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Significato simbolico del pezzo di ferro

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Su questo oggetto simbolico si possono solo fare congetture, essendo anch’esso sparito.  Sappiamo solo, dal resoconto di chi per primo l'ha ritrovato all'apertura della Tomba di Francesco, che fosse di "ferro", grande come una moneta.

LA TOMBA DI SAN FRANCESCO NEI SECOLI
Isidoro Gatti (pp. 264-267)

5) Il frammento di metallo. Misurava 1 oncia e mezza (cm, 2,79) di lunghezza e 1 oncia (cm. 1,86) di larghezza ed era grosso come una moneta.  Spezzato in due, risultò essere di "ferro" ossidato:

"la ragione della Sua presenza nel sarcofago è ignota"

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Tra i quattro oggetti posti da Elia sotto i piedi di Francesco. quest'ultimo "simbolo" appare il più misterioso, soprattutto perchè non è indicato nel resoconto se avesse inciso quale "segno" o "simbolo" particolare, com'era usanza dell'epoca. Non tenteremo ora ulteriori letture, sebbene la presenza di questo semplice  "pezzo di ferro"  consenta in ogni caso un preciso percorso interpretativo.

I resoconti parlano di un ferro ossidato, spezzato in due al momento del ritrovamento
per controllare di quale metallo fosse composto. Una volta che l'operaio, incaricato
del recupero dei vari oggetti sparsi nel vano del sarcofago appena aperto, ebbe constatato trattarsi di un semplice pezzo di ferro ossidato, sembra sia stato buttato tra le macerie, senza essere controllato e inventariato.


Da resoconti storici e dai verbali si ha del resto conferma che nessuno si sia preoccupato di conservarlo e di controllare se su una o su entrambe > le facce < di questo metallo vi fosse qualche "segno" o "simbolo" particolare, come in questi numerosi oggetti della stessa epoca, ritrovati durante scavi archeologici in alcune tombe di maestri comacini.

C’è un’usanza popolare legata al "ferro", metallo la cui durezza lo rende uno scudo ideale contro il pericolo e il male e non a caso c’è un detto popolare che invita "toccar ferro" nei momenti difficili e pericolosi perché sin dall'antichità questo metallo era considerato un elemento dalla valenza magica.

Alcuni oggetti di ferro sono considerati dei veri e propri amuleti, il più comune è il "ferro di cavallo"che unisce le proprietà del metallo, con cui è costruito, alla "forma a mezza luna", simbolo legato a diverse divinità sia della cultura occidentale che di quella orientale.

All'origine della credenza ci sono le caratteristiche di questo materiale: è uno dei primi materiali che l'uomo ha lavorato, viene estratto dalle viscere della terra e secondo le credenze più antiche, si origina da un "fulmine", quindi è un elemento di unione tra cielo, terra e fuoco.

Presso gli antichi romani l'uso di monili era regolato dalla legge: gli anelli dei cittadini liberi erano "d'oro", quelli degli schiavi liberati "d'argento" e quelli degli schiavi di "ferro"


 

e forse non è casuale che il terzo simbolo, posto sotto il piede sinistro di Francesco sia un "anello d’argento" di epoca romana, quasi a sottolineare che non era più "schiavo" delle passioni e dei vincoli terrestri, ma "cittadino celeste" dove era volato.

Non è quindi forse casuale la scelta dell'anello d'argentocon incastonata una pietra rossa sardonica con incisa la figura della dea greca Pallade Nicefora (Minerva), di  antico lavoro romano,molto probabilmente risalente al II secolo, secondo i periti Fea e Visconti, che la esaminarono nel Febbraio 1820 e ne riprodusero l'immagine.


Ma forse l'aver posto un "anello d'argento" vicino ad un semplice "pezzo di ferro" aveva un significato più profondo


"La vocazione alla povertà  e l'inizio della sua missione"

Nell'aprile del 1208, durante la celebrazione della Messa alla Porziuncola, ascoltando dal celebrante la lettura del Vangelo sulla missione degli Apostoli, Francesco comprese che "le parole di Gesù" riportate da Matteo (10, 9-10) si riferivano a lui:

“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento. E in qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza”.

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

Immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco

http://www.tv2000.it/blog/2015/09/27/le-immagini-della-ricognizione-dei-resti-mortali-di-san-francesco-dassisi/