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I PORTALI DEI TEMPLARI

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In un libro "fantascientifico" di Javier Sierra "Le Porte dei Templari" (Ed. Il Saggiatore), l'autore sostiene una tesi affascinante, che dichiara essere solo parzialmente frutto della Sua immaginazione.

Quello che racconta è in effetti una meditata miscela di verità inconfutabili e scenari possibili, come le esperienze che ho personalmente vissuto insieme ad Eddy Seferian in India al Matrimandir, raccontate nel libro la Grande Opera”, (ed. Anima), all’Aconcagua e nella Basilica di Collemaggio, dove insieme abbiamo percorso e rivissuto il percorso iniziatico nascosto nel pavimento, scoprendo il segreto dei ”Tre >888<” e del “Labirinto”, vera stanza di compensazione e di riequilibrio energetico.

Tra l’altro Javier Sierra parla di un libro, di cui sarebbe entrato in possesso Bernardo di Chiaravalle El fin del sabio y el meyor dos medios para avanzar (il fine del saggio e il migliore dei due mezzi per avanzare).

Si tratta di > un libro < dalle origini incerte -probabilmente egizie- che sembra sia stato scritto in lingua araba da un certo Abul Kasim Malaslama, un saggio appartenente ad una comunità iniziatica di Carran.

Il libro fu ritrovato nella Biblioteca di Cordova al momento della riconquista della città da parte spagnola e fatto tradurre in latino da Alfonso X dalla famosa scuola di traduttori di Toledo. Richiamo alcune Sue considerazioni, che credo si possano condividere:
"Le città ed i templi venivano costruiti secondo precise misure auree che dovevano tener conto dei rapporti con determinate stelle, mentre le case con quelle dei 7 pianeti allora conosciuti".

Le Cattedrali gotiche (risalenti al XII e XIII secolo) edificate nelle antiche province di Champagne, Piccardia, Ile de France e Neustria -quella che un tempo fu la Gallia dei Druidi e dei Celti- furono costruite nell'identica posizione delle stelle della costellazione della Vergine e sono tutte state dedicate a "Maria Vergine”. Ciascuna di queste “fonti di energiasono unite tra di loro da correnti invisibili.

I templi venivano costruiti, utilizzando il
SATOR, che consentiva di rispettare con precisione determinate proporzioni matematiche seguendo le istruzioni fatte proprie anche da Pitagora, che le applicava alle corde degli strumenti musicali perché suonassero armonicamente.
Gli egizi gli avevano infatti insegnato, come del resto a Platone, che ogni figura geometrica, debitamente manovrata, emette una propria vibrazione e le Cattedrali non sono altro che gigantesche figure geometriche.
Il compito veniva affidato ai "charpentiers", i leggendari Maestri Comacini, iniziati all' "Ars regia", che sapevano individuare "aree" dove si manifestava un'energia tellurica molto intensa.

I Cinesi la conoscevano come energia "Chi" e fu solo nel diciannovesimo secolo che un medico tedesco, il Dott Ernest Hartman, la quantificò scientificamente e stabilì una teoria, secondo la quale tali correnti formano un reticolo che si estende per tutta la Terra, come fossero vene.

Anche i Celti erano convinti dell'esistenza di "una Forza sotterranea", che credevano attraversasse tutta la Terra, dando vita ad una rete energetica.
Questa energia, chiamata "Woivre", veniva rappresentata come "un serpente", simboleggiato nei templi e sulle tombe dei Celti da "linee a zig zag", o da serpenti attorcigliati intorno a colonne.

Esistono studi che dimostrano come in luoghi di forte attività tellurica, dove di solito sono presenti anche faglie geologiche e movimenti sismici di bassa intensità della crosta terrestre, a volte si generano sfere di luce chiamate "Earth Ligts", luci della Terra, prodotti dalla piezoelettricità, che è la corrente generata dall'attrito di rocce ricche di silice.
Il nostro pianeta, come tutti gli astri, è un emissore naturale di onde radio. In genere sono di bassa frequenza e totalmente impercettibili dai nostri sensi o dai normali sensori, ma se tale emissione passa attraverso "pietre", che concentrano bene quest'energia, come per esempio il quarzo, è possibile modificare o alterare la loro frequenza.


Le
Cattedrali gotiche, costruite con questa impostazione, venivano assemblate scegliendo con cura i vari materiali. Un particolare riguardo veniva dato alle vetrate, in cui venivano amalgamati elementi, che creassero effetti particolari sui partecipanti ai vari riti. Avevano infatti lo scopo di favorire la concentrazione di quest'energia per sollecitare e sviluppare quella di coloro che partecipavano a determinate cerimonie sacre.
Queste
Chiese, come gli antichi templi pagani (Tholos di Epidauro) venivano edificate per essere degli acceleratori di energie, che aumentavano o diminuivano d'intensità, seguendo il movimento delle stagioni e degli astri di riferimento ed in particolare dei solstizi.


Fin dai tempi più remoti i solstizi segnavano infatti cambi importanti delle stagioni dell'anno, i momenti della semina e del raccolto, riti sociali rilevanti come le feste di San Giovanni Battista e di San
Giovanni l'Evangelista.
Il 21 giugno (solstizio d'estate) dedicato dai cristiani a San Giovanni Battista,
il 21 dicembre (solstizio d'inverno) dedicato a San Giovanni l'Evangelista.

In tutte le chiese e templi consacrati al tempo dei solstizi” si attiva un'energia molto più intensa che negli altri periodi dell'anno.  In queste particolari "date" il Sole si trova nel punto più lontano dall'equatore, nel corso del suo cammino apparente intorno alla Terra, che gli astronomi chiamano"ellittica".

Gli antichi si erano accorti che in queste particolari date il sole arrestava il Suo movimento progressivo, che lo faceva sorgere "in punti successivi" dell’orizzonte ed in questi particolari giorni "si fermava" e "cambiava direzione".



Non è quindi un caso che "solstizio" significa "fermata del sole" e le Cattedrali funzionano come uno specchio del cielo, tanto che il visitatore ha spesso l'impressione di entrare in un meccanismo ad orologeria, in cui, in date ben precise, la luce solare cambia direzione e forma immagini simboliche.



Si pensi alla Cappella di San Galgano, in cui all'alba del 22 giugno si forma un cerchio di luce proiettato, dal lato opposto da una finestrella stretta e di forma rettangolare.

O alla Chiesa napoletana di S. Giovanni a Carbonara, in cui il 23 giugno a mezzogiorno, il sole, entrando da una finestrella, va a colpire il volto di un Cristo deposto, in bassorilievo sotto l'altare.

O alla Cattedrale di Sainte Madeleine a Vezelay, dove ogni 23 giugno, a mezzogiorno, la luce del sole filtra all'interno della Chiesa attraverso certi spioncini orientati in modo particolare e sette macchie di luce appaiono sul pavimento.

O ancora alla più famosa Cattedrale di Chartres in cui, sempre a mezzogiorno del solstizio d'estate, un raggio di sole passa attraverso una vetrata colorata dedicata a Saint Apolinaire e si rifrange contro "una pietra" sul pavimento con incisa "una piuma", come quella che, nelle raffigurazioni egizie, è posta su un piatto della bilancia.

Nel "Libro dei Morti" vi è infatti una scena, in cui uno sciacallo pesa l'anima del Faraone e confronta la sua misura con "la piuma di Maat", la dea della giustizia.
Questa cerimonia veniva fatta per ogni defunto: se per disgrazia "l'anima" pesava più della "piuma",  questo significava che il defunto aveva viaggiato verso l'aldilà carico di peccati e doveva essere subito condannato.
Veniva infatti subito cacciato tra le fauci di un coccodrillo, causandone "la morte eterna". E' l'equivalente di Toth, il dio della saggezza, che determinava se un mortale avesse acquisito sapienza e purezza spirituali sufficienti per accedere al cielo.

I costruttori delle Cattedrali, come delle Piramidi e dei Templi dell'antichità, hanno sempre considerato "i solstizi" come momenti speciali, in cui si apriva la
"comunicazione con l'altro lato".
Non è un caso che si considerano come "i momenti" di apertura delle "Porte" e ritenevano che:
> al sostizio di giugno si aprivano "le porte per gli esseri umani", i quali potevano accedere ai cieli, mentre
> al solstizio di dicembre si aprivano "le porte per gli Esseri Divini" che potevano discendere sulla Terra.
I templi fin dalla più tarda età venivano costruiti sopra “I Portali di accesso per controllare questi passaggi “verso” e “dal” cielo.

Anche la Basilica di Collemaggioè stata costruita sopra "Un Portale" e sembra che il libro di Abul Kasim Malaslama, suddiviso in quattro trattati, che spiegavano in modo dettagliato la scienza delle stelle, nella quarta parte ed in particolare il capitolo dedicato ad Ermete si parli di “una città” identica alla Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse.



> che sia proprio la città di Celestino V ???


Cuore a Cuore 

avv. Giovanni Salvati


Un uomo non può cambiare il mondo

ma può diffondere un messaggio 
che può cambiare il mondo

Allegati (1)

Fiore_Vita.pdf il 26/ago/2009 16.01 da Giovanni Salvati (versione 1) - 1722 kb