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L'OLFATTO

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I cinque sensi consentono il pieno sviluppo delle nostre facoltà intellettuali e psicosomatiche.
Sgrossando la sua pietra, l’apprendista impara che deve diffidare delle sue asperità, che queste sono costituite da passioni e pulsioni avventate o sconsiderate.
Il compagno apprende a rispettare  il suo corpo ed i suoi sensi, e capisce  che deve  saperli utilizzare in modo completamente diverso per interporre, tra la percezione e la reazione, una facoltà di discernimento, che lo condurrà progressivamente a diffidare di ogni moto impulsivo ed a valutare meglio ed in modo non più superficiale  ogni situazione, che saprà padroneggiare a seconda della reazione del suo corpo e dei suoi 5 sensi,  dai quali riceverà precisi  segnali e messaggi, che riuscirà  sempre più facilmente a decodificare, ponendo in essere un progressivo ed indispensabile decondizionamento del suo modo di essere e di vivere.

Nel pregevolissimo testo di Irène Mainguy Simbolica Massonica del Terzo Millennio a cura di Paolo Lucarelli ( titolo originale dell’opera “La Symbolique Maconnique due troisiéme millénnaire" 2001 – Copyright Edizioni Mediterranee,2004) si cita un articolo di Martin Harvey : “L’initiation il y a deux cents ans, pubblicato da “Le Symbolisme “,n°388,gennaio – marzo 1969.

In questo scritto si riporta quanto segue :

> “ Perché cinque fanno una Loggia?

Perché ogni uomo è provvisto di cinque sensi: l’udito, la vista,l’olfatto,il gusto e il tatto
Tre  di essi sono per me di grande utilità: saper udire, vedere e toccare.

"Di quale utilità sono per voi, fratello mio?"

L’udito serve a sentire la parola, la vista per vedere il segno, il tatto per sentire il tocco, affinché io possa riconoscere un fratello altrettanto bene al buio e alla luce.”

Lo sviluppo dei sensi non consente solo di affrontare la vita con strumenti più efficaci, ma opera, spesso del tutto incoscientemente, ad un progressivo ampliamento della coscienza.
Su un piano interiore opera la trasformazione:

dell udito in intelletto; della vista in chiaroveggenza; del gusto in apprezzamento dei valori spirituali e di ciò che è sottile; del tatto in prudenza e discernimento; dell’olfatto in intuito.

La Massoneria, come tutte le tradizioni e culture antiche, è nel contempo sperimentale e spirituale e sa  quindi come utilizzare il corpo energetico ed in particolare i 5 sensi per curare e sviluppare la coscienza umana.  

L’olfatto e i profumi dei lavori dei Figli della Vedova sono il tema di questa tavola.

La percezione sensibile degli odori si attua mediante l’organo del naso. Di una persona che ha l’organo dell’olfatto molto sviluppato si dice che ha fiuto. Il fiuto interiore svela simpatia e antipatia, orienta i desideri e le parole, guida il cammino della vita ; in senso superiore ,possiamo parlare di finezza, ma anche di discernimento, come per il tatto, ma ad un livello diverso di sensibilità, assai prossimo all’intuizione.

I supporti olfattivi

I profumi dei lavori muratori sono esclusivamente resine da bruciare su carboncini di legna in recipienti di terracotta ( quest’ultima ricorda l’uomo di argilla “cotto” nel forno detto “athanor” analogicamente legato al tempio).
Le resine, lungi dal farci rievocare atmosfere da parrocchie, sinagoghe o templi devozionali e cimiteri, devono essere considerate come agevolanti il conseguimento di particolari stati di coscienza .
Prima dell’inizio dei lavori, il Maestro Venerabile indica al Maestro delle Cerimonie la miscela  delle resine a prevalente base di incenso puro (tipo olibanum legato all’elemento fuoco e al sole), da utilizzare nei vari gradi e per specifiche cerimonie
.
Per ciascuno dei 3 gradi sono  state individuate e proposte  diverse miscele di profumi , anche se ormai non sono più utilizzate che in pochissime Logge, perché   restano ai più  incomprensibili le motivazioni exoteriche ed esoteriche della loro specifica applicazione. Il "perché" e  il "come" resta  infatti un vero rebus, non essendoci, data l’indispensabile e necessaria segretezza, testi specifici, che possano  fornire una  spiegazione tecnica e scientifica e soprattutto esoterica e spirituale dell’obbligatorio utilizzo in queste determinate e specifiche percentuali.
Ci limitiamo pertanto ad indicare le percentuali senza alcun commento o spiegazione,  non essendo  possibile, in questo contesto, esprimere opinioni personali e lasciando a fratelli più esperti e qualificati eventuali chiarimenti e spiegazioni:

- in primo grado (Apprendista) incenso 50% ,mastice 50% ;
- in secondo grado (Compagno d’Arte) incenso 50% ,mirra 50% ;
- in terzo grado (Maestro)  incenso 50% ,storace 50%.

Nelle iniziazioni occorre aggiungere all’incenso e alla resina propria del grado (mastice,mirra o storace) un’altra resina:il benzoino del Siam.
Pertanto, si avranno le seguenti miscele relative all’iniziazione.
Apprendista: incenso 50% , mastice 40%,  benzoino del Siam al 10%; 
Compagno d’Arte: incenso 50% mirra 30% benzoino del Siam 20%;
Maestro: incenso 50% , storace 25% , benzoino del Siam 25% .

La scelta delle resine può essere compiuta anche tenendo conto delle analogie con gli elementi: fuoco/incenso puro; mastice /aria; mirra/acqua; storace/terra .

Incenso – Boswellia Sacra – Boswellia Carteri

Questa resina, detta levonah,rappresentava uno dei tesori dei templi giudei. Era uno degli ingredienti della miscela di Mosé, ma veniva anche bruciata singolarmente .Nella Bibbia l’incenso è menzionato ben 22 volte. Fino ai tempi di Salomone il suo impiego fu circoscritto agli ambiti religiosi. Alcune antiche leggende narrano che ad Adamo, cacciato dall’Eden, fu concesso di portare via l’incenso. Furono i Fenici ad importare in Israele questa resina dall’Arabia Meridionale, poiché quell’albero non cresceva in quelle terre .
Quello donato a Gesù Cristo dai Re Magi probabilmente proveniva dallo Yemen. L’incenso ,in latino olibanum , è tuttora utilizzato nelle cerimonie e nelle funzioni religiose della Chiesa Cattolica . Nonostante e forse proprio a dispetto dei precedenti rituali ebraici e “pagani”, la Chiesa tardò molto ad usare l’incenso e altre resine nella liturgia soprattutto in Occidente perché ciò aveva un significato apparentemente idolatrico. Ma, a cominciare dal IV secolo dopo Cristo, vennero reintrodotti gli incensieri e i bracieri per i profumi sia per purificare l’aria sia per sacralizzare i luoghi di culto. *

Mastice -  Pistacia  Lentiscus

Il mastice, ovvero la resina trasparente del lentisco, proveniva originariamente dall’isola greca di Chio, da cui veniva importato in Egitto. Era un ingrediente del Kyphi ** , ma si era soliti bruciarlo anche singolarmente .Il mastice diffonde note delicate e balsamiche ad azione purificante ed equilibrante .Nell’antico Egitto esso veniva definito “il profumo gradito agli dei “ .

Mirra – Commiphora Myrrha  - Commiphora Abyssinica – Commiphora Schimperi

La mitologia egiziana vuole che la mirra abbia avuto origine dalle lacrime di Horus ,il dio falco.”Chi assapora questo profumo scampa alla morte e partecipa alla vita eterna degli Dei”.
Nell’antico Egitto e,più tardi ,presso altre civiltà si riteneva che il suo profumo grave, terroso e aromatico avesse un effetto eccitante per i sensi. Nelle poesie d’amore l’erotismo femminile viene spesso posto in relazione con la mirra, che tuttavia trova impiego anche per favorire un sonno ristoratore e tranquillo. Scrive Plutarco:”
i suoi fumi gradevoli e rinfrescanti non modificano soltanto l’aria, essi invogliano il nostro corpo ad assaporare i piaceri del sonno. Gli affanni che gravano sulla nostra giornata si dileguano e l’immaginazione viene levigata a tal punto da divenire uno specchio.”
Questa resina era impiegata nelle pratiche igieniche, in medicina, nelle celebrazioni religiose e nei riti magici. Gli antichi egizi chiamavano la mirra Bal (Bala) , che significava scongiuro dalla pazzia : infatti erano soliti servirsene per calmare i malati.Oltre che nelle fumigazioni, era utilizzata come ingrediente di unguenti e profumi, spesso in miscela con l’incenso,benzoino e cannella.

Storace – Liquidambar Orientalis – Liquidambar Styracifula – Nome sumero : Balukku-

Lo storace, detto anche ambra orientale ,ha il proprio habitat naturale nelle terre in cui si trovava la Mesopotamia. Oggi cresce allo stato selvatico in Asia Minore, Iran, Libano, Cipro,Rodi e Turchia sudoccidentale.E sistono quattro varietà di Luiquidambar Orientalis: due sono diffuse in Giappone e Cina; una in Centroamerica e Nordamerica; la rimanente, che qui di seguito si descrive, proviene dall’Asia Minore.
Nell' opera "Trattato sull’anima e Canone di medicina" Avicenna (Ibn Sina in arabo) ,il medico e filosofo tra il 980 e il 1037 d.c. , definì i poteri curativi di numerose sostanze quali l’incenso,lo storace ,la mirra e l’ambra (nonché molte altre ancora) ponendole anche in relazione con i diversi stati dell’animo umano. Secondo Avicenna, negli aromi viveva l’anima delle piante , in grado di esercitare un’azione curativa sulla spiritualità dell’uomo.
Lo storace è un elemento dei preparati delle Mille e una notte quali la Rosa Mystica che prevede la seguente composizione : incenso ( 3 parti); mirra ( 2 parti); storace ( 1 parte ); ladano ( 2 parti); petali di rosa (1/2 parte); sandaracca (1/2 parte ); incenso dorato facoltativo.
Il profumo della Rosa Mystica dei Sufi agisce sulle energie eteree del nostro cuore e invita a praticare quelle forme di meditazione legate all’energia dell’amore. Il calore, la profondità e la delicatezza di questo aroma apre l’anima e accarezza il cuore.
Tra le ricette della Bibbia si può indicare l’incenso del tempio che prevede una parte di storace, due parti di mirra, incenso due parti, galbano ½ parte .
Questa miscela ebraica, simbolo dei quattro elementi, emana un meraviglioso profumo balsamico che si presta alla meditazione e alla contemplazione. ***   

Benzoino – Benzoe Siam  Styrax Tonkinensis – Benzoe Sumatra Styrax Benzoin

Questa resina aromatica è originaria di Sumatra, della Thailandia e del Laos. Veniva esportata in Egitto da commercianti indiani , inizialmente via mare e in seguito lungo la via dei profumi.
La resina di Benzoino emana note dolci e balsamiche che ricordano la vaniglia : contiene gli stessi principi attivi presenti nella vaniglia.
Nell’antico Egitto veniva impiegata nella preparazione di miscele eccitanti e inebrianti. Il benzoino del Siam ha una fragranza più dolce della varietà Sumatra, ma è più costoso e, si dice ,più raffinato.
Oggi sono in commercio entrambe le resine. Gli egizi comunque preferivano l’aroma del Benzoino di Sumatra. Questa resina viene di solito usata nelle miscele poiché, bruciata singolarmente ( secondo opinioni discordanti) non emana un profumo gradevole.
La sua combustione è rapida e sviluppa un fumo irritante .Ha azione rilassante, calmante e si presta a gradevoli fumigazioni serali , in questo caso miscelata con legno di sandalo e cannella.
Stimolerebbe la fantasia e l’ispirazione e costituirebbe un sostegno per le attività creative.Al Benzoino vengono attribuite anche proprietà rasserenanti nei momenti di tristezza e mortificazione.
Anche la sensualità può trarre beneficio dal Benzoino.
Una miscela di resina di incenso, legno di cedro e benzoino trasmette una sensazione di pace interiore.
Il benzoino diffuso in India sembra sia particolarmente adatto a curare le tossi secche e le malattie respiratorie nonché secondo alcuni anche le dermatosi.
In India questa resina viene impiegata anche come incenso sacro da porre davanti alle statue e alle immagini che simboleggiano la triade divina: Brama, Vishnu e
Shiva.

La provenienza delle diverse resine aromatiche rimase ,nelle civiltà antiche, che ne fecero grande uso ,immersa in un certo mistero. La loro varietà , i luoghi e le condizioni del loro sfruttamento erano conosciuti in maniera imprecisa .Per gli egiziani ,gli aromi rari ed esotici provenivano dal paese di Punt che approssimativamente corrispondeva alle coste del Mar Rosso. Erodoto, invece, ne poneva l’origine in Arabia:  l’unico paese del mondo che produca incenso, mirra, cassia,cinnamomo e laudano. I naturalisti greci talvolta immaginavano persino che l’incenso e la mirra provenissero dallo stesso albero.
Leggende e strane storie sono rintracciabili in abbondanza.
L’iter di questi ultimi mesi  (alcune letture sul tema ed esperimenti)  mi induce  ad affermare che  le fumigazioni a base di storace fanno davvero un po’ sognare e mitigano le preoccupazioni materiali e spirituali . Senz’altro si ottiene una migliore respirazione dopo una fumigazione a base di Benzoino del Siam.
Benzoino e incenso aiutano la meditazione e scacciano i cattivi pensieri. La mirra è sicuramente la più “sensuale” delle cinque resine. Il mastice è rimasto un mistero .

Fr. Compagno d’Arte


Note
Incenso
*Secondo la mitologia egizia, era stata la fenice ,uccello mitico , a portare con i suoi artigli l’incenso nella terra di Punt. In base alla leggenda ,dunque ,la resina di incenso è un dono speciale degli dei .Il suo aroma delicato era per gli egizi il più sacro e pregiato, addirittura il profumo divino per eccellenza .Nella loro lingua l’incenso era detto “ciò che rende divini”. Veniva impiegato a scopo sacrale e consentiva di accedere alle sfere celesti (superiori), accompagnava le preghiere, i sacrifici,le cerimonie funebri, gli eventi pubblici ,l’incoronazione del faraone e i riti quotidiani celebrati dai sacerdoti nei templi. L’incenso puro ha note balsamiche e fresche.

**Kyphi : un rimedio contro le preoccupazioni di tutti i giorni.
Alcune essenze venivano bruciate singolarmente; tra esse l’incenso,la mirra ,l’opoponax  ,il cedro e il ginepro. Esistevano poi miscele particolarmente apprezzate per le quali gli ingredienti erano selezionati e abbinati con la massima raffinatezza.
Gli egiziani ne scolpirono la ricetta in caratteri geroglifici sulla parete del tempio, posta nella parte posteriore del tempio. Altre ricette del Kyphi sono riportate nel papiro di Eber e in quello rinvenuto nella piramide di Cheope.
Plutarco ne ha tramandato una versione che prevedeva 16 ingredienti, che egli narra aver appreso da un sacerdote egizio, di nome Maneton. Discoride,medico militare sotto l’imperatore Nerone,trascrisse una ricetta con 10 ingredienti.
Confrontando le varie ricette , emerge che il Kyphi conteneva certamente i seguenti ingredienti: incenso, mirra, cannella, legno di sandalo, cipero, ginepro, calamo, coriandolo,resina mastice, storace,uva passa e vino.
La sua preparazione durava mesi ed era accompagnata da preghiere e rituali .L’ottima fama di cui gode questa benefica miscela egizia è giunta fino a noi. Plutarco scrive entusiasta :”il Kyphi ha il potere di cullare gli uomini nel sonno, di provocare sogni gradevoli e di allontanare le preoccupazioni quotidiane .Colui che la sera farà una fumigazione di Kyphi avrà sicuramente pace e tranquillità”.

***Il balsamo di storace si ricava riscaldando la corteccia della pianta, appartenente alla famiglia delle Hamamelidaceae e diffusa, oggi come ai tempi dell’antico Egitto ,in Asia Minore. Lo storace veniva importato da commercianti fenici. Nel papiro magico di Abraxas (IV sec. D.c). è menzionato tra le sostanze odorose e consigliato per favorire un sonno profondo.
Gli antichi Egizi , come pure i popoli della Mesopotamia ,lo chiamavano Miniaki,che significa profumo delle feste.
Lo storace nero, una volta bruciato, emana un intenso odore balsamico ,resinoso, floreale,femminile dolce  come la cannella e leggermente erbaceo.
Conferisce alle miscele una nota sensuale e seducente. Ha proprietà calmanti e rilassanti , utili per contrastare i disturbi del sonno. Mescolato un tempo con il calamo ,un’associazione costante come quella di incenso e mirra. Nell’antico Egitto si diceva che tale miscela conferisse energia psichica e conferisce l’autoaffermazione. E’ disponibile in commercio con il nome di gomma storace , nella varietà onduregna, iraniana e turca.
Quest’ultima è la migliore.     

Opoponax –Mirra dolce
Le fumigazioni con opoponax venivano utilizzate presso numerose civiltà per proteggere dagli influssi negativi .Si diceva che questi fumi avvolgessero la persona in una sorta di scudo protettivo.
In grado di conferire immunità contro gli agenti patogeni provenienti dall’esterno.
Secondo la tradizione l’opoponax potenzia le facoltà percettive e per tale ragione costituisce un mezzo ideale per acuire i sensi ,la capacità di osservazione e favorisce l’ispirazione e l’intuizione.  

Riferimenti Bibliografici

Massoneria Italiana –Grande Oriente d’Italia –Palazzo Giustiniani –“Quaderni di Simbologia Muratoria – cfr. in particolare il Quaderno n° 5 pag.100 e ss. “I  supporti olfattivi” – “Supporti muratori e l’apparato sensoriale” –
Simboli – “Le Garzatine” , Milano 1999- Astrologia, cabala, alchimia,emblemi araldici,divinità…Bibliografia tematica – Cfr. voce : “incenso”;
Susanne Ficher-Rizzi -  Incensi e profumi –l’uso,le proprietà e la storia-Tecniche Nuove – cfr. anche www.tecnichenuove.it
Irène Mainguy – Simbolica Massonica del terzo millennio – a cura di Paolo Lucarelli –Edizioni Mediterranee, Roma,2001
Piero Camporesi –Il brodo indiano Edonismo e esotismo nel Settecento ( dove tra le altre cose si parla di eteree  profumazioni vegetali ) – Milano,1990 – Garzanti Editore;
Marco Dini Sin – L’orto incantato – erbe aromatiche ,spezie ,ortaggi e frutta tra terapia,mito e magia , Edizioni Lunaris,1999 ;
Serafina Pennestrì – “Aromatica” – tra sacro, profano e magico – Selcom Editoria,1995 ;
Mandy Aftel , Essenze e alchimia –Il libro dei profumi – Tutto quello che c’è da sapere sui profumi : una guida completa e affidabile – Cfr. anche www.aftelier.com ;
Leo Kaiti , piante e profumi magici , Atanòr 1993; 
Rudyard Kipling , I profumi dei viaggi ,Como-Pavia 2000
Giulio M.Bregliano,Profumi e filtri magici –ricette e segreti ,Edizioni Mediterranee ,Roma 1984 ;
Cino Boccazzi -  La via dell’incenso – Neri Pozza ,Vicenza 1997/2003 ;
Guido Abbattista , l’espansione europea in Asia (sec.XV-XVIII) ,Carocci Editore,Roma 2002 – cfr.in particolare il paragrafo sul mondo romano ( rotte dell’incenso et cetera) pag.