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ESOTERISMO EGIZIO, IL MITO OSIRIDEO

ESOTERISMO EGIZIO <> IL MITO OSIRIDANO
Nell’esoterismo egizio le figure terrene della natura, degli uomini e degli animali  non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma esprimono, attraverso il linguaggio metaforico, un sistema di significati celati da un linguaggio liturgico spesso incomprensibili ai non addetti ai lavori, che finiscono per credere esclusivamente al racconto in forma leggendaria, senza riuscire a comprendere che le gesta interpretate dagli Dei, raffigurati quasi sempre con volti di animali sacri, sono espressione di dogmi sacri mediati dalle immagini o da specifici simboli. immortalati da corone e copricapi che spesso li contraddistinguono anche se  non sempre l'osservazione del copricapo assicura l'identità della divinità; ciò perché, a causa dei fenomeni di sincretismo tra i vari  Centri religiosi operanti nella valle del Nilo e della prevalenza di uno sugli altri( Eliopoli, Tebe, Amnan ra - Akhenaton) le divinità finivano per fondersi in una sola (vedasi AMON fusosi in ATON nel periodo amnariano del Faraone Akhenaton e della Regina Nefertiti). Agli Dei dunque,  sotto le  varie dinastie succedutesi in Egitto nell’arco di 3.000 anni,  venivano riconosciute attributi intercambiabili. In questo caso solo le iscrizioni possono illuminarci.Talvolta si hanno infatti entrambe le informazioni, dato che il "copricapo" della divinità è un segno geroglifico o il simbolo stesso della divinità.
Vediamo brevemente una piccola galleria di dei, a titolo di esempio (come si noterà, alcune divinità hanno attributi comuni - corna di vacca, disco solare, piuma di struzzo -, che si riferiscono a sincretismi o a caratteristiche comuni e intercambiabili)
¬ Amentet ( personificazione dell'ovest ) : il geroglifico dell'ovest : uno  stendardo accorciato con piuma e uccello.
¬ Amon : corona con due alte piume.
¬ Anuket : corona con piume.
¬ Atum : corona doppia.
¬ Gheb : corona combinata con quella del Basso Egitto e l'Atef; talvolta un'oca.
¬ Ha : il segno geroglifico per "deserto", ossia la stilizzazione di una zona collinosa.
¬ Hathor : corna di vacca con disco solare.
¬ Heh : una fronda di palma.
¬ Hemsut : lo scudo con due frecce incrociate.
¬ Horo : doppia corona o doppia corona di piume.
¬ Iabet ( personificazione dell'Est ) : il segno dell'est, ossia una lancia ornata come stendardo.
¬ Iside : corna di vacca e disco solare, o copricapo a forma di avvoltoio, o il segno geroglifico per "trono" ( che indica il nome di Iside ).
¬ Khonsu : il disco e la falce lunare.
¬ Maet : la piuma di struzzo.
¬ Meskhent : una spiga di erba o grano tagliata e arrotolata.
¬ Min : corona di doppie piume con un nastro che pende sino in basso sulle spalle.
¬ Mut : copricapo a forma di avvoltoio; spesso sormontato dalla corona doppia.
¬ Nekhbet : il copricapo con avvoltoio della corona del Basso Egitto.
¬ Neit : scudo con due frecce, o una faretra, e la corona del Basso Egitto.
¬ Neftis : un recinto rettangolare visto in pianta e sormontato da un canestro intrecciato ( il segno geroglifico di "Signora della Casa").
¬ Nut : un vaso arrotondato.
¬ Osiride : corona atef.
¬ Ptah : una calotta liscia.
¬ Sciu : una piuma di struzzo
Il Mito Osiridiano
Nell’ambito della religione egizia e del suo insegnamento e significato iniziatico, appaiono soprattutto importanti il Mito Osiridiano, che coinvolge le figure di Osiride, Iside, Seth e Horus, e il simbolismo della loro vicenda. Il relativo racconto compone i Misteri di Osiride.
Shu, dio dell'aria, sostiene il corpo di Nut, la dea del cielo,
da lui generata insieme a Tefnut, la dea della umidità. Dietro
Shu c'è Geb, la terra, altro suo figlio e fratello e sposo di Nut
Osiride, figlio di Geb, la Terra, e di Nut, il cielo è per gli egiziani una figura simbolo, non a caso identificata con il Faraone, che si comporta e governa il mondo conformandosi  sulla terra all’ordine cosmico voluto da Maat . E’ quindi l’incarnazione del Bene .E’una "forma", un’ impronta come l’Adamo che vive nel giardino dell’Eden, regno dell’armonia e dalla pace con Dio, ovvero come l’Adamo Qadmon della Kabbalah.
Osiride viene ucciso da suo fratello Seth geloso di lui, che poi ne fa a pezzi il corpo e ne disperde questi pezzi sulla terra, occultandoli affinché non vengano più ritrovati e rimessi assieme e così Osiride non possa risuscitare o rinascere.
Seth  è  un dio minore, che rappresenta il Disordine e il Male, una figura e un simbolo simile alla figura biblica di Adamo o all’Angelo cristiano decaduto >  Lucifero, che sceglie di opporsi all’ordine divino.
Seth non vuole infatti che sulla terra e nel mondo regnino l’ordine e l’armonia e la conformità alla Legge universale, identificata con la Dea Maat e le sue 42 prescrizioni. L’uccisione di Osiride da parte di Seth sta a raffigurare, in simbolo, la discesa dell’uomo sulla terra, la sua caduta ovvero(a seconda del pensiero filosofico sottostante a quello religioso) la sua scelta di discendervi. Rappresenta cioè la cacciata di Adamo dal giardino dell’Eden, la caduta dello spirito e il suo peccato originale come scelta di volersi incarnare e di conoscere la materia.
Osiride, una volta ucciso, e sceso negli inferi assume le vesti del Giudice delle anime morte, assistito dal Dio Thot.
IL GIUDIZIO DEI MORTI
L'uomo secondo gli egizi risultava costituito da un corpo e da tre forze spirituali:
ka, ba e akh.
ka (=forza vitale) è la principale. La sua presenza distingue gli esseri viventi da quelli non viventi: è il nucleo centrale dell'anima che viene trasmesso dagli antenati e poi viene trasmesso ai propri figli. La morte non è vista in modo così drammatico perché quando una persona muore si dice che si ricongiunge con il suo ka.
Ba è invece la forza, ciò che assicura l'individualità di ognuno; dopo la morte abbandona temporaneamente il corpo per ricongiungersi successivamente.
Akh è la terza componente che raggiunge il suo massimo sviluppo solo dopo la morte.
Perché le forze spirituali, che lasciano il corpo durante la morte, si possano poi ricongiungere nell'aldilà, era importante tenere il corpo integro, non si doveva decomporre. Per questo motivo gli egiziani hanno deciso, almeno per le caste più importanti di praticare la mummificazione. Solo infatti attraverso la mummificazione il corpo si conservava integro e poteva quindi riunirsi con le sue componenti nell'aldilà.  La tradizione fa risalire la mummificazione al mito di Osiride.
Ma non era certo sufficiente mantenere integro il corpo. Era assolutamente necessario mantenere integro e puro anche  lo spirito, seguendo le 42 prescrizioni indicate dalla Dea Maat che è il fondamento della religione egizia; è l'ordine universale, una legge pubblica e privata ,che doveva essere seguita e praticata durante tutta la vita  perché nel giudizio dei morti si sarebbe stati giudicati proprio su quella legge.
I Quarantadue Comandamenti di Maat
Maat rappresentava una delle divinità più importanti. Emblema della Giustizia e della Verità, i suoi simboli erano “la bilancia” e soprattutto “la piuma”, che compare sempre sulla sua testa nelle raffigurazioni. Maat personifica l'Ordine Cosmico contrapposto al caos sterile e i suoi sacerdoti avevano elaborato una serie di prescrizioni, di regole da seguire per migliorare la società.
Gli Ebrei più tardi copiarono molte di queste regole, radicalizzandole con Mosé nei Dieci Comandamenti.
In Egitto invece tali norme non avevano una funzione punitiva, ma erano considerate un modo per vivere bene e rispettare gli altri. Ecco l'elenco:
1) Non uccidere e non permettere che nessuno lo faccia.
2) Non tradire la persona che ami o il tuo coniuge.
3) Non vivere nella collera.
4) Non spargere terrore nelle persone.
5) Non assalire e non provocare dolore al prossimo.
6) Non sfruttare il prossimo e non praticare la schiavitù.
7) Non fare danni che possano provocare dolore all'uomo o agli animali.
8) Non causare spargimento di lacrime.
9) Rispetta il prossimo.
10) Non rubare ciò che non ti appartiene.
11) Non mangiare più cibo di quanto te ne spetti.
12) Non danneggiare la Natura.
13) Non privare nessuno di quello che ama.
14) Non dire falsa testimonianza.
15) Non mentire per far del male ad altri.
16) Non imporre le tue idee agli altri.
17) Non agire per fare del male agli altri.
18) Non parlare dei fatti altrui.
19) Non ascoltare di nascosto fatti altrui.
20) Non ignorare la Verità e la Giustizia.
21) Non giudicare male gli altri senza conoscerli.
22) Rispetta tutti i luoghi sacri.
23) Rispetta e aiuta chi soffre.
24) Non arrabbiarti senza valide ragioni.
25) Non ostacolare mai il flusso dell'acqua.
26) Non sprecare l'acqua per i tuoi bisogni.
27) Non inquinare la terra.
28) Non nominare il nome dei Neteru invano.
29) Non disprezzare le credenze altrui.
30) Non approfittare della fede altrui per fare del male.
31) Non pregare né troppo né troppo poco gli Dei.
32) Non approfittare dei beni del vicino.
33) Rispetta i defunti.
34) Rispetta i giorni sacri anche se non credi.
35) Non rubare le offerte fatte agli Dei utilizzandole per te   stesso.
36) Non disprezzare i riti sacri anche se non ti aggradano.
37) Non uccidere gli animali senza una ragione seria.
38) Non agire con insolenza.
39) Non agire con arroganza.
40) Non vantarti del tuo benessere di fronte ad altri.
41) Rispetta questi principi.
42) Rispetta la legge se non contrasta con questi principi
Questi 42 prescrizioni e comportamenti di vita non erano vincolanti come i 10 comandamenti di Mosè, ma era assolutamente necessario conformarsi in vita agli stessi se si voleva superare nel mondo degli inferi la cerimonia di pesatura del cuore, in cui “il cuore”del defunto, posto su un piatto della Bilancia, retta appunto da Maat, doveva“pesare “quanto  “la piuma “ della Dea  della giustizia e della verità.
Maat è il fondamento della religione egizia, è l'ordine universale, una legge pubblica e privata,che va tenuta in grande conto perché  nel giudizio dei morti si veniva giudicati proprio su quella legge e sulla corretta applicazione delle sue 42 prescrizioni.
Cosa avveniva di preciso dopo la morte?
C'era il cosiddetto "giudizio dei morti".Giudice dei morti era il dio Osiride.
In questo giudizio egli è assistito da 42  giudici, come rappresentanti delle 42 province egiziane. Il capitolo 125 del "Libro dei morti"  illustra in che modo avveniva questo giudizio: il ka di ogni uomo era obbligato a fare
¬ un’autodichiarazione di innocenza, nella quale si dimostrava che non aveva commesso nessuno dei 42 peccati elencati nel "Libro dei morti".
Quest’autodichiarazione di innocenza è stranamente molto simile all’esame di coscienza che ogni pellegrino deve fare quando si appresta ad entrare nella Basilica di Collemaggio durante la cerimonia della Perdonanza. Ed è simile alla confessione cristiana o laica. Ognuno doveva farsi un costante esame di coscienza costante per essere sempre pronto a superare la terribile prova della pesatura del cuore, giunto dell’aldilà, prova che poteva arrivare in ogni momento senza preavviso
Come  avveniva la pesatura del cuore?
Psicostasia > La cerimonia della pesatura del Cuore
Il Dio della Luna Thot , sistemava una bilancia con due piatti: su uno c'era la raffigurazione di Maat > la piuma, sull'altro piatto il cuore del defunto.
Thot scrive con uno stilo il risultato del giudizio, mentre accanto a lui siede  un mostro, il "divoratore"  ( il coccodrillo ) pronto a mangiare il morto se risultasse colpevole.Se invece  si rivelasse buono, passava nel regno di Osiride, un luogo luminoso, che rappresentava la diretta continuazione della vita terrena  .I cattivi, esclusi dal luminoso regno dei  morti, giacevano invece affamati e assetati, nel buio regno sotterraneo, che viene illuminato solo nell'ora in cui il sole, durante il suo viaggio notturno, attraversa lo spazio che sta sotto la terra.
E’una specie di vigile urbano cui affidato il controllo dei  cammini seguiti dagli uomini durante il corso della vita, calcolando i punti a favore e quelli contro. Se il risultato è troppo basso , viene, come previsto dal nostro Codice della strada, ritirata “la patente”, vietando allo sconsiderato conducente di girare ancora per le strade della vita e della morte, chiudendolo nel box affollatissimo di anime perdutesi.
A tal proposito richiamiamo la sintesi  proposta nell’enciclopedia di Wichipendia
“Con  il termine psicostasia si suole indicare la cerimonia cui, secondo il Libro dei morti dell'antica religione egiziana, veniva sottoposto il defunto prima di poter accedere all'aldilà. Più usualmente, la psicostasia è nota come "pesatura del cuore", o "dell'anima".
La rappresentazione più famosa di psicostasia è quella che si può ammirare nella tomba del nobile Hennefer, Sovrintendente del bestiame dei possedimenti per il culto funerario di Sethy I. In questa rappresentazione, l'episodio viene "narrato" quasi come si trattasse di una sorta di film in cui la sequenza delle immagini è, però, contestuale giacché ogni singola fase è ugualmente rappresentata in un unico dipinto.
Nella fascia alta, il defunto implora 14 dei-giudici, 7 dei quali recano l'Ankh, il segno della vita; nella fascia bassa, da sinistra verso destra, Hennefer è condotto per mano da Anubi, dio dell'imbalsamazione, verso una bilancia.
In una sorta di secondo fotogramma di uno stesso episodio, l'immagine seguente rappresenta Anubi che su un piatto della bilancia ha posto il cuore del defunto, rappresentato dal geroglifico corrispondente ad un vaso (talvolta tale simbolo viene sostituito dalla intera figura del defunto), mentre sull'altro piatto si trova la "piuma", ovvero la Maat, la verità, la giustizia (anche in questo caso, talvolta il simbolo viene sostituito dalla raffigurazione della dea Maat).
Il Dio della saggezza, Thot, prende nota dell'esito della pesatura: se, infatti, il cuore -come "registratore" di tutte le azioni, buone o malvagie, compiute durante la vita- bilancerà la piuma, allora il defunto sarà dichiarato "giusto", o "giustificato", ed ammesso al regno dei morti. In caso contrario, il cuore verrà dato in pasto a Ammit, "colei che ingoia il defunto", rappresentata da un mostro composito ai piedi della bilancia, che somma in se gli animali più pericolosi dell'egitto: il coccodrillo, il leone e l'ippopotamo.
Il penultimo "fotogramma" raffigura Horo che presenta Hennefer, ormai "giustificato", ad Osiride che si trova in trono, all'estrema destra del dipinto, sotto un baldacchino. Il testo geroglifico è la c.d. "Formula dello scarabeo del Cuore" tratta dal cap. 30 del "Libro dei morti". In alto un occhio Udjat alato (altra rappresentazione di Horo) reca una piuma montata su un supporto lotiforme mentre, alle spalle di Osiride, si trovano le Dee Iside e Nephtys.
Il trono di Osiride è posto su una sorta di predella rettangolare; a ben guardare, però, il rialzo è attraversato da linee ondulate che rappresentano, appunto, onde: si tratta, in realtà, dell'oceano delle acque primordiali, il Nun da cui emerge il monticello primigenio da cui, a sua volta, sorgerà, come infatti sorge, un fiore di loto. Da quest'ultimo a loro volta, nascono i quattro figli di Horo : Duamutef, dalla testa di sciacallo; Hapi, dalla testa di scimmia; Hamset,dalla testa umana , e Qebeshenuf, dalla testa di falco ovvero i protettori degli organi asportati al defunto e contenuti nei vasi canopici.
La presenza di una bilancia connessa al concetto di valutazione della verità, giustificherebbe il fatto che proprio tale simbolo sia stato poi scelto, ancora ai nostri giorni, per indicare, appunto, l'imparzialità della giustizia.
In questa cerimonia simbolica riveste un ruolo importante Thot, divinità egizia della sapienza, della scrittura, della magia <> misura del tempo, della matematica e della geometria. Thot ha infatti il compito di vigilare sul puntuale rispetto delle regole di comportamento indicate da Maat, registrando, su apposito registro, le varie infrazioni al Codice dell’unica  strada che porta verso l’agognato e luminoso Regno di Osiride.
Il ruolo del Dio Thot non è però solo quello di registrare i peccati e sanzionare le colpe
nel mondo degli inferi, ma di  vigilare anche durante la vita sul comportamento dei singoli. E’ una  specie di vigile urbano, che da le multe, ma vigile del cielo, a cui gli Dei hanno affidato il compito di garantire il  rispetto del codice cosmico da parte degli uomini e delle donne, che deve aiutare a ritrovare l’occhio sinistro, l’unico che consente di “ vedere” il cammino e di seguirlo senza più ostacoli. Compito che analizzeremo nel prossimo capitolo
da cuore a c



Nell’esoterismo egizio le figure terrene della natura, degli uomini e degli animali  non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma esprimono, attraverso il linguaggio metaforico, un sistema di significati celati da un linguaggio liturgico spesso incomprensibili ai non addetti ai lavori, che finiscono per credere esclusivamente al racconto in forma leggendaria, senza riuscire a comprendere che le gesta interpretate dagli Dei, raffigurati quasi sempre con volti di animali sacri, sono espressione di dogmi sacri mediati dalle immagini o da specifici simboli. immortalati da corone e copricapi che spesso li contraddistinguono anche se  non sempre l'osservazione del copricapo assicura l'identità della divinità; ciò perché, a causa dei fenomeni di sincretismo tra i vari  Centri religiosi operanti nella valle del Nilo e della prevalenza di uno sugli altri( Eliopoli, Tebe, Amnan ra - Akhenaton) le divinità finivano per fondersi in una sola (vedasi AMON fusosi in ATON nel periodo amnariano del Faraone Akhenaton e della Regina Nefertiti). Agli Dei dunque,  sotto le  varie dinastie succedutesi in Egitto nell’arco di 3.000 anni,  venivano riconosciute attributi intercambiabili. In questo caso solo le iscrizioni possono illuminarci.Talvolta si hanno infatti entrambe le informazioni, dato che il "copricapo" della divinità è un segno geroglifico o il simbolo stesso della divinità.

Vediamo brevemente una piccola galleria di dei, a titolo di esempio (come si noterà, alcune divinità hanno attributi comuni - corna di vacca, disco solare, piuma di struzzo -, che si riferiscono a sincretismi o a caratteristiche comuni e intercambiabili)

- Amentet ( personificazione dell'ovest ) : il geroglifico dell'ovest : uno  stendardo accorciato con piuma e uccello.

- Amon: corona con due alte piume.

- Anuket: corona con piume.

- Atum: corona doppia.

- Gheb: corona combinata con quella del Basso Egitto e l'Atef; talvolta un'oca.

- Ha: il segno geroglifico per "deserto", ossia la stilizzazione di una zona collinosa.

- Hathor: corna di vacca con disco solare.

- Heh: una fronda di palma.

- Hemsut: lo scudo con due frecce incrociate.

- Horo: doppia corona o doppia corona di piume.

- Iabet ( personificazione dell'Est ) : il segno dell'est, ossia una lancia ornata come stendardo.

- Iside: corna di vacca e disco solare, o copricapo a forma di avvoltoio, o il segno geroglifico per "trono" ( che indica il nome di Iside ).

- Khonsu: il disco e la falce lunare.

- Maat: la piuma di struzzo.

- Meskhent: una spiga di erba o grano tagliata e arrotolata.

- Min: corona di doppie piume con un nastro che pende sino in basso sulle spalle.

- Mut: copricapo a forma di avvoltoio; spesso sormontato dalla corona doppia.

- Nekhbet: il copricapo con avvoltoio della corona del Basso Egitto.

- Neit: scudo con due frecce, o una faretra, e la corona del Basso Egitto.

- Neftis : un recinto rettangolare visto in pianta e sormontato da un canestro intrecciato ( il segno geroglifico di "Signora della Casa").

- Nut: un vaso arrotondato.

- Osiride: corona atef.

- Ptah: una calotta liscia.

- Sciu: una piuma di struzzo

Il Mito Osiridiano

Nell’ambito della religione egizia e del suo insegnamento e significato iniziatico, appaiono soprattutto importanti il Mito Osiridiano, che coinvolge le figure di Osiride, Iside, Seth e Horus, e il simbolismo della loro vicenda. Il relativo racconto compone i Misteri di Osiride.



Shu, dio dell'aria, sostiene il corpo di Nut, la dea del cielo,

da lui generata insieme a Tefnut, la dea della umidità. Dietro

Shu c'è Geb, la terra, altro suo figlio e fratello e sposo di Nut

Osiride, figlio di Geb, la Terra, e di Nut, il cielo è per gli egiziani una figura simbolo, non a caso identificata con il Faraone, che si comporta e governa il mondo conformandosi  sulla terra all’ordine cosmico voluto da Maat . E’ quindi l’incarnazione del Bene .E’una "forma", un’ impronta come l’Adamo che vive nel giardino dell’Eden, regno dell’armonia e dalla pace con Dio, ovvero come l’Adamo Qadmon della Kabbalah.

Osiride viene ucciso da suo fratello Seth geloso di lui, che poi ne fa a pezzi il corpo e ne disperde questi pezzi sulla terra, occultandoli affinché non vengano più ritrovati e rimessi assieme e così Osiride non possa risuscitare o rinascere. Seth è  un dio minore, che rappresenta il Disordine e il Male, una figura e un simbolo simile alla figura biblica di Adamo o all’Angelo cristiano decaduto >  Lucifero, che sceglie di opporsi all’ordine divino.

Seth non vuole infatti che sulla terra e nel mondo regnino l’ordine e l’armonia e la conformità alla Legge universale, identificata con la Dea Maat e le sue 42 prescrizioni. L’uccisione di Osiride da parte di Seth sta a raffigurare, in simbolo, la discesa dell’uomo sulla terra, la sua caduta ovvero(a seconda del pensiero filosofico sottostante a quello religioso) la sua scelta di discendervi. Rappresenta cioè la cacciata di Adamo dal giardino dell’Eden, la caduta dello spirito e il suo peccato originale come scelta di volersi incarnare e di conoscere la materia.

Osiride, una volta ucciso, e sceso negli inferi assume le vesti del Giudice delle anime morte, assistito dal Dio Thot.

IL GIUDIZIO DEI MORTI

L'uomo secondo gli egizi risultava costituito da un corpo e da tre forze spirituali:


Ka <> Ba <> Akh i 9  Corpi sottili

Ka (=forza vitale) è la principale. La sua presenza distingue gli esseri viventi da quelli non viventi: è il nucleo centrale dell'anima che viene trasmesso dagli antenati e poi viene trasmesso ai propri figli. La morte non è vista in modo così drammatico perché quando una persona muore si dice che si ricongiunge con il suo ka.

Ba è invece la forza, ciò che assicura l'individualità di ognuno; dopo la morte abbandona temporaneamente il corpo per ricongiungersi successivamente.


Akh è la terza componente che raggiunge il suo massimo sviluppo solo dopo la morte.

Perché le forze spirituali, che lasciano il corpo durante la morte, si possano poi ricongiungere nell'aldilà, era importante tenere il corpo integro, non si doveva decomporre. Per questo motivo gli egiziani hanno deciso, almeno per le caste più importanti di praticare la

>mummificazione <

Solo infatti attraverso la mummificazione il corpo si conservava integro e poteva quindi riunirsi con le sue componenti nell'aldilà.  La tradizione fa risalire la mummificazione al mito di Osiride. Ma non era certo sufficiente mantenere integro il corpo. Era assolutamente necessario mantenere integro e puro anche  lo spirito, seguendo le 42 prescrizioni indicate dalla Dea Maat che è il fondamento della religione egizia; è l'ordine universale, una legge pubblica e privata ,che doveva essere seguita e praticata durante tutta la vita  perché nel giudizio dei morti si sarebbe stati giudicati proprio su quella legge.

I quarantadue comandamenti di Maat

Maat
rappresentava una delle divinità più importanti. Emblema della Giustizia e della Verità, i suoi simboli erano “la bilancia e soprattutto la piuma”, che compare sempre sulla sua testa nelle raffigurazioni. Maat personifica l'Ordine Cosmico contrapposto al caos sterile e i suoi sacerdoti avevano elaborato una serie di prescrizioni, di regole da seguire per migliorare la società.

Gli Ebrei più tardi copiarono molte di queste regole, radicalizzandole con Mosé nei Dieci Comandamenti.In Egitto invece tali norme non avevano una funzione punitiva, ma erano considerate un modo per vivere bene e rispettare gli altri. Ecco l'elenco:

1) Non uccidere e non permettere che nessuno lo faccia.

2) Non tradire la persona che ami o il tuo coniuge.

3) Non vivere nella collera.

4) Non spargere terrore nelle persone.

5) Non assalire e non provocare dolore al prossimo.

6) Non sfruttare il prossimo e non praticare la schiavitù.

7) Non fare danni che possano provocare dolore all'uomo o agli animali.

8) Non causare spargimento di lacrime.

9) Rispetta il prossimo.

10) Non rubare ciò che non ti appartiene.

11) Non mangiare più cibo di quanto te ne spetti.

12) Non danneggiare la Natura.

13) Non privare nessuno di quello che ama.

14) Non dire falsa testimonianza.

15) Non mentire per far del male ad altri.

16) Non imporre le tue idee agli altri.

17) Non agire per fare del male agli altri.

18) Non parlare dei fatti altrui.

19) Non ascoltare di nascosto fatti altrui.

20) Non ignorare la Verità e la Giustizia.

21) Non giudicare male gli altri senza conoscerli.

22) Rispetta tutti i luoghi sacri.

23) Rispetta e aiuta chi soffre.

24) Non arrabbiarti senza valide ragioni.

25) Non ostacolare mai il flusso dell'acqua.

26) Non sprecare l'acqua per i tuoi bisogni.

27) Non inquinare la terra.

28) Non nominare il nome dei Neteru invano.

29) Non disprezzare le credenze altrui.

30) Non approfittare della fede altrui per fare del male.

31) Non pregare né troppo né troppo poco gli Dei.

32) Non approfittare dei beni del vicino.

33) Rispetta i defunti.

34) Rispetta i giorni sacri anche se non credi.

35) Non rubare le offerte fatte agli Dei utilizzandole per te   stesso.

36) Non disprezzare i riti sacri anche se non ti aggradano.

37) Non uccidere gli animali senza una ragione seria.

38) Non agire con insolenza.

39) Non agire con arroganza.

40) Non vantarti del tuo benessere di fronte ad altri.

41) Rispetta questi principi.

42) Rispetta la legge se non contrasta con questi principi

Questi 42 prescrizioni e comportamenti di vita non erano vincolanti come i 10 comandamenti di Mosè, ma era assolutamente necessario conformarsi in vita agli stessi se si voleva superare nel mondo degli inferi la cerimonia di pesatura del cuore, in cui “il cuoredel defunto, posto su un piatto della Bilancia, retta appunto da Maat, doveva “pesare“ quantola piuma“ della Dea  della giustizia e della verità.

Maat è il fondamento della religione egizia, è l'ordine universale, una legge pubblica e privata, che va tenuta in grande conto perché nel giudizio dei morti si veniva giudicati proprio su quella legge e sulla corretta applicazione delle sue 42 prescrizioni.

Cosa avveniva di preciso dopo la morte?

C'era il cosiddetto "giudizio dei morti". Giudice dei morti era il Dio Osiride.

In questo giudizio egli è assistito da 42 giudici, come rappresentanti delle 42 province egiziane. Il capitolo 125 del "Libro dei morti"  illustra in che modo avveniva questo giudizio: il ka di ogni uomo era obbligato a fare un’autodichiarazione di innocenza, nella quale si dimostrava che non aveva commesso nessuno dei 42 peccati elencati nel "Libro dei morti".

Quest’autodichiarazione di innocenza è stranamente molto simile all’esame di coscienza che ogni pellegrino deve fare quando si appresta ad entrare nella Basilica di Collemaggio durante la cerimonia della Perdonanza.
E' simile alla confessione cristiana o laica.
Nell'antico Egitto era infatti usanza che al termine della giornata ogni suddito, a qualsiasi rango o ceto appartenesse, si ponesse davanti a simbolo del Dio Thot e facesse  un approndito "esame di coscienza" del suo comportamento giornaliero verso se stesso, verso gli altri e verso la natura, in modo da essere sempre pronto, giunto dell’aldilà,  a superare la terribile prova della pesatura del cuore, prova che poteva arrivare in ogni momento senza preavviso.
Come  avveniva la pesatura del cuore?

"Psicostasia"

> La cerimonia della pesatura del Cuore<


Il Dio della Luna Thot, sistemava una bilancia con due piatti: su uno c'era la raffigurazione di Maat

> la piuma <

sull'altro piatto il cuore del defunto.
Thot scrive con uno stilo il risultato del giudizio, mentre accanto a lui siede  un mostro, il "divoratore"  (il coccodrillo) pronto a mangiare il morto se risultasse colpevole. Se invece  si rivelasse buono, passava nel Regno di Osiride, un luogo luminoso, che rappresentava la diretta continuazione della vita terrena. I cattivi, esclusi dal luminoso regno dei  morti, giacevano invece affamati e assetati, nel buio regno sotterraneo, che viene illuminato solo nell'ora in cui il sole, durante il suo viaggio notturno, attraversa lo spazio che sta sotto la terra.

E’ una specie di vigile urbano cui affidato il controllo dei  cammini seguiti dagli uomini durante il corso della vita, calcolando i punti a favore e quelli contro. Se il risultato è troppo basso , viene, come previsto dal nostro Codice della strada, ritirata “la patente”, vietando allo sconsiderato conducente di girare ancora per le strade della vita e della morte, chiudendolo nel box affollatissimo di anime perdutesi.

A tal proposito richiamiamo la sintesi  proposta nell’enciclopedia di Wikipedia

Con  il termine psicostasia si suole indicare la cerimonia cui, secondo il Libro dei morti dell'antica religione egiziana, veniva sottoposto il defunto prima di poter accedere all'aldilà. Più usualmente, la psicostasia è nota come "pesatura del cuore", o "dell'anima".La rappresentazione più famosa di psicostasia è quella che si può ammirare nella tomba del nobile Hennefer, Sovrintendente del bestiame dei possedimenti per il culto funerario di Sethy I. In questa rappresentazione, l'episodio viene "narrato" quasi come si trattasse di una sorta di film in cui la sequenza delle immagini è, però, contestuale giacché ogni singola fase è ugualmente rappresentata in un unico dipinto.

Nella fascia alta, il defunto implora 14 dei-giudici, 7 dei quali recano l'Ankh, il segno della vita; nella fascia bassa, da sinistra verso destra, Hennefer è condotto per mano da Anubi, dio dell'imbalsamazione, verso una bilancia. In una sorta di secondo fotogramma di uno stesso episodio, l'immagine seguente rappresenta Anubi che su un piatto della bilancia ha posto il cuore del defunto, rappresentato dal geroglifico corrispondente ad un vaso (talvolta tale simbolo viene sostituito dalla intera figura del defunto), mentre sull'altro piatto si trova la "piuma", ovvero la Dea Maat, la verità, la giustizia (anche in questo caso, talvolta il simbolo viene sostituito dalla raffigurazione della dea Maat).

Il Dio della saggezza, Thot, prende nota dell'esito della pesatura: se, infatti, il cuore -come "registratore" di tutte le azioni, buone o malvagie, compiute durante la vita- bilancerà la piuma, allora il defunto sarà dichiarato "giusto", o "giustificato", ed ammesso al regno dei morti. In caso contrario, il cuore verrà dato in pasto a Ammit, "colei che ingoia il defunto", rappresentata da un mostro composito ai piedi della bilancia, che somma in se gli animali più pericolosi dell'egitto: il coccodrillo, il leone e l'ippopotamo.
Il penultimo "fotogramma" raffigura Horo che presenta Hennefer, ormai "giustificato", ad Osiride che si trova in trono, all'estrema destra del dipinto, sotto un baldacchino. Il testo geroglifico è la c.d.

"Formula dello scarabeo del Cuore"

tratta dal cap. 30 del "Libro dei morti". In alto un occhio Udjat alato (altra rappresentazione di Horo) reca una piuma montata su un supporto lotiforme mentre, alle spalle di Osiride, si trovano le Dee Iside e Nephtys.

Il trono di Osiride è posto su una sorta di predella rettangolare; a ben guardare, però, il rialzo è attraversato da linee ondulate che rappresentano, appunto, onde: si tratta, in realtà, dell'oceano delle acque primordiali, il Nun da cui emerge il monticello primigenio da cui, a sua volta, sorgerà, come infatti sorge, un fiore di loto. Da quest'ultimo a loro volta, nascono i quattro figli di Horo: Duamutef, dalla testa di sciacallo; Hapi, dalla testa di scimmia; Hamset,dalla testa umana , e Qebeshenuf, dalla testa di falco ovvero i protettori degli organi asportati al defunto e contenuti nei vasi canopici."

La presenza di una bilancia connessa al concetto di valutazione della verità, giustificherebbe il fatto che proprio tale simbolo sia stato poi scelto, ancora ai nostri giorni, per indicare, appunto, l'imparzialità della giustizia.

Thot il vigile del rispetto del codice cosmico

In questa cerimonia simbolica riveste un ruolo importante Thot, divinità egizia della sapienza, della scrittura, della magia <> misura del tempo, della matematica e della geometria. Thot ha infatti il compito di vigilare sul puntuale rispetto delle regole di comportamento indicate dalla Dea  Maat, registrando, su apposito registro, le varie infrazioni al Codice dell’unica  strada che porta verso l’agognato e luminoso Regno di Osiride.
Il ruolo del Dio Thot non è però solo quello di registrare i peccati e sanzionare le colpe nel mondo degli inferi, ma di  vigilare anche durante la vita sul comportamento dei singoli.
E’ una  specie di vigile che controlla i vari "cammini iniziatici".

E' soprattutto "il  vigile del cielo", a cui gli Dei hanno affidato il compito di garantire il rispetto del Codice cosmico da parte degli uomini e delle donne, che deve aiutare a ritrovare l’occhio sinistro, l’unico che consente di “ vedere” il cammino e di seguirlo senza più ostacoli. Compito che analizzeremo nel prossimo capitolo.

Il ruolo del Dio Thot non è quindi solo quello di registrare i peccati e sanzionare le colpe nel mondo degli inferi, ma di  vigilare anche durante la vita sul comportamento dei singoli.


Thot era il dio che aveva vinto la maledizione di Ra, permettendo a Nut di dare alla luce i suoi cinque figli. E' stato lui che ha aiutato Iside, una volta ritrovati i 14 pezzi del corpo di Osiride dilaniato e disperso da Seth, ad allontanare il veleno magico di Seth da suo figlio Horus, riportando Osiride indietro dai morti, con la barca sacra .

Ma  Thot non si limitò ad allontanare da Horus il veleno letale di Seth. Riuscì anche a farsi restituire dal Dio del male > l’occhio sinistro < di Horus stappatogli in combattimento ed ad inserirlo nuovamente nell’orbita vuota.
Tra le varie leggende intorno alla figura di Thot c’è infatti anche quella in cui Horus, una volta cresciuto, aveva voluto affrontare in compattimento Seth per vendicare l’assassinio di suo padre e la dispersione del suo corpo in 14 pezzi. Nello scontro  Horus riuscì ad evirare Seth, ma dovette subire la perdita dell’occhio sinistro, stappatogli da Seth.
Thot intervenne anche in questo caso costringendo Seth a restituire l'occhio.



In una forma più recente del mito il Dio Sole Ra avrebbe affidato a Shu e Tefnet la ricerca
dell’occhio sinistro strappato da Seth nello scontro con Horo.

A causa del protrarsi nel tempo di tale ricerca il Dio del Sole si sarebbe provvisto di un nuovo occhio sinistro, trasformato  in un serpente, che si avvolge intorno al cerchio rosso solare posto sulla sua fronte > l'ureo.



Questa leggenda in particolare nasconde un preciso significato esoterico, come evidenzia la statua di Akhenaton al museo  del Cairo priva dellocchio destro.

Ma anche il simbolo dell’occhio sinistro > l’occhio destro con serpente Hureos < inciso sull’avambraccio sinistro della Regina Nefartari nella colonna Nord Est della stanza, in cui era posto il sarcofago con la mummia della moglie di Ramsete II.



Due immagini criptate
, di cui nessuno sembra essersi reso conto, tanto che non ci si è mai chiesti quale messaggio simbolico volessero realmente trasmettere

Per comprenderlo dobbiamo inevitabilmente approfondire il significato che gli egiziani davano all’Occhio di Horus ed in particolare all’Occhio sinistro. e all' Enneade divina.


Ma questo lo vedremo nei prossimi capitoli

 

Cuore a Cuore

Un uomo non può cambiare il mondo

ma può inviare un messaggio

che può cambiare il mondo