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SVELATO L'ENIGMA DELL'OCCHIO SINISTRO DI NEFERTARI - 6°

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VI° PARTE

"la metamorfosi di Nefertari"

< Neftis > HORO < Iside >

"Accolgono nel Mondo dei Beati"

>La Dea dai bracciali d'oro <

 Sulle facciate dei primi due pilastri, visibili dall'ingresso, si trovano due immagini di Horo vestito con pelle di giaguaro, parrucca corta e frontale con ureo.

Come si legge dai geroglifici sullo sfondo, le due forme di Horo in funzione sacerdotale, presiedono ai riti funerari a cui venivano sottoposti i defunti.

In ambedue le immagini Horo indica la direzione da prendere in entrata e in uscita con il braccio destro alzato, Nella  colonna  a sinistra, entrando in direzione sud.ovest, Horo stringe nella mano sinistra

>il vaso della purificazione<

mentre in quello, sulla colonna  a destra entrando, Horo stringe, sempre con la mano sinistra, il fondo della pelle di giaguaro.

Osiride, dio dei morti, con il quale deve assimilarsi l'anima di Nefertari è raffigurato sulle facce interne dei quattro pilastri.

All'interno di un'edicola gialla, in piedi Osiride indossa una tunica bianca e la stessa  cintura rossa della Regina, simbolo dell'identificazione di Nefertari con la divinità.

Sulle altre facce interne,contigue a queste e rivolte verso il sarcofago, appaiono quattro grandi pilastri

> Djed  <

simboli della colonna vertebrale di Osiride, contenente il midollo della resurrezione, colonne portanti, che ribadiscono la funzione protettiva della divinità e il tema dell'assimilazione progressiva di Nefertari nelll'organismo divino.

Il Djed è dipinto in tutte e quattro le facciate interne delle colonne, prospicenti il sepolcro di pietra.

Ogni Djed appare diverso dalle altri, con più o meno "righe dorate", inframezzate da parti

< rosse> < verdi > < nere >

di differente altezza a significare la diversa intensità ed estenzione dell'energia Kundalini nel corrispondente disegno, in cui Nefertari avanza nel suo viaggio negli inferi.

Ognuno dei quatto Djed risulta "diverso" dagli altri, che sembra si adeguano a quanto sta avvenendo sulla facciata latelare esterna, in cui sono rappresentati gli incontri di Nefertari con le varie divinità.

L'estenzione delle "strisce colorate" cambia, anche se leggermente in altezza, come pure il numero delle

"righe dorate"

Sembra che la volontà del'ideatore del messaggio fosse quella di mostrare gli effetti del contatto  con energie divine sulla > colonna vertebrale < di Nefertari in conseguenza dell'intensità dell'incontro con la singola divinità.

Il Djed che abbiamo appena mostrato è posto sulla facciata interna a Sud , posteriormente all'Horo, che si incontra nella prima colonna a sinistra entrando e che ha sulla facciata esterna ad Ovest

> l'incontro di Nefertari con Hathor<

Hathor, dea solare, accoglie - con bracciali dorati a righe rosse e verdi - Nefertari, che invece stringe ai polsi bracciali blu.

 Il Djed, a differenza degli altri Tre, ha due strisce azzurre al posto delle normali di colore verde. Ma potrebbe essere un effetto cromatico dovuto al restauratore e non alla scelta iniziale del pittore di corte.

Oltre alla disposizione diversa dei tre colori classici,in questo primo Djed si può  notare la diversa numerazione delle

>>>"righe dorate"<<<

Lo stesso numero che troveremo sui "bracciali d'oro" ai polsi di Hathor, Iside, Neftis e di Nefartari in particolare quelle intermedie, riunite tra di loro, che in questo caso sono

<6>

Non siamo riusciti ad individuare le immagini distinte degli altri tre Djed. Sono fotografati infatti sempre a due a due, ma se si presta un pò di attenzione e si è capaci di ingrandirle si possono distinguere le differenze e sbizzarrirsi con altre letture possibili dei distinti quattro messaggi simbolici legati ad ogni singolo Djed.

Questa per esempio è la foto che immortala il primo Djed, sulla colonna a Sud-Ovest e quella corrispondente sulla colonnna a Sud-Est, dove sulla facciata esterna è rappresentato l'incontro di commiato di Hathor da Nefertari, a cui offre la croce della vita, invitandola ad aprire la bocca e ad ingoiarla.

In questo secondo Djed le"righe gialle", concentrate nella parte alta della colonna, invece che <6> come la precedente,  ne ha evidenziate

< 7 >

Appaiono evidenti le differenze numeriche tra le diverse righe gialle e l'altrettanto diversa estensione delle linee colorate. Differenze che hanno un preciso e inequivocabile significato simbolico, come mostra questo simbolo, in cui il Osiride indossa una clamide gialla, con la parte superiore del corpo a forma di Djed.

i

La Testa a righe bianche, perfettamente indentiche a quelle inseririte in un altro Djed,dipinto nell'angolo a Sud-Ovest, a sinistra, scendendo la scala e entrando nel sepolcro.

E' qui rappresentata la colonna vertebrale di Osiride

 > la colonna vertebrale perfetta <

Come del resto confermano i due ANKH, colorati di blu, infilati ai polsi delle braccia sporgenti della colonna.

Si può ritenerlo un simbolo legato alla figura della massima divinità del Mondo degli Inferi, che è sotto il controllo diretto di Anubi, che resta una specie di Primo Ministro, mentre il governo di questo mondo resta di spettanza ad Osiride che porta normalmente la "clamide bianca", come del resto il Faraone e la sua legittima consorte Nefertari, con allacciata ai fianchi il tipico cordone rosso

 Moglie-Faraone                    Dio-Osiride

.

Cordone che la regina defunta portera fino al  primo incomtro nella stanza del sepolcto  con la dea Hathor e smetterà di indossare fin dal succesivo incontro con la dea Iside, avendo dismesso definitivamente la Sua

> posizione regale <

ed essendo tornata una donna normale come tutte le anime defunte, che, come lei, devono attraversare questi nuovi sentieri senza orpelli o titoli immobilari, non essendoci più le differenze di ceto e di titoli presenti nel mondo dei vivi.

Tornando alla colonna Djed, con prevalenti colori blu e azzurro ,è  legata chiaramente al mito di Osiride, sul quale abbiamo scritto un articolo, che qui richiamiamo.

"Esoterismo Egizio <> Mito Osirideo"

Ma nel contesto di questo particolare

"messaggio esoterico"

 la sequenza delle immagini e la rappresentazione del

< Djed >

 ha un preciso e diverso significato simbolico, restandìo inevitabilmente  legato ai quattro Djed,  inseriti sulle facciate interne delle quattro colonne, che indicano lo stato energetico della

< colonna vertebrale di Nefertari >

Colonna vertebrale che deve identificarsi progressivamente e unirsi indelebilmente con quella di Osiride, a cui, fin dall' inzio di questa circunvalazione, è rimasta unita. Ma è chiaro che per poter convivere all'unisono  con la stessa, di materia divina, deve raggiungere la stessa

> perfezione <

come si  è cominciato a vedere nella prima colonna sopra richiamata.

Ecco perchè all'inizio del viaggio  sui quattro Djed centrali appare diversa la numerazione delle linee gialle, l'estensione delle linee colorate, mentre in quella in cui viene rappresentata la colonna  di "Osiride",  si è voluto scientemente mettere in evidenza come la stessa fosse perfettamente in armonia con il mondo  dallo stesso governato, scegliendo  

"una  diversa sequenza di linee e colori"

onde  distinguere la sua preminenza rispetto alle altre quattro. Così Osiride, che lo rappresenta, diventa

 ̀< il Veicolo di tutti gli Dei >

capace di esprimere le vibrazioni dei 9 Colori o Livelli Aurici e Sottili dei corpi corrispondenti ai 7 cromatismi visibili, più Infrarosso ed Ultravioletto, che si fondono nei

> 5 veicoli spirituali < 

Ed  è lo stesso gioco gioco dei numeri sacri, che ritroviamo sui tatuaggi disegnati sugli avambracci e  sui bracciali d'oro di Nefertari.

 Dalla colonna principale di riferimento sono  scomparsi "il verde" e "il nero"

E' infatti composta - partendo dal basso - da cinque righe di tonalità di blu e celeste  e una sola linea rossa,  linee separate sempre da  due righe doratela cui somma  forma il numero sacro

< 10 >

Il numero di linee che va preso in considerazione, ai fini della nostra indagine. Altrettanto importante è il numero di linee comginte e successive,  concentrato all'altezza del pettorale, in numero di

< 8 >

Numerologia sacra richiamata puntualmente - con righe rosso mattone - sui quattro bracciali d0ro, su cui si concentra  l'operazione di apertura dell'occhio sinistro.

E'' infatti il numero sacro riproposto sul bracciale d'oro al polso sinistro di Nefertari con tatuato il simbolo dell'occhio sinistro d Ra, suddiviso in parti

 > 10 <

Mentre al polso di Neftis troviamo lo stesso bracciale d'oro, leggermente più grande, suddiviso invece in parti

> 9 <

Il bracciale di Nefertari mostra un apparente stranezza,un presunto

 > errore di esecuzione <

L'ultima delle "linee rosse" stranamente

 "sbava verso il basso"

 Sembrerebbe, a prima vista, una voluta e  solo apparente  

"imprecisione volutamente simbolica"

 Ma riteniamo sia molto improbabile che ci si trovi di fronte ad una tale "svista", considerata l'esasperata pignoleria con la quale sono stati eseguiti altri affreschi, come "i ricami a nido d'ape"degli abiti della dee curati nei minimi particolari.

Trattandosi infatti di un "disegno", con valenze esoteriche e simboliche profonde, non è immaginabile che questo presunto "difetto esecutivo" non  fosse stato subito corretto, nè sembra cagionato da imperizia del pittore di corte, nè tanto meno dal restauratore addetto al rifacimento dei dipinti ammalorati o dispersi.

La sbavatura dovrebbe simbolicamente

"rimarcare"

che, anche rientrando in possesso della vista degli Dei,  con l'apertura dell'occhio sinistro, non è possibile ad un essere umano, anche se trattasi di una "Regina" , raggiungere  lo stesso

"il livello energetico e spirituale di una Dea"

che non a caso porta un "bracciale  d'oro" più grande con soli

"nove scomparti"

Ma non è certo l'unica simbologia sacra presente sulle pareti della stanza adibita a sepolcro.

Nelle facciate interne ed esterne si evidenzia una precisa

< Simbologia ieratica sacra >

che ha lo scopo di portare colui, che segue visivamente il tragitto che Nefertari sta percorrendo in senso orario intorno alla sua tomba, a comprendere

>  il livello spirituale ed energetico <

cui è giunta, passo dopo passo, la Regina.

E questo continuo mutamento energetico si può visivamente osservare dal:

> viso, di cui mostra  l'occhio sinistro o l'occhio destro,  a mano a mano che la Regina avanza nel cammino per la riconquista della sua

< natura divina >

con conseguente "ri-apertura dell'occhio sinistro" , non più "cieco" al mondo degli Dei.

> Djed, dipinto in tutte e quattro le facciate interne delle colonne, prospicenti il sepolcro di pietra.

> Osiride dipinto in tutte e quattro le controfacciate delle colonne, nei due versanti ad Est e ad Ovest.



Ma il simbolo forse più significativo, che conferma l'intenzione dell'autore dei murales, di indicare lo

< sviluppo della coscienza>

della regina e la sua conseguente "apertura del terzo occhio", resta

" il nodo di iside"

che pone > sotto i seni <di Nefertari, a destra o a sinistra, a seconda se vuol far apparire che la Regina ha ancora  

> bloccata l'energia <

(nodo a destra)

> in chiara espansione <

(nodo a sinistra)

Grazie all'aiuto riequilibratore dell'energia solare da parte di Iside e di quella lunare da parte di Neftis, espressa anche con l'esposizione di un

> "seno nudo" <

Seni destri o Seni sinistri, che ritroviamo espressamente evidenziati nei due murales posti ai lati della scala di accesso, in cui Hathor, oltre a mostrare

" il seno sinistro scoperto"

indossa un

"vestito verde non ricamato"

e impugna il bastone Uas e la croce Ankh, anch'essi verdi, ad indicare simbolicamente alla Regina che deve concentrarsi su questo tipo di

< energia sinistrorsa femminile >

energia non ancora in equilibrio, tanto è vero che porta ancora, seguendo la schema ieratico egizio al "polso sinistro"

>Il braccialetto bianco e nero <

e sarà >l'unica volta< che vedremo la Regina indossare due "distinti braccialetti "di colore diverso:

> bianco e nero, attestante lo stato umano,al polso sinistro

> blu cobalto, attestante lo stato divino, al polso destro

La stessa unicità ritroviamo nei seni e nei vestiti indossati da Hathor e da Neftis, per l'unica volta diversi, ma intercambiabili. di cui abbiamo già parlato in precedenza.  

Sulle restanti facce dei pilastri Nefertari viene accolta da diverse divinità, che si rivolgono a lei con gesti protettivi, ponendole la mano sulla splalla o cingendola ai fianchi o prendendola per mano (destra o sinistra).

Superata la cerimonia di consegna dei canapi, in cui tutte e quattro le divinità sono rappresentate come novelle "Amazzoni " le dee sono mostrate senza alcun

"seno"

Da questo momento inizia il viaggio nella tomba, attorno al sepolcro, posto al centro delle quattro colonne.

Si possono cosi seguire visivamente i colloqui tra Nefertari e Hathor, identificata con il disco solare e le corna di vacca sul capo.

I due incontri con Iside

inframmezzato dall'incontro decisivo con Nephtis

Neftis, a cui è affidato il compito - dopo la necessaria  preparazione da parte di Iside - di riaprire materialmente

> l'occhio sinistro onnivegente <

consentendole nuovamente di riappropriarsi della

> vista del mondo divino <

persa, come tutti gli esseri umani ( vedasi braccialetti bianchi e neri) al momento dell nascita in un mondo con altra dimensione e limitata  energia insostenibile per esseri angelici, portatori di altra luce, molto più potente ed estesa al mondo degli invibili, al mondo degli spiriti (vedasi braccialetti d'oro).

Anubi, non  a caso vestito di blu e azzurro, accoglie tra le sue braccia questo Essere Celeste, che ha ricevuto da Iside e Neftis

" l'occhio divino"

  e a conferma l'abbraccia di proposito con

il braccio sinistro <

per dirigerla con la mano destra verso Hathor, che attende Nefertari per il definitivo commiato, invitando la Regina ad aprire la bocca per inghiottire l'Ankh, il smbolo della vita eterna

Questo è l'itinerario simbolico, che tutti hanno letto in modo tradizionale, seguendo lo schema ieratico dell'antico Egitto, ma nessuno ha dato peso ad altri decisivi

"geroglifici"

tatuati sui due avambracci di Nefertari, che non sono altro che dei veri e propri

> referti medici ante litteram <

che, come i più moderni  elettocardiogramma e encefalogramma, con i quali la medicina moderna controlla la pressione sanguigna, i battitti e le pulsazioni  del cuore e del cervello.

Iside, novella infermiera esistenziale, si accerta, come in un moderno pronto soccorso dello

> stato psico fisico <

della illustre  paziente e - pur non avendo le moderne apparecchiature, nè tanto meno strumenti di controllo efficaci -  riesce lo stesso a effettuare un vero

< consulto >

controllando  il numero e l'altezza delle linee rosse sui bracciali dorati ai  polsi, come fossero normalissimi apparecchiature di controllo della pressione sanguigna.

Ad Iside è sufficiente controllare

< i tatuaggi >

Esaminando  la loro composizine, con precise figure geometriche (quadrati, rombi, cerchi), si rende perfettamente conto dello stato in cui versa la Regina e interviene, esattamente come quasiasi medico ospedaliero, per regolare e stabilizzare

>  l'energia verde <

che appare scompensata o deficitaria.

Per alcuni un ipotesi decisamente inaccettabile

Eppure - estrapolata dal contesto simbolico tradizionale - sembrerebbe proprio  che sia stata riprodotta una  extemporanea formula di accertamento e controllo paramedico e relativa diagnosi, in modo da consentire ad Iside di individuare le parti indebolite di Nefertari,cosi da riuscire a riequilibrarne l'energia dispersa  e consentire, nel successivo passaggio,  la riapertura dell'occhio sinistro da parte di Neftis e

"ri-aprirle la vista al mondo ultraterreno "

Può sembrare un'analisi spregiuducata senza il minimo fondamento simbolico, frutto di eccessiva e del tutto inconsistente fantasia.

Mi si potrebbe giustamente accusare di vedere

> Occhi di Ra <

in ogni parte degli inferi, anche dove regna il tenebroso Anubi, che la luce non l'ha mai gradita.

Non mi sembra che ci sia da parte del sottoscritto nulla di avveniristico e tendenzioso al fine di avvalorare ipotesi incongruenti e pretestuose.

La risposta a questa particolare e apparentemente stramba lettura simbolica  è alla portata di tutti, ma nessuno, come al solito, la cerca. Basterebbe esaminare con la dovuta attenzione

>i due  murales sul 3° pilastro ad Ovest e a Nord<

La "soluzione dell'enigma" è infatti "tatuata" sulle braccia di Nefertari e di Iside

> tatuaggi neri di quadrati e cerchi <

Collanine, disegnate sugli avambracci, composte di figure geometriche con linee nere diritte o ondulate.

< A >

> 3° colonna - facciata a Ovest <

 Cosi ripartiti su Nefertari con due mani destre e due bracciali d'oro:

> "due collanine" con in mezzo  un solo "tatuaggio" sul braccio destro;

> "due collanine" e "due tatuaggi" intercalati sul braccio sinistro;

< B >

> 3° colonna - facciata a Nord <

Cosi ripartiti su Nefertari con due mani sinistre e due bracciali d'oro

> "due collanine" in mezzo  a "due tatuaggi" sul braccio destro

> "Un solo tatuaggio" con sottostante "collanina" sul braccio sinistro

 

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Per comprendere il messaggio criptato vanno infatti  esaminati con attenzione ambedue i disegni e in particolare

> i tatuaggi <

inseriti sui due "avambracci" di Nefertari sul murales posto sulla 3° colonna, facciata a Ovest.

E' infatti, attraverso la scomposizione dei segni, indicati con "quadrati romboidali" e con piccoli "cerchi",   che i Maestri Egizi stanno rivelando forse

> la formula segreta<

tanto cercata e mai scoperta, anche perché scientificamente ritenuta impossibile, di come fare a

"quadrare il cerchio"

Come  abbiamo visto in altra sezione Leonardo e Michelangelo la pensavano diversamente sul sapere egizio, con cui erano segretamente entrati in contatto e se ne erano con molta probabiltà impossessati come mostrano le loro opere abilmente

"criptate"

Un sapere Quantico-Sonoro alla base di tutta la nostra realtà : un Suono proveniente dalla profondità dello spazio identificato da sempre con le 12 Costellazioni Zodiacali.

Dodici intervalli di 2160 anni, così importanti per l'uomo, dettati dalla

> Metrica delle Tre Ottave <

Che stranamente abbiamo visto realizzata nel labirinto inserito al centro della Basilica di Collemaggio.

Dietro cui si nasconde il

> Segreto dei TRE 888 <

Secondo gli Egizi la Precessione non era un fenomeno fisico, bensì un fenomeno sonico, era

< il Suono >

a influenzare le Ere umane e dal Suono qualcuno, in un momento imprecisato, aveva tratto tutto il suo sapere, condensandolo in un pacchetto vibrazionale pari a

> Tre Ottave <



Leonardo Da Vinci
in molte Sue opere ha lasciato diversi messaggi criptati, più o meno comprensibili, ma quello in cui ha trasmesso

< il messaggio più segreto ed inaccessibile >

è sicuramente il Disegno, più conosciuto e riprodotto al mondo nelle più disparate versioni,

" l'Homo Vitruviano"  

in cui "il Maestro" indica "la chiave segreta" per comprendere

" la chiave massonica per la quadratura del cerchio"

 l'unica capace di risolvere "l'enigma" ritenuto

< matematicamente impossibile>



" Chiave"

di cui gli Egizi , i Greci e poi i Romani ne possedevano i più intimi segreti e di cui si avvalevano nella progettazione e nella costruzione di edifici e di città, come dimostra il

< Papiro di Rhind >

su cui si è confrontato Gaetano Barbella in un articolo non a caso intitolato

> "Torino romana fu fondata all'insegna della Matematica" <

Ma questo tema lo affronteremo e concluderemo questo immane lavoro, che ci auguriamo sia di stimolo ai tanti fratelli e amici che ci  seguono.

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

 

VII° PARTE

Capitolo 1°

"Le scuole misteriche dell'antico Egitto"