iniziatiche" e della “Ars Reale, sconosciuta ai più, anche e soprattutto a quelli che hanno conseguito i più Alti Gradi della Chiesa, che ha avuto l'incarico iniziatico di presiedere.

E' il "simbolo " per eccellenza è proprio lo "stemma", che - almeno cosi repentinamente - non gli era consentito di  modificare, come la direzione di una vela, a seconda dove batte il vento, come ha voluto puntualizzare, anche se in modo criptico da addetti ai lavori, il suo Generale confratello e di cui si cominciano a vedere le conseguenze, visto  che ormai il

< 1° stemma >
?! 14 giugno 2014 !?

1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32

è usato come una critica, più o meno larvata, al suo operato e alle sue scelte, come quella apparsa su una rivista cattolica insieme al comunicato che il Pontefice aveva deciso di interrompere la sua attività episcopale per due mesi.

Si tratta chiaramente di un "monito" e di un severo "rimprovero" da parte di "confratelli spirituali", per un comportamento ritenuto  ingiustificabile e imperdonabile per un

> SOVRANO CAPO SPIRITUALE <

che avrebbe mostrato in quell'occasione di non saper assolvere al

"compito"


affidatogli, dimostrandosi, nel "primo atto ufficiale", debole  e insicuro.

Sembra evidente che gli si rimproveri di aver agito con troppa

> "leggerezza di spirito" e "superficialità esoterica" <

critiche condivisibili, se i fatti contestati hanno un fondamento di verità, come sembrerebbe da quest'altrettanto incomprensibile

"mossa simbolica"

da parte della Compagnia di Gesù, che non può lasciar alcun dubbio, tenuto conto che"la modifica"ha riguardato solo ed esclusivamente "il simbolo paramassonico" della

"stella a cinque punte"

Software: Microsoft Office

mentre è stato riprodotto quello modificato nelle 2° versione del presunto

" fiore di nardo"

??!! A conferma che la "critica" voleva essere diretta e puntuale, da non lasciare adito a dubbi di sorta!!??>>

! Come del resto "la risposta" di Mons.Marini, altrettanto puntuale e precisa! <<


che ha avuto come immediata conseguenza la sostituzione del

"Pallio a croci Kadosch"

con quello a "croci nere", identico a quello dei

"Vescovi Metropoliti"

Ma forse la "critica" è ancora più sottile e inafferrabile, dal punto di vista ideologico e politico, prendendo spunto daI simbolo con "l'effige dei Gesuiti" in "nero"con la "croce spada" che taglia la

"H"

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anziché in "rosso" scelto da  Bergoglio per lo stemma papale

"Effige dei Gesuiti" è inserita all'interno di un"cerchio giallo e azzurro" con gli stessi colori della

"Bandiera Argentina"

ma anche del "Rotary Internazionale".Associazione di chiara ispirazione massonica, di cui il Cardinale Bergoglio è stato nominato "socio onorario"


Capitolo 14

> ?!Bergoglio Massone!? <

Del resto la critica ultilizza strumentalmente certe immagini, in cui

"Papa Bergoglio"

mostra segni apparentemente inequivocabili di appartenenza a

> confraternite massoniche gnostiche, templari <

Quando partecipa ai lavori di una "loggia massonica" composta da fratelli ebrei.

Quando accetta di essere nominato "socio onorario" del Rotary internazionale di chiara ispirazione massonica.

Queste sono immagini con le quali si cerca di mostrare

< il lato oscuro >

> non conosciuto e non conoscibile di un personaggo pubblico <

Lati del carattere e della personalità resi necessariamente invisibili all'occho profano, ma che hanno - come abbiamo visto - spesso un qualche

< fondamento di verità >

Come avviene del resto  per gli innumerevoli e permanenti rapporti exoterici ed esoterici ai più alti livelli con i cosidetti

"Potenti del mondo"


Vincoli e strettisimi legami, che gli vengono puntualmente ricordati dal suo confratello


> il Superiore Generale della Compagnia di Gesù <

Tante "mezze verità", o presunte tali, non consentono di avere

"certezze"

in un mondo che agisce sempre in modo riservato e segreto.

Capitolo 15

> la Massoneria e la Compagnia di Gesù <

Sui rapporti tra Gesuiti e Massoneria è sicuramente interessante  richiamare  le considerazioni di Ottavio Gallego pubblicate sul sito del " Rito simbolico Italiano"),  in cui sottolinea che  in molte pubblicazioni scientifiche come in alcuni dizionari, il Webster’s Third New International Dictionary, il dizionario di Dornseif, nel quale, dopo aver dato la definizione di base di "Gesuita" come membro dell’Ordine, si danno significati negativi come

: “di chi è dedito all’intrigo o al sotterfugio; di persona astuta; di doppio, falso, insidioso, simulatore, perfido…insincero, disonorevole, disonesto, che non dice il vero 5“.

E non è certo casuale che,  nel colorito linguaggio della gente di Roma, il Padre Generale dell’Ordine trovò una definizione che tuttora lo accompagna

> IL PAPA NERO <

alla luce dell’Emblema dei Gesuiti

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e agli stretti rapporti, che si sostiene ci siano sempre stati da parte dei "Gesuiti" con

> la "Massoneria" e gli "Illuminati" <

Basta cambiare il punto di vista e si evidenzia tutt'altra verità, che nulla ha che fare con la

< Massoneria >

almeno quella ufficiale e speculativa, legata al mondo anglossassone e francese.

Capitolo 16

> Papa Francesco e la Compagnia di Gesù <

Ma si deve tener conto anche dei giudizi positivi espressi a favore della

"Compagnia di Gesù"

Scrive Malachi Martin: …non bisogna considerare l’Ordine religioso dei gesuiti un’organizzazione umana come tante altre. Tanti altri organismi del genere hanno avuto il loro momento di gloria, per poi declinare, fossilizzarsi e infine scomparire. La Compagnia di Gesù fu fondata nel 1540 da un oscuro basco chiamato Iñigo de Loyola, meglio noto con il nome di Ignatius de Loyola. Non si possono mettere i gesuiti di Iñigo sullo stesso piano di altre organizzazioni per il semplice motivo che nessun altra organizzazione, a noi nota, ha potuto competere con i gesuiti per gli immensi servizi resi alla famiglia umana, al di là di ciò che hanno fatto in favore del popolo e della Chiesa cattolica .

Dice Antonio Santoni Rugiu: “. il Collegio, destinato alla formazione dei gesuiti, ma anche a quella dei laici, fu una delle più importanti invenzioni della Compagnia: in esso gli ossia gli allievi, dovevano apprendere innanzi tutto

"l'abnegazione di se stessi" <>"l’annullamento del proprio temperamento" <> "la rinuncia a personali scelte"

e acquisire poi gli strumenti di comportamento e di comunicazione che servissero meglio gli scopi della Compagnia .

"L’Ordine aveva quindi delle "caratteristiche militari", sia nella forma che nella disciplina:

il primo requisito era infatti "l’obbedienza", che doveva essere "cieca" e "assoluta"

<"perinde ac cadaver" (con la remissività di un cadavere)>

"proprio come quella di un soldato in battaglia

"Sembra che Lenin, alla fine della sua vita, affermasse che se avesse avuto con sè"

"dodici uomini simili ai primi gesuiti"


>" il comunismo" avrebbe conquistato il mondo" <

< come le due figure emblematiche >

"Ignanzio di Loyola" e "Pierre Favre"

> non a caso scelti e laudati come esempio in terra <

Questa scelta non deve essere stata affatto casuale, ma credo voglia indicare la volontà di

< Papa Francesco >

di essere, come "il fondatore" della Compagnia

“Un "vero soldato" della Compagnia …di Gesù”

"novello cavaliere nero "

< senza macchia e senza paura >

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 75

pronto ad affrontare i nemici della Chiesa, com’era nello spirito dei primi fondatori dell’Ordine, stante la ferma intenzione di Francesco di difendere

"la Chiesa Cattolica"

< contro gli attacchi di Satana >

> non certo con <

“la spada"

> ma con <

“il bastone del pellegrino”

Credo che valga la pena riprendere le parole di Adolfo Nicolás Pachòn il Padre Generale della Compagnia di Gesù pronunciate durante un'intervista concessa dopo la celebrazione il 3 gennaio 2014 del bicentenario della "rifondazione" della Compagnia:

"confesso che mi è piaciuta molto un'osservazione fatta dal Cardinale Vallini in sacrestia prima della celebrazione della messa del 3 gennaio. Disse che questa celebrazione stava procedendo sulla strada della "estrema semplificazione". Papa Francesco è entrato in Chiesa camminando come fanno solitamente i "sacerdoti". Non aveva con sé "il pastorale", simbolo di autorità e di ministero pastorale, ecc. Lo stesso è successo a luglio nel giorno di Sant'Ignazio. La mia interpretazione è che il Papa voleva dire che tra gesuiti "la direzione la dà Sant'Ignazio" e lui veniva come 'fratello tra fratelli" ad ascoltare la Parola di Dio e a lasciarsi guidare da lei.  Infatti la maggior parte dei gesuiti presenti

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si sono riconosciuti nelle parole dell'omelia e si sono sentiti interpellati da Papa Francesco nel profondo dei loro cuori.

Ma non sempre si può avanzare e agire come un semplice "Pellegrino", rifiutandosi di usare

"il Pastorale"

Lo si può fare in privato e in particolari cerimonie tra

"confratelli"

"Papa Francesco"

non può certo dimenticarsi di essere al massimo

"livello iniziatico e gerarchico"

di una

> Chiesa Universale <

*

Compito che, con "la modifica dei simboli dello stemma" sembra abbia accettato e imposto soprattutto ai suoi confratelli, come confermano - a nostro modesto avviso - i comportamenti assunti in pubblico, ma soprattutto dalla scelta e modifica degli

"ornamenti sacri"

e dal loro preciso utilizzo rituale, con risvolti chiaramente

"misterico-escatologici"

cosi abilmente nascosti e camuffati nei suoi due stemmie negli altri "simboli" scelti con altrettanta cura (l’anello pietrino, la croce di ferro, il pastorale d’argento e il Pallio Pale a croci Kadosch),

*

Compiti e ruoli esoterici che non escludono quelli cosidetti

"exoterici"

più pratici e umani, rapporti diretti e costanti con i suoi milioni di fedeli

Gesti di profonda umiltà e carità cristiana che giornalmente compie

Appare evidente che siamo di fronte ad un

"pesonaggio pubblico"

che deve necessariamente muoversi a vari livelli e su differenti piani energetici.

Ma  ciò che lascia sinceramente perplessi  restano gli inequivocabili

< rapporti esoterici >

che continua a mantenere con i confratelli della Compagnia di Gesù, dalla cui Eggregore non sembra si sia ancora staccato,  come confermano "la cerimonia" svoltasi il 3 gennaio 2014, "i cinque giorni di esercizi spirituali" ad Ariccia e "il messaggio criptato" ricevuto da Padre Nicolàs

"Papa Bergoglio"

dovrebbe infatti prendere atto che ha potuto essere il

> Vescovo "gesuita" di Acua <

> Il Cardinale "gesuita" di Buenos Aires <

Ma per il "ruolo" che ha accettato di svolgere come"Pontefice" di oltre un miliardo di fedeli, sparsi in tutto il mondo, non può assolutamente presentarsi come

> Il Papa-Vicario"gesuita" Vescovo di Roma<

< senza  snaturare il suo ruolo e le sue funzioni magistrali super partes>

Capitolo 17

"le Dimissioni del Papa Nero"

Se ne ha un'indiretta conferma dalla decisione di Padre Nicolàs , che il 20 maggio 2014 ha rimesso nelle Sue mani il mandato di

"Generale a vita"

Proprio perché deve essere, come colui che viene eletto alla carica più importante di uno Stato

> IL PAPA DI TUTTI <

senza alcuna preferenza o distinzione, come molto inopportunamente gli ha indicato Padre Nicolàs , una volta diventata chiara e intellegibile "la criptica critica" mossa al Suo

"Papa Gesuita"

Il Preposito  dei Gesuiti ha doverosamente rimesso nelle sue mani la carica di "Generale ad vitam", motivandole diplomaticamente per

«ingravescente aetate »

l’avanzare della senilità e la consapevolezza che per governare una realtà complessa occorre avere le forze necessarie, anche se nominati a vita, come del resto avevano motivato l'identica scelta i rispettivi predecessori delle uniche due massime "cariche ad vitam", riconosciute dalla Chiesa cattolica.


Seguendo l'esempio del Preposito Emerito "Peter Hans Kolvenbach" dimessosi nel 2006 per raggiunti limiti di età Padre Adolph Nicolàs Pachòn ha infatti ceduto

"il maglietto di comando"

ritornando nei ranghi dei 127.000 confratelli gesuiti, ai quali ha comunicato la sua irrevocabile decisione, esattamente come fece Padre Arube, il quale nel 1980 si dimise dal suo incarico per contrasti con la Santa Sede, rimettendo il suo incarico a Papa  Giovanni Paolo II che non le accettò, a differenza di Papa Bergoglio, che ne ha preso atto senza commento alcuno, non potendo - una volta reso pubblico il messaggio criptato - accettare quest'eccessivo "abuso di potere", ritenuto appunto "assoluto" secondo prassi gesuitica. Opinione condivisa e accettata dai massimi Gradi dell'Ordine, che ne erano stati informati.

Della decisione è stato infatti informato Papa Francesco – come richiede lo speciale "quarto voto di obbedienza al Pontefice" che è proprio dei gesuiti – e i quattro “assistenti ad providentiam “ che aiutano il Superiore Generale nel governo della Compagnia (uno di essi è il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi) dai quali, scrive Nicolás Pachòn, ha

“ottenuto l’iniziale approvazione”

Pachòn ha consultato anche i “provinciali”, cioè i padri che guidano le 83 province dei gesuiti nel mondo.

Le dimissioni del Superiore dovranno essere accolte, almeno formalmente, dalla trentaseiesima Congregazione generale (Il Corriere della sera 22 maggio).

Questa è la mia versione dei fatti, alla quale in internet viene data una diversa

"motivazione satanica"


assolutamemte irrealistica, che mostra come "Satana" ha tanti modi per colpire con i suoi artigli velenosi

Ho riflettuto molto prima di decidermi ad inserire questa incredibile e perversa "bufala" che gira liberamente per internet ripresa da vari siti, ma credo che dimostri come anche la più assurda "calunnia" riesca diffondersi e a narcotizzare le menti più deboli. Tra i tanti riprendo quello che accusa Papa Bergoglio e i gesuiti dei crimini più nefandi.

"Il capo dei Gesuiti si dimette dopo essere stato incriminato per Sacrificio di bambini in messe nere"

Il capo dei gesuiti Adolfo Nicolàs Pachòn ha annunciato le proprie dimissioni questa settimana dopo che il Tribunale internazionale di Common Law di Giustizia a Bruxelles lo ha collegato alle cerimonie del

"Nono Cerchio Satanico con Culto Sacrificale di Bambini"

“Documenti vaticani indicano chiaramente che per secoli i gesuiti avevano un piano premeditato per uccidere ritualmente neonati rapiti e poi consumare il loro sangue”, ha detto il procuratore capo del tribunale.” Il progetto è nato da una idea contorta allo scopo di ricavare "energia spirituale" dalla linfa vitale degli innocenti, assicurando così stabilità politica al papato di Roma. Questi atti non sono solo di genocidio, ma sono sistematici e istituzionalizzati. Sembrano essere state eseguiti dalla Chiesa cattolica romana, dai gesuiti e da ogni Papa dal 1773 almeno”.

Mentre Pachòn ha deciso di dimettersi, Papa Francesco ha suggerito ai giornalisti durante il suo recente tour della Terra Santa che potrebbe seguire l’esempio dell’ex papa Ratzinger e ritirarsi. Il 15 febbraio 2013 la corte di Bruxelles ha trovato Ratzinger colpevole di "crimini contro l’umanità". Si è dimesso pochi giorni dopo, il 28 febbraio. Prove presentate al giudice del 2013 possono essere trovate nel video di Kevin Annett di “Hidden No Longer"

Sembra -  a duemila anni di distanza - di ritrovare il messaggio evangelico  di

< Matteo >

" vi insulteranno, vi perseguiterannodiranno ogni male di voi…."

Forse Francesco dovrebbe seguire "il consiglio" di Lenin e staccarsi dall'Eggregore Gesuita

che, in questi primi mesi di pontificato, tanto lo ha sostenuto e aiutato a reggere il tremendo peso del compito affidatogli dal consesso di

"Cardinali"

tra i quali si concentrano

"Gruppi"


da tempo operativi all'interno del Vaticano, impregnati da energie malsane, da scorie negative e sataniche

"Corvi"

che lo aspettano al varco per assalirlo e divorarlo, come è successo alle "due colombe bianche" liberate a Piazza San Pietro e subito assalite e uccise da un "corvo" e da un apparente innocuo e candido

"gabbiano"

Capitolo 19

"Nascità di un'Eggregore bianca"

Recentemente l'Economist ha paragonato Francesco a Lenin , per

"il suo amore per i poveri".

Papa Bergoglio ha commentato:

«Io dico solo che i comunisti ci hanno derubato la bandiera»

«La bandiera dei poveri è cristiana»

Dagli ultimi gesti e dalla sue dichiarazioni sembra che Francesco sia fermamemente intenzionato ad impugnare decisamente questa bandiera.

Ma per raggiungere questo scopo non può avanzare da solo. Dovrebbe seguire il consiglio di Lenin.

Dovrebbe costituire un nuovo

"Gruppo energetico"

< scegliendo>

> ad "UNO" ad "UNO"<

"dodici uomini simili ai primi gesuiti"

< Dodici e più operatori, uniti da una comune ritualità >

> esercitata all'unisono <

e finalizzata alla nascità di una nuova

"Eggregore"


vitale pulsante, capace di entrare profondamente in contatto  con

> i Mondi Superiori<

> "Dodici Veri Cavalieri Eletti Kadosch"<

> Dodici come i primi fraticelli di Francesco <

"DODICI"

furono infatti i frati, tra i quali frate Elia, che Francesco volle intorno a Sé, come ci tramandano "i Fioretti", che amava chiamarli

"i miei cavalieri della tavola rotonda"

( Speculum Perfectionis,IV, 72).

"DODICI"

come i "Dodici apostoli", le "12 colonne della chiesa" che, in epoca cristiana, erano correlate alle "12 luci" del cielo, ai "Dodici Segni zodiacali ", alle "Dodici Porte di Gerusalemme"

"Gruppo"

spiritualmente omogeneo, in funzione di quella comunione di intenti spirituali che proviene dal sentirsi tutti

fratres in unum


uomini liberi in quella libertà interiore che proviene dal sentirsi sempre più vicini al proprio

"Creatore"


e perciò non legati a imposizioni o a restrizioni contrarie ai dettami della propria coscienza o del proprio gruppo di appartenenza, come appare da questa foto che ritrae i "12 componenti" del ristretto

"Circolo"

scelti da Papa Francesco per aiutarlo nelle  decisioni più difficili sui nuovi indirizzi morali ed evangelici, a cui sembra voler condurre la

"Chiesa del terzo millennio"

Il 17 dicembre 2013 Papa Francesco ha canonizzato "Pierre Favre" gesuita della prima ora, il primo compagno di Ignazio di Loyola alla Sorbona, il "primo sacerdote" dell’allora nascente Compagnia di Gesù, è anche considerato uno dei precursori dell’ecumenismo.

< Il primo dei "dodici" cavalieri della sua>

"Tavola rotonda"

Sant’Ignazio scriveva di lui:

È uno che fa sgorgare acqua dalla roccia”

"Papa Francesco"

deve trovare e porre intorno a sé 

< Dodici Cavalieri della "Sua" Tavola Rotonda >

Cercando l'aiuto, come fu per "Galahad" di un novello

"Mago Merlino"

'Dodici veri elefanti bianchi'

riprendendo la favola da me inventata tanti anni fà per mia figlia Eleonora

"Alla ricerca dell'Elefante Bianco"

Sarà il futuro a farci comprendere se "il manto" di questo

"iniziato agli antichi misteri"


diventerà "candido" come la neve o resterà "grigio", come quello di tanti altri "elefantini" che lo hanno preceduto, alla continua ricerca della "valle" dove si radunano gli ultimi

"Elefanti bianchi"


"che molti cercano, ma solo pochi riescono a raggiungere"

Il vostro elefantino piccolo e nero



da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo