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SVELATO IL SEGRETO della "Y" l'albero oracolare di Sant'Isidoro

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"Y"

< l'Albero oracolare di Sant'Isidoro >

Nei capitoli legati alla figura di Frate Elia ne abbiamo dedicati alcuni ai "simboli misterici escatologici" inseriti in vari punti della Basilica dedicata a

< San Francesco d'Assisi >

SAN FRANCESCO – la fiaba infinita di Frate Sole”

“Il FIORE D’ORO - Francesco e il Drago morte e rinascita"

IL MISTERO DELLE 4 PROTOMI AD ASSISI”

IL VOLTO  SEGRETO DI SAN FRANCESCO"

a quelli lasciati di proposito nella "tomba" ritrovata dopo 600 anni, ma soprattutto a quelli impressi sulla

"cassa di legno"

che secondo lo scopritore, il frate Don Marino Bigaroni, avrebbe contenuto i corpi di Francesco e di Chiara, prima della loro definitiva tumulazione in sarcofaghi di pietra posti all'interno delle due Chiese loro consacrate.

Don Marino professore di storia d'arte francescana, incaricato dal Suo Ordine di individuare -  quale esperto unanimamente riconosciuto- i reperti archeologici del XII secolo, colpito dalla strana e altamente simbolica  "serratura" molto simile a quelle prodotte nel XIII secolo, aveva consigliato la Badessa del Convento delle Clarisse - dove da tempo immemorabile era custodita -  di portarla da un restauratore e farla ripulire, riconoscendone

> l'autenticità <



Una volta effettuato il restauro a Perugia, Don Marino poté constatare con sua grande sorpresa che su una delle alzate della cassa di legno, ripulita dalla polvere e dal grasso, appariva uno strano

"disegno"

-realizzato tramite un punzone a quattro punte -  che si preoccupò di far riprodurre a mano da una sua allieva, scattando alcune fotografie.


Don Marino ha scritto un interessante "monografia" pubblicata sulla rivista di cultura francescana "FRATE FRANCESCO" (anno 75,Nuova Serie-Aprile 2009,n.1, pag.111) . I il numero della Rivista è pressoché introvabile e ci sembra pertanto interessante richiamare la parte dedicata alla "Y", riprodotta centinaia di volte a formare le quattro linee poste a crociera sul prospetto della cassa (vedi pag.129).

< Il Simbolo della"Y" >

" Non è arduo, nè arbitrario cogliere il significato della "Y" incisa in centina di esemplari sul prospetto della cassa. Anche di esso l'ermeneutica fornisce una documentazione molto antica, come segno esoterico della vita, che permane oltre la morte, ancor prima che i Greci con Pitagora e i pitagorici la considerassero una lettera sacra

< un'albero oracolare >

In proposito Sant'Isidoro ci testimonia: "Quinque autem esse apud Graecos mysticas litteras. Prima"Y", quae humana vitam significat"

La "Y" presso i Greci era considerata una delle lettere mistiche a doppio significato.

> La Prima delle  lettere della vita umana <

la "Y" fu segno astratto familiare presso i primitivi che, protesi verso  un cielo popolato di forze superiori generatrici del Cosmo,vi significavano quel tanto di ancestrale e misterioso, vivo oltre le apparenze. Giunsero ad adorare la "Y" come "Albero del Cosmo", a cui riconobbero vita eterna, anteriore alla Terra. Lo chiamarono anche

" l'Albero della Vita"<>L'Asse del Mondo"

Entrata nell'uso e nella tradizione mesopotamica e mediterranea, lo fece proprio la teologia ebraico-cristiana e e la mistica cabalistica, caricandola di altri significati.

Sono tanti gli scrittori che ne parlano in proposito; si veda E.Testa, nella sua opera magistrale e dettagliata:"I simboli dei giudeo-cristiani"

"Albero Pitagorico"

"colonna pitagorica"
https://www.youtube.com/watch?v=CuQb-KhHH-c

Capo Colonna - Crotone Calabria

Come già i pitagorici, per i quali la "Y" era anche"segno augurale"del "Buon Viaggio".

"Albero del Bene e del Male"

I giudei-cristiani vi significavano " le due vie dell'uomo"(bivias), delle tenebre e della luce, i due Angeli (psychopompoi)

> Raffaele e Michele<

In occidente la "Y" fu l'emblema della speranza di entrare nel Regno di Dio, all'ingresso del quale sta, secondo la tradizione cristiana, lo "psicopompos"

" Michele con la bilancia"

Per questo la "liturgia defunctorum" fa pregare:

"Signifer sanctus Michael repraesentet eas in lucem sanctam"

"Albero di Jesse"

La teologia mistica ebraica ha raffigurato nella "Y" più precisamente l'Albero di Jesse", padre di David, capostipite della stirpe d'Israele secondo il passo di Isaia:

"egredietur virga de radice Iesse"

Ma conservò anche il significato di "Albero della VIta", piantato in mezzo al Paradiso, di contro all'Albero della Conoscenza.

Sant'Isidoro a tal proposto scrive testualmente:

" Y.. Bivium Autem, quod superest adolescentia incipit; cuius destera pars ardua est, sed ad beatam vitam tendens; sinistra facilir,sed ad laben, interitumque deducens"

Questa breve recensione dell'articolo scritto da Don Bigaroni ci fornisce il significato mistico dell lettera "Y" nelle varie tradizioni.

Si tratta della

>Y<

come quella attribuita a Sant. Isidoro di Siviglia,
che appare nella Miniatura dal Codex 167 -X secolo 
con il vescovo San Braulio di Saragozza.


La " Y " indica al pastore la corretta "VIA"
per ritrovare "la pecorella smarrita"che altro non è che

> la Sua Anima <

Isidoro di Siviglia, Dottore della Chiesa, vissuto del VII secolo, ci dice che la gamba

< "il tronco" della "Y" >

rappresenta la prima fase incerta della vita di una persona, non ancora dedita né a vizi, né a virtù:

"Y litteram Pythagoras Samius ad exemplum vitae humanae primus formavit; cuius virgula subterior primam aetatem significat, incertam quippe et quae adhuc se nec vitiis nec virtutibus dedit.



La biforcazione simboleggia invece il passaggio dalla fase adolescenziale a quella adulta.

A questo punto la persona si trova davanti

< due strade diverse >

Può scegliere "la più difficile", quella della virtù, rappresentata dalla "ramificazione destra" per chi osserva la lettera sacra agli Dei. Oppure "la più facile", rappresentata dal "ramo sinistro" osservando il simbolo.


La strada della virtù, pur essendo la più ardua, saprà infine ricompensare l’individuo, accogliendolo in una "quieta sede excipiuntur" o sede di pace.


Quella sinistra del vizio, invece, condurrà la persona alla sciagura.

La scelta è fra la conoscenza e l'ignoranza, il controllo cosciente  di se stessi o l'incosciente eccesso

> Vita Contemplativa o Vita Activa <


L’origine della Y è individuabile nella lettera semitica waw.

La Y (ypsilon) rappresentava l’ultima lettera dell’alfabeto greco arcaico. In alcuni casi, veniva anche chiamata:

«la lettera pitagorica» (littera Pythagorica).

Secondo la leggenda, sarebbe stato infatti lo stesso filosofo a integrare nella cultura greca

< La furca pythagorica >

Ciò che più conta, però, è il significato che i pitagorici attribuirono a questa lettera.
Ancora oggi è possibile identificare questo significato nella rappresentazione grafica della "Y", come ci spiega Maurizio Nicosia in un interessante articolo

"La Fortezza Della Luce o la Via Regia"

Il trattino destro è più stretto di quello sinistro, a dimostrazione del presupposto che la via della virtù è sempre più difficile da intraprendere di quella del vizio.

Secondo Manly P. Hall, scrittore mistico del secolo passato,

> la strada <


che "puntava verso destra" era nota anche come

“la via della sapienza divina”

mentre quella che "puntava verso sinistra" illustrava

“la via della sapienza terrena”


Hall avanza l’ipotesi che Pitagora abbia ottenuto il concetto mistico della" Y" dagli Egizi

 

i quali in alcuni loro riti iniziatici ponevano il neofita d’innanzi a

> due figure femminili <


Una di queste, vestita interamente di bianco, incoraggiava il candidato a entrare nella

< sala della conoscenza >


L’altra, adornata di gioielli – simbolo dei beni materiali – e con in mano un vassoio pieno d’uva – a indicare la falsa luce dell’inebriatezza – cercava invece di persuadere l’adepto a seguirla nella

< sala della perdizione >


La possibile origine mistica della Y in terra egizia è plausibile, dato che fu proprio in Egitto che Pitagora venne iniziato ai misteri. In ogni modo, la Y è stata integrata all’interno della tradizione pitagorica così profondamente da determinarne addirittura l’appellativo di

< furca pythagorica >


Fin dall’alba dei tempi, le tradizioni esoteriche si sono contaminate a vicenda, scambiandosi usanze, simboli e conoscenze. È inevitabile quindi che le origini della furca pythagorica, così come ogni altro elemento mistico, possano essere individuate, in stato più o meno embrionale, in altre scuole esoteriche diverse seppur sempre collegate a quella pitagorica.

È solo con Sant'Isidoro, che il significato mistico-esoterico della

raggiunge la sua maturità e il suo  "utilizzo segreto", tramandato dalla scuola pitagorica e conosciuto esclusivamente dagli

"Iniziati all'Arte Reale"


Sul sito Esonet.it è pubblicato un articolo di Athos A. Altomonte , che in brevi parole da un'idea chiara dei motivi, che hanno portato Sant'Isidoro e tanti Saggi di ogni epoca e cultura a servirsi di particolari "simboli".

"Scoprire se stessi attraverso i simboli"

"Ciò che distingue l'esoterista dal collezionista di citazioni enigmatiche è la sua capacità d'intendere "l'uso" della materia trattata.

Che si tratti di metafora, simbolo, formula alchemica, forma geometrica, numero, suono o colore, l'esoterista s'impegna ad impararne "l'uso", oltre che il significato.

E questo dà valore all'esoterismo, che non è una curiosità folkloristica, né elemento dell'immaginazione ma, piuttosto, un metodo di ricerca basato sull'osservazione.

Esercitare i canoni esoterici significa operare sulla "materia viva" dell'Uomo. Vuol dire essere in grado di agire su "mente" e "coscienza" per raffinarne struttura e capacità. Ed è all'inizio di questo "percorso"che si scopre

< l'interazione tra l'uomo ed il simbolo>

L'esoterismo è lo strumento adatto a penetrare "la parte occulta" (nascosta dall'apparenza) di ogni raffigurazione simbolica. Nel loro significato, apparentemente invisibile, si ravvisa l'aspetto dell'Uomo che "il simbolo" rappresenta. Sia esso fisico, come un sentimento, che metafisico, come il germe di una idea spirituale.

Ecco perché  il Saggio, nel suo "cammino interiore" su questa terra,  "ri-costruisce" spesso un particolare "simbolo", dandogli un'impronta del tutto personale, nel tentativo di "comunicare" ai posteri - con più efficacia e chiarezza - di come sia riuscito, a sua volta, a raggiungere la perfetta "conoscenza" di aspetti fondamentali dell'essenza umana, grazie all'uso esoterico di questo simbolo.

In quest'ottica ogni "codice ermetico" posto in forma di metafora, simbolo, formula alchemica, forma geometrica, numero, suono o colore è il “veicolo” di un insegnamento essenziale, trasmesso da un "iniziato" ad un altro, perchè non si disperda e di mantenga "vivo" per tutti i secoli futuri.

Un tramite (ponte) per "ri-conoscere" ciò che di noi ci è ancora sconosciuto."

© copyright by Esonet.it

Ebbene crediamo che il "codice ermetico" nascosto in  questa esoterica


può essere anche "svelato" <> " veicolato" ai non adepti, dati gli strumenti mediatici moderni, che ormai aprono qualsiasi porta o nascondiglio segreto, rompendo i sigilli e scoprendo anche i codici più inaccessibili.

Per i non credenti e per gli scettici,  credo quindi che si possa metterli a parte di questo "segreto" secolare, senza mancare ad alcun impegno o giuramento sacro, ri-velando

"il metodo esoterico"

consigliato da Pitagora e ripreso da  Sant'Isidoro per facilitare certe scelte nel cammino dela vita.


Questo "disegno", elaborato dai due iniziati, aveva soprattutto lo scopo di stimolare e  sviluppare

< il senso dell'intuizione >

L'utilizzo pratico è stato sempre  patrimonio di pochi adepti. Avremmo voluto inserirlo nel capitolo

"Alla scoperta dell'intuizione"

Ma abbiamo ritenuto opportuno  rivelare solo ora questo

> metodo segreto <


inventato da Sant'Isidoro, essendo il nostro "Sito" conosciuto e seguito da persone crediamo particolarmente interessate all'argomento, capaci di servirsene nel modo migliore.


? Come si usa il simbolo della"Y" ?

Ogni volta che si deve prendere una decisione importante - che presenta una o più alternative, attive o passive, giuste o sbagliate, a seconda dei diversi punti di vista - ci si ferma un attimo a valutare le diverse possibiltà a nostra disposizione.



Ci si ritira in una stanza silenziosa, lontano dai rumori della città. Ci si siede in una comoda poltrona o per terra nellla tipica posizione del loto per chi pratica yoga o arti marziali.

Si  cerca di spegnere lentamente la mente razionale, allontanando i pensieri che si rincorrono e impediscono di concentrarsi.

Ci si focalizza il più possibile sul "cuore" cercando di ascoltare i suoi battiti.

Se non si riesce a percepirli, si individua "la vena" sul polso sinistro, dove - secondo la tradizione egizia e romana - scorre il sangue che giunge direttamente dal cuore.

Questa vena, è denominata "Vena Amoris" proprio perchè dal cuore giunge all'anulare, dito in cui, per  tradizione, si porta

< la fede nuziale >


Si resta per qualche attimo ad ascoltare il battito, osservando con attenzione la "Y" di Sant'Isidoro, che avrete riprodotto su un foglio bianco A/4.

Ci si concentra per qualche minuto sull'immagine. Quando si ritiene di essere pronti e di aver raggiunto la calma interiore, si formula intimamente

> la prima domanda <

si chiudono gli occhi e si riaprono quando ci si sente pronti a ricevere

< la risposta >


A quest punto si rivolge nuovamente lo sguardo verso  la "Y" di Sant'Isidoro riprodotta su un foglio bianco.

Se "nessuno dei due lati" si stacca dal disegno

< La RISPOSTA è NEGATIVA >


Il  vostro "INTUITO" Vi conferma, in modo preveggente, che non siete ancora aperti psicologicamente a ricevere

"i suoi messaggi"

Se ripetete l'esercizio più volte, cambiando la formula del "quesito" da porre al Vostro

< Cuore >

dovreste riuscire ad osservare < il lato più stretto > della "Y" staccarsi dal disegno e per un attimo sembrerà

< volare verso di Voi >

State ricevendo  la conferma dal vostro "IO INTERIORE" che la vostra scelta sarà coronata da successo.


Una volta avuta "la prima risposta positiva" se ne possono formulare altre conseguenti, in modo da ottenere una risposta più completa e chiara possibile.

A controprova fate altre "domande", che abbiano sempre una risposta univoca, affermativa o negativa, e se  Vi accorgerete che

" il lato sinistro, il più stretto, non si stacca più dal disegno"

avrete   la conferma che "non dovete" assolutamente compiere quell'azione o prendere alcuna decisione. L'esito non può essere che "sfavorevole" e, in certi casi, deleterio e controproducente.


Dopo un pò che si pratica quest'esercizio, non ci sarà più bisogno di servirsi della

"Y"

> il Vostro Mondo interiore è nelle Vostre mani <

Sarà sufficiente farsi "la domanda" e si scoprirà che sarà direttamente

> il vostro corpo <

a rispondere con un pizzicorio in qualche parte o con una contrazione muscolare, in faccia, su un braccio o in qualche altra parte del corpo.

Cosi sarà facile indivuare qual'è dei due "segnali in codice" è quello

"positivo"

e quale,viceversa, è decisamente

"negativo"


Vi è una carta dei tarocchi  "l'impiccato", che esprime lo stesso concetto in maniera altrettantanto allegorica e simbolica.

Con quest'azione progressiva "il senso dell'intuizione" uscirà ogni volta dalla "cella" in cui lo tenete rinchiuso.

e alla fine tornerà libero a Vostra completa disposizione

<<<< Y >>>>

Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio
e finalmente comprenderà chi è veramente
e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza,
a una mente fallace, menzognera,
che lo rende e lo tiene schiavo...
L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto,
sarà libero anche qui in questo mondo


(Giordano Bruno)

Da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio che può cambiare il mondo