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Per un "FIORE di NARDO" Papa Francesco perse la "MITRIA"

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Per un"FIORE di NARDO" Papa Francesco perse la "MITRIA"

Capitolo 1

"Per un punto Martin perse la cappa"

Il titolo che abbiamo voluto metaforicamente dare a questo articolo si rifà ad un famoso detto latino

"Uno pro puncto caruit Martinus Asello”

letteralmente "Per un unico punto Martino perse Asello" è la frase latina corrispondente ad un modo di dire molto diffuso nella lingua italiana e radicato nella memoria orale:

"Per un punto Martin perse la cappa"


La frase, quasi proverbiale, vuole significare che un "errore" riguardante un "particolare" apparentemente di scarsa importanza comporta talvolta conseguenze disastrose.

Nella locuzione in italiano la "cappa" cui ci si riferisce è una sorta di "mantello", simbolo della carica di Priore di un monastero, perdere la quale significa rimozione dalla carica o mancato conseguimento della stessa.

Espressione usata in modo ironico come ammonimento anche in ambito matematico, dove i punti, pur così minuscoli, possono cambiare a seconda della loro posizione il significato di una espressione; di conseguenza bisogna stare attenti al loro posizionamento e non distrarsi come Martino.


Origine della locuzione

Tutti conoscono il detto

> Per un punto Martin perse la cappa <

Tale motto nasce da un aneddoto diffuso nel Medio Evo. Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del Monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse:

> Porta patens esto. Nulli claudatur honesto <

"La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto"

o, in un'altra versione,

> Porta, patens esto. Nulli claudaris honesto <

"Porta, resta aperta. Non essere chiusa a nessun uomo onesto"

Il messaggio esprimeva generosità e carità davvero cristiane.

L'artigiano incaricato del lavoro (o, in altre versioni, forse lo stesso abate), però, complice probabilmente la stanchezza o la distrazione, sbagliò la posizione del punto e scrisse:

"Porta patens esto nulli. Claudatur honesto"

"La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all'(uomo) onesto"

ovvero, nell'altra redazione:

"Porta, patens esto nulli. Claudaris honesto"

"Porta, non restare aperta per nessuno. Resta chiusa per l'uomo onesto"

I guai che tale errore procurò a Martino non si limitarono alla figuraccia. La notizia di un messaggio così contrario alla caritas christiana, infatti, raggiunse le alte sfere ecclesiastiche (e forse lo stesso  Pontefice), le quali decretarono l'immediata sollevazione dell'abate, privandolo della cappa (cioè del mantello) che di tale dignità era simbolo.

A ricordare l'errore di Martino provvide il suo successore, che fece correggere il cartello inospitale completandolo con la frase

"Uno pro puncto caruit Martinus Asello (o Ob solum punctum ...)"

Un'altra versione, riportata da Enzo La Stella (Enzo La Stella, Lo sai perché si dice?..., Gruppo editoriale Fabbri Bompiani Sonzogno Etas, Milano, 1993, alla voce: Martino) vuole che Martino, candidato a diventare abate, avesse visto le sue speranze sfumare definitivamente a causa dell'errore che commise spostando il punto allorché gli fu chiesto di scrivere la frase latina in questione (la prima delle due versioni date sopra) sulla porta del convento a mo' di benvenuto.

Ebbene questo racconto può essere facilmente adattato alle vicende che toccano direttamente la persona di Papa Francesco, mostratosi, come Martino, non sufficientemente all'altezza "esotericamente" parlando, di portare la "cappa" (mantella pontificia), avendo dimostrato di fare altrettanta confusione. Martino sulla lingua latina, Francesco sul "linguaggio simbolico" con cui da tempo immemorabile gli iniziati ai misteri si scambiano messaggi.

Linguaggio che, di volta in volta, è stato codificato e cifrato nelle varie Culture e Civiltà (geroglifici Egizi, lingua sanscrita, Cabala ebraica, esoterismo arabo, animismo, sciamanesimo, etc.) e in tutte le Religioni e Gruppi esoterici, come la Massoneria e la Chiesa Cattolica, che nei secoli ha trasmesso e insegnato  questo

"alfabeto mistico-esoterico"

Capitolo 2

"I messaggi simbolici di Benedetto XVI"

In ogni corrente misterica di qualsiasi cultura, ognuna conosce le chiavi del trascendente e traduce i messaggi destinati agli iniziati al rispettivo gruppo

"Papa Ratzinger"

se ne è servito ampiamente, indicando il cambio repentino di strategia, modificando i simboli della proprio stemma e del pallio pale, a differenza di Papa Francesco che ha mostrato di essere completamente all'oscuro della simbologia occulta e del linguaggio ermetico, consentendo modifiche del rispettivo stemma, che, se fosse stato padrone del linguaggio ermetico, non avrebbe mai permesso e che hanno letteralmente stravolto il suo messaggio evangelico legato alla figura di riferimento di

"San Giuseppe"

avendo acconsentito che nei due stemmi approvati e resi pubblici, venisse inserito per due volte consecutive un

"simbolo"

che non ha nulla a che fare con "il fiore di nardo" emblema del padre di Gesù nell'area sud America

Appare di tutta evidenza che il significato simbolico della

> stella della natività < e del > fiore di nardo <


scelto inizialmente da Papa Bergoglio, allorché venne consacrato Vescovo di Acaua, si è inevitabilmente trasformato in qualcosa di completamente diverso e non è dato sapere se con il pieno consenso di Papa Francesco, che sembra non essersi reso conto delle profonde implicazioni misteriche - escatologiche, che tali modifiche avrebbero comportato, come abbiamo cercato di mettere a fuoco nei quattro capitoli dedicati ai due stemmi ufficiali.

"L'insostenibile leggerezza dei simboli di Papa Francesco"


Come dimostra l'avventata e superficiale " scelta dei simboli" del suo stemma, che per due volte consecutive ha approvato, mostrando di non averne a pieno compreso il loro effettivo

"significato gnostico templare”

né tanto meno quello "esoterico" del
pallio a croci kadosh"

Pallio pale ideato e indossato per la prima volta da

"Papa Benedetto XVI"


il 29 giugno 2008, durante l'abituale consegna del "Pallio" ai Vescovi Metropoliti.

La scelta di questo particolare "Pallio" aveva infatti un profondo

"significato esoterico"

oltre che mistico e religioso, come abbiamo cercato di evidenziare nei capitoli

> "CELESTINO V E IL PALIO PALE DI BENEDETTO XVI" <

> GLI SPILLONI DEL PALLIO <

"RISVOLTI MISTICI ED ESOTERICI"

http://soscollemaggio.com/it/gli-spilloni-del-pallio-pale-risvolti-mistici-esoterici.html

Ornamento che Papa Francesco ha indossato in tutte le cerimonie liturgiche per oltre un anno, imparando il loro

"significato mistico religioso"

grazie all'aiuto di Mons. Marini, il cerimoniere liturgico vaticano, che gli ha insegnato come andavano usati a seconda dei vari riti.


Ma siamo convinti che, al momento della scelta, Papa Francesco non si sia affatto reso del tutto conto della

"portata esoterica e simbolica"

< del >

"Pallio a croci kadosh"

Come sembra confermato dai "gesti" e delle "scelte simboliche" compiuti da Papa Francesco. Alcuni, come l'utilizzo di "due stemmi ", decisamente negativi e impropri dal punto di vista simbolico, nonostante la Chiesa, in duemila anni di storia, abbia perfettamente assimilato e praticato, a tutti i livelli, l'antica cultura ermetica degli antichi popoli del bacino del Mediterraneo, sia cristiani che mussulmani, come il sufi Francesco insegna.


Ma, purtroppo di questi tempi, nella Chiesa, come nella maggior parte degli Ordini iniziatici, vi è una progressiva

> analfabetizzazione <

sia teorica, che pratica, delle antichissime "scienze iniziatiche" e quindi non sempre coloro che assumono le cariche più importanti sono all'altezza del compito affidatogli, non  essendo stati sufficientemente preparati e di conseguenza, sottovalutando - anche perché spesso sono i primi a non crederci più - il profondo "significato mistico esoterico" dei loro più sacri

"ornamenti" e "indumenti"

che indossano durante le diverse cerimonie rituali, cosa che li porta di conseguenza ad utilizzarli non sempre a proposito, come sembra confermare purtroppo anche l'attuale

> Pontefice <

Non sempre la scelta privilegia la preparazione esoterica del prescelto. Spesso prevalgono fattori più pragmatici, che tengono conto delle esigenze socio economiche e di quelle prettamente politiche. Esigenze che hanno certamente influito nella scelta che ha portato all'elezione di

< Papa Francesco >


in cui sembrerebbe abbiano prevalso ragioni soprattutto umane e politiche

> un pastore che viene dalla fine del mondo <

come mostra anche il diverso "stile" e "utilizzo" degli indumenti e dei simboli indossati quotidianamente da Benedetto XVI e ora dal nuovo Pontefice.

Capitolo 2

< Francesco I >

"L'alba e il tramonto di un Papa mai nato"

Esiste a Roma una statua del 300 a.c, sopranominata

> Statua del Pasquino <


Statua in cui alla base si ritrovano ancora oggi motti sarcastici indirizzati a personaggi famosi. Motti inventati dai soliti romani giuggerelloni, eredi del famoso "Pasquino", autore ignoto di feroci libelli contro il Pontefice di turno o i Cardinali non troppo misericordiosi, come l'ultimo

"epigramma"

inserito sul protiro della Basilica Inferiore di Assisi


Epigramma che ritroviamo nello stemma di Assisi con un linguaggio ermetico, incomprensibile per il mondo profano, ma  altrettanto puntuale e inesorabile per gli iniziati agli antichi misteri, che cercano invano di avvertire il fratello gesuita, elevato al soglio pontificio, che ne è subito "esotericamente" disceso,


avendo letteralmente modificato il suo messaggio evangelico, senza rendersene conto, come l'Abate Martino, famoso per il detto

"Per un punto Martin perse la cappa"


La frase, quasi proverbiale, che sottolinea un

> "errore" <

riguardante un "particolare", apparentemente di scarsa importanza, comporta talvolta conseguenze disastrose, tanto da consentirci in questo articolo di servirsi dell'identico "epigramma" - sostituendo "il punto" con "il fiore" cosi da poter crearne uno dedicato all'alba e al tramonto di uno stemma e di un Papa mai nato

Per un "fiore mai nato" Papa Francesco perse lo Stemma, il Pallio, la Mitra e il Bastone pastorale"

Stemma diventato altrettanto anacronistico e contradditorio, come indicato in questo stemma

poi rimosso e modificato con l'eliminazione di alcuni "puntini" cambiando il senso criptico del messaggio.


Capitolo 3

>Il simbolo velato e ri-velato <

E che  l'esito appaia sempre più scontato lo dimostra la cerimonia appena svoltasi a Sarajevo, il 6 giugno 2015 , in cui il bastone pastorale si è improvvisamente rotto. Piccolo incidente per Papa Francesco durante la sua visita a Sarajevo, come riporta dal quotidiano " la Stampa"

"la ferula del Pontefice a forma di crocifisso si è rotta"

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/06/06/papa-francesco-a-sarajevo-si-rompe-bastone-pastorale-riparato-con-scotch/380776/

Si è quindi  prima cercato un possibile bastone sostitutivo. Ma non trovandolo, è stato riparato il pastorale con il

> "nastro adesivo grigio" <

?? la ferula pontificia si è spezzata??