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IL" BARDO THODOL" Di FRATE ELIA

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Il "Bardo Thodol"di Frate Elia
Capitolo 1
> Viaggio dell'anima dalla nascità alla morte <

Frate Elia fino al 1239 non era semplicemente il Vicario Generale dell'Ordine dei Frati Minori,
ma l'indiscussa ed estremamente qualificata > Guida spirituale < non solo dell’Ordine francescano, che presiedeva direttamente o indirettamente da quasi venti anni, ma anche di tutti i movimenti legati al
> messaggio spirituale ed esoterico <
lasciato da Elia nei  suoi scritti, volutamente dispersi o nascosti, come la sua appartenenza molto probabile ai "Cavalieri del Santo Sepolcro", a cui era stato "iniziato" durante il suo soggiorno in Palestina e a cui iniziò anche altri" fratelli" al suo ritorno in Italia.



Francesco -
assistito da Elia e da alcuni fratelli appositamente selezionati - attraverso i suoi viaggi e i suoi contatti umani e ultraumani li studiò e li praticò tutti, passando dal "cavalierato classico", alla "massoneria" dell'epoca, alle "dottrine segrete" dei Sufi e dei Cabalisti per diventare, alla fine della Sua vita, un  vero “Mago Merlino”, un “ Sacerdote perfetto”, che ha continuato a sprigionare da ogni cellula del suo Dna
> energia divina <




Energia divina, che Frate Elia conservò con religiosità e rispetto prima nella "cassa di legno", in cui rinchiuse le spoglie mortali del suo intimo amico e poi nel "sarcofago di pietra", che celò in un luogo assolutamente inaccessibile, come si conviene ad un "Re", ad un vero ed eccelso
> Faraone dello Spirito <



Lo fece seguendo i dettami della "cerimonia funebre" praticata appunto dai Sacerdoti egizi, servendosi delle indicazioni del
"Libro Tibetano dei Morti



come indicato nell'incisione impressa sull'alzata del "Feretro" di Francesco.



> Il "Bardo Thodol " di Frate Elia

"Il Libro Tibetano dei Morti < Il Bardo Thodol > – questo il titolo originario – è uno dei tre grandi classici “funerari” di tutti i tempi, insieme al "Papiro Egizio dei Morti" e alla "Divina Commedia" di Dante Alighieri.



Il Bardo Thodol fu composto in sanscrito dal grande maestro Padma Sambhava, nell’VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani, ma fu da questi occultato e venne riportato alla luce solo nel XIV secolo dallo «scopritore di tesori spirituali»
Karma Lingpa




Bar-do è l’espressione tibetana che indica
> la dimensione del passaggio tra due stati <



la morte per i Tibetani, non è una condizione di stasi, ma una profonda sconvolgente trasformazione.

Infatti alla sua "morte" non fa che tornare da dove è venuto



Il “Bardo Thodol” è un grande "Poema della luce", con il quale il maestro Padma Sambhava assicura che il morire è un nascere alla luce, non uno sprofondare nella notte.



E invita a “stare calmi”, a non cedere a spaventi o a lusinghe ultraterrene
l’asceta si deve  esercitare  già in vita a cogliere
> l’attimo che sta “tra la vita e l'aldilà <



Così come si esercita a cogliere  > il momento magico < in cui
lo spirito vitale ed eterno
che è in ognuno di Noi passa dalla veglia al sonno e al risveglio mattutino, cosi come passa dalla vita alla morte, alla rinascita.  



IL Bardo Thodol insegna che > al momento della morte < ogni uomo è posto di fronte al
> mondo ultraterreno <
secondo il punto di vista coltivato nella propria
religione.



Per il Buddhismo non esiste infatti > un solo Paradiso < ma tanti quanti sono gli Esseri illuminati, perché ciascuno di essi ha la capacità di creare con la mente una «terra pura», su cui lasciare > i solchi < del suo passaggio terreno in modo da indicare a chi sarà stato capace di seguirli,
"il sentiero" da intraprendere verso "la Luce"


Siamo tutti "figli di Dio", come Gesù, Lao Tsé, Sidartha, Maometto, San Francesco e un'infintà di altri "esseri sconosciuti"



che in tutto il mondo e nelle varie epoche, seguendo i più disparati sentieri
,
hanno raggiunto
le più alte vette dello spirito
indicando ognuno
una via <> un cammino
per tornare in contatto con l'energia, fonte primaria di tutti gli esseri animati e inanimati.



Se il cristiano avvicinandosi alla morte incontra il Cristo e l’indiano incontra l’amorevole Vishnu,
non vi è dunque da stupirsi.



Il Bardo Thodol invita a “non accontentarsi” di queste visioni
religiose, ma a immergersi in una
> Luce più profonda,interiore ed eterna<



che precede ogni forma e nella quale ogni manifestazione si discioglie.



Frate Elia, attraverso questo  messaggio altrettanto misterico -escatologico"
legato al simbolo del “Fiore della Vita" sembra aver voluto dare le stesse indicazioni e gli stessi premonimenti.



Questo misterioso sarcofago mostra un sofisticato rituale di rinascita,
un gioco di realtà virtuale del
"viaggio dell'anima dalla nascità alla morte"



Capitolo 2
>un convertitore e amplificatore di energia<

Avrebbe dovuto servire, nelle intenzioni di Frate Elia e del gruppo di iniziati, che ha eleborato e messo a punto questa "scatola energetica" a renderla
>un convertitore e amplificatore di energia<



imprimendo a fuoco - con un punteruolo a quattro lati-
all'esterno sull'alzata della cassa di legno, che avrebbe accolto le spoglie mortali di Francesco
un disegno
con chiare valenze esoteriche



in tutto simile ad un moderno schema elettrico, trasformando la cassa in un
> generatore e propulsore di energia <


Un
luogo consacrato
che nelle intenzioni di Frate Elia avrebbe dovuto convogliare e ridistribuire
l'Energia del Santo



trasformandola in
>
vibrazione cosmica <



identica a quella che si genera in un
Tempio ogni volta che viene ritualmente consacrato > ricostruito < secondo i canoni della Geometria Sacra, in modo da renderlo identico al "prototipo celeste", posto su un'altra dimensione atemporale, cosi da consentire all'iniziato ai piccoli e Grandi misteri di eliminare il tempo reale, seguendo uno specifico rituale liturgico ( vedasi ma la messa o particolari preghiere e inni sacri). che è stata elaborata, a seconda del culto praticato, in perfetta sincronia con l'archetipo celeste. Metodo e approccio esotericamente definito
"misterico-escatologico"



Esattamente
come in questa "centrale atomica" in costruzione,in cui viene posizionata all'interno del recinto circolare,che delimita il Sito



Intorno al nucleo centrale è posto 
un ottagono
seguendo i criteri di costruzione alchemica di
Castel del Monte


e quindi
due triangoli equilateri che formano
> una Stella di Salomone <



Al cui centro c'è un altro piccolo cerchio
> l'epicentro <



del nucleo atomico >il cuore vitale< della Centrale




Quest'ultima interpretazione, legata all'energia atomica, sembrerebbe, a prima vista, la meno probabile, perchè in quell'epoca si crede che tale forma di energia non fosse conosciuta, né tantomeno utilizzata con questo sistema, apparententemente semplice,  ma  forse era proprio questo lo scopo che si era prefisso Frate Elia, realizzando  una specie di veicolo-trasmettitore,capace sprigionare
una potenza energetica



pari a quella di una Centrale atomica, in cui si poteva  intraprendere in vita
il viaggio verso la conoscenza profonda della realtà,
del mondo visibile e di quello invisibile


in modo da raggiungere > livelli di coscienza superiori <



e prepararsi  al
passaggio dal mondo
dei presunti vivi in quello dei presunti morti



come avveniva nel > sarcofago di pietra < nella "Camera del Re"



nella Piramide di Cheope,







in cui- secondo una leggenda- gli iniziati, una volta adagiatisi, sperimentavano il contatto con altre dimensioni



utilizzando la pratica del viaggio astrale e della meditazione trascendente, in modo da apprendere a liberarsi dell'illusorietà della materia.



Ma queste intenzioni vennero meno e abbandonate quando Gregorio IX - ad appena due anni dalla morte di Francesco - decise di proclamarlo"Santo" e di edificare una Basilica, creando nella profondità della roccia, sotto l'altare maggiore, un altrettanto misteriosa
"Camera"



in cui traslare le sue spoglie mortali, lasciando sulle sue vesti e sotto i piedi 
> simboli  in codice <
altrettanto misteriosi, che sono stati, come al solito, con altrettanta insipienza e superficialità, dispersi o camuffati, perchè ritenuti a torto
> oggetti privi di alcun significato misterico-escatologico<
come invece abbiamo cercato di confutare nei capitoli dedicati al
>
Codex Frate Elia <



La cassa di legno
, su cui era stato impresso
> il circuito celeste <
una volta privata dell'energia propulsiva emanata dal corpo di Francesco, era tornata ad essere un involucro inerte, un'astronave senza più propulsore e
venne cosi abbandonata e lasciata a disposizione di Chiara e del Suo Convento di Clarisse, dove assunse le caratteristiche di una
"reliquia"

venerata dai sempre più numerosi fedeli, che accorrevano per vederla e per toccarla finchè non venne decisa di nasconderla alla vista e alla venerazione del popolo, decisione che ha permesso di preservarla fino ai giorni nostri, ma di renderla altrettanto invisibile e inaccessibile, come abbiamo evidenziato nel capitolo
> Frate Elia e i Frati Tre Scimiette <



Capitolo 3
“Messaggio misterico-escatologico"
> TAVOLA DI LEGNO <



Codice simbolico escatologico <

https://www.youtube.com/watch?v=sPQKlBoIGOs

Chiunque sia l'ispiratore di questa incisione parla attraverso
> un codice simbolico <
ancora più difficile da decriptare, essendo in linguaggio persosi nel tempo, patrimonio di pochi
”iniziati all’Arte Reale”
cosi segreto e incomprensibile da suscitare inevitabili perplessità da parte degli storici e degli esperti di Arte mediovale, che avanzano dubbi sull'autenticità della "feretro", come del resto le stesse Autorità ecclesiatiche francescane, che stanno mostrando una totale indifferenza su
> una scoperta <

cosi importante fatta da un loro frate di grande esperienza e professionalità.



Una scoperta > unica < nel suo genere perchè non risulta che siano stati trovati altri > messaggi < con questo schema, che mostra simbolicamene e metaforicamente l'intero ciclo vitale di un essere umano, dalla  nascita dell' embrione e del suo sviluppo in una tenera pianticella con cinque foglie,

? "due foglie vive" e "tre in formazione"?



Il messaggio misterico-escatologico dovrebbe quindi simbolicamente indicare  come nasca e si formi
" il seme della vita"e come possa sviluppare le cinque energie prime, rappresentate simbolicamente dalle
"cinque foglie"

> Fuoco, Acqua, Aria, Terra,Etere <


Limite invalicabile oltre il quale l'uomo normale non può assoltamente trascendere in altre dimensioni



se non compie un vero
"salto quantico"



Solo cosi potrà far sbocciare
> il sesto petalo <


e diventare un "Fiore" perfettamente vitale, che ruota al ritmo divino.




Elia vuole  indicare il cammino biofisico e spirituale che deve affrontare  colui che intende raggiungere
> livelli spirituali più elevati<



Solo  purificando il proprio "Fiore della Vita"dalle scorie terrene potrà riuscire come Francesco e tutti gli iniziati che lo hanno preceduto e che seguiranno lo stesso cammino iniziatico -  di fare l'indispensabile e necessario > il salto quantico < sviluppando progressivamente cinque energie primarie, rappresentate simbolicamente dalle "cinque foglie"




In numerosi templi antichi e Chiese medievali il simbolo del Fiore della Vita è richiamato, ma mai con la sequenza impressa a fuoco
sul sarcofago di Francesco Chiara



Questi "simboli" sono ripetuti negli ornati sopra e attorno alla tomba del Santo secondo un linguaggio dell’ermeneutica ebrea-cristiana e delle discipline alchemiche, come le antiche opere di Ermete Trismegisto, di cui Elia era profondo conoscitore e non a caso tenuto in gran conto e rispetto presso la stessa Corte imperiale di Federico II, in cui spiccava Michele Scoto, grandissimo astrologo, autore del triplice trattato Liber Introductorius, Liber particularis e la Phisyognomia, che nel loro complesso costituivano una vera enciclopedia di tutto il sapere astronomico-astrologico dell'epoca, nonchè Fibonacci, grande matematico che per primo introdusse il sistema numerico arabo in Occidente  il quale dedicò all'Imperatore, nel 1225, il suo Liber quadratorum, testi in cui i due autori precisavano "i rapporti numerici e geometrici" tra l'uomo e la natura, mostrando come l
a natura della Geometria sacra consiste nel fatto che non vi sono interruzioni, ma un'assoluta
> fluidità e interconnessione reciproca <




Essa continua a dispiegarsi sino alla creazione di tutto
l'Universo
> Ogni singola parte ha legami con il Tutto <

Una proporzione fondamentale nella Geometria sacra




è,come l'ha definita Fibonacci,
>
la proporzione aurea <


In sintesi il rapporto aureo è segno di armonia di completezza, come il numero cinque che caratterizza
> il pentalfa <



che è la somma del
numero 2
, principio femminile,
con il numero tre, principio maschile



dalla  cui > unione < sboccia la vita




Tale rapporto è stato considerato, sin dalla sua scoperta, come rappresentazione
della
Legge universale dell'armonia



Il > 5 < rappresenta infatti l'uomo,nella sua essenza maschile e femminile ,ma allo stesso tempo simboleggia l'Universo, la Volontà Divina, la quale aspira solo all'ordine ed alla perfezione. Il 5 è la metà del > 10 < e svolge un ruolo di mediazione tra Cielo e Terra, il punto dove le energie celesti si incontrano e dove si manifesta il elemento, l'etere, ovvero l'energia divina, come ha simbolicamente indicato Michelangelo nella Cappella Sistina.



I suoi simboli coincidono spesso in maniera impressionante con quanto possiamo leggere nei trattati alchemici eurasiatici e arabi, "Arti" o “Scienze” in senso lato, che concorrono a formare quelle che vengono chiamate "Scienze Occulte", dalché occultare, nascondere.



L’occultismo
è un qualcosa noto a pochi, trattato con linguaggio da iniziato e che usa simboli, allegorie, analogie, rituali, noti solo a coloro che sono istradati nell’arte propria o "Arte Regia"




Segno tangibile della quasi illeggibilità dei simboli,  è posto in evidenza dal compomparmento degli studiosi di Arte e gli accademici di storia dell'arte, che lo considerano frutto di una 'arte minore' un semplice ornamento pavimentale; la decorazione, un qualcosa di accessorio e superfluo,come dimostra  "il Fiore d'oro" posto da Frate Elia in cima all'Abside nella Basilica Superiore di San Francesco



individuato e fotograto dal prof. Lunghi durante i lavori di restauro seguiti al terremoto del 1997 e di cui abbimo cercato di spiegarne il chiaro intento mistico esoterico nel capitolo
> San Francesco: la Fiaba infinita di Frate Sole <



Sfugge loro completamente la funzione simbolica e di integrazione tra utilità ed intelletto che l'arte in senso tradizionale ha sempre coltivato.
Non è infatti possibile che Illuministi (Kant significativamente definiva l'ornamento come il "bello senza oggetto") e Romantici, impregnati come sono di spirito razionalistico e individualistico, figli della mentalità moderna, apprezzare con la centralità di una verità tradizionale,
> un simbolo di una lingua per loro andata perduta <



Alberico Zanini (in arte Berico)

Che Francesco conosceva e usava abitualmente con gli animali che incontrava nei boschi e in particolare le sue amate "allodole".



In Ecclesiaste troviamo un’interessante osservazione sul cui significato letterale solitamente non si riflette abbastanza:

"Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole. C'è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questo è nuovo?» Quella cosa esisteva già nei secoli che ci hanno preceduto. Non rimane memoria delle cose d'altri tempi; così di quanto succederà in seguito non rimarrà memoria fra quelli che verranno più tardi." 
Ecclesiaste 1:9-11

Questo è un pensiero molto profondo che viene di solito interpretato in senso figurato, come fosse riferito alla miopia del genere umano ed alla sua tendenza a ripetere gli errori del passato.  Non sono affermazioni che alludono ad una leggenda. ma sono purtroppo vere e letterali,come è dimostrato dal
> messaggio misterico-escatologico di Frate Elia <
abbandonato da oltre sette secoli e assolutamente indecifrabile.

 


 

Oggi, privati delle conoscenze dell’Ars Regia, la Scienza dei Savi, del tutto incapaci di raggiungere il livello raggiunto da Frate Elia nella conoscenza dell’Alchimia, come del resto quello dei Templari o dei Maestri Sufi, incontrati alla corte del Califfo di Bagdad,  è pressoché impossibile decifrare tutto il loro profondo significato esoterico-escatologico e cogliere la portata storiografica del messaggio di Frate Elia,
> Unico nel Suo genere <



intriso di “metafore allegoriche”, semplicemente perché è stato scritto nella "lingua simbolica", creata dagli  adepti per esprimere certe
> verità occulte < dello spirito umano.



Questa misteriosa Lingua degli Uccelli (la sapienza degli Alchimisti),quella in uso tra i costruttori delle  Cattedrali gotiche, talmente segreta e indecifrabile da risultare del tutto incomprensibile ai
"non adepti".



"L’arte alchemica è molto profonda e molto oscura, come acqua tenebrosa nelle nubi, (…) nessuno può giungere al luogo segreto dell’Alchimia se non è mosso dall’alto: solo così può riconoscerlo (…) giunti al culmine di tutta la filosofia”
(da Costantino Pisano, “Il libro dei segreti dell’Alchimia).



Ebbene Frate Elia mostra di aver raggiunto e scoperto  questo
luogo segreto” 
che è in ogni essere umano,  ma a cui pochi riescono ad abbeverarsi



e ci indica “la via” > "i tempi e i modi < per percorrerlo, dandoci l’ennesima conferma del valore universale degli archetipi utilizzati dai cercatori dell’ Oro filosofico in tutte le loro implicazioni simboliche, che vede nel
Fiore della Vita il simbolo per eccellenza.



Capitolo 4
> Il Fiore della Vita <

È un simbolo antichissimo,  sparso nel mondo ed in ogni cultura.



Era conosciuto, ad esempio,anche nell'antico Egitto e lo si ritrova all'interno della Grande Piramide di Cheope



o nelle mura del Tempio di Osireion di Abydo


In India appare su numerevoli templi

Ma anche nella cultura dei Maya anche  se con un diverso schema simbolico

Presso gli antichi Celti veniva interpretato come simbolo in movimento; pertanto rappresentava la potenza vivificatrice e generatrice del Sole



L'Astro trasmetterebbe al segno il suo potere guaritore e protettivo. Propizierebbe una nascita e una vita fortunate: ecco quindi che non sembra affatto un caso che questo > simbolo < emerga, molto spesso, in luoghi bisognosi di protezione e di difesa, quali 
le culle dei neonati o le serrature dei feretri
r


come appunto quella posta sull cassa funeraria di San Francesco, che non richiama le rozze serrature delle casse mortuarie del santo del secolo XIII, più volte riprodotte nelle Tavole istoriate fondo-oro, ma mostra delle sorprendenti analogie con quella della cassa mortuaria della beata Giuliana di Collalto morta nel 126, nell’isola della Giudecca.


o  inciso direttamente sul sepolcro di pietra come



o sull'alzata del feretro di Francesco.



Lo si ritrova in numerose chiese e templi, mediovali e rinascimentali


ma anche davanti al portale dell Chiesa di San Francesco a Terni



O sulle pareti del Palazzo Gazzoli rovinato dal tempo e pressochè illegibile




Era conosciuto anche dagli Etruschi, raffigurato sullo
scudo di un guerriero
in un bassorilievo nelle rovine di Vetulonia



Simbolo riprodotto in numerosi pavimenti di ville romane


Domus Ortaglia  -  Villa Adriana



Come in questo mosaio dell'antica Gallia, esposto al Museo gallico romano di Lione,in cui la centro c'è il simbolo della
>Swastika<



Tutti conoscono il sinistro simbolo della Swastika, la croce uncinata tristemente famosa per essere stata il simbolo stesso dell'ideologia nazista. 



La credenza comune è quella che Hitler e i Nazisti abbiano usurpato questo > simbolo di vita <
legato al sole e all'ottagono, come mostra questa medaglia del 1934



> invertendolo e inclinandolo di 90°<
con il significato opposto di morte, distruzione, oscurità, andando cioè
contro le forze stesse della Natura. Il Nazismo si arrogava questo potere…



Tuttavia la Swastika è un simbolo sacro, antichissimo e positivo, che rappresenta l'incontro-scontro tra forze opposte, che induce appunto
la croce a ruotare fino a divenire
> una croce uncinata <



come mostra questo mosaico di epoca romana esposto al Museo spagnolo di La Olmida

La swastika simbolo della rotazione cosmica.
Ritratto stilizzato della Galassia



la Swastika e’ destrogiro, qundo i suoi bracci puntano a sinistra, si muove cioé nel senso delle lancette dell’ orologio.
Segna l’attuale evoluzione ed espansione dell’Universo, il lungo esodo dell’ umanita’ dalla sua dimora ancestrale.



Questa Swastika scandisce le fasi successive della creazione, e’
la sorgente
che proietta calore, la plasmazione della materia e dei corpi.



La Swastika e’ levogiro, quando i bracci puntano a destra.
La sua rotazione segue un moto antiorario, da destra a sinistra.



Questo e’ simbolo del ritorno all’origine, al centro primordiale.
Propizia il riassorbimento nella non-esistenza.
Il nostro attuale mondo materialistico si dissolve, la materia si volatilizza bruciando l’illusione corporea, come mostra con efficacia questo dipinto di un pittore italiano che - come Magritte - scivola
dal mondo reale a quello invisibile.


"il movimento antiorario " di Vito Ganizzo (2010)

La Swastika sinistrorsa indica, con i suoi "uncini" che puntano a sinistra, la direzione del sole sorgente da est a ovest e quindi vita, crescita, rinascita. Indica per esteso anche i due equinozi e i due solstizi e quindi è collegata alle stagioni, al divenire della vita sul pianeta Terra.



La ritroviamo in tantissime culture antiche: dai Celti ai Tibetani,
al Buddismo indiano fino alla Cina e al Giappone


Tempio giapponese

Anche popoli primitivi la conoscono e sono state trovate Swastike dipinte tanto in Africa quanto in Australia. Inoltre, molti popoli nativi americani utilizzavano la Swastika come ornamento e pitture per il corpo.


Nel Buddismo esiste un oggetto simbolico chiamato “Ruota Dharmica”.
Si tratta di una ruota con otto raggi che rappresentano
gli otto gradini del nobile cammino verso l’illuminazione.



Viene descritto come una via che conduce alla cessazione della sofferenza ed alla conquista di una coscienza nuova e più illuminata che ricorda da vicino la promessa della pace mondiale e sicurezza” nel
N.O.G. - Nuovo Ordine Globale.


La ruota Dharmica è una versione dello stesso simbolo uncinato presente in molte tradizioni occulte.


La Ruota Dharmica e il cammino degli 8 passi non rappresentano
solo un concetto religioso, come rappresentato dagli eptagrammi cinesi.



La stessa fisica espone una teoria detta via degli 8 passi”.



Si tratta di una teoria per organizzare in "ottetti"




i barioni
(particelle composte formate da tre quark)

ed i mesoni subatomici (formati da un quark e da un antiquark).





Entrambe queste particelle appartengono alla famiglia degli adroni.



L’8 è un numero che simbolizza universalmente il nuovo inizio



che fa seguito alla fine di una sequenza ripetitiva del tempo


"Saliscendi"di Vito Ganizzo (2010)

passando dalla materia all'antimateria

L’ottavo giorno oltre il settimo giorno è anche il primo della successiva
vita e rinascita


"Luna nera - Luna bianca" di Vito Ganizzo (2010)

La spiegazione del > simbolismo dell’otto  < connesso ad un
tempo ciclico
si ritrova in una antica iscrizione egiziana:

"IO SONO l’Uno (concetto arcaico che ritroviamo in molte teorie religiose e scientifiche, come la scienza dell'Uno, la Tri-Unità, ecc.) che diventa Due, che diventa Quattro, che diventa Otto, e infine sono di nuovo UNO.” 



Nulla di quanto esiste, esiste indipendentemente.
Tutto è Uno
Nulla si crea e nulla si distrugge

> Tutto in Uno e Uno in Tutto <



Lo stesso principio viene espesso con il simbolo del
"Fiore della vita"


che si trova perfettamente disegnato sul soffitto dell'antico
Tempio di Osiride ad Abydos




Il Fiore dela vita che  è rappresentato con "sei petali", che si susseguono nelle sette enegie cosmiche rapprentate dai
7 colori dell'arcobaleno





Simbolismo legato in Oriente al "Fior di Loto"



e all'Albero della vita


Matelica,nel Museo Archeologico di Palazzo Finaguerra,lo si trova in un altro bellissimo mosaico pavimentale (proveniente dall'ex Palazzo Chierichetti) sicuramente più antico perchè costituito da tessere bianche e nere,come era nella tradizione romana antecedente.Il mosaico è datato al I sec.d.C.



I Fiori della Vita si ripetono.Sono inscritti in esagoni regolari,scanditi da una stella a sei punte o esagramma
(Stella di Davide o Sigillo di Salomone),
a sua volta inscritto in esagoni concentrici.
La prospettiva conferisce all'insieme un effetto 'tridimensionale',
che mostra una serie di scale composta di 5  cubi ad indicare
> i cinque livelli di ascesa spirituale <



Come nel pavimento della Basilica di Collemaggio



Michele Proclamato, in un articolo, apparso su > Nuova Aquila< ci mostra un foto del pavimento di Collemaggio, in cui, appaiono a prima vista una serie di "Stelle di Salomone"

Osservandolo con più attenzione appaiono “tridimensionalmente
cubi, tetraedri e rombi
bicromaticamente assemblati in modo meraviglioso ed il cui significato simbolico resta tutt'oggi oscuro.
Ma non più "il segreto dei Tre 888", che ci fornisce inconsapevolmente
> lo schema segreto <
utilizzato da Frate Elia nel messaggio impresso sul feretro di Francesco.

Capitolo 5
> Il Segreto dei Tre 888 <



A Collemaggio è stato infatti realizzato un sistema eliocentrico,



capace di funzionare alla stregua dei moderni
superconduttori -



Come Il Large Hadron Collider (LHC) del CERN
l'enorme acceleratore di particelle situato vicino a Ginevra in Svizzera



Gli obiettivi ufficialii di quest'acceleratore di energia consistono nella ricerca di risposte ai fondamentali interrogativi della fisica, inclusa la speranza (recentemente acclamata come realtà) di individuare l’ipotetico
bosone di Higgs



Gli scienziati del CERN di Ginevra sono convinti di aver trovato indizi utili a provare l'esistenza della > particella < teorizzata dal fisico britannico Peter Higgs nel 1964 e che, in sostanza, sarebbe decisiva nel conferire massa alle particelle subatomiche



In teoria il bosone di Higgs spesso chiamato anche
" la particella di Dio
è una particella elementare scalare che fornisce una massa ad ogni cosa. Questa particella sarebbe quindi lo scheletro di ogni cosa che esiste nel mondo fisico.



Si presume che il Large Hadron Collider del CERN ideato  per trasmettere milioni di dati e di immagini alla velocità della luce produca anche
> condotti spazio-temporali <

I condotti spazio-temporali (o wormholes, letteralmente “buchi di tarlo”) sono uno strumento per realizzare i viaggi nel tempo, sebbene sia necessario - perché siano percorribili - che abbiano dimensioni superiori a quelle dichiaratamente subatomiche che il Cern sostiene saranno “le uniche possibili” [?] generate dall'acceleratore di particelle. La funzione di un condotto spazio-temporale si può comprendere per analogia immaginando di prendere un foglio, farci due buchi alle estremità con un ago, e poi ripiegarlo in modo che i due fori coincidano. Viene così “creata una scorciatoia” che elimina la necessità di viaggiare attraverso l’intera superficie del foglio, dove il foglio rappresenta il tempo e lo spazio.



Il tempo non è una linea diritta, è un circuito (Ouroubous), ed I circuiti si ripetono. Non ci si chiede tanto perché dovrebbe essere così, e se sia veramente così, ma sta di fatto che il tempo è senza dubbio un ciclo osservabile.



E si può osservare semplicemente guardando l’orizzonte a oriente, durante
l’alba del giorno dell’equinozio di primavera.



Con il passare del tempo, il sole attraversa le case dello zodiaco in un disegno circolare che infine ritorna al suo punto di partenza.
Il CERN esplicita i suoi obiettivi con una statua di Shiva collocata nell’ingresso della sua sede di Ginevra.



Shiva è una divinità che rappresenta la morte e la rinascita, uno spirito connesso con l’idea di un circuito del tempo che si richiude su se stesso facendo coincidere, come nel simbolo dell'infinito 
> la fine con l’inizio <


Collemaggio sembra sia stato - in modo di concentrare le energie bio-psichiche di coloro che intendono avviarsi nel
> cammino della ricerca interiore <



aiutandoli a liberarsi progressivamente dai blocchi che le trattengono

Gli antichi costruttori non hanno però operato esclusivamente da provetti ingegneri psico-fisici, ma anche e soprattutto da "iniziati all'Arte Reale", affidando alle pietre del pavimento il messaggio più grande, che sia stato dato all'uomo, quello espresso dalla
quadratura del cerchio

Il pavimento è suddivido in sette spazi < segnati da linee rosse, oltre i quali sono raffigurati 6 centri concentrici, che formano Tre >888<



Il percorso
- attraverso un uso preciso dei numeri e delle forme - è segnalato sul pavimentosuddiviso in cinque piani.


Le losanghe bianche e rosse
, che si sviluppano per 5 rettangoli (il 5 rappresenta Maria) hanno delle proporzioni particolari, perché ogni pietra può essere iscritta sulla superfice data da due cerchi di uguale superfice, con il centro del secondo che si posiziona sulla circonferenza del primo,formando il simbolo della "vesica piscis".



La distesa delle losanghe esprime dunque l'idea che si attraversi l'acqua, dominando le passioni; che si cammini su un percorso di purificazione,
in cui la losanga, come il quadrato, simboleggia la materia, cioè l'aspetto delle emozioni e delle sensazioni, che vanno controllate e dirette nella giusta direzione, affrontandole e controllandole. 
In Collemaggio questo incontro è evidenziato dalla collocazione di una >pietra diversa<



posta al centro del tratto con le croci, in cui appare
una croce-fiore "un omphalos" , i
n cui i lati esterni dei quattro lati hanno un andamento circolare per mostrare che la croce in quel punto sta ruotando e seguendo



il movimento del Creato



Superato questo fondamentale 6° campo appare una  fioritura di croci-fiore in pietra rossa, alternate a > ottagoni < in pietra bianca con lati curvi



uguali a quelle che ornano la facciata della Basilica.



Capitolo 6
> Percorso Iniziatico <


E’ un percorso iniziatico in cui una persona viene introdotta in un ambiente ad alta frequenza e con basso magnetismo, in cui l’energia polarizzata dei simboli e dei disegni fluisce attraverso 7 aree ben precise, delimitate da 6 distinte linee e simboli sparsi sul pavimento, stimolando sette diversi centri (vedi chakra) in modo da essere sottoposta ad un progressivo e sempre più intenso influsso energetico nei punti nevralgici del suo corpo, così da consentirle di raggiungere stati di progressiva e sempre più intensa presa di coscienza e di accedere al Labirinto formato da >Tre 888<



al termine della navata, dove, attraverso un percorso segnato da una serie di
sei cerchi concentrici



i
centri motori vengono portati al massimo livello energetico sostenibile, dopo averli fatti
ruotare in senso orario ed antiorario



così da consentirle di entrare in contatto con l'energia alla massima potenza.



In questa ultima fase, attraverso l’incontro e lo scambio energetico tra il polo positivo e quello negativo, che ogni individuo (maschio e femmina) porta in sé -anche se a ruoli invertiti- si realizza il >Rebis< l’unione tra due opposti,

l’incontro tra l’energia solare (fuoco - maschile) e quella lunare (acqua - femminile), le mistiche nozze del Re e della Regina
il matrimonio alchemico



dalla cui unione nascerà un figlio, il fanciullo interiore (il puer aeternus, il Cristo), la resurrezione spirituale dell'uomo dall'acqua e dal fuoco, che rappresenta la perfezione spirituale raggiunta dall’alchimista attraverso
la Via della Grande Opera, come sottolinea Eddy Seferian, un sensitivo armeno, che racconta l'esperienza vissuta a Collemaggio nel settembre 2007
nel capitolo"il Percorso iniziatico di Eddy", dandoci un resoconto dettagliato di quanto percepito e vissuto in quei momenti e nei giorni successivi nel capitolo "Pellegrinaggio a Collemaggio".

Capitolo 7
> La Via della Grande Opera <



Eddy, come altri saggi in tutte le epoche e civiltà, vede e sente” Entità con le  quali ,è capace di scambiare messaggi e sensazioni.
L'ho conosciuto quasi quindici anni fà ed una specie di cronista del cielo
> Lo scriba degli angeli < come amo definirlo.


Magritte

I suoi racconti non hanno spesso alcun contatto con la realtà in cui noi abitualmente viviamo, ma lui , me ne sono convinto  vivendo insieme a lui esperienze intensissime,“vede e sente la presenza di questi
Esseri invisibili e inudibili



Vede, come dice nell’introduzione del libro "la Grande Opera" (Ed. Anina) fin da piccolo e "la sua vista”, a differenza della maggior parte degli uomini e delle donne, non si è spenta.  La solitudine in cui è stato costretto a vivere, a causa della guerra, gli ha preservato queste capacità.


Magritte

Eddy afferma che è piuttosto raro che un essere umano attraversi il velo, che nasconde il mondo fisico da quello multidimensionale, altrettanto vivo e palpitante, ma assolutamente invisibile e soprattutto del tutto impercettibile.


Magritte

L'uomo moderno non è più abituato e istruito ad aprire
la porta < 
al suo Sé Superiore onde consentire la perfetta fusione
tra il Sé-multidimensionale e il sé-fisico,


Magritte

Solo cosi si può avere la comunicazione e sviluppare l’intuizione, collegando il mondo a tre dimensioni, l’unico che percepiamo, ad altre dimensioni, come ha scoperto lo psicologo italiano Assagioli, creando il famoso
"Ovoide"


Il corpo è una macchina delicata, molto complessa, con ghiandole che lavorano al decimilionesimo di micron e che sono capaci di autoripararsi.
Ciascuna unità infinitesimale possiede
una funzione speciale e sa cosa deve fare: sembra possedere una mente ed una volontà, che dirigono le proprie azioni in quel piano.



La nostra coscienza
si esprime attraverso varie frequenze, influenzando ogni parte del nostro corpo




Intorno ad ogni essere animato e cosiddetto inanimato  c’è
un campoenergetico
totalmente e completamente multidimensionale.



Questo campo viene generato da circa cento trilioni di pezzetti chimici chiamati DNA.
La scienza non sa come comunichino tra loro e non riesce a vedere le proprietà multidimensionali che vi sono presenti.
Ancora non vede pienamente gli attributi quantici del DNA.
Il DNA è  un sistema compiuterizzato, perfettamente cosciente, in scala.






Nel vostro corpo ci sono cento trilioni di molecole della doppia elica del DNA che sono tutte uguali.



Formano intorno a voi un campo che si estende per circa otto metri e che ha un nome ebraico:
Merkabah


La scienza moderna è convinta  che il DNA sia essenzialmente  chimico.
Lo è, ma solo circa il  > 3% < di esso è chimica 3D .
Il resto è informazione multidimensionale, nascosta in quel che appare come chimica casuale.



La scienza lo vede a modo suo, perché osserva la doppia elica in cui ci sono tre miliardi di parti chimiche in ogni molecola di DNA.
Ogni loop attivo di DNA ha tre miliardi di parti chimiche.
Tuttavia, quando la scienza studia questa chimica,
vede soltanto quel 3% che in realtà non fa nulla.


Questo > 3% < è il sistema lineare che crea tutti i geni del corpo umano.


Tutto il resto della chimica, che rappresenta più del 90% della totalità del nostro DNA, non  viene capito perché la scienza cerca sempre la linearità.
Gli scienziati vogliono esaminare le cose che si aspettano di trovare nella loro realtà. Poiché  > 97% < che non vedono, né tanto meno percepiscono,
sembra un mistero, continuano a concentrarsi solo sul
>  3% <
perché è quello che sembra fare tutto il lavoro.


Vito Ganizzo

Se la coscienza di un essere umano si mantiene lineare percepirà solo sistemi lineari e avrà  comportamenti lineari e
non svilupperà mai le restanti
energie interattive tra loro, che portano, gradino dopo gradino, negli altri sistemi e mondi multidimensionali.


Ogni essere umano nasce con 2 basi di DNA trasmessi dal proprio padre o dalla propria madre.



Attualmente,non  tutti gli umani possono ascendere,una volta discesi su un piano più denso e concentrato.



non essendo il proprio corpo capace di reggere
> l’aumento progressivo di energia <
che ciò comporta a  livello biologico e psichico.



Per ascendere altri gradini serve, infatti, la capacità biologica di trasmutare il DNA in una biochimica più antica e la mancanza di una tale innata conoscenza o dell’involucro adatto, semplicemente precluderà la capacità di avanzare nell'ascensione.  

Capitolo 8
>False ascensioni <> i limiti invalicabili<

Ci sono state molte forme di false ascensioni nella storia umana.
Una falsa ascensione si verifica quando la biologia non è in grado di ascendere nei materiali genetici per creare una forma di quarta dimensione,  anche se il corpo di luce,impropriamente eccitato con meditazioni o rituali errati dal canto suo, ascende ugualmente.



Ne consegue che, appena il corpo di luce tenta di ascendere in una realtà di quarta dimensione o alle successive, la forma < il corpo > si brucia a causa della fissione interna.



Quindi è una modalità destinata a fallire e nello sfregio della forma in tali tentativi di
> falsa ascensione <
ne sono sempre scaturite azioni negative o gravi malattie.


Le scuole iniziatiche sconsigliando vivamente  l’adepto che si accinge a padroneggiare nel fisico nella sua ascensione biologica di procedere oltre il 5 livello nella costruzione di un corpo di luce

Solo quando sarà capace di padroneggiare  tutte le energie che compongono l'essenza di ogni essere



potrà  comporre e scomporre la sua
Stella fiammeggiante



sprigionando da ogni poro
scintille di  luce



e si schiuderanno i sei magici petali d0ro del suo fiore della vita



Ma se umanamente questo controllo non è ancora alla nostra portata, non ci è consentito andare oltre e superare il 5° livello, il quinto portale.



Solo dopo aver raggiunto  questo > 6 livello < potrà completare tutti gli
8 segmenti dell'iniziazione





Le stesse indicazioni sembra voler confermare
Frate Elia nell'enigmatico disegno impresso sulla tavola di legno.
Al centro in basso è riprodotto un "Fiore della vita" con soli
"5 petali"



Non è quindi un caso che  a Collemaggio sia stato scelto il 5° livello per porre l'adepto di fronte alla scelta se proseguire o fermarsi e sospendere
> il percorso <
tornando indietro a livelli sostenibili per il suo organismo e la sua psiche.



E' la pietra filosofale degli alchimisti, che consente alla materia di trasformarsi da impura a pura.


La croce -omphalos
simboleggia
l'unione del cielo e della terra,
la speranza dell'incontro tra la dimensione
della materia (orizzontale) con il cielo (verticale).



il punto di incontro, che consente all'uomo di andare
> oltre il quinto livello (quello terreno) <
oltre il limite determinato dalla dimensione, su cui è ancorata la nostra coscienza, varcando
> la soglia < tra le due dimensioni.



Il pellegrino, dopo essersi "purificato" e in piena coscienza "perdonato" di errori e/o misfatti commessi, entrato nella Basilica, si avvia sul sentiero, per raggiungere il l'epicentro del
Labirinto dei Tre 888,  il punto illuminato dal Sole ad ogni solstizio d'estate.



superando i 5 livelli, fino al raggiungere il sesto, dove in centro era raffigurato
> l’omphalos <
il luogo di congiunzione tra cielo e terra, la soglia sublime, che non è concesso varcare se rivestiti dalla materia.




Questo simbolo antichissimo è stato posto, con cognizione di causa - come nella Basilica di San Michele a Ravenna   al centro della navata, a metà della Chiesa, dove nella parete Nord vi è
"la Porta Santa"





Capitolo 9
>Omphalos<
"simbolismo occulto"

L'omphalos
segnala a colui che ha deciso di intraprendere un percorso evolutivo che, una volta superata 
> la soglia <




vivrà l'esperienza di una morte -rinascita,
entrando direttamente > nel telo funerario < per poi risorgere



lenzuolo funerario
che, attraverso croci, identiche a quelle disegnate sulla facciata, richiama i nodi della parte centrale del telo sindonico, ora custodita a Torino.



Solo se si sentirà pronto a varcare la soglia, che separa il mondo visibile da quello invisibile, potrà procedere e portarsi al , al e infine all’, quello che gli consentirà di intraprendere l’iter sempre più esclusivo e assolutamente individuale.



Lo sguardo lanciato da quel punto verso remoti orizzonti, non è più quello di un uomo tremante per le difficoltà che la sua natura gli contrappone, ma di colui che ha sconfitto la paura della morte ed è ormai assurto agli stati più alti dell’essere.



Frate Elia ha voluto esprimere lo stesso concetto, usando un'altra simbologia  legata al Fiore della vita ed è l'unico messaggio rimasto intatto, anche se di difficile "decodificazione"
"messaggio misterico escatologico"
che grazie a Fra Bigaroni è
ormai di dominio pubblico.


Quella "casella vuota" indica il salto quantico compiuto da Francesco e i mille petali sbocciati del Suo "Cuore d'oro"


Cercheremo di raccontarlo nel prossino capitolo

> Il messaggio misterico escatologico di Elia <

avv. Giovanni Salvat
i

Cuore a
Cuore

Un uomo non può cambiare il mondo

ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo