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FRANCESCO: ? Papa regnante ? - !! Papa ausiliario !!

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Capitolo 1

> Pontefice Massimo di Sacra Roma Chiesa <

?Papa regnante? <> ?Papa ausiliario?

Nell'articolo precedente avevamo usato una metafora legata al gioco degli scacchi, intitolandolo

< Le Divine Partite a Scacchi >

< Papa Benedetto >< Gesù>< Papa Francesco >

Ma l'esito di questa divina "Partita a scacchi" terminata al primo round, con la sconfitta apparente di

> Benedetto XVI <

non è chiaro se si risolverà in modo altrettanto negativo anche per il suo successore, che di

"errori simbolici " e "mosse avventate"

ne ha già commesse diverse, come le modifiche ingiustificate e affrettate dei simboli del suo  "stemma" e del "pallio pale" che - in netto contrasto con i suoi desideri - ha portato nell’arco di una settimana a proporne

"due distinte versioni"

ma può ancora correre ai ripari e forse riuscire a raddrizzare questo

"match divino"


dove i simboli non sono altro che le "pedine" di un'immensa "scacchiera",  in cui si muovono a comando

"folle di esseri umani"

che attendono impazienti l'indicazione della loro

"Guida spirituale"

sulla  direzione giusta da intraprendere.

altrimenti anche Francesco sembra avviato ad un secondo inevitabile e definitivo

"Scacco Matto"

Lo si capirà sicuramente osservando le prossime

"mosse"

Capitolo 2

"Seconda Partita"

< Gesù>< Francesco>

Per quanto riguarda Papa Francesco la "partita a scacchi"con il Signore Gesù ha avuto senz'altro inizio il

> 13.3.2013 <


quando il Cardinale Bergoglio venne elevato al soglio ponfiticio, in cui - come è prassi - il nuovo Papa è tenuto a scegliere gli

"ornamenti liturgici"

*

che rappresenteranno, agli occhi del mondo,

> i simboli <

del Suo Papato dichiaratamente "umile"

Tra gli ornamenti scelti ci fu appunto

"il pallio a croci kadosh"

Pallio  ideato e indossato per la prima volta da

"Papa Benedetto XVI"

il 29 giugno 2008, durante l'abituale consegna del "Pallio a croci nere " ai Vescovi Metropoliti.

< Pallio>

che lo avrebbe dovuto ricordarlo ai posteri non più con  il simbolo pastorale dei Primi Papi

"Pallio della Tradizione"

ma con un altro, legato invece a tutt'altra simbologia e valori spirituali.

"Scelta" altamente "esoterica", partorita da un preparatissimo "Gruppo iniziatico" presente in Vaticano, a cui si deve - una della mosse più importanti e decisive per il nefasto esito della partita affrontata da Benedetto XVI.

La scelta di questo particolare "Pallio "aveva infatti un profondo

"significato esoterico"

oltre che mistico e religioso, come abbiamo cercato di evidenziare nei capitoli

>"CELESTINO V E IL PALIO PALE DI BENEDETTO XVI"

> "GLI SPILLONI DEL PALLIO" <

"RISVOLTI MISTICI ED ESOTERICI"

Pallio Pale indossato da Papa Francesco durante il primo anno di pontificato, in tutte le cerimonie liturgiche,

per poi ravvedersi e rinunciare a presentarsi, anche Lui come un novello

"Cavaliere Kadosh"

forse perché troppo legato  alla simbologia gnostica templare, non volendo assumere le veci dell'apostolo Pietro, né tanto meno quelle dell'eroe leggendario  Galaad e men che meno credere di poter competere divinamente con

"Colui"


con cui il suo Predecessore aveva avuto l'ardire di mettersi in gioco e che lo aveva "exotericamente" e "esotericamente" sconfitto.

Ma siamo convinti che, al momento della scelta, Papa Francesco non si sia affatto reso del tutto conto della

"portata esoterica e simbolica"

< del >

"Pallio a croci kadosh"

Come sembra confermato dai "gesti" e delle "scelte simboliche" compiuti da Papa Francesco, che lo ha portato a farsi raprresentare ufficialmente per i secoli futuri con il

"Pallio a croci kadosh"

Effige pontificia, che, una volta realizzata, è stata immediatamente installata a fianco di quella di Benedetto XVI

nella Basilica di San Paolo fuori le Mura ,  in cui - come è prassi secolare - sono riprodotti i volti di tutti i  266 Papi.

Benedetto XVI, che, per dare senso compiuto ad una scelta ad alto contenuto simbolico ed esoterico, ritenne di dover modificare per la seconda volta anche

"l'effige"

Capitolo 3

"I messaggi simbolici di Benedetto XVI"

In ogni corrente misterica di qualsiasi cultura, ognuna conosce le chiavi del trascendente e traduce i messaggi destinati dagli iniziati al rispettivo gruppo.

"Papa Ratzinger"

se ne è servito ampiamente, indicando il cambio repentino di strategia, modificando i simboli della proprio stemma e del pallio pale, a differenza di Papa Francesco che ha mostrato di essere completamente all'oscuro della simbologia occulta e del linguaggio ermetico, consentendo modifiche del rispettivo stemma, che, se fosse stato padrone del

> linguaggio ermetico <


non avrebbe mai permesso e che hanno letteralmente stravolto il suo messaggio evangelico legato alla figura di riferimento di

"San Giuseppe"

avendo acconsentito che nei due stemmi approvati e resi pubblici, venisse inserito per due volte consecutive un

"simbolo"

che non ha nulla a che fare con "il fiore di nardo" emblema del padre di Gesù nell'area sud America

Appare di tutta evidenza che il significato simbolico della

> stella della natività < e del > fiore di nardo <


scelti inizialmente da Papa Bergoglio, allorché venne consacrato "Vescovo di Acua" si è inevitabilmente trasformato in qualcosa di completamente diverso e non è dato sapere se con il pieno consenso di Papa Francesco, che sembra non essersi reso conto delle profonde implicazioni misteriche - escatologiche, che tali modifiche avrebbero comportato, come abbiamo cercato di mettere a fuoco nei quattro capitoli dedicati ai due stemmi ufficiali.

"L'insostenibile leggerezza dei simboli di Papa Francesco"

Come dimostra l'avventata e superficiale"scelta dei simboli" del suo stemma, che per due volte consecutive ha approvato, mostrando di non averne a pieno compreso il loro effettivo

"significato gnostico templare”

"simboli"

scelti per il proprio stemma da Papa Francesco, che mostra di non saperli padroneggiare o forse di non dargli particolare importanza, a differenza di Benedetto XVI, che si è servito invece dello "scudo pontificio" per esplicitare in modo chiaro e inequivoco il mutamento del suo

< messaggio evangelico e pastorale >

e soprattutto il mancato cambio di stato e di giurisdizione, di cui sembra che pochi si siano resi conto, anche dopo le sue

> apparenti dimissioni <

Basta osservare con attenzione l'evolversi del suo stemma nell'arco degli otto anni ufficiali del suo pontificato, che - è bene ribadirlo - "non si è mai interrotto", né tanto meno "esotericamente concluso", perché Papa Ratzinger non si è mai effettivamente dimesso dal suo

"ruolo iniziatico"

unico e insostituibile, secondo l'impostazione secolare del papato, in quanto è sua ferma convinzione che della sua elezione a Papa nel 2005 c'è qualcosa che resta

"per sempre"

 

 

Benedetto XVI anticipò enigmaticamente il senso di questa sua decisione nell'ultima delle sue udienze generali da papa, il 27 febbraio 2013, vigilia della sua effettiva abdicazione:


"Chi assume il ministero petrino non ha più alcuna dimensione privata. […] La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro".

 



Del resto il giorno dopo, il 28 febbraio, don Georg Gaenswein, segretario di Ratzinger, in una intervista all’ “Avvenire”, dette la risposta vera che Benedetto non poteva o non voleva dare di persona. Ecco come don Georg ha spiegato perché egli ha tenuto il titolo di

> Papa Emerito <

“Ritiene che questo "titolo" corrisponda alla realtà”

Chiunque capisce che questa affermazione è di eccezionale importanza. Significa che Ratzinger si veste da Papa perché

“è”

< il vero ed unico >

>Papa<


Appare sempre più evidente che

< Benedetto XVI >

> non si è dimesso dal "ministero petrino", ma solo dal suo “esercizio attivo”.


Se ne è avuta una prova tangibile, anche se indiretta, nel cortese, ma fermo rifiuto opposto da Papa Ratzinger al Cardinale Montezemolo, a cui nel 2005 aveva affidato il compito di elaborare il primo stemma, poi modificato personalmente dallo stesso Pontefice in altre tre distinte versioni

Le differenze diventeranno sempre più marcate nei successivi tre anni di pontificato, acconsentendo Papa Ratzinger alla modifica, in documenti e atti ufficiali, dei colori del suo stemma, inizialmente giallo senape e rosso scuro, resi più chiari e intensi e dei "simboli" come l'inserimento del Pallio a croci kadosh e il ritorno al Triregno

Il cardinale Cordero ha provato a togliere quest'ultimo  stemma ufficiale al Papa Emerito, convinto che egli debba rinunciarci perché con l'abdicazione è venuta meno la "dignità" pontificale.

Benedetto XVI ha risposto NO grazie, va bene così, nonostante

"la rinuncia all'esercizio attivo del ministero petrino"

Il problema, non di facile soluzione, è che al momento sono exotericamente e esotericamente operativi due Papi, di cui Papa francesco è senza ombra di dubbio un facente funzioni

"il Papa ausiliario di Sacra Romana Chiesa"


sia dal punto di vista del diritto ecclesiastico, che dal punto di vista iniziatico, non essendosi Papa Benedetto mai staccato dall'Eggregore della Chiesa in qualità di Pontefice.

A meno che non si inquadri il rapporto tra i due Pontefici in carica esclusivamente dal punto di vista esoterico (spirituale) e si prenda atto che Benedetto XVI ha mantenuto

< il ruolo mistico esoterico >

che la Chiesa da secoli riconosce a colui che viene elevato al soglio pontificio, per assolvere all'oneroso compito affidatogli.

Decisione, a cui il nuovo Pontefice ha dovuto sottostare, pur essendo diventato il nuovo

< Capo spirituale >

della Chiesa Cattolica, che della simbologia e della ritualità ne ha sempre fatto una ragion d'essere, come mostra il

< linguaggio degli stemmi >


introdotto - come abbiamo messo in evidenza - da Benedetto XVI che se ne è servito ampiamente, indicando il cambio repentino di strategia, modificando i simboli della proprio stemma e del pallio pale, a differenza di Papa Francesco che ha mostrato invece di essere completamente all'oscuro della simbologia occulta e del linguaggio ermetico, consentendo modifiche, che hanno letteramente stravolto il suo messaggio evangelico, legato alla figura di riferimento di

"San Giuseppe"


Atteggiamento che viene confermato anche dall'anello da

"vescovo"


che Papa Bergoglio indossa abitualmente 

a differenza di Benedetto XVI, che da Papa Emerito continua ad indossare

< l'anello del pescatore >