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L'UDITO

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INTRODUZIONE 1
Il modello del mondo che ci creiamo lo possiamo considerare metaforicamente come una mappa, una carta geografica riferita al territorio che essa rappresenta.
Quindi, come una mappa non e' il territorio rappresentato, ma solo una fedele riproduzione su carta, così il nostro modo di vedere la realtà non e' la realtà stessa. Le persone costruiscono la propria mappa del mondo elaborando, attraverso complessi processi neurologici, dati provenienti da contesti ambientali, culturali, familiari, e personali.
L'individuo, letteralmente immerso in un fiume di input sensoriali, ha a disposizione una serie di filtri che gli permettono di acquisire in maniera selettiva dall'ambiente, le informazioni utili alla sua sopravvivenza.

E' la percezione che crea la mappa del mondo: in base a questa mappa si affronta e si reagisce al mondo, ma questa mappa non è il mondo oggettivo ed è tendenzialmente autoconfermante.
Tutto ciò che noi consideriamo il nostro universo interno e il nostro modo di vedere la realtà e di interagire con essa, e' creato da un’elaborazione mentale di ciò che percepiamo attraverso i nostri cinque sensi.
Questa elaborazione mentale non e' altro che il nostro modo di vedere il mondo, cioè lo schema-guida dei nostri comportamenti 2.
La nostra mappa del mondo non è quella degli altri.[…] Sovente le mappe sono molto diverse anche tra persone che vivono assieme, perché, nella realtà, anche chi vive assieme spesso non comunica in modo profondo, dall’intimo, ma comunica in modo superficiale, con tante lacune, parlando di cose esterne, cose quotidiane da fare che deludono le ispettive originarie, equivoci mai chiariti che portano a pessimi risultati, a incomprensioni, a barriere e a fratture.
Questi sono i problemi di coppia, ma sono anche problemi di famiglia, dove non esiste una reale comunicazione, perché non vi è condivisione, della comprensione delle diversità, dell’accettazione delle esperienze di comunicazione fuori dagli sc hemi. […]
La mancanza di comunicazione vera e profonda ci fa essere insieme fisicamente con qualcuno, anche con molte persone, ma si è soli profondamente soli.

Suono e colore

L’uomo, oltre che composto da vari elementi chimici e minerali, può essere paragonato ad un magnete quadripolare obbediente alle
leggi dell’elettricità e del magnetismo” 3.

Ogni parte del nostro corpo ha una sua vibrazione che produce un suono e
un colore.
La nostra coscienza
si esprime attraverso varie frequenze, influenzando ogni parte del nostro corpo.
Il colore e il suono sono quindi aspetti della vibrazione e sono intercambiabili.

Ogni individuo ha un proprio campo di energia elettromagnetica, che emette suoni e colori, che lo inducono ad assumere determinati atteggiamenti e comportamenti e che segnano il suo carattere e la sua personalità (si veda la persona a quattro colori di Lüscher).
E’ quindi evidente che percependo il mondo attraverso i cinque sensi, ogni persona percepisce ed elabora le esperienze in modo diverso da un’altra. Una volta ottenute tutte le informazioni, si attua un processo interno d’elaborazione mentale, che è composto dalle rappresentazioni mentali di quello che si è percepito.
Queste rappresentazioni mentali influenzeranno valori e convinzioni, che a loro volta innescheranno uno stato interno strutturato da emozioni, sentimenti, sensazioni che formano i programmi mentali (metaprogrammi), ossia strategie delle persone ancora sotto forma di rappresentazioni mentali.

“Il colore e il suono, nella nostra percezione, non sono in ogni caso il riscontro oggettivo del mondo esterno, ma un’interpretazione visiva e uditiva di un fenomeno energetico naturale” 4.

“Il sentire è un percepire che si colloca sui primi gradini della scala cognitiva: sentiamo un suono, un colore, un odore quando un fenomeno sonoro, visivo od olfattivo è presente alla coscienza” 5.

Ogni suono principale ha un rapporto strettissimo con le vibrazioni luminose cromatiche.
Le note, dal grave Do all’acuto Si, sono legate alle vibrazioni: lunghe e rade nel caso della prima nota; brevi e frequenti nella settima.
Il rapporto suono e colore, seguendo la scala musicale, è considerato in alcune tradizioni, nel seguente modo 6:

Do, con suono basso e vibrazione lunga, coincide col colore Rosso, con il pianeta Marte, rappresenta il coraggio e la forza che si trova nella base, nella solidarietà;
Re, coincide con il colore Arancione, appartiene anch’esso al fuoco e rappresenta il futuro ed è influenzato dal pianeta Marte;
Mi, corrisponde al Giallo, è a metà tra il fuoco e la terra, è influenzato da Mercurio, rappresenta il calore umano, l’amicizia e l’interesse per gli altri;
Fa, corrisponde al Verde, appartiene alla terra e subisce l’influenza di Venere, rappresenta l’amore e la compassione, la conoscenza di se stesso e degli altri;
Sol, corrisponde al Blu, appartiene all’acqua, viene influenzato da Saturno, armonizza il pensiero ed i sentimenti;
La, corrisponde all’Indaco, appartiene all’acqua-aria, subisce l’influenza di Giove  simboleggia la perseveranza e l’efficacia;
Si, corrisponde al Violetto, il più etereo, leggerissimo, con vibrazioni alte e brevi, appartiene all’aria. Il suo pianeta è Nettuno, rappresenta il rispetto per gli altri e per il mistero.

Energia e Vibrazione.

Viviamo immersi nel colore: il nostro è un mondo di radiazioni elettromagnetiche di frequenze e lunghezze diverse, che agiscono su di noi stimolandoci.
Ciò che chiamiamo luce 7 è una miriade di piccole particelle, i fotoni, diverse tra loro per frequenza di vibrazione.
I fotoni interagiscono con gli elettroni degli atomi della superficie degli oggetti, venendo assorbiti oppure riemessi e, arrivando ai nostri occhi in quantità e qualità differenti, provocano diverse sensazioni cerebrali di tipo visivo, alle quali abbiamo dato il nome di colori.
Radiazioni elettromagnetiche di bassa frequenza, riemesse da un oggetto illuminato, danno sensazioni cui corrispondono i nomi di rosso e arancione.
Allo stesso modo, radiazioni di alta frequenza suscitano azzurro, blu e violetto.
Le medie frequenze danno giallo e verde, e così via.

“La luce ha qualità dinamiche che ci sono ancora sconosciute, ma è incontrovertibile che il colore ha un peso, una temperatura, una forza di penetrazione, una densità e una base dinamica8.

Quando un raggio luminoso colpisce una superficie:

Essa muta di temperatura;
Muta la luminosità della superficie del corpo (per esempio diventa fluorescente) e il colore naturale;
Mette in moto processi elettrici e chimici diversi, a seconda della natura del corpo irradiato.

La luce è prodotta dal ritmo oscillatorio di particelle energetiche elementari: “quanti” o “fotoni”, è un’energia radiante visibile, che si muove nello spazio sotto forma di onde variabili per dimensione ed energia.
Mentre viaggia ad una velocità di 300.000 Km al secondo, la luce vibra, e attraverso le vibrazioni trasmette energia 9.
Tanto più corta è la lunghezza d’onda, tanto maggiore è l’energia.
Per visualizzare i quanti di energia e capirne l’intrinseca potenza, il fisico inglese Crooks ideò nel 1800 il radiometro solare o mulinello fotonico 10.
Quando le vibrazioni sono meno di trentadue al secondo, quest’energia radiante diventa inudibile e invisibile.
Le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico variano da meno di un millesimo a centinaia di chilometri.I colori dello spettro vengono classificati dai fisici a seconda della lunghezza d’onda.
La gamma dei colori si sviluppa dall’infrarosso (energia ad alto valore termico ed a lunga lunghezza d’onda, che si espande da 8.000 a 150.000 Angstroms, all’ultravioletto (energia, di per sé fredda, di corta lunghezza d’onda, assai efficace nel provocare reazioni biochimiche,si estende tra i 4.000 e i 3.100 Angstroms 11
Il nostro senso dell’udito è similmente limitato; vi sono suoni troppo acuti o troppo bassi perché il nostro orecchio possa percepirli.
Il suono è prodotto da ondulazioni nell’atmosfera: la nota più bassa di un organo produce 16 1/2 vibrazioni al secondo. Mentre alcuni la possono udire, altri non percepiscono note al di sotto delle 40 vibrazioni al secondo.
Lo stesso accade per le più alte note percepibili; alcuni arrivano a sentire suoni di 40.000 vibrazioni al secondo ed altri solo  quelli di 20.000.
“Ove esistano suoni che, per qualche imperfezione, non possiamo udire, “tali suoni non esistono per noi”: esistono solo per coloro che reagiscono alle loro vibrazioni” 12.
La tavola di vibrazioni, qui di seguito, dà un’idea generale degli effetti prodotti in natura dalle vibrazioni nell’aria e nell’etere.
Supponiamo di avere un pendolo che faccia due oscillazioni al secondo, e che quindi, aumentando di velocità, ne faccia quattro, poi otto, e così via sempre raddoppiando ad ogni successivo passaggio; esso avrà così prodotto un certo numero di vibrazioni per secondo.
Di tutte le vibrazioni producibili nell’aria, il nostro udito comincia a percepire soltanto quelle che sono arrivate al 5° grado e cessa quando sono tra il 13° e il 15° grado
.


Dunque le onde elettromagnetiche si propagano nell’etere, ma noi “vediamo” soltanto quelle di un determinato ordine di frequenza.
Il filo elettrico che porta la corrente alla lampada è opaco ai nostri occhi, ma quando incontra una resistenza e produce una maggiore velocità nell’etere (dal 45° al 50° grado), la lampada si accende, il nostro occhio vede la luce e riconosce l’elettricità.
“Dalla infinita gamma di vibrazioni, dice Mario Stromillo,varianti per velocità e lunghezza, dalle frazioni di un metro fino a parecchi chilometri, sin qui classificate dalla scienza, i sensi che possediamo sono capaci di rispondere a poco di più di un’ottava parte di tali vibrazioni13.
In altre parole del mondo che ci circonda e che la scienza ha scoperto, noi percepiamo circa un ottavo; sette ottavi del mondo sfuggono alla nostra percezione, e questo ci dovrebbe far riflettere.
Esiste quindi una scala di colori visibili ed una scala di colori invisibili, così come esistono scale di suoni udibili e altre fuori dalla portata dell’orecchio umano.

Vi sono sette colori principali visibili e sette note base udibili, che si ripetono di sette in sette finché non escono dalla portata dei nostri sensi.
I colori visibili hanno una propria lunghezza d’onda e frequenza:

Corpo come strumento musicale

Bisognerebbe tornare a suonare le nostre sette note fondamentali, utilizzando il Nostro Corpo come uno

"strumento musicale"

La scelta del Testo musicale (vedi Rito) spetta a  coloro che devono condurre il gruppo di lavoro, Nel Tempio consacrato vi è un movimento rotatorio orario e antiorario ed uno ascendente e discendente.

I suoni possono infatti essere avvertiti dal basso verso l'alto o viceversa. Oggi siamo abituati a sentire la nostra "scala musicale" in modo ascendente, cioè tra "il do" dell'ottava bassa ed il "do" dell'ottava alta secondo la sequenza: do>re>mi>fa> sol>la>si > DO

Sembra che anticamente non fosse così. L'uomo avvertiva i suoni non dal basso verso l'alto, bensì al contrario. in senso discendente e ciò avrebbe consentito di percepire onde e suoni non alla normale portata dell'orecchio, penetrando nel mondo normalmente inudibile, rivelando il mondo spirituale.

La rivelazione dell' "ottava"

del 7+1 avveniva nei Templi in cui si praticavano i vari Misteri, come quelli di Apollo e di Orfeo, perché il suono era "un dono degli Dei" che arrivava dall'alto verso il basso, facendo percepire inizialmente i più acuti e quindi, via via, i più gravi: da "do" dell'ottava alta al "do" dell'ottava bassa:

DO>SI>LA>SOL>FA>MI>RE >do

Fu questa stessa ottava, che più tardi, Sant'Ambrogio (339-397 d.c.) avrebbe deciso di capovolgere, utilizzando  nei canti, detti appunto ambrosiani, la scala ascendente, privilegiando un altro modo di sollecitare il fondamento musicale del corpo umano  tramite la preghiera cantata,  in modo di innalzare l'uomo dalla terra al cielo e portando ad un progressivo mutamento della coscienza e della sensibilità. Era un modo diverso, ma altrettanto efficace di ottenere, attraverso la personale scala musicale di ogni essere, in questo caso ascendente, la "Rivelazione dell' Ottava". Infatti dall'"ottava " musicale un "tono", attraverso sette gradini, "risorge" ad un livello più alto. passando ad un'altra "ottava" di tipo "temporale". E non è un caso che la Teologia è solita chiamare il giorno di

"Pasqua"o di "Resurrezione"

"Ottavo giorno"., che messo in orizzontale che altro non è che il"simbolo dell'Infinito", presente anche nella morfologia e nei processi del corpo umano ( vedi doppia spirale del DNA,divisione cellulare(mitosi) muscoli orbicolari delle palpebre)

I 5 SENSI:   L’ U D I T O

Nasciamo in questo mondo emettendo suoni e per mezzo di essi prendiamo coscienza di noi stessi e di quello che sta intorno a noi.
E’ il nostro udito che ci guida  a percepire, riconoscere e classificare le innumerevoli vibrazioni che ci circondano.
I rumori della natura, il suono degli oggetti percossi, la nostra stessa voce e quella degli altri, il canto di alcuni uccelli, tutto ciò ha sempre  esercitato su di noi una forte attrazione.
Nel corso della nostra evoluzione abbiamo appreso come alcune vibrazioni agiscano su di noi inducendo degli stati emotivi.
Le vibrazioni a bassa frequenza (toni bassi) agiscono sulle strutture pelvico-addominali (chakra della base e plesso solare), quelle ad alta frequenza (toni acuti) influenzano la parte superiore del corpo (chakra del cuore, della gola e del terzo occhio);
La loro azione può essere stimolante o rilassante a seconda del ritmo.

Il potere del suono e della voce umana nell’induzione di stati emotivi trovò sbocco nella magia e poi nella
medicina.

………Ascoltiamo questa musica del tibet, suoni grezzi ma coinvolgenti…….cerchiamo di percepire l’effetto delle sue vibrazioni………


Si scoprì che alcuni suoni si accordano fra loro producendo sequenze piacevoli all’ascolto, nacque l’armonia (dal greco: accordo tra i diversi) .
Pitagora fu il primo a riconoscere i principi matematici che stanno alla base dell’armonia; utilizzando delle sottili corde di diversa lunghezza messe in eguale tensione, egli trovò che erano in armonia tra di loro i suoni prodotti delle corde che avevano rapporti di lunghezza secondo frazioni di numeri interi (8/9, 4/5, ¾,  2/3, 3/5, 8/15, ½…….).
Ne derivarono le 7 note della nostra attuale scala musicale, che furono connesse ai 7 pianeti del firmamento allora conosciuti (sole, luna, marte, mercurio, giove, venere e saturno).
Per tale motivo la musica veniva considerata la porta di accesso alle sfere celesti e assumeva quindi un valore religioso.

……Ascoltiamo il canto e la musica religiosa islamica dei sufi……… il ritmo profondo e incalzante,  la suggestione delle voci che sembrano ipnotizzarci, coinvolgendo il nostro corpo nel movimento………
………Ascoltiamo ora la musica medioevale e il canto gregoriano con i riverberi dei vocalizzi nelle grandi navate delle cattedrali………questa musica parla al nostro corpo emozionale placandone le passioni………

Nelle culture occidentali la musica seguì uno sviluppo differente rispetto all’oriente.
Si imparò ad associare tra loro suoni prodotti da strumenti diversi, così da ottenere vibrazioni sonore più complesse: si formarono le orchestre.
Identiche note potevano essere suonate contemporaneamente su toni (ottave) differenti, seguendo percorsi armonici paralleli, nacquero il contrappunto e
la melodia.

Suoni sempre più ricchi di nuovi timbri e sfumature a generare nuove e più profonde sensazioni.
………Ascoltiamo questo concerto di Mozart: i violini con i loro acuti fremiti che agiscono su i nostri chakra superiori, su i  corpi sottili……
………Ascoltiamo ora questa sinfonia di Wagner, musica emozionante, espressiva della forza della natura……

in una musica fatta di vibrazioni dissonanti, nello sconvolgimento  delle vecchie regole.
………
Ascoltiamo questa opera  di Stravinsky……immergiamoci nel suo magma di musica dalle sonorità caotiche ed inquietanti……

Ma tutte queste vibrazioni che per mezzo del nostro orecchio penetrano dentro di noi e generano sensazioni, su che cosa agiscono? E in quale modo?
Uno dei fenomeni più sorprendenti del suono è la risonanza, due corpi che possiedono la medesima lunghezza d’onda di vibrazione tendono ad attrarsi.
Se eseguo al pianoforte una qualsiasi nota (ad esempio un LA), tutti  i LA delle ottave superiori (acuti) ed interiori (bassi) entrano in vibrazione.
Per gli antichi iniziati (Ermete Trimagistro),  come per i fisici di oggi,  tutto nell’universo è vibrazione, energia che si espande e si contrae come un respiro cosmico.  
L’atto della creazione avvenne per mezzo del suono della  voce divina (….e Dio disse: sia fatta la luce….), sulla lunghezza d’onda di quella vibrazione iniziale noi siamo stati modellati e su quella lunghezza d’onda  noi risuoniamo.
Siamo dunque costituiti da energia che vibra con una lunghezza d’onda di base (nota dominante o spirito divino), su cui si innestano le varianti (gli armonici) specifici di ogni singolo individuo.

Ognuno di noi è una sinfonia di vibrazioni in armonia fra loro, ma basta poco e questa armonia può andare perduta e soffriamo.

Per ritrovare l’armonia dobbiamo tornare alla vibrazione iniziale, ma la strada è lunga e difficoltosa perché troppi suoni e rumori assordano il nostro orecchio, affollano la nostra mente e ci disorientano.
Le vibrazioni dello spirito sono sommesse e sottili, per riuscire percepirle occorre riadattare il nostro  orecchio e fare spazio nella nostra mente, liberandoci dai condizionamenti e dalle paure.

Facciamo silenzio dentro, lasciamo che la vibrazione originale, il primo suono, possa espandersi di nuovo in noi e farci risuonare in sintonia con l’universo.
……… Ascoltiamo ora in silenzio i suoni di queste “campane tibetane”……vibrazioni eteree, suoni non correlati, capaci di  oltrepassare le barriere della  nostra mente razionale e raggiungere il nostro spirito………

Compagno d’Arte:.

1 Osservazioni e schede tratte, con il consenso dell’Autrice, dalla Tesi  Dott. Eleonora Salvati  “Corpo,Mente, Cuore”.
2 Robert Dilts, John Grinder, Richard Bandler, Lesile c. Bandler, Judith DeLozier, Programmazione NeuroLinguistica, ed. Astrolabio, Roma 1980, p. 21.
3 Waldo Bernasconi, Colore e bioenergia, ed. Ottaviano, Milano 1986.
4 Daniel Levy, Eufonia, il suono della vita, op. cit., 1986, p. 60.
5 Franco Cusimano, Cromoterapia, spiritualità e psicologia, ed. Carpineto Romano, 2001, p. 29.
6 P. Gentili, Astrologia scienza dello spirito, ed. Acanthus, Milano, 1987, pp. 25, 51, 101.
7 Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, Corbaccio, Milano, 1995, pp. 32, 37, 81 e 86. Einstein, servendosi dell’effetto fotoelettrico, aveva provato che la luce è di natura particellare e Young, facendo uso del fenomeno dell’interferenza, aveva provato che la luce è di natura ondulatoria.La scoperta di Young lo portò ad ottenere il premio Nobel.  www.html.it e www.colordesign.it.
8 Waldo Bernasconi, Colore e bioenergia, Ottaviano, Milano, 1986.
9 Enrico Miotto, Luce e colori, La Scienza, Roma, 1994, p. 25.
10 Il dispositivo è costituito da un’ampolla contenente un perno sul quale è appoggiato un mulinello. Ogni paletta del mulinello ha una faccia lucida, riflettente, e l'altra annerita. Nell'ampolla è stato fatto il vuoto (la pressione del gas residuo è circa un milionesimo di quella atmosferica). Se illuminato, il mulinello comincia a ruotare con la superficie annerita delle palette che segue la superficie lucida nel senso della rotazione. Il movimento del mulinello è sicuramente dovuto alla luce: infatti se il dispositivo non è illuminato non si ha rotazione. Quando la luce colpisce la superficie annerita di una delle due palette, questa, a differenza della superficie lucida (riflettente), assorbe la luce incidente e quindi si scalda. Dunque, illuminando il radiometro, si instaura una differenza di temperatura tra le due palette. Si veda il sito: www.mporzio.astro.it
11 W. Bernasconi, Colore e bioenergia, op. cit., 1986, p. 12, 96 e 114; M. L. Lacy, Conosci te stesso attraverso i colori, ed.Gremese, 1989; Enrico Miotto, Luce e colori, op. cit., 1994, p. 32.
12 Daniel Levy, Eufonia, il suono della vita, ed. Cassiopea, Venezia, 1986, p. 62.
13 Tabella e informazioni tratte dal libro di Mario Stromillo, Guarire con i colori, ed. Siad, 1984, p. 35.
14 Ibi., p. 36.
15 Waldo Bernasconi, Colore e bioenergia, op. cit.
i titoli dei brani musicali del CD:

1) Musica del Tibet: DUNGCHEN E GYALING  (trombe e fllauti del Tibet)
2) Musica islamica: BISMALLAH AR-RHAMAN  (Nel nome di Hallah misericordioso)
3) Canto gregoriano: LIBERA ME - RESPONSORIUM
4) W.A. Mozart: Sinfonia K364 per violino, viola e orchestra
5) R. Wagner : DER RITT DER WALKUREN (La cavalcata delle Valchirie)
6) I. Straqvinsky: THE FIREBIRD (L'uccello di fuoco)
7) Campane tibetane:  MUSICA DELLO SPIRITO