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COLLEMAGGIO OFFICINA - AUTODROMO DELLO SPIRITO


Nella Tomba di San Francesco è stato lasciato da Frate Elia un messaggio criptato, da noi identificato come il Codex Frate Elia, che indica alcuni dei passaggi essenziali, che hanno condotto l’uomo Francesco a raggiungere le vette più alte dello spirito attraverso un percorso iniziatico individuale e collettivo.

Una delle esperienze più importanti di questi due personaggi storici fu quella vissuta a Gerusalemme a contatto diretto con Maestri Sufi, con i quali ebbero modo di vivere e sperimentare i rituali di iniziazione ai più antichi misteri all’interno della Moschea di Al- qsa, che come Castel del Monte e la Basilica di Collemaggio, sono state progettate per diventare centri di addestramento e di preparazione all'iniziazione, sollecitando le cellule atomiche del corpo a raggiungere potenziali sempre più elevati in modo da consentire all'individuo di sviluppare capacità sensoriali  più intense ed acquisire  maggiori poteri.



Questi Siti si possono paragonare a dei veri e propri  autodromi dello spirito, in cui i prototipi di formula uno, che altro non sono che i corpi dei partecipantii alla corsa, possono mettere alla prova i propri motori, portandoli al massimo dei giri, esattamente come avviene in qualsiasi "tempio consacrato".

Quello che è difficile da comprendere e da accettare, soprattutto dagli stessi massoni, che anche i loro templi" , non a caso chiamati “officine”, svolgono questa identica funzione.

I Templari, durante la lunga permanenza in Terra Santa, oltre a mantenere stretti e segretissimi rapporti con gruppi esoterici mussulmani, erano entrati infatti in contatto anche con i rinomati “maestri della pietra” - architetti progettisti di luoghi sacri - che avevano loro insegnato l’arte di costruire ambienti idonei all’iniziazione, in cui si creavano particolari campi di energia sotto l’effetto di un’alta frequenza e di un basso magnetismo, che consentivano di sottoporre, i corpi dei partecipanti al rito di iniziazione, ad energie adatte a sviluppare e  ad aprire progressivamente i centri vitali.


Centri di Iniziazione ai Misteri , possono essere di varia grandezza,
semplici stanze od edifici più grandi e complessi, come
il Sito di Castel del Monte e la Basilica di Collemaggio a L’Aquila

> un Centro animico energetico all’avanguardia,
sintesi di studi e ricerche dei migliori architetti, fisici, matematici
ed astrologi dell’epoca e di maestri templari, iniziati
all’antichissima Arte Regia.


A Collemaggio, chiesa a cinque assi semi-ottagonale, è stato realizzata dai Templari un sistema eliocentrico, capace di funzionare alla stregua dei moderni superconduttori -ideati per trasmettere milioni di dati e di immagini alla velocità della luce- in modo di concentrare le energie bio-psichiche di coloro che intendevano avviarsi nel cammino della ricerca interiore, aiutandoli a liberarsi progressivamente dai blocchi che le trattengono, vedasi

percorso iniziatico di Eddy”

http://soscollemaggio.com/it/il-segreto-del-tempio-massonico/il-percorso-iniziatico-di-eddy-a-collemaggio.html



La costruzione di questi Siti ad alta concentrazione biatomica aveva lo scopo di mettere in movimento l'Eggregore del luogo in modo di definire forme perfette dello spazio e della mente in un rapporto di pieni e di vuoti, che dovevano creare particolari processi interiori con effetti di rafforzamento e di potenziamento dei processi vitali e di sviluppo della parte energetica - spirituale, mutando le normali capacità dei sensi e la percezione del tempo e dello spazio e quindi consentendo di superare le limitazioni dell'esistenza ed interagire, attraverso il corpo astrale purificato, con i mondi che ci circondano.

Collemaggio era ed è tutt’ora, usando una metafora automobilistica,"un autodromo sperimentale", in cui potevano essere sperimentati e rodati, come avviene nell’Autodromo di  Modena, annesso alla fabbrica,e nelle officine specializzate, i motori dei prototipi delle moderne Ferrari, che sono  la sintesi di un'elaborazione di studi aereodinamici e matematici, realizzati con gli stessi  parametri e misure auree del famoso "Homus Vitruviano" di Leonardo, consentendo agli ingegneri di questa casa automobilistica di controllare la corretta funzionalità dei molteplici componenti dell’autovettura e dei vari impianti idraulici ed elettrici, spingendo  i motori al massimo dei giri.



Quest’utilizzo di luoghi con particolari campi magnetici permane in molte tradizioni esoteriche, ma soprattutto in Massoneria , in cui “I templi”, vengono definiti non  a caso delle officine”, in cui si regolano e si potenziano i motoridi ogni singolo partecipante al rito per poi inserirli, a seconda dei livelli di potenzialità raggiunta, nei Tre circuiti previsti dalla tradizione massonica:

1° > apprendista 2° > compagno 3° > maestro

Circuiti che sono dei veri e propri autodromi energetici, dove gli aspiranti piloti di formula uno mettono alla prova le loro macchine - i corpi - spingendoli al massimo delle possibilità consentite dal livello del grado raggiunto > apprendista > compagno > maestro.


Il Tempio massonico è pregno di simboli e di messaggi sempre più oscuri ed ormai incomprensibili alla maggior parte di coloro che partecipano al lavori rituali, che non si rendono assolutamente conto che entrano in Centri animici energetici, esattamente come avviene in qualsiasi Luogo o Tempio consacrato alla presa di contatto con

< l’Energia Prima >


La loggia,  architettonicamente è un edificio o una parte di edificio comunicante con l’esterno su uno o più lati mediante l’interposizione di un colonnato o di una fila di arcate, è quello di locale adibito a Tempio muratorio, che imita nella forma il famoso Tempio del Re Salomone.





Come tale, simbolicamente, è una rappresentazione del cosmo e si estende in lunghezza dall’occidente all’oriente, in larghezza dal settentrione al meridione, mentre in altezza va dallo zenit al nadir.


Di fatto, il Tempio Massonico è un locale rettangolare (un “quadrato doppio”) i cui lati dovrebbero trovarsi in rapporto 2: 1, idealmente “orientato” nel senso della lunghezza da ovest (porta d’ingresso e seggio del primo sorvegliante) a est (trono del maestro venerabile): ai lati della porta d’ingresso, ma internamente, sono collocate le due colonne J (Jod) e B (Bet) menzionate dalla Bibbia in riferimento al Tempio salomonico.

> Gli apprendisti > devono < sedersi  lungo il lato “settentrionale”,

> i compagni d’Arte l> devono < lungo il lato “meridionale” (ove pure, grosso modo a metà di esso, si trova il seggio del secondo sorvegliante),

> mentre i Maestri >  possono < sedersi in entrambi i lati, denominati anche colonne per estensione rispetto alle suddette colonne J (Jachin) e B (Boaz)
In effetti pochi massoni percepiscono coscientemente gli effetti e le reazioni che produce nel loro corpo e nella loro mente la partecipazione ai lavori massonici e soprattutto "il motivo" > profondamente alchemico - misterico< ,che impone in modo preciso le posizioni in cui debbono sedersi "gli appredisti" e" i compagni d'Arte", lasciando linvece Libertà di scelta ai soli "Maestri"





Durante i lavori di Loggia il tempo e lo spazio subiscono diverse variabili. Una volta interrotto il tempo esterno (quello orario di 24 ore) la Loggia scandisce un tempo, che, proprio in forza del rituale scelto,diventa quello cosmico, seguito dalla Terra e dagli astri del nostro sistema solare, il cui movimento è "antiororario" da Ovest  verso Est.
E’ un viaggio a ritroso in senso inverso al tempo reale esterno > antiorario < dove il Tempio, seguendo il movimento delle sfere celesti, si trasforma in un Planetario vivo e pulsante, facendoci passare dal giorno alla notte, da un equinozio ad un solstizio attraverso le costellazioni, in cui i simboli zodiacali indicano il cammino.
Che cosa è il tempo? Nessuno lo sa, ma tutti credono che sia una freccia unica che procede in modo immutabile e inesorabile dal passato al futuro <> dimenticano che il tempo non lo vede e non lo sente nessuno. Esiste infatti "un altro tempo" > quello cosmico <, come ha sottolineato la fisica Giuliana Conforto, in una conferenza tenuta all'Aquila dal titolo "l'elasticità del tempo".


Un viaggio simbolico
ed al contempo reale intorno al mondo, in direzione Est. Viaggio che "non dura 80 giorni", come nel libro di Jules Verne, ma pochi attimi, sufficienti a ”destrutturarci e ad aprirci ad "una diversa dimensione temporale in modo da portare al completo arresto del tempo e conseguentemente di tutti i pensieri e di tutte le sensazioni per aprirci ad > una diversa consapevolezza.

Un viaggio apparentemente irreale, che, attraverso il movimento all’indietro del flusso, induce il nostro sistema biatomico a sopportare, in modo del tutto inconsapevole, livelli energetici sempre più elevati grazie all’interscambio tra i vari componenti del Gruppo, fusisi nell’Eggregore della Loggia, che riequilibria e stabilizza il sistema respiratorio, quello circolatorio e soprattutto quello neurovegetativo di ogni organismo, inducendo ad una sempre più intensa partecipazione tutti i fratelli, che si uniscono in questa catena energetica.



Ogni fratello si muove secondo il suo ritmo e la sua velocità di base, ma viene portato ad "un rendez-vous spazio- temporale", agganciandosi gli uni agli altri, come navicelle spaziali e formando un nuovo e più potente organismo vitale.

Una moderna scuola guida, solo che il mezzo scelto, uscendo dalla metafora, non  è l’autovettura, ma il corpo e lo spirito dello stesso conducente, che prima di  entrare in un Tempio consacrato deve prepararsi e consacrare il suo Tempio interiore, che altro non è che il suo corpo spesso sollecitato e portato fuori giri con comportamenti eccessivi e sbagliati, che bloccano i circuiti  e i centri vitali.

Il corpo è una macchina delicata, molto complessa, con ghiandole che lavorano al decimilionesimo di micron e che sono capaci di autoripararsi. La nostra coscienza si esprime attraverso varie frequenze, influenzando ogni parte del nostro corpo. Ciascuna unità infinitesimale possiede una funzione speciale e sa cosa deve fare: sembra possedere una mente ed una volontà, che dirigono le proprie azioni in quel piano.

L’uomo è un essere atomico, che sembra possedere energia vitale e pensante in tutte le parti del suo corpo e non solo, come pensano ancora tante persone, nella testa e nel cervello. La forza vitale
vibra ad una frequenza più alta, che non sempre il nostro corpo è abituato a sopportare. Di conseguenza, si esprime con frequenze inferiori per consentire ai vari organi i livelli che possono sostenere in quel momento. Ma le abitudini acquisite nel tempo e, soprattutto, le reazioni a determinate emozioni positive o negative, finiscono per ridurre le frequenze al punto che il corpo, non essendo più abituato a lavorare a certi ritmi, si rifiuta tenacemente di cambiare le frequenze acquisite, ponendo ad ogni organo dei limiti invalicabili, soggetti alle rispettive leggi biologiche.

Se utilizziamo la metafora dell autovettura, possiamo ipotizzare che alcuni di sistemi di lubrificazione ed elettrici  funzionino al ritmo giusto, altri al minimo e altri sono letteralmente bloccati, con la conseguenza che il flusso vitale scorre sempre più lentamente abbassando via via le frequenze di tutto l’organismo.




Il Tempio massonico ha un doppio ruolo, seguendo la metafora automobilistica, quella dell’officina e del circuito:

➢    Nell’officina si riparano e si potenziano i motori.
➢    Nel circuito si svolgono le prove per valutare le reazioni e ed i limiti di tenuta delle varie componenti del corpo al fine di comprendere se il pilota è pronto passare di categoria e di cilindrata

Prima di entrare nel “circuito energetico > Eggregore < che si forma all’interno del Tempio, una volta  ritualmente consacrato, ogni pilota deve infatti imparare – seguendo sempre  la stessa metafora automobilistica-  a controllare il suo circuito elettrico, quello dell’olio, il sistema frenante ed il cambio per consentire al suo circuito sanguigno  e nervoso ed a tutti i tuoi organi di reggere la prova energetica a cui il Suo motore verrà progressivamente sottoposto, essendo  i partecipanti al rito  sottoposti ad energie che modificano ed accelerano i ritmi naturali dei centri vitali e dei sistemi respiratori, circolatorio e nervoso al fine di perdere la carica egoistica per entrare in contatto con l’energia tellurica.

Molti sono convinti che  si tratta di una pantomima, di una ”recita a soggetto” con valenze esclusivamente simboliche propedeutiche. Non si comprende, o peggio non si fa più comprendere, che “durante il lavoro muratorio” viene sollecitato, esattamente com’ era negli intenti dei costruttori della Cattedrali gotiche ed in particolare nella Basilica di Collemaggio il sistema biochimico ed atomico di ogni individuo ed, a seconda dell’intensità dell’esperienza, possono cambiare le combinazioni  chimiche e le relazioni elettriche dei vari elementi , nonché  la forza e la pressione delle rispettive molecole atomiche , che modificano la loro carica e la velocità dei vari componenti.

Se si eliminassero i consolidati pregiudizi e si cambiasse la mentalità imperante si comincerebbe a comprendere che il lavoro messo a punto dai nostri fratelli passati , tra i quali proprio Celestino V ha  precise basi  scientifiche, confermate dalle più avanzate ricerche in materia.

Questa scatola di pietra,  con il circuito dei Tre >888< stampato sul pavimento, non era  certo destinata a partecipare a competizioni ufficiali, ma solo a poche secretate”, come era già successo per Castel del Monte, in cui si riunivano gruppi esoterici legati alla Corte di Federico II o allo stesso Ordine dei Templari di passaggio verso  Gerusalemme e come succede ogni giorno in tutto il mondo nei templi massonici, in cui al centro c’è una scacchiera al posto dei 6 cerchi a  forma di tre

> 888 <

Identificare la Basilica di Collemaggio con un moderno Autodromo”  e “Celestino V” con Schumaker, costretto a rimettersi alla guida dopo essersi ritirato da tempo dalle corse, è sicuramente una metafora un po’ azzardata, ma sicuramente azzeccata.
Celestino V, questo personaggio straordinario,  si è dimostrato, nei suoi comportamenti precedenti e successivi alla sua elezione, decisamente anticipatore dei tempi e della morale corrente, spesso imposta e raramente condivisa dal clero romano, da sempre intollerante nei confronti di chi avesse opinioni diverse e contrarie nel modo di seguire  ed applicare la dottrina ufficiale di Cristo.

Infatti, seguendo la metafora automobilista, nell’ultima ed unica gara, cui gli fu permesso di partecipare, mostrò di essere non solo un raffinato collaudatore, ma un provetto ed esperto professionista dei circuiti di formula Uno, un fuoriclasse , un campione del mondo a pieno titolo, esattamente come Schumaker,  ma purtroppo non altrettanto un abile stratega ed un impeccabile Direttore della Scuderia lasciata vacante dal suo predecessore, non essendo stato capace di superare le infinite congiure e le imboscate portate a termine dai suoi avversari ed in particolare dal Suo successore Papa Bonifacio VIII e forse dallo stesso Carlo d’Angiò, che lo convinse a spostare la sede pontificia dall’Aquila, città in cui in un primo tempo aveva deciso di trasferirla, a Napoli, dove si trovò isolato e privo di effettivo potere, essendo stato rinchiuso con l’inganno in una cella, controllato a vista, soggetto a pressioni e ricatti che lo convinsero a dimettersi, lasciando i cardinali a Lui fedeli, ma soprattutto i Suoi più decisi sostenitori, i Templari, interdetti e sgomenti, tanto da vedersi costretti spostare in altre sede le preziose reliquie, privando la Basilica di Collemaggio di alcuni degli elementi, che avrebbero più facilmente attivato le energie del luogo e di coloro che avrebbero dovuto partecipare alle segretissime “corse”, vanificando tutto il lavoro preparatorio, che era culminato appunto con la cerimonia dell’incoronazione del 29 agosto 1294 che si rilevò essere l’unico e più importante esperimento di messa a punto di questo Sacro Tempio.

Celestino volle che quest’ultima gara si svolgesse all’Aquila e non a Roma, nel  Suo circuito privato, dove, una volta portata a termine la costruzione della Basilica, aveva potuto per circa 6 anni (dal 1288 al  1294) sperimentare e provare, insieme ai suoi fidati ingegneri progettisti (i maestri com’acini templari), il suo avveniristico prototipo e portarlo al massimo della potenza, cosa garantita solo dalla partecipazione dei corridori più bravi e ed esperti e dall’inserimento delle reliquie offerte dai Templari nei punti nevralgici della costruzione.

Le autovetture di tutte le cilindrate e colori si aprirono a ventaglio e furono lanciate a pieno regime, con alla guida provetti conduttori, che  si dettero puntualmente il cambio in quella corsa contro il tempo.

L’ultima sessione di prove, la più importante e decisiva, ebbe luogo proprio durante l’incoronazione di Celestino V, quel lontano 29 agosto 1294, a cui parteciparono  i piloti più in vista del momento. Due Re Carlo II d’Angiò, Re delle due Sicilie, il figlio Carlo Martello, Re d’Ungheria e sembra anche Dante, il sommo poeta, il quale si era incontrato con i due Re , di passaggio a Firenze, e li aveva seguiti, una volta reso edotto dell’intenzione dei Templari di elevare al soglio pontificio il Santo eremita Pietro da Morrone, conosciuto durante il Concilio di Lione e che avevano sostenuto appunto finanziariamente la costruzione di questo esemplare, unico nel suo genere ed estremamente all’avanguardia non solo per l’epoca, ma anche ai giorni nostri.



Finita la gara ed allontanatisi  i partecipanti e gli spettatori venne svolto il lavoro più importante, quello del collaudo e della messa a punto, lontano da occhi indiscreti ed a totale insaputa della sospettosissima curia romana, che non venne mai informata della sperimentazione e del collaudo.


Ma a questo autodromo è venuto quasi subito a mancare l’energia vitale, non trovando più distributori disposti a fornirgliela e conducenti  capaci di guidare nel Suo circuito, dopo che anche l’ultimo  > Celestino < , come è successo anche al Tempio massonico dell'Aquila , reso inservibile dal terremoto.



Ci sono voluti oltre 700 anni per capire il messaggio in codice nascosto nella pietra viva di Collemaggio, lasciato ai posteri da Celestino V e si sono dovuti tirar fuori dalle macerie i resti mortali di Celestino per comprendere che la Basilica, da lui fortemente voluta a < L’Aquila>, è un mezzo ancora potentissimo ed efficiente, un acceleratore di particelle atomiche ,che può e deve essere nuovamente messo in condizione di funzionare per gli scopi, certamente non estetici, per i quali è stato costruito o forse sarebbe meglio dire assemblato.



Un Centro di iniziazione, che si fonda su una serie di "ottave", in cui l' energia dell'iniziato si avvolge e si riavvolge in senso orario e antiorario in questo "doppio ouroborus",iscritto nel pavimento, esplorando il proprio mondo interiore e stimolando la risonanza tra la sua parte maschile e quella femminile, secondo antichi riti di passaggio, per mezzo del quali l'Individuo viene preparato ad affrontare il gioco della vita, che altro non è che un continuo > gioco dell'oca <, come chiarisce molto bene Elena Frasca Odorizi, nel "gioco dell'ouroborus", da lei ideato in chiave alchemica.

Tale persistente ricorrenza numerica non ha in ogni caso valenze folcloristiche e superstiziose. Dimostra invece in Celestino V ad un più attento studio . una conoscenza profonda dei antichi saperi ed in particolare delle teorie e degli studi di Platone e di Pitagora, incentrate appunto sulle TRE OTTAVE musicali con una visione “quantistica“ modernissima, in cui

> Tutto nell’Universo è Vibrazione e Suono <


sintetizzato in 5 intervalli musicali, esattamente 5 intervalli di Quinta> 5/5, che si identificano musicalmente con

< Tre Ottave >

432 Hz

l’accordatura che risuona con la vita

http://www.zumusic.org/2015/06/432-hz/

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432 Hz the tuning that resonates with life

Si leggano con attenzione i capitoli dedicati alle 99 Cannelle, al segreto dei Tre <888> e all’esperienza vissuta in prima persona da Eddy Seferian, un sensitivo armeno < " il cronista del mondo animico ">, come ama definirsi.

da Cuore a Cuore

avv.Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo