You are here: Home CODEX FRATE ELIA Significato delle 12 monete d'argento

Significato simbolico delle 12 monete

 

> Il segreto delle monetine <

< Dubbi e perplessità >

Tra gli oggetti ritrovati figuravano anche 11 monete d’argento +

> UNA <

> Tre furono individuate  il 28 gennaio 1819, perchè poste in evidenza sul fianco sinistro
> Otto vennero recuperate  il 29 gennaio al momento di estrarre le ossa e la polvere che le ricopriva.
> la dodicesima fu individuata solo dopo  due anni dalla scoperta e dall'apertura del sarcofago. Non è dato sapere se anch'essa d'argento e di conio lucchese, come le altre

> 11<

Riesaminando infatti i frantumi delle ossa di San Francesco il 15 novembre 1820 i periti trovarono anche quest'ultima monetina, che non risulta esposta nelle teca, come le altre undici e che non si sa dove sia finita.
I verbali risultano dispersi e introvabili, mancando le relative pagine dalle copie in circolazione.

12 monete, lo stesso numero dei 12 acini d’ambra ritrovati insieme ai 17 chicchi d’ebano, che formavano una

> coroncina <

Dai resoconti non si sa quale fosse la ripartizione di questi "29 grani" e quale "significato simbolico" Frate Elia avesse voluto alle "12"monetine", non avendo alcun riscontro documentale di come fossero state poste sul petto del Santo. Si possono solo fare delle ipotesi, tenendo conto di dove sono state ritrovate.


Il tempo trascorso per il ritrovamento potrebbe essere giustificato dal diverso posizionamemto di questa

> 12 moneta <

che potrebbe essere stata posta sotto la tunica a differenza delle altre "11" , direttamente sul corpo all'altezza del "cuore" o addirittura nell'orifizio lasciato libero dopo l'estrazione dello stesso e delle viscere.

Il Gatti, nel libro citato a pag, 163 e seguenti, fa una lunga analisi storica su questa circostanza, riportando le varie versioni. Secondo quella ritenuta più credibile, per volere espresso di Francesco

> il cuore <

sarebbe stato estratto e seppelito unitamente alle viscere nello stesso luogo dove morì,  convertito subito dopo in Cappella, detta

> la Cappella del "Transito" alla Porziuncola <


E'interessante considerare l'ordine temporale dei vari ritrovamenti delle "12 monete""

> 3 monete <

sono state ritrovate sul > lato sinistro  < del corpo,tra il fianco e la spalla, ma è molto probabile che fossero state posizionate, come le altre

> 8 monete <

ritrovate tra le ossa, sul > petto < sopra la tunica che ricopriva il corpo, e

> scivolate sulla sinistra <

durante la decomposizione del cadavere e lo slabbramento del tessuto per l'umidita,di cui è stato ritrovato un piccolo pezzo grigiastro, come le toppe che i Maestri Sufi usavano per coprire gli strappi del loro saio, che non veniva mai sostituito e che diventava

> un segno di riconoscimento <


Francesco era un Maestro Sufi, come Rumi, il grande predicatore e poeta arabo, che, come era abitudine dei Maestri Sufi, girava a piedi per tutto il paese con indosso un semplice > saio pieno di toppe < raccontando favole o storie piene di valori e principi di vita.



Abitudine che avevano assunto Francesco e i suoi fraticelli.

Comprendere il giusto posizionamento delle monete consentirebbe di "leggere" in chiave simbolica il messaggio di Frate Elia, soprattutto accertare l'esatta posizione della

>12 monetina<

qualora , come sembra probabile, fosse stata posta al centro delle 8 monete.
>
8 monete
dovrebbero essere state poste sul petto, essendo state ritrovate tra le ossa in fondo alla schiena.

>
l' ultima dovrebbe essere stata posta al > centro del petto < ,  forse sotto la tunica nel cavo del cuore, che una un certa tradizione  vorrebbe fosse stato prelevato dal cadavere e sepolto in un luogo segreto alla Porziuncola. Si tratta quasi sicuramente di una leggenda.
Bisogna in ogni caso considerare che la tumulazione avvenne dopo quattro anni dalla morte di Francesco e il corpo doveva essere in avanzato stato di decomposizione, tanto da convincere  Frate Elia , che potette visionarlo, a non mostrarlo in pubblico durante la cerimonia, che trasferì la salma dalla Chiesa di San Giorgio, dove era custodita, alla Basilica di Assisi.
Resta in ogni caso la stranezza del ritardo con cui è stata rinvenuta,cosa che giustificherebbe un diverso posizionamento sul petto di Francesco.  



La distinzione in > tre monete < poste alla sinistra del corpo del Beato e > 9 < o tutte > 12<   sul petto darebbe un preciso significato numerico simbolico e alchemico alla diversa disposizione.



Ritrovare > la dodicesima moneta< e > il pezzo di ferro > con un simbolo templare o massonico confermerrebbe la reale natura dei rapporti di Francesco con l'Ordine del Tempio, con la massoneria iniziatica del tempo, ma sopratutto con l'imperatore Federico II di Svevia e con il Califfo d'Egitto Al Maiik, con i quali si erano instaurati strettissimi rapporti.



Sarebbe invero veramente assurdo credere che frate Elia, uomo molto colto, filosofo e alchimista, amico intimo di Francesco, con il quale ha vissuto le più importanti esperienze, condividendone i principi e gli ideali,  sia stato fatto sparire in modo cosi drastico e ingiustificabile dalla storia. Al punto che non si riesce più trovarne traccia alcuna,  se non nei tanti > messaggi simbolici < lasciati volutamente sulle solide pietre della Basilica d’Assisi, da lui progettata, imperituro testamento di > simboli < scaturiti dalle abili mani delle Libere Muratorie medievali, quali il compasso, la squadra, un martello che colpisce la pietra grezza con lo scalpello, simboli chiaramente massonici, come quelli scolpiti sulla tombe di alcuni maestri comacini sepolti nel cimitero adiacente la Basilica di Assisi : la rosa croce accanto a una squadra e un punteruolo e, di nuovo, una stella a otto punte.



Messaggi
che racchiudono un complesso sistema di idee ermetiche, diffuso da confraternite arcane, rimaste "velate", ma, per la fortuna dei posteri, non cancellate e che si ritrovano stranamente proprio nella > sacca da viaggio < di  San Francesco, come riporta un cronista, di cui ci sembra interessante riportare il brano, in cui accenna all "vestizione " e del suo

> unico bagaglio <

La vestizione di San Francesco

"Frate Francesco iniziò così la sua Grande Opera in compagnia di Madonna Povertà, di Fra Silenzio e di Sorella Pace, con indosso un camice di tela grezza, che volle da solo confezionarsi ispirandosi alla forma della stessa croce, cinto ai fianchi da una bianca cordicella a tre nodi e calzando dei poveri sandali.
Come suo “unico bagaglio, una sacca contenente gli strumenti del muratore: la squadra, il compasso, la cazzuola, il filo a piombo, il mazzuolo, la riga e lo scalpello, a simboleggiare rispettivamente la rettitudine del pensiero, l'amore fraterno che tutto cementa, la rettitudine di giudizio, il lavoro indefesso e la sottomissione delle proprie imperfezioni spirituali al lavorìo dello Spirito, che tutto trasformando, fa giungere alla perfezione".

Simboli decisamente > massonici < , ma che vengono sdegnosamente respinti dalla Chiesa ufficiale e sottovalutati purtroppo dagli stessi Massoni, i quali non si sono resi affatto conto che il Patrono d’Italia e Frate Elia, il suo mentore e maestro spirituale, fossero in realtà due

"Massoni ante litteram"



Non avendo riscontri certi si possono fare solo supposizioni, non essendo possibile affrontare in questo contesto un'analisi accurata del messaggio che Frate Elia ha voluto tramandare ai posteri. messaggio certamente legato alla "leggenda della tavola rotonda", ma quasi sicuramente all'esperienza vissuta in Palestina insieme a Frate Elia e alla scoperta del

< Segreto dei Tre 888 >


Francesco
prima di intraprendere la via monacale era intenzionato, come molti giovani dell'epoca, ad intraprendere  la via guerriera, quella dei "cavalieri templari" e partecipare alle  crociate.
Non era  stato iniziato "cavaliere", ma  vestiva "un saio"
di color 'marrone' identico a quello usato dai conversi templari prima dell'assunzione dell' abito bianco dei cavalieri.

Non è  altrettanto casuale la scelta del "cordone bianco" del saio francescano con "tre nodi" > cordone < di cui un frammento è stato ritrovato nella tomba. Infatti sia l'ammissione all' Ordine Francescano, che l'ammissione all'Ordine Templare dei monaci-combattenti comportava la pronuncia di Tre Voti di  > obbedienza, povertà e castità<.  
Altra circostanza che conferma l'unione morale e spirituale dei due Ordini, era rappresentato proprio dal "cingolo" che indossavano entrambi> una corda annodata tre volte< a simboleggiare i "Tre Voti" della vestizione.

E questa  fu la 'nuova divisa' dell'Ordine di Francesco, coi suoi frati poveri 'cavalieri di Cristo', che però sempre marceranno appiedati > a due a due < , esattamente come i "frati templari', rappresentati in 'coppia', due a due sopra un solo cavallo, nei sigilli del Tempio, e i 'frati francescani' inviati, due a due, a predicare per le vie del mondo, sembrano corrispondere ad un medesimo modello.
Monaci-guerrieri di pace < che non a caso avevano scelto come saluto il famoso motto francescano

"che la pace sia con Voi"

"DODICI" furono infatti i frati, tra i quali Frate Elia, che Francesco volle intorno a Sé, come ci tramandano "i Fioretti", che amava chiamarli "i miei cavalieri della tavola rotonda" ( Speculum Perfectionis,IV, 72).



E  nel rispetto di questo rapporto di unione mistica Frate Elia, pose intorno e sopra al suo corpo, all'interno della tomba, 12 monete d’argento e 12 acini  d’ambra, dodici come i 12 torrioni semicircolari di pietra rossa, che girano tutt’intorno alla chiesa e che si staccano nettamente dalla cortina bianca. 
"DODICI", come i Dodici apostoli, "Colonne della chiesa" che, in epoca cristiana, erano correlate alle "luci" del cielo, ai dodici Segni zodiacali ed alle >Dodici Porte< di Gerusalemme, il cui significato mistico-esoterico Frate Elia aveva appreso durante il lungo soggiorno in Palestina alla corte del Califfo di Damasco, permanenza che gli aveva consentito con i ripetuti contatti con i Templari in stretto contatto con gruppi esoterici locali, che gli avevano aperto non solo la mente, ma soprattutto lo spirito, praticando rituali legati al magico numero > 8 < all'interno della Moschea di Al- Aksa, progettata come Castel del Monte in Puglia su
pianta ottagonale. 




L'Ordine dei Cavalieri del Tempio è stato fondato nella Terra Santa in 1118 A.D. La sua organizzazione è stata basata su quella della Fraternità Saracena di “Hashish im”, i ”mangiatori di hashish”, che i Cristiani chiamarono Assassini. Le prime sedi dei Templari erano in un'ala del palazzo reale di Gerusalemme vicino alla Moschea di Al-Aqsa, riverita dagli Sciti come il santuario principale della Santa Fatima.Il Romanticismo occidentale, ispirato dai poeti Moorish Sciiti, ha trasformato questo santuario-madre nel Tempio del Santo Graal, in cui certi cavalieri leggendari chiamati > Templari < si riunivano per offrire il loro servizio alla Santa, per sostenere i principii femminili di santità e per difendere le donne. Qesti cavalieri della leggenda arturiana sono conosciuti come

< Galahad - Perceval - Lohengrin - Lancilot >


Non è quindi assolutamente casuale che la tradizione identifichi questo leggendario tempio proprio in

Castel  del Monte




l’ottagonale astro metafisico della Puglia >  il cuore segreto < della Magna Grecia medioevale, che l’Imperatore svevo Federico II aveva fatto riprogettare, intorno al 1240, quasi sicuramente da Frate Elia, non certo  per la caccia al falcone, di cui l’imperatore era appassionato e grande esperto, né come luogo di soggiorno e di vita mondana, né tanto meno come una fortificazione difensiva, non essendovi stalle, né ottimali requisiti strategico-militari.



Gli stessi motivi tecnici ed esoterici che avevano indotto i progettisti  a  privilegiare la figura ottagonale, con la quale si riusciva appunto a garantire “il rapporto aureo individuato da Fibonacci.


L’ottagono è  infatti la figura intermedia fra il quadrato ed il cerchio.
In essa si realizza, quindi, perfettamente l'ermetica " quadratura del  cerchio"e per essa, quale porta e simbolo di passaggio e rigenerazione, in cui si ha l’equilibrio delle forze spirituali e naturali, l'8 < essendo (nel suo rovesciamento orizzontale) il segno dell’infinito e della rotazione a spirale – "l’ingresso trasfigurante a una vita nuova" (non a caso in certe chiese medioevali la fonte battesimale è ottagonale).



Non è quindi un caso che, al ritorno dalla VI crociata, l’Imperatore, che tanto amava costruire castelli e città fortificate, abbia affidato i primi studi sulla fattibilità di Castel del Monte, all’arte matematica–geometrica di Fibonacci e all’esperienza di Frate Elia, trasformatisi da avvocato in architetto, disciplina che aveva potuto perfezionare, con l’ausilio di maestri comacini, progettando la Basilica di Assisi, facendone > la sede del Graal < il leggendario e inaccessibile castello dell’epopea cavalleresca, in cui si compivano le imprese dei cavalieri della tavola rotonda, votati alla reintegrazione interiore, come > i dodici fraticelli< che seguirono le imprese di San Francesco e i consigli di Frate Elia.

Elia infatti, essendo uomo ormai addentro nella ritualità sacra sia occidentale che orientale, oltre che alchimista,  aveva potuto perfezionare la conoscenza non solo delle scienze esoteriche ebraiche e cristiane,  ma anche approfondire lo studio delle tradizioni greco-romane, copte, berbere, indiane e sufiche, che la cultura araba aveva assorbito e sviluppato. 

E' quindi probabile che Frate Elia, nei suoi rapporti dalla Terra Santa, abbia fatto comprendere a Francesco lo spessore e le qualità iniziatiche raggiunte dal Califfo mussulmano, un "Maestro spirituale" , tanto da convincere lo stesso Francesco, nonostante non godesse di buona salute, a raggiungerlo, restandogli vicino per diversi mesi per "conoscere""capire" quest’altro modo di vivere il rapporto con il divino.

Al-Kamil, che era un letterato, un filosofo, oltre che un fine esoterico, si accorse immediatamente di aver davanti a sé "un iniziato" e lo accolse nel suo palazzo, come aveva già fatto con Frate Elia, dandogli modo di conoscere e fargli conoscere il diverso approccio esoterico con il divino.



La fiducia che il Califfo concesse a Francesco, nell'aprirgli il suo cuore ed il suo spirito è il segno tangibile di una perfetta intesa e di armonica sintonia tra due esseri, che hanno appreso a vibrare in perfetta sintonia tra di loro e con l'Essere Supremo, che resta unico ed indivisibile,  perchè conoscono, anzi sentono che "la Verità" è "Una" al di sopra del bene o del male, al di là delle polarizzazioni apparenti e terrene, che portano a contrapposizioni e divisioni.



Una sola radice
condivisa
poteva infatti accomunare i due campi avversi: Il Gesù dei Vangeli, e Quello stesso del Corano. Il comune messaggio di "pace e bene", che riunisce i popoli della terra in una sola "Ecumene".



>Tutti insieme in un'unica civiltà <
ieri come oggi, insoluto problema della convivenza pacifica dei popoli, che l'Associazione COESISTER - da cui  abbiamo tratto il simbolo -  cerca di affrontare grazie all'aiuto di soci appartenenti all Tre Religioni Monoteistiche.



Questo - ne siamo sinceramente convinti -  è il messaggio che Frate Elia ha voluto lasciare di Francesco, un grande cavaliere della pace, forse massone. Sicuramente < un Cives Mundi> un cittadino del mondo, che si è battuto - mai con le armi e la violenza -  per

> la Libertà<> l'Uguaglianza<> la Fratellanza<

ma soprattutto per < il rispetto reciproco > tra le diverse culture e religioni, principi cardini recepiti nella grandi rivoluzioni moderne e che è venuto il momento da parte delle nuove generazioni di tornare a far propri e condivisi, facendo cadere finalmente barriere ideologiche e pregiudizi insensati, assolutamente  inaccettabili in un mondo globalizzato.

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo


NOTA BENE

Nel libro di ISIDORO GATTI > La tomba di San Francesco nei secoli < Casa Ed. Francescana - Assisi, pag. 267, nota 140, punto 2, vengono riportate le conclusioni a cui giunsero i periti che esaminarono  le > 11 monete d'argento < ritrovate nel sarcofago di San Francesco.
Le Lettere semigotiche del retto delle monetine si poterono leggere come > LUCA,EINRICUS <. Nel rovescio, le due lettere >T-T>IMPERATOR< sono state interpretate come il monogramma dell'Imperatore OTTONE I (*973), che aveva restituito ai Lecchesi la Zecca. Le monete sono state coniate a Lucca , dopo l'anno 1181 e non più tardi del 1208 . Anche nella Tomba di S. MARCO a Venezia sono state trovate > MONETE LUCCHESI < simili a quelle trovate nel sarcofago di San Francesco.
Le 11 monete, con > 24 < dei 29 acini pure ritrovati nella tomba, furono dal Procuratore De Bonis conservate in un

> reliquario <

nella Basilica dei Santi Apostoli a Roma insieme alle 11 monete d'argento e all'ampolla con le ceneri di San Francesco. Rimasero a Roma > fino al febbraio del 1978 <,quando furono riportate ad Assisi in occasione della nuova ricognizione dei suoi resti mortali per > essere ricollocate < nel sarcofago.


*******

Immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco

http://www.tv2000.it/blog/2015/09/27/le-immagini-della-ricognizione-dei-resti-mortali-di-san-francesco-dassisi/