You are here: Home

SVELATO L'ENIGMA DELL'OCCHIO SINISTRO DI NEFERTARI - 7°

E-mail Stampa PDF

VII° PARTE

Capitolo 1°

"Le scuole misteriche dell'antico Egitto"

Siamo giunti alla fine di questa lunga traversata nella tomba della regina Nefertari. Abbiamo girato insieme per le stanze e abbiamo cercato di comprendere il messaggio impresso sulle pareti da

> Maestri iniziati all'antica Arte Reale Egizia <

Gli esecutori materiali dei dipinti non dovevano essere né schiavi, nè normali artigiani, ma dei veri esperti appartenenti alla scuole misteriche dell'occhio destro e dell'occhio sinistro, di cui abbiamo parlato in un altro capitolo, già richiamato più volte in questo lavoro.

“LE TRE SCUOLE MISTERICHE DELL’ANTICO EGITTO”

Scuole sviluppatesi soprattutto nel periodo in cui regnarono Akhenaton e Nefertiti

Secondo un'antica leggenda il famoso proverbio

> "Non c'è Due senza Tre" <

sarebbe sorto in Egitto, usato dai  sacerdoti docenti di Tre distinte "scuole misteriche" dell'Occhio di Horus, che ribadivano agli studenti iniziandi, maschi e femmine, che se non imparavano ad usare

> ambedue gli occhi <

ed in particolare > il destro < per gli uomini (quello legato al lobo sinistro del cervello) ed > il sinistro < per le donne (quello legato al lobo destro) non sarebbero mai riusciti ad essere ammessi al Terzo livello e ad aprire

> l'Occhio di Osiride <

"Che l'Occhio di Horus possa portarti di
fronte al Dio e brillare attraverso la sua bocca"

"Colui che governa con due occhi"

(Iscrizione sull Tempio di Abydos)

L'esistenza di queste Tre distinte scuole iniziatiche non ha alcuna conferma da parte degli storici e dei cultori del misteri egizi, ma da diversi elementi se ne può trarre il convincimento che questa leggenda ha un qualche fondamento.

Uno dei suoi più ardenti sostenitori è Drunvalo Melchizedek, che avrebbe ricevuto un messaggio del Dio egizio Toth, invitandolo a re-introdurre nel mondo gli insegnamenti di questa scuola e del simbolo del Fiore della Vita, che si trova perfettamente disegnato, scolpito, sul soffitto dell'antico Tempio di Osiride ad Abydos.

Tra i pochissimi, che riuscivano a raggiungere questo livello, c'erano sicuramente

> i prescelti <

per l'esecuzione materiale e psichica di questo lavoro, che li tenne impegnati per diverso tempo, finché la loro energia lentamente si spegneva, costringendoli a mettersi da parte e a farsi sostituire. Dovevano infatti lavorare in condizioni proibitive, utilizzand0 i poteri che il loro fisico e il loro spirito avevano sviluppato durante le terribili prove iniziatiche cui erano stati  sottoposti.

Esaminando la sequenza dei disegni, la loro perfetta esecuzione viene spontaneo domandarsi come hanno potuto eseguire un'opera monumentale senza la luce artificiale, senza apparecchi di aereazione in un ambiente torrido, con un caldo insopportabile oggi come allora.

L'utilizzo di torce avrebbe sicuramente danneggiato i dipinti con il fumo e con l'ossido di carbonio, senza contare la respirazione umana degli esecutori, che avrebbe procurato altrettanti danni. Basta vedere l'intervento dei restauratori, che nel 1992 hanno potuto lavorare all'interno solo grazie all'appoggio di questi mezzi artificiali assolutamente indispensabili.

E' lecito domandarsi quali mezzi, quali strumenti hanno adoperato per non rovinare i dipinti, gli artefici di quest'opera?

Si potrebbe rispondere che gli adepti non avevano alcun bisogno  di questi strumenti, perchè erano preparati a resistere a condizioni estreme o forse utilizzavano altri strumenti o metodi di illuminazione all'avanguardia per l'epoca, a Noi sconosciuti.

Ma soprattutto avevano la

> Terza Vista <

Terza Vista - in quest'epoca moderna, piena di apparecchiature sofisticate -  da tempo spentasi nella maggioranza dei casi in tenera età e che consente ai pochi superstiti, come l'amico (il cronista del cielo come ama chiamarsi)

Eddy Seferian

di penetrare nei due Mondi, quello "divino" e quello "terreno" - più prosaico e apparentemente l'unico - di noi poveri mortali, che, una volta  diventati grandi e ciechi alla visione celeste, non  crediamo più a Babbo Natale, agli Angeli e tanto meno ad Hathor, la Dea che tanti secoli fà prese  per mano l'anima di Nefertari, assolvendo allo stesso compito.

Questo "Racconto fantastico" , dipinto sulle paretti della Sua tomba è ancora racchiuso nel mio cuore e lo vorrei lasciare per il gran finale, anche perchè alla nostra  indagine mancano ancora alcuni

>>>>>passaggi essenziali >>>>>>

concentrati nelle 3° colonna a Nord-Ovest della stanza sepolcrale, dove - per chi sa leggerlo - è nascosto un

"segreto"

Questo "segreto", apparentemente indecifrabile, risulta inserito nelle >due facciate< ad Ovest e a Nord della 3° colonna, l'ultima prima che la Regina si staccasse definitivamente dalla terra per entrare nella stanza di passaggio dalla vita alla morte definitiva.

E' necessario infatti osservare con più attenzione i disegni posti sulla 3° colonna a Nord-Ovest, dove sembra sia stato nascosto

> il codice segreto <

utilizzato anche da Leonardo e soprattutto venga svelata

"la formula geometrica e aritmetica"

per risolvere l'enigma dell'Occhio Sinistro di RA, che è strettamente legato

ALLA

> GHIANDOLA PINEALE <

che, quando viene opportunamente risvegliata, sprigiona

"l'energia"

che  apre la vista al

> mondo extraterreno <

popolato di "Entità" più o meno deificate secondo le varie tradizioni mistiche e iniziatiche.

> Segreto dell'Occhio sinistro <

 

che gli Egiziani, come tanti altri popoli antichi, avevano perfettamente compreso e molti di loro vissuto in prima persona e che ermeticamente  e spiritualmente consente di  far

"Quadrare il Cerchio"

Capitolo 2°

Il codice di Leonardo nascosto sugli "avambracci" di Nefertari -

Nel concludere la VI° parte di questo lavoro abbiamo toccato > il nervo scoperto < di quest'indagine, che, per fortuna dei posteri e del sottoscritto,  non si è  cicatrizzato, diventando del tutto invisibile ad occhio nudo.

I Maestri pittori, che, con tanta coscienziosità, perizia e professionalità, hanno dipinto e ridipinto questa

>Tomba<

si sono apparentemente mostrati meno accorti e precisi nel dipingere

> i tatuaggi <

sui quattro avambracci della Regina nei due murales esterni della colonna a Nord-Ovest, da Noi indicata con il numero 3.

In effetti i tatuaggi non sono precisi, come i colori dei bracciali o i ricami dei vestiti delle Dee, curati nei minimi particolari.

I disegni dei cerchi, dei rombi, dei quadrati sembrano appena abbozzati. Le righe nere all'interno degli <ovoidi bianchi> altrettanto. Ma, come analizzeremo, ogni segno ha un suo preciso significato, come mostrano questi schemi numerici dell'occhio destro e dell' occhio sinistro.

La risposta a questa apparentemente  fantasiosa lettura simbolica - come dicevamo nel precedente capitolo - sarebbe alla portata di tutti, ma "nessuno", come al solito, la riesce a trovarla, perché non si pone più la relativa "domanda", che poi sarebbe estremamente semplice per una mente aperta.

Basterebbe esaminare con la dovuta attenzione

>i due  murales sul 3°pilastro ad Ovest e a Nord<

La "soluzione dell'enigma" è infatti "tatuata" sulle braccia di Nefertari.

>tatuaggi neri di quadrati e cerchi<

Collanine, disegnate sugli avambracci, composte di figure geometriche con linee nere diritte o ondulate.

Ovoidi bianchi, che riproducono il tipico geroglifico usato per rappresentare l'occhio o per indicare la lettera "R"

I Maestri egiziani hanno indicato

la formula geometrica e aritmetica

per risolvere l'enigma dell'

< Occhio Sinistro di Ra>

utilizzando le figure del

"quadrato" < e > "cerchio"

dietro le quali si nascondono le formule segrete della "Geometria Sacra"

> Costruzione Geometrica <
L'uomo nel cerchio e nel quadrato



La Geometria Sacra è anche conosciuta come il

"Linguaggio della Luce"

Solamente a partire dalla comprensione di questa verità e dell'apertura del cuore, attivando con allucinogini e con  la meditazione, la "ghiandola pineale "(le cui funzioni oggi sono ridotte al minimo) si possono infatti integrare

> i due emisferi cerebrali <

All’interno della Pineale si produce melatonina, il più potente antiossidante naturale: rafforza il sistema immunitario, ha un effetto antinvecchiamento e aumenta le capacità psichiche e quelle paranormali.

La Pineale produce non a caso DMT, ossia sostanze che si trovano anche in quelle allucinogene.

Secondo le scuole misterosofiche gnostiche e templari la Pineale non sarebbe altro che il

“Santo Graal”

Come il Graal è simbolo dell’unione dei due principi cosmici complementari  in seno all’Uno, così la Pineale è l’unione dei due emisferi celebrali, la sintesi di anima e corpo.

Ghiandola, che nell’antico Egitto era non a caso identificata con

> L'Occhio di Horus <

Crediamo però che, prima di passare all'esame analitico dei singoli tatuaggi, si rende necessario riprendere la prima parte del capitolo da noi ititolato.

“L’OCCHIO DI HORUS ( DIO UOMO - UOMO DIO)”


Uno dei simboli più famosi e conosciuti del Mito Osirideo resta indubbiamente

l’Occhio di Horus

Un'antica leggenda egiziana racconta che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la

< Duat >

lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza,della  consapevolezza e della trasformazione.

Simbolo, il cui nome significa essere "sano", ebbe grande importanza e diffusione nella civiltà egizia e venne posto, di regola, all'interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto, oltre che su amuleti, rilievi, incisioni e papiri, e in quanto

< simbolo di rigenerazione e di rinascita >

rappresentava altresì  > i 5 sensi < più conosciuti, di cui abbiamo accennato in alcuni capitoli il punto di vista esoterico.

< vista<>udito<>olfatto<>tatto<>gusto >

Capitolo 3°

>Lo sviluppo della coscienza e dei 5 sensi<

Il > 5 < rappresenta infatti l'U
omo, ma allo stesso tempo simboleggia l'Universo,

> la Volontà Divina <

la quale aspira solo all'ordine ed alla perfezione.

Il > 5 < è la metà del > 10 < e svolge un ruolo di mediazione tra Cielo e Terra, il punto dove le energie celesti si incontrano e dove si manifesta il elemento

>l'Etere< 5+1 >l'Energia divina<



Spetta ad ogni individuo sviluppare

"le cinque parti" del suo corpo.

E  "l'Occhio sinistro di Ra" per gli Egizi simboleggiava appunto la completa padronanza del "cinque sensi" e la conseguente conquista dei

"sensi sconosciuti"

che permettevano di accedere a quell'energia chiamata

"energia oscura"



Il simbolo
dell'
occhio di Ra,

"colui che tutto vede"

fu rinvenuto sotto il dodicesimo strato di bende della mummia di Tutankhamon, essendo considerato un amuleto di aiuto per una nuova vita, ma soprattutto per la rinascita.



Graficamente è costituito da un occhio sovrastato da un sopracciglio mentre sotto le ciglie è disegnata  una spirale, che scivola da destra a sinistra verso il basso. Per alcuni rappresenterebbe il tratto residuo del piumaggio del falco, animale del quale Horus prende le sembianze.

Le leggende relative a questo simbolo profondamente esoterico risalgono alle prime fasi della storia egizia ed hanno subito notevoli cambiamenti nel corso dei secoli.
La tradizione più antica lo mette in relazione con il Dio Horo, i cui occhi erano ritenuti essere il Sole e la Luna
.  

Comprendiamo quindi chi fosse quel Dio nascosto nelle braccia del soleevocato nella celebrazione dei "Due Occhi di Horus" come riferisce Plutarco:

Negli inni sacri di Osiride viene invocato – colui che sta nascosto nelle braccia del sole – e il trenta del mese di Epifisi (27 maggio - 26 giugno, quindi al solstizio) si festeggia la nascita degli Occhi di Horus: in questo giorno, infatti, anche la Luna e il Sole si trovano sulla stessa retta, e per gli egiziani non solo il Sole, ma anche la Luna sono Occhio e luce di Horus (Iside e Osiride 52).

Come il Sole quindi si levava e come il Sole si spegneva nelle tenebre della notte per rinascere dalle sue stesse ceneri.



Lo avevano perfettamente compreso i Faraoni della XVIII dinastia Amenophis III e IV < il famoso
Akhenaton che valorizzarono il culto del

> Dio Unico <

< Solare - Lunare >

Akhenaton e Nefertiti, nel loro breve regno ( una ventina d'anni) imposero il culto esclusivo del

> Dio Aton <

che prese il posto del Dio"Amon-Ra", che, grazie alla casta sacerdotale tebana, aveva progressivamente preso il sopravvento sulle molteplici divinità del composito Pantheon Egizio.

A differenza delle altre divinità egizie Aton non era rappresentato in forma antropomorfa, ma sempre come un Sole, i cui raggi sono braccia terminanti con mani, alcune delle quali reggono l’Anck, il simbolo della vita.


Il monoteismo del culto di Aton, racchiudeva comunque in sé, senza rinnegarlo, il complesso politeismo egizio in cui ogni città era legata a diverse divinità e, spesso, la divinità della città che prendeva il sopravvento diventava la divinità principale (almeno fino a quando quella città continuava a detenere il potere). Quando la città di Heliopoli ebbe il sopravvento religioso su Menfi Horo fu assimilato a Ra e il Sole venne associato all'Occhio di quest'ultimo, lasciando ad altra divinità l'Occhio lunare, divinità, che alcuni egittologi ritengono fosse Thot,divinità egizia della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia.

Thoth, il più saggio degli Dei egizi,  era rappresentato con la maschera di un babbuino, ma maggiormente con  maschera di un Ibis, il grande uccello del Nilo.


Thot le sue qualità di mago le dimostrò allontanando da Horus il veleno letale di Seth,riuscendo a  farsi restituire dal Dio del male > l’occhio sinistro < di Horus strappatogli in combattimento ed ad inserirlo nuovamente nell’orbita vuota.

Questa leggenda nasconde il segreto del cammino iniziatico, che Akhenaton ebbe l'ardire di "svelare" e i Suoi successori di "ri-velare"

“AKHENATON “ UOMO LUNA <> DONNA SOLE”

Al Duplice Occhio di Horus è connessa una numerazione e una simbologia iniziatica.

In base alle antiche "tecniche di misurazioni egiziane", il disegno dell’occhio è composto da differenti frazioni ognuna con un suo significato:

- ½ rappresenta            l’odore ( forma di naso al lato dell'occhio)
- ¼ rappresenta             la vista e la luce (pupilla)
- 1/8 rappresenta            il pensiero (sopracciglio)
- 1/16 rappresenta          l’udito (freccia sul lato dell’occhio che punta verso l’orecchio)
- 1/32 rappresenta          il gusto, il germogliare del frumento (coda curva)
- 1/64 rappresenta           il tatto (piede che tocca terra) . 

Un racconto egizio riferisce che un allievo scriba della Casa della Vita, facendo notare al suo Maestro che il totale delle frazioni ottenute -sommando i valori dell’Occhio di Horus -si dava nell’espressione

< 1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 +1/64 = 63/64 >

 

ebbe per risposta che "il sessantaquattresimo" mancante a completare l’unità sarebbe stato donato dal dio Thoth allo scriba che si fosse messo sotto la sua protezione, entrando nel vortice dell'energia primaria per generare

"un nuovo essere realmente divino”

L’iniziando era infatti preparato ad entrare  in una sfera animica (i piccoli misteri),
non essendo più condizionato dalla sfera fisica.



Per essere preparato ad accogliere la sfera spirituale (i Grandi Misteri).



Per raggiungere quest'apertura doveva creare dentro di sé  la prima madre e il primo padre (ossia i primi semi)



che aveva  in sé le caratteristiche dell'energia maschile e femminile, solare e lunare.

>L'ermafrodito dell’Ars Regia <



Zolfo e Mercurio, Sole e Luna, Spirito ed Anima., uniti indissolubilmente e unitariamente.

Solo intraprendendo questo cammino l'adepto, sia esso maschio o femmina, poteva riuscire a superare la soglia coscienziale, tipicamente “ terrena” che lo conduceva ad una forma di

> consapevolezza unitaria <

ed è esattamente ciò che viene rappresentato nella

> Tomba di Nefertari <

L'unica differenza che il ruolo di"Maestro istruttore" lo svolge la dea Hathor; quello di "Terapeuta" la dea Iside e chi materialmente aiuta Nefertari a superare le ultime difficoltà e ad aprire "la dodicesima porta" è la dea Neftis, che

"dona"

alla regina, con l'aiuto di Thot, l'ultimo valore mancante il

> 63/64<

restituendo a Nefertari la vista dell'occhio sinistro.

Il Maestro pittore della Tomba di Nefertari sembra volerlo "svelare", come tanti anni prima cercò inutilmente di fare Akhenaton, ma ce l'ho fa scoprire, servendosi di un'altra simbologia, basata sul rapporto tra "quadrati e cerchi" inseriti all'interno o all'esterno di

"ovoidi "

che altro non sono che i simbolici

> occhi <

dell' energia maschile e dell'energia femminile, energie che scorrono in senso orario e antiorario all'interno dei canali nervosi.

Compito di ogni essere umano, a qualsiasi sesso appartenga, è quello di raggiungere il perfetto equilibrio di entrambe.

come attestano "le immagini criptate" del cammino seguito dalla regina Nefartari per avere in dono, come vuole la tradizione

> l'occhio sinistro di RA


cammino inciso sui quattro pilastri, posti ai quattro lati del suo sepolcro ma in particolare sulle due facce esterne della 3° colonna posta a Nord Ovest.

Capitolo 4°

IL GIUDIZIO DEI MORTI

L'uomo secondo gli egizi risultava costituito da un corpo e da

< Tre Forze Spirituali >



Ka (forza vitale) è la principale. La sua presenza distingue gli esseri viventi da quelli non viventi: è il nucleo centrale dell'anima che viene trasmesso dagli antenati e poi viene trasmesso ai propri figli. La morte non è vista in modo così drammatico, perché quando una persona muore si dice che si ricongiunge con il suo ka.

Ba è invece la forza, ciò che assicura l'individualità di ognuno; dopo la morte abbandona temporaneamente il corpo per ricongiungersi successivamente.



Akh, raffigurato con un "Ibis" è la terza componente che raggiunge il suo massimo sviluppo solo dopo la morte.

Perché le forze spirituali, che lasciano il corpo durante la morte, si possano poi ricongiungere nell'aldilà, era importante tenere il corpo integro, che non si doveva decomporre. Per questo motivo gli egiziani hanno deciso, almeno per le caste più importanti di praticare la

>mummificazione <

Ma quest'operazione, per quanto indispensabile e preparatoria, è stata praticata a Nefertari su vari piani, fisici e soprattutto spirituali, intevenendo  sul Ka,sul Ba,sul Akh e in particolare sui

9 Corpi Sottili >


Ka <> Ba <> Akh < i 9  Corpi sottili>

Esaminado con più attenzione i "simboli" tatuati sugli avambracci di Nefertari si scopre che  su uno di loro è stato impresso volutamente una specie di

" Sigillo dell'Occhio di Ra"

ad indicare  il pieno utilizzo da parte della Regina della "ghiandola pineale", che in quest'immagine  viene reso esplicito anche dal punto di vista fisico.

La ghiandola pineale appare di un rosso arancione, del tutto simile ad un occhio destro, che penetra nell'incavo dell'occhio sinistro, di cui in alto si intravede

"il sopraciglio sinistro"

Ebbene in questo disegno è rappresentato il risveglio della "ghiandola pineale" di Nefertari un piccola macchia grigia, che si espande verso l'alto, con all'interno tanti piccoli "pesciolini" con un

< "Grande Occhio" >

immagini che sembra appaiono a coloro che sviluppano questo organo.

Capitolo 5°

"la favola dell'occhio sinistro di Nefertari"

Come ho sottolignato nelle premesse, quest'indagine introspettiva ha richiesto quasi tre anni di lavoro, non continuativo, avendo dovuto raccogliere centinaia di fotogrammi per  individuare quelli che parlavano al  mio "cuore" e non alla mia "mente" troppo razionale e scientifica.

Per comprendere infatti meglio l'itinerario, indicato da questa sequenza di immagini fantastiche,  bisogna seguire passo passo il cammino della

> Regina Nefertari <

e comportarsi com i bambini prima di addormentarsi, lasciandosi trasportare nei sogni dai racconti  fantastici dei propri genitori, finche non arriva

> l'Angelo custode <

che li trasporta in un attimo dovunque lo desiderano

Allora Vi invito ad  immaginarvi di essere tornati piccoli piccoli e di addormentarvi ogni notte, e di chiedere al Vostro Angelo Custode di portarvi in Egitto,sperando di incontrare nella tomba l'anima mai sopitasi di

"Nefertari"

che ogni volta che vede arrivare lo spirito di

"un'anima pura"

riacquista il suo aspetto umano

e, come le nostre maestre elementari, ci  prende per mano,

facendoci visitare questa sua

> barca celeste <

raccontandoci la bellissima "favola" del suo fantastico viaggio e di come è stata  lanciata con l'aiuto di Hathor, Iside, Neftis e di tanti altri Dei - scesi  appositamente dal cielo -  dal Mondo dei Morti al

> Mondo dei Beati <

Divinità alcune buone, altre decisamente cattive, come  il famigerato Seth,  che, oltre ad uccidere l'odiato fratello Osiride, tagliandolo in 14 pezzi, strappò al figlio Horus , che avrebbe voluto vendicarlo

> l'occhio  sinistro <

“L’OCCHIO DI HORUS ( DIO UOMO - UOMO DIO)”

l'Occhio degli Dei, che solo i più piccoli posseggono dalla nascità,  finchè non arriva un altro Seth, il solito "Uomo nero", che glielo spegne, portandenselo via e solo pochi, pochissimi, si mettono alla sua ricerca, come si racconta fece Ramesse II, che ebbe la sventura di vivere fino a quasi 90 anni e che pianse per oltre 50 anni - dopo la sua morte prematura a soli 40 anni - la più bella delle spose regali, la più amata, il cui spirito -secondo un'antica leggenda - incontrava nelle notti di plenilunio, recandosi di nascosto nelle Valle delle Regine, dove l'amata consorte era stata seppellita.

e penetrasse, da un passaggio segreto, all'interno della

> Tomba <

vedendo ricomparire  ogni volta lo spirito di

"Nefertari"

Ma questo racconto, che ha tutti i connotati di una "fiaba" , lo racconteremo nell'ultima parte di questo lavoro, dedicata all'analisi dettagliata dei "simboli" tatuati sugli avambracci di Nefertari e all'intervento chirurgico delle due dee, Iside e Neftis, vere e proprie "terapeute dell'anima", liberata dalla energie negative per consentirle di accedere al

< Mondo degli Dei>

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

VIII° PARTE

"Alla scoperta del segreto dell'Occhio Sinistro di RA"