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La storia dei ciliegi innamorati e uccisi come il Toro Amigo del racconto di Hemingway

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> Non c’era alcun bisogno di uccidere i due ciliegi <

 

Secondo la religione shintoista in ogni cosa si deve individuare un kami, da ogni singola molecola dell'Universo, dai corpi complessi, ad una roccia, ad una cascata, ad un albero.

Nel rispetto di quest antica tradizione avevo regalato alla mia compagna giapponese due

"alberi di ciliegio"

Quei due piccoli alberi, posti nel terrazzo, erano anche loro un kami, con  la loro essenza spirituale senza tempo e senza spazio, ma non per la mia compagna - come avevo sempre creduto - avendo mostrato di non aver compreso, nonostante la sua origine giapponese, la natura del rapporto spirituale, che ci aveva tenuto cosi profondamente uniti, come ben espresso da un anonimo poeta giapponese

Due Ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare. Li vide una Nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono.Li vide una Tempesta, che mossa a compassione, urlò dal dolore ed agitò i loro rami.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono. Li vide una Montagna, che mossa a compassione, tremò dal dolore ed agitò i loro tronchi.. ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono. Nuvola, Tempesta e Montagna ignoravano, che sotto la terra, le radici dei Ciliegi erano intrecciate in un abbraccio senza tempo.

Anonimo giapponese

°°°°°°°°

"La Morte dei Ciliegi"

Stamattina, entrando in ufficio e aprendo il computer, ho ritrovato tra le e.mail un pensiero di un saggio, che mi ha fatto riflettere se fosse giusto coinvolgere nel mio profondo e incomprensibile dolore, anche altre persone.

Il pensiero era di Maurizio de Tilla e val la pena riprenderlo integralmente:

"Fra la tristezza e la gioia non c’è altra differenza se non quella che passa fra un’accettazione un pò più sorridente e un pò più illuminata e una sottomissione ostile e incupita, fra un’interpretazione rigida ed ostinata e un’altra armoniosa ed estesa. Il più felice degli uomini è colui che conosce la propria felicità, e chi la conosce meglio è colui che nel profondo percepisce come la felicità sia separata dallo sconforto unicamente da

"un’idea alta, infaticabile, umana e coraggiosa"

Potrà accadere che quanto intristisce voi conforti me, e ciò che vi consola potrebbe invece affliggermi. Ciò che di bello ci sarà nella vostra visione consolatrice penetrerà nella mia afflizione, e ciò che di grande ci sarà nella vostra tristezza fluirà nella mia gioia. I concetti sono espressi da Maurice Maeterlinch, nel libro

“La saggezza e il destino”

Tutti noi dobbiamo riflettere su quanto può influire il nostro atteggiamento, il nostro pensiero sugli avvenimenti per trasformare, per noi e per gli altri, una posizione di sconforto in una posizione di gioia. Si dovrebbe poter dire che agli uomini accade quanto questi desiderano che accada. È vero che abbiamo solo una debole influenza su alcuni avvenimenti esterni, ma è altrettanto vero che possiamo avere un’azione dirompente su ciò che questi avvenimenti esterni diventano dentro di noi."


Pensiero che mi ha convinto a scrivere e a pubblicare nel mio sito, un articolo che mette in evidenza come spesso il dolore ti viene procurato dalle persone che ami di più, che non si rendono conto di averti ferito in modo inutilmente crudele con un gesto apparentemente privo di alcun significato, che non toccava la tua persona, né tanto meno i tuoi interessi o i tuoi beni personali, ma semplicemente due piccole

< piante di ciliegio >


L’atteggiamento e le scelte della mia ex compagna giapponese ne sono un’amara conferma, non avendo compreso

> il significato sacro e simbolico <

del colpo inferto al mio spirito da questa dolcissima signora giapponese, che ho tanto amato per le sue indubbie qualità umane e per sua raffinata personalità, espressione  - almeno cosi credevo - della profonda e insuperabile cultura esoterica dell'arte dell'Ikebana, in cui il tema del

"fiore del ciliegio"


nasconde, dietro il senso della bellezza effimera, uno degli insegnamenti più profondi del

> buddhismo <


quello dell’impermanenza, come la vita di alcune specie di farfalle che, secondo la leggenda, vivono solo un giorno. Leggenda che ha un fondamento di verità. Infatti la fase di "farfalla è come per noi la fase della vecchiaia, perché la farfalla prima di essere tale è un “bruco” che vive molto a lungo e solo al termine della sua vita si trasforma prima in "bozzolo" e poi in “farfalla” dai mille e più svariati colori, come questo esemplare che ha raccolto nelle sue ali tutti i colori dell'arcobaleno.


Metafora perfetta ad indicare il raggiungimento delle più alte vette dello spirito, che si coglie per pochi istanti per poi tornare nuovamente nell'immensità dell'Universo e rinascere in altri esseri o entità e cosi via all'infinito


Concetto presente in gran parte della letteratura giapponese e soprattutto nell'animo di ogni essere, che intraprende un cammino spirituale nel rispetto dello

"spirito religioso shintoista"


secondo il quale "I Kami" sono la forza misteriosa all’origine di tutta la creazione e dell’evoluzione.


http://angolodellamicizia.forumfree.it/?t=65614489

< I kami >

comunemente tradotto con "divinità", ma più accuratamente — secondo la teologia espressa da Norinaga Motoori — "essenze spirituali"  sono le forze della natura.



Ogni entità, sia essa vivente o non vivente, è manifestazione di un kami ed è essa stessa un kami, in quanto le essenze spirituali sono


< immanenti >

 

 

Infatti secondo la teologia shintoista in ogni cosa si deve individuare un kami, da ogni singola molecola dell'Universo, dai corpi complessi, ad una roccia, ad una cascata, ad un albero



e in particolare "l'albero di ciliegio", che con  la sua essenza spirituale, senza tempo e senza spazio, abbellisce le strade

e i giardini del Giappone

E, nel mio caso, il terrazzo, dove ho abitato per anni con la mia compagna, a cui le avevo regalate

e che improvvisamenre e inaspettatamente mostrava di non aver compreso, nonostante la sua origine giapponese, la natura del rapporto spirituale, che ci aveva tenuto cosi profondamente uniti e che avevo simbolicamente espresso con il "dono" iniziale, tagliato e disperso in mille pezzettini al momento del definitivo distacco

procurandomi un dolore profondo

perchè improvviso e del tutto inaspettato come nel racconto della morte del toro

"Amigo"

>  Il racconto della morte del Toro "Amigo" <

http://soscollemaggio.com/it/il-racconto-della-morte-del-toro-qamigoq.html

Lo spirito del ciliegio, come quello del Toro Amigo, ne è rimasto sorpreso, ma si è fatto uccidere e disperdere in infiniti granelli di luce.


Quando ho telefonato alla mia compagna per chiederle il perché, mi ha risposto che

< erano già morti >

e chiusi in tre sacchi di plastica, pronti per essere buttati in spazzatura.


Il mio corpo ha reagito procurandomi due fitte lancinanti ai due reni, cosi dolorose che ho dovuto interrompere la telefonata e sedermi.

tu quoque?

Vincenzo Camuccini (1798)

E come Cesare, colpito dall’inaspettata pugnalata di Bruto, ho rivissuto lo stesso stato d'animo angosciato per l’amara sorpresa della fiducia mal riposta in una persona ritenuta fino a quel momento immune da difetti e da siffatti comportamenti scorretti e di cui scoprivo improvvisamente i limiti e il tradimento di valori spirituali che ritenevo condivisi,e, influenzato dai giovanili studi classici, ripetevo anch'io, desolato e affranto, la famosa frase

" ? anche tu ? " ? anche tu ? "

Il mio spirito si ribellava, esattamente come quello dei due ciliegi

“Amici"


Ma poi mi sono ricordato di un pensiero, che avevo letto qualche tempo prima

Le persone vengono nella tua vita per una ragione

https://www.youtube.com/watch?v=miQ-mESDjBw

Ma è anche vero che tagliare un albero di ciliegio, ricevuto in dono, è un atto di una violenza eccessiva e non giustificabile. Non è solo spezzare una vita, è anche voler a tutti i costi

> cancellare una storia <



La storia di  due persone che si sono profondamente amate ed hanno avuto quei due

"alberi di ciliegio"

come punto di riferimento, immobile e pur vivo

 


Il rifugio di tutto un mondo che non siamo più in grado di vedere ed al quale abbiamo deliberatamente deciso di non appartenere più.

Per quanto un essere umano decida di fuggire da tutto e da tutti e cerchi di sciogliere i legami con il passato, è difficile che possa svellere le proprie radici, in cui è racchiusa la memoria


perché "le radici spirituali" che legano, senza tempo e spazio, due persone

>  non muoiono veramente <

 

 

Non c'è forza e volontà distruttiva che riesca ad estirparle. Esse resistono nel fondo del cuore

Sono vitali, camminano di notte ed entrano nei tuoi sogni, come dice una bellissima poesia di

"Alda Merini"

“Ci sono betulle che di notte levano le proprie radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano e diventano sogni”

http://2.bp.blogspot.com/-AdGByAQKwLQ/VdGdAqgsnmI/AAAAAAAAEF8/QDv4f5bArCA/s200/iaza15575383482600.jpg

le radici non muoiono veramente. Esse resistono nel fondo del cuore come i mille e più mille

"Petali di ciliegio"

lanciati lungo tutto il sentiero, regalandomi otto anni di vita in comune, cosparsi di momenti intensi e indimenticabili come la serata trascorsa insieme ad alcuni amici nella casa atelier di Yasuko Sugiyama ed all'incontro con le sue opere appese sulle pareti della stanza da pranzo. Serata raccontata in un articolo che ho scritto e pubblicato su questo stesso Sito per ringraziare la pittrice giapponese.

Una in particolare aveva colpito la mia sensibilità e la mia immaginazione, soprattutto per la scelta del "titolo" da parte dell'autrice

> L’Annunciazione? <


che mi era sembrato, a prima vista, troppo emblematico e contraddittorio. Ne è nata una conversazione a tratti tesa per la diversità di opinioni, ma soprattutto per il mio modo, troppo avvocatesco e italiano, di sostenere il mio iniziale punto di vista, che, grazie alla proverbiale gentilezza e delicatezza del carattere giapponese, ha saputo trasformarsi in un arricchimento reciproco.


Si è trattato di un racconto, costruito ad arte dal punto di vista exoterico ed esoterico, non corrispondente alla realtà dei fatti e alla personalità dell'artista, da me abilmente camuffata sotto mentite spoglie, tanto da suscitare positive reazioni in molte persone che lo hanno letto e apprezzato; sicuramente uno degli articoli più gettonato.

Superato l'inevitabile momento di imbarazzo, il giorno dopo ho chiesto di incontrarmi con Yasuko per chiederle scusa per il mio comportamento, ringraziandola per avermi aiutato a capire quale fosse

> l'ascensore giusto per salire fino in cielo <

Nell'occassione Le ho chiesto se era ancora in possesso del quadro o se lo aveva già venduto. Avuto conferma che il dipinto era ancora invenduto ho chiesto il permesso di poterlo acquistare e lo ho appeso nel mio studio nella posizione a me più gradita.

per poi rimetterlo nella posizione scelta dall'artista

e dalla mia amica del cuore, l'amatissima

"Signora della Luna"

il cui amore per Lei muore e rinasce in mille e mille petali

e mille e mille volte sussurro al vento

花咲く桜の陰で見せた忘れられない微笑みのことを、何度も何度も君に語りたい。

人生の流れる中、君の瞳の中で僕がこんなに生まれ変わったんだと、君に覚えていてほしい

Ti Amo ♥ Pablo Neruda


https://www.youtube.com/watch?v=iljgp9gwzXc

『君を愛している』

作:パブロ・ネルーダ


君を愛している

説明がつかないほど君を愛している

恥ずかしいほど

矛盾するほど

君はわかっているよね。天気や、命や、死によって、

僕の気分は絶えず移り変わるけれど

理解できないこの世界で君を愛しているということを

わかってくれない人々の狭間で

僕の魂の愛憎で

僕が取る脈絡のない行動で

運命の必然性で

物事のあいまいさで

願望の陰謀で

愛してないって言う時でも  君を愛している

君を裏切る時も  裏切らない時も

心の奥では  計画を立てているんだ  君をもっと愛せるように

君を愛している

省みることなく、無意識に

無責任に、思わず、本能的に、衝動的に、非理性に

だから論理的な話もできないし

即興もできない

君に対するこの愛を溶かしたいのに

無から不思議に湧き上がるこの愛を

不思議かな、何も解決してくれないこの愛を

奇跡的に、少しずつ少しずつ僕の欠点をほぼなおしてくれたこの愛を

君を愛している

物を考えることのないこの身体で君を愛している

理性を持って考えることのできない心で、整理できない頭で

君を愛している

考えつかないくらい

自答することなく君を愛している

なぜ愛しているのかがわからなくても君を愛している  なぜ愛しているのかに疑問を持つこともなく君を愛している

君を愛している それは単に君を愛しているから

僕自身、どうしてなのかわからないけれど  君を愛している


(時に、君の気配のない空気を吸い込むと、君を愛することができてなんて幸せなんだろうって思うんだ!!!)


Nessuno è un caso nella nostra vita....

https://www.youtube.com/watch?v=Rc2F5id-vcE

Lo sciocco non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica.

Il saggio perdona, ma non dimentica.

Thomas Szasz

NB: articolo cancellato e tolto dal sito per rispetto alla privacy.

é stato mantenuto solo il prologo

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Significato simbolico del Fiore di Ciliegio nella cultura giapponese
http://www.marcoforti.net/sakura-fiore-di-ciliegio.html

In Giappone, il fiore di ciliegio (sakura) è il fiore nazionale non ufficiale(1).
A partire dal periodo Heian (794-1185), ogni anno in primavera, nella ricorrenza chiamata hanami (letteralmente significa “guardare i fiori” ma il termine viene utilizzato esclusivamente in riferimento al fiore di ciliegio), i giapponesi festeggiano la bellezza effimera del sakura, uno dei simboli del Giappone, così fortemente presente nella cultura del Paese del Sol Levante.
Il richiamo del fiore di ciliegio va oltre la sua evidente bellezza, a colpire è la sua caducità, il suo essere in piena fioritura solo per pochi giorni.
Il vero senso della tradizione hanami non consiste nel guardare lo spettacolo offerto dalla bellezza dei fiori sull’albero ma nell’osservare con una punta di tristezza e commozione come cadono dall’albero, trasportati dalla brezza primaverile nel breve viaggio che li separa dalla terra ancora fredda. Un modo dolce e allo stesso tempo malinconico per ricordare che ogni vita è destinata a finire.
Nonostante questo non si tratta di una ricorrenza triste, anzi! Sotto ogni albero fiorito viene steso un telo di plastica azzurro e al piacere estetico di restare sotto una delicata pioggia di petali, si aggiunge la gioia del cibo e della compagnia.
Hanami è un’occasione per ritrovarsi con gli amici, organizzare pic-nic e godersi cibo e sake in abbondanza. Infatti hanami si festeggia in aprile e la primavera simboleggia anche un momento di rinascita e di forza generatrice. La fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità.
Come tale deve essere interpretata l’usanza di offrire infusi di fiori di ciliegio ai matrimoni.
Così gli studenti, che in aprile iniziano un nuovo anno scolastico, e i neo diplomati o laureati che ogni anno, nello stesso mese, entrano nel mondo del lavoro vedono nella fioritura dei ciliegi un segno di buon auspicio per il loro futuro.
La maggior parte dei ciliegi in Giappone appartengono alle varietà Somei Yoshino e Yamazakur, ma in tutto il Paese se ne contano oltre cento varietà diverse. Tra le caratteristiche distintive la principale è rappresentata dal numero di petali dei fiori di ciliegioLa maggior parte dei ciliegi selvatici ma anche di quelli coltivati hanno fiori con cinque petali, alcune specie hanno fiori con dieci, venti o più petali. Nel simbolismo ritroviamo con maggior frequenza il sakura a cinque petali con evidenti richiami ai cinque orienti del Buddhismo esoterico giapponese (i quattro punti cardinali e il centro), ai cinque elementi sacri giapponesi (terra, acqua, fuoco, aria e vuoto) cui il celebre samurai Miyamoto Musashi intitolò i cinque “libri” che formano la sua opera, il Gorin No Sho (libro dei cinque anelli). Ancora in cinque parti, secondo la cosmogonia giapponese, venne tagliato il dio del fuoco da Izanagi, dopo la morte di Izanami e dalle cinque parti venne creato Oyamatsumi, una delle montagne più antiche e venerate…

Ma il fiore di ciliegio è anche strettamente legato al Bushidō, l’ideale cavalleresco del guerriero (Bushi) giapponese. Il sakura incarna e simboleggia le qualità del samurai: la purezza, la lealtà, l’onestà, il coraggio. Come il fiore di ciliegio, effimero e fragile, nel pieno del suo splendore muore lasciando il ramo, così il samurai, nel nome dei principi in cui crede, è pronto a lasciare la propria vita in battaglia. Si tratta dell’immagine di una morte ideale, pura, distaccata della caducità della vita e dai beni terreni. Ritroviamo il simbolismo del sakura nella seconda guerra mondiale, l’immagine della caduta dei fiori dai ciliegi ricorre spesso nelle ultime lettere scritte dai Kamikaze alle famiglie prima della loro missione suicida. Il fiore di ciliegio venne riprodotto anche sui lati degli ohka, bombe guidate da razzi utilizzate contro le navi americane ad Okinawa. Al controverso (2) tempio shintoista Yasukuni-jinja di Tōkyō, santuario che ospita il museo nazionale in memoria dei caduti giapponesi, sono ancora i fiori di ciliegio a simboleggiare la rinascita dei soldati caduti in guerra. Anche poesia e pittura celebrano da secoli il fiore di ciliegio. E dedicare a tutti voi un bellissimo haiku(3) scritto dal poeta e pittore Yosa Buson (1715-1783) mi sembra il modo migliore per concludere questo articolo:

Cadono i fiori di ciliegio
sugli specchi d’acqua della risaia:
stelle, al chiarore di una notte senza luna

________________________

NOTE:
(1) quello ufficiale è il crisantemo che appare anche, nella sua forma stilizzata a sedici petali, nello stemma della famiglia imperiale.

(2) Lo Yasukuni-jinja è dedicato ai caduti in guerra inclusi gli ex capi giustiziati come criminali di guerra dopo la II Guerra Mondiale. Ciò ha creato e crea tuttora attriti con gli altri Paesi asiatici, in particolare Cina, Corea del Nord e Corea del Sud, principali vittime del militarismo nipponico.

(3) Gli haiku sono brevi componimenti poetici, composti da soli tre versi di 5 – 7 – 5 sillabe, che costituiscono i metri classici nella storia della poesia giapponese.

Ø Tra i fiori, il Ciliegio, tra gli uomini, il Guerriero

https://www.youtube.com/watch?v=0ous61B0ofw

Ø Hanami ✿❦ۣۣۜۜ‍

https://www.youtube.com/watch?v=isFV1vaqOTM

Ø Giappone Fiori di ciliegio nel cielo di Nagasaki

https://www.youtube.com/watch?v=o3jseUY2770

 

°°°°°°°°°°

? ANNUNCIAZIONE ?

Con quest'articolo ho voluto rendere partecipi i miei lettori di un'esperienza legata all'incontro  con un'insegnante della cerimonia del tè, la pittrice giapponese Yasuko Sugiyama e di un'indimenticabile cena nel suo atelier, dove ci siamo incontrati e scontrati sull'interpretazione da dare ad uno dei suoi dipinti dalle valenze profondamente simboliche. Si tratta del quadro da Lei intitolato Annunciazione ? che ha stimolato la mia curiosità di massone, cosi attento al significato dei simboli.
Con queste brevi annotazioni ho cercato di dare un'idea del substrato teologico e mitologico legato al racconto biblico dell'
Annuncio.
Mi venne quindi spontaneo chiedere a Yasuko quale significato simbolico avesse voluto dare al Suo dipinto, in cui aveva scelto di rappresentare un'ala di angelo e tre gigli, che avevo l'impressione stessero

> precipitando verso la terra <

e non scendessero dolcemente per recare il Messaggio Divino, come nei tanti dipinti esposti in musei e chiese. Le facevo notare che, dal mio punto di vista, la disposizione data all'ala e soprattutto del mazzo di fiori di giglio in caduta libera davano l'impressione, almeno per un cattolico, che l'artista nutrisse qualche dubbio sulla veridicità del racconto biblico.

> Gabriele non sarebbe riuscito nel compito affidatogli da Dio? <

e non sarebbe quindi sceso  dal cielo per comunicare alla Madonna, donna vergine e pura nel corpo e nello spirito, l'Annuncio che avrebbe concepito un essere divino > il Figlio di Dio < per opera dello Spirito Santo.
Dandogli un titolo cosi  emblematico con il punto interrogativo

> ? <

sembrava infatti voler incuneare > il dubbio < che l'evento potrebbe non essere mai accaduto come raccontano i Vangeli e tanti  dipinti famosi.
Ma soprattutto ero colpito dal
> ramo di  giglio < in caduta libera, che dava la netta impressione, per come era stato disegnato, di un messaggio di interruzione della vita sul nascere.
I fiori apparivano come recisi >  senza gambo < come buttati via dal giardino dell'Eden.
Al di là dei risvolti simbolici, dal punto di vista meramente estetico trovavo assai più lieve e aereo

> il quadro rovesciato <

che mi sembrava riuscisse a trasmettere in modo più efficace l'idea di un'apertura, di una potenzialità sospesa.

Ad avvalorare questa tesi intervenne la mia compagna giapponese, che ci diede una sua personale lettura, rivolgendosi direttamente a me, che mi stavo accalorando, da buon avvocato, nel sostenere la mia tesi, indispettendo non poco gli altri commensali, che mostravano di non gradire affatto questo mio modo di pormi nei confronti della padrona di casa, messa sempre più a disagio dal mio inusitato fervore in difesa della presunta posizione corretta del mazzo di fiori. Per attenuare la tensione indicò un'altra possibile lettura simbolica del quadro:

"Giovanni - mi disse- noi giapponesi guardiamo le cose spesso in modo diverso da Voi occidentali.

Scriviamo da destra a sinistra. Leggiamo i libri partendo dalla fine.

Guidiamo a sinistra come gli inglesi. Osserviamo le cose come riflesse da uno specchio.

Ebbene, pur accettando il tuo punto di vista, credo  che il dipinto abbia un senso diverso da quello che tu hai inteso interpretare, più che

" un annuncio di una nascita" mi sembra l'annuncio di una ri-nascita"

"Gesù"-

per il nostro modo di intendere il rapporto tra l'uomo e Dio, è nato

"uomo"

come tutti gli altri esseri umani: tutti, per il nostro credo religioso, sono

"figli di dio"

Per noi orientali  è stato un essere assolutamente normale, che ha raggiunto le più alte vette dello spirito,

come i Grandi Maestri, imparando a suonare

"la musica delle stelle" sul "piano della vita "

salendo di ottava in ottava fino in cielo

"Gesù"

Per il vostro credo religioso, è invece speciale, è > unico < perché è nato e morto crocifisso, per poi

> ri-nascere < dopo tre giorni.

E' "il figlio prediletto" dal Vostro Signore, per Voi unico ed eterno,

che lo accoglie a braccia aperte in cielo."

"Se quindi osservi  l'immagine da questo diverso punto vista,

altrettanto simbolico di quello da te immaginato, il mazzo di giglio

rovesciato, accompagnato da un Angelo, di cui si intravede solo l'ala,

potrebbe simboleggiare l'avvenuta

> rinascita <

l'ascensione verso  il cielo di Gesù, il figlio prediletto da Dio, che tramite lo

Spirito Santo, ha infuso in lui quell'Energia divina, che gli ha consentito di

assolvere il compito che il vostro Dio gli aveva  affidato sulla Terra."