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VITA E MORTE DI UN EGGREGORE

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L'Eggregore
di Filippo Goti

Jean Louis Bernard sostiene che il termine provenga dai libri sacri degli Hurriti di Cilicia da cui poi passò all'Aramaico, all'Ebraico e al Greco. Gli Eggregori corrisponderebbero agli Angeli guardiani dei punti cardinali nel Libro di Enoch (testo etiopico) "coloro che vegliano il trono della gloria divina", ma anche a quelli che si unirono alle figlie di Seth (Genesi, VI). Il significato del termine sarebbe appunto "colui che veglia" con una probabile origine egizia da "gergu" o "ger-re" = silenzioso, con riferimento "ai reggenti invisibili e silenziosi dell'umanità, sulla montagna sacra"(Les Archives de l'insolite, Dauphin, Paris 1971, pagg. 140-142).



Introduzione

Uno degli aspetti maggiormente rilevanti nel lavoro in catena (più individui fra loro "legati" da contemporanea ed identica operatività), è l'Eggregore, una particolare energia > del tutto autonoma e indipendente <che stabilisce un rapporto invasivo e permanente fra e con i membri della catena stessa.




Gli aggettivi invasivo e permanente non sono utilizzati qui alla leggera, in quanto si riferi scono all'azione che l'Eggregore esercita, a prescindere della consapevolezza o meno degli appartenenti alla catena, nell'identico modo in cui i fluidi trovano passaggio all'interno dei vasi comunicanti.                

Ognuno di questi argomenti sarà in seguito sviluppato, in cagione della mia esperienza personale

Eggregore è un termine che deriva dal greco εγρεγοριεν. Può essere tradotto con i verbi vegliare o vigilare, e concettualmente lo rinveniamo per la prima volta nel libro di Enoch, in riferimento ad entità ultraumane che governavano i destini della terra per ordine divino.



Alcuni passi tratti da Enoch etiopico:

(Loghion 3) Semyaza, che era il loro capo, disse loro: " Io temo che voi non siate concordi per compiere questa azione e io solo dovrò pagare la pena di un grande peccato ".

(Loghion 4) E tutti gli risposero e dissero:" Facciamo un giuramento e leghiamoci tutti con imprecazioni comuni" .

(Loghion 5)Tutti insieme prestarono il giuramento e si legarono l'un con l'altro con mutue imprecazioni. 

Abbiamo qui rappresentati tutti gli elementi individuanti un Eggregore. Più operatori, uniti da una comune ritualità

> esercitata all'unisono <

e finalizzata al conseguimento di determinati obbiettivi. 



L'Eggregore
così costituito si pone in posizione mediana fra il mondo superiore divino



e il mondo naturale, risultando vincolante, nel bene e nel male, per coloro che ad esso si sono reciprocamente e consapevolmente legati. 



Una corda dal triplice nodo
viene costituita



del singolo verso l'Eggregore




dell'Eggregore verso il singolo



e tramite questo verso gli altri operatori.



Quasi andato perduto, oppure secretato, il concetto di Eggregore o Eggregorio, è stato,nell'esoterismo moderno, introdotto da Eliphas Levi come un qualsiasi fenomeno di psichismo collettivo volontariamente orientato.

"Eggregora"



In tale accezione l'Eggregore è un generato dalle singole menti di un gruppo, quando esse sono coscientemente unite per il perseguimento di un comune obbiettivo. 



Ogni volta che ricorrono i requisiti di un numero di individui superiori ad uno, e la volontà emotiva o psichica di interazione, l'Eggregore sarà formato, anche se tale realtà sovraindividuale si dissolverà presto, se non vi è un'azione continua a mantenerlo in vita. 



Nel caso in cui gli individui volontariamente e consapevolmente, seguiranno regole di condotta, di proiezione, e di alimentazioni comuni l'Eggregore vivrà nei secoli, fino ad arrivare ad avere propria volontà e intelligenza.


Ecco quindi un distinguo legato alla perdurabilità dell'evento psichico, che nel caso di religioni, o particolari ordini magici, sopravvive ai suoi stessi genitori. Anche se è doveroso constatare che certe manifestazioni psichiche, apparentemente circoscritte nel tempo, altro non sono che irruzioni sul piano dei fenomeni grossolani, da parte di realtà eggregoriche, che oramai hanno sviluppato

> un'assoluta indipendenza volitiva <

? il perchè dell'Eggregore ?

Un Eggregore ha la Sua ragione iniziale nell'essere del tutto autonoma e indipendente rispetto alle singole energie che hanno contribuito a costituirla e a formarla, tanto da mostrare di avere un'efficacia maggiore della sommatoria delle singole volontà e forze psichiche dei membri del gruppo da cui ha tratto e trae vita. 



In quanto l'interazione fra l'Eggregore e i componenti del gruppo di sostegno

<> attraverso una reciproca influenza sottile <>

porta da un lato a non disperdere le volontà psichiche individuali, raccogliendole in un locus magico, e dall'altro lato al plasmarle in

> un Tutto Unico <

che diviene sommatoria di forze e mitigazione di debolezze.  



Le dinamiche di interazione stimolano ed aiutano positivamente i singoli soltanto nella misura in cui essi restino conformi all'obbiettivo originario, che costituisce la ragione della formazione e sviluppo dell'Eggreggore.



Dobbiamo immaginare l'Eggregore sia come un lago a cui pervengono numerosi rivoli d'acqua ( fase di accumulo),

sia come un'anfora che distribuisce il proprio contenuto in ognuno dei calici.
( fase di ridistribuzione )



La prima
e la seconda fase sono intimamente collegate, in quanto "si riceve nella misura in cui siamo capaci di donare <> la luce <> che è in Noi e viceversa.

L'Egreggore ha inoltre funzione di rettificazione dei singoli spettri psichici,




includendo anche la capacità di “staccare” colui che è troppo inquinato nella volontà o nella fisicità, e che risulterebbe veleno per gli altri componenti.



L'Eggregore
stimolerà sia individualmente che collettivamente tutte quelle facoltà nel gruppo, che consentono la realizzazione degli obiettivi del relativo programma originale.



Se questo dinamico processo di interscambio, è continuativo e fecondo, allora l'Eggregore acquisirà, come detto,

< una propria volontà e una vita indipendente >

disgiunte da quelle dei padri dello stesso, permettendo la sopravvivenza dello stesso, alla loro dipartita fisica, in piani sottili e collettivi della psiche umana.



Ecco spiegato il motivo per cui determinate istituzioni come la Chiesa sopravvivono nei secoli, come

> arche imperiture <

che attraversano oceani spesso tumultuosi, con il loro carico di simboli, liturgie e rituali.




E' possibile dare vita ad Eggregori che hanno come finalità quella di essere <> corsia preferenziale <> verso altri Egregori, e ciò in virtù di una più chiara ed essenziale comprensione delle dinamiche energetiche, dei riferimenti e dei valori simbolici, che animano i secondi: i quali, benché di maggior consistenza psichica, e di durata, sono comunque costituiti anche da < un ventre molle > di pensieri ed energie in essi riversati in modo non consapevole o non del tutto consapevole. 
La necessità di determinate strutture di alimentarsi psichicamente nei secoli, ha costretto le stesse ad avere

< una realtà concentrica >

anelli esterni limitatamente consapevoli, ma numericamente imponenti, anelli interni consapevoli, ma numericamente esigui, dove chi possiede le adeguate chiavi può interfacciarsi per perseguire finalità non necessariamente coincidenti con quelle degli altri anelli della struttura medesima. 



< Conformità all'Eggregore >

Colui che decide di lavorare con un Eggregore, di esserne parte donante e beneficiante, troverà maggior utilità e beneficio, attraverso una progressiva conformità allo stesso.



Al riconoscimento iniziale, a cui segue l'accettazione ed infine il lavoro, l'operatore dovrà progressivamente assimilare attraverso il fisico ( gesto, verbo, e pratiche di esercizio della volontà ) e l'intelletto ( studio delle radici storiche, simboliche e magiche ) quanti più elementi costitutivi la forma eggregorica.

In seguito attraverso la pratica temporale, ( lavorio passivo ), e la ri.flessione ( lavorio attivo ), dal fisico e dall'intellettuale si filtra verso il sottile e di converso il sottile spiritualizza i primi due.



Il tutto attraverso una pressione interna verso l'esterno ed esterna verso l'interno, che trovano compimento nella perfetta unione fra essenza del singolo, ed essenza dell'Eggregore.


Quanto sopra deve essere un serio monito a tutti coloro che coscientemente operano immersi in una realtà eggregorica, a non alterare il rito di unione e alimentazione, attraverso l'innesto di innovazioni spurie rispetto all'apparato magico-simbolico, da cui esso trae origine.  Ad esempio l'inserimento di simboli legati ad altre tradizioni nel cerimoniale liturgico della messa cristiana, rappresenterebbe un'altalena fra lo stolto, l'inutile, il sovvertimento energetico e la degenerescenza totale.




Come il nostro sistema circolatorio è suddiviso fra sistema arterioso e sistema venoso, così ogni costrutto tradizionale magico è formulato nel corso dei millenni, per operare con determinate correnti astrali, e non con altre.

Alla stregua del nostro corpo, sicuramente, se avverte dei corpi estranei, solleciterà il proprio sistema immunitario ad intervenire con danno e disgrazia dello sprovveduto manipolatore


Abbiamo visto che la parola Eggregore significa "insieme" o "gruppo".



In entrambi i casi abbiamo una serie di relazioni energetiche che legano i singoli

>
gli uni con gli altri <


> e con l'Insieme stesso <

Maggiore è l'estensione dell'Eggregore, maggiore è il numero di relazioni (permutazione)



ma non necessariamente essi hanno identico grado di intensità



Non perché un Eggregore è numericamente più rilevante di altri, esso è maggiormente potente.
Potente. dal latino< potentem> che significa

< Autorità capace di effetti >


Diventa quindi indispensabile che colui che è stato investito della direzione del gruppo sappia  convogliare e distibuire

>
l'energia prima <



secondo la capacità di ogni singolo  elemento del gruppo, portandolo ad un'elevazione spirituale non legata a meriti raggiunti nel mondo profano, ma esclusivamente a fronte di una comprovata ed effettiva disposizione fisica e spirituale ad assorbire il progressivo

< aumento del proprio livello energetico >

durante il percorso iniziatico cui si è sottoposti.



Va sottolineato a tal proposito che questa coesione può non essere solo di finalità/risultato, ma soprattutto di selelezione delle singole potenzialità


432 Hz

l’accordatura che risuona con la vita

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432 Hz the tuning that resonates with life



scelta che non può dipendere che dalle  qualità intrinseche dei partecipanti, qualità exoteriche ed esoteriche, che restano essenziali per il raggiungimento dello scopo individuale, che il gruppo e il singolo si sono prefissi.

Un gruppo di terapeuti
sarà, per esempio, orientato alla guarigione, e quindi possiamo scorgere la prevalenza della focalizzazione su questo obiettivo scelto da gruppo, mentre un circolo o un ordine realmente esoterico, teso alla

>catarsi nel divino <

richiederà inevitabilmente una serie di condizioni preliminari non solo contingenti.


La purificazione ad esempio è un elemento necessario in entrambi gli esempi proposti, ma l'affiliazione o iniziazione comune sarà necessaria solamente nel secondo caso portato ad evidenza.




In quanto sarà proprio il percorso informativo e formativo comune ad affinare

< le qualità elettive comuni >

alle singole anime  e permettere alle stesse di ardere all'unisono, nella catalizzazione e amplificazione eggregorica, in un potente

> fuoco spirituale <



Per meglio evidenziare il concetto e l'impostazione, data al Suo articolo da Filippo Goti,
credo che ci si possa avvalere di un'immagine metaforica utilizzata da Brian Weiss nel libro "Molte vite, Molti Maestri" (Many Lives, Many Masters).

"Ogni individuo ha un "diamante interiore", che rappresenta la sua vera personalità.  Quando si nasce il diamante è perfettamente pulito e brillante, ma col tempo si ricopre di sporcizia e di catrame. E' compito dell'anima ripulire ogni faccetta, finchè la superficie torni brillante e rifletta l'arcobaleno di colori,che il nostro spirito è capace di sprigionare".




> Questo lavoro risulta sicuramente più efficace se fatto in gruppo insieme ad altri, perchè ogni "anima" diventa

> la faccetta <

di un diamante più grande e più potente, la cui "energia" aiuta a ripulire più velocemente "le faccette" sporche o scheggiate <


Ne discende che quanto maggiore sarà la coesione fra gli elementi dell'Eggregore, e quanto maggiore sarà la "potenza" raccolta ed espressa nell'Eggregore, altrettanto intenso sarà progressivamente il rapporto che unirà i singoli partecipanti, i cui cuori batteranno all'unisono con il "Cuore" palpitante dell'Eggregore.



Eccoci giunti ad un altra considerazione: vi sono Eggregori permanenti che si dispiegano nel tempo e nello spazio, ove i singoli giunti al compimento del proprio mandato terreno sono sostituiti da altri. Abbiamo in mente

"la riga spartana"

ove il giovane assumeva le insegne del caduto.


altri invece che per novella occasione o per brevità di esistenza tale dispiegamento non possono vantare e pretendere.
In Massoneria si ritiene che " i fratelli passati  all'Oriente eterno" siano automaticamente"sostituiti" da altri frattelli, ma restino in ogni caso > operativi < , non andando mai dispersa la loro energia.



Per meglio suggerire quanto sopra si potrebbe raccomandare la lettura di autori come Weber e Pareto, e le loro osservazioni sulle strutture e la perpetuazione delle stesse attraverso i meccanismi di ascesa verticale e di selezione.



"L'agire di comunità, dando luogo ad una associazione, viene a configurarla nelle forme di ' corporazione' . Una cerchia di persone legittimate monopolizza la disponibilità dei relativi beni, doveri e posizioni di natura..." (Weber)


Un novello Eggregore dimostra la propria azione nel pretendere maggiori risorse dai suoi adepti, dai suoi legati: non è raro riscontrare in ciò quanto Camus ebbe a dire della folla intesa come animale irrazionale.



E non è altrettanto raro, consultando la storia e la cronaca, scrutare gli effetti di queste temporanee aggregazioni. Si tende spesso a dimenticare che gli uomini fra loro sono profondamente diversi sotto il profilo psichico ed emotivo, ed anche in ambito iniziatico non è raro che molti siano pronti ad ascoltare colui che ha maggior carisma, perdendo nel gruppo ogni aspetto distintivo. 



Questo annichilimento è ben diverso dalla

< catena d'amore e di unione >

che viene innalzata fra fratelli e sorelle consapevoli, in quanto riduce i componenti della catena a mere batterie, completamente affascinate ed ipnotizzate dal potere magnetico di colui che è tramite e veicolo delle energie eggregoriche, quando non è esso stesso in balia delle potenze evocate e cristalizzatesi nel gruppo.


"Alimentazione dell'Eggregore"

Ogni piano del dispiegamento polare della manifestazione impone leggi e necessità agli attori, che su esso trovano collocazione. Se su questo piano la catena alimentare impone l'assorbimento di energia condensata in materia, sul piano astrale il nutrimento è rappresentato da correnti psichiche ed emozionali.



Preghiere, pensieri, atti di volontà magica, ma anche emozioni  debitamente canalizzati rappresentano cibo per

< l'Eggregore >

ed è in base ad esso che lo stesso prenderà connotazione ed inflessione. 



Se può non turbare la buona coscienza di taluni la preghiera, i salmi, e le visualizzazioni,sono atti utilizzati a tali scopi, non di meno non possiamo ricordare come altre due pratiche sono nei secoli state utilizzate per ingrassare le forme psichiche:

< la pratica del sangue >

era ben conosciuta agli antichi romani, che solevano propriziarsi gli dei attraverso rituali cruenti, dove sacerdoti sacrificavano animali puri nati sotto buoni auspici.

Il sacrificio (dal latino sacrificium, sacer + facere, "rendere sacro") è quel gesto rituale con cui un bene (oggetti, cibo, animali o anche esseri umani) viene tolto dalla condizione profana e consegnato al

> sacro <

venendo per questo dedicato in favore di una o più entità sovrumane, come atto propiziatorio o di adorazione



Ancora non possiamo non attribuire anche al sangue il particolare > vincolo astrale < che ha legato la nazione ebraica. Unico popolo a sussistere nel corso dei millenni senza una terra, ma grazie alla perpetuazione di riti, fra cui quello della circoncisione di "innocente", tramite lama di selce.





Leggiamo dal loro testo sacro:

Esodo 4:25 Allora Zippora prese una selce tagliente, recise il prepuzio del figlio e con quello gli toccò i piedi e disse:

«Tu sei per me uno sposo di sangue».

Esodo 4:26 Allora si ritirò da lui. Essa aveva detto sposo di sangue a causa della circoncisione.

Giosuè 5:2 In quel tempo il Signore disse a Giosuè: «Fatti coltelli di selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti ».

Giosuè 5:3 Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla collina Aralot.

La pratica della sessualità magica, con finalità proiettive, risulta essere un alimento potente e anch'esso conosciuto in antichità tramite la corrente dionisiaca al fine dell'alimentazione dell'Eggregore

Il mito ci tramanda di sacerdotesse adeguatamente educate, al fine di indirizzare le potenti correnti magico sessuali verso la particolare forma divina.

Sacrificio di Sangue
, e Sacrificio di Seme, del resto sono intimamente legati sia per la natura degli elementi utilizzati, sia per quanto è ad essi emozionalmente correlato.

Gli alchimisti taoisti ricordano al saggio come una goccia di seme sia il frutto di cento gocce di sangue, e quindi della rara potenza in esso contenuta.

Il sangue è vita e il seme da la vita rappresentando il terzo logos gnostico, ma morte e sesso si contornano di emozioni, sensazioni, cristalline nella loro luce od oscurità, che in definitiva si può riassumere con il termine di basilare di

> essenza
<


Chiunque abbia operato con tali ataviche forze, comprende bene come esse rappresentino un valido alimento per un'entità psichica, ma altresì intuisce come se solo questo è il cibo somministrato, allora l'entità che si andrà a creare si plasmerà attorno a forze legate al basso astrale ( emozioni ), e telluriche ( sangue
e seme ), dando vita quindi ad un Egregore potente, quanto vorace e caotico.




Il rapporto iniziato- eggregore
è simile, a mio avviso, a quello di due amanti passionali, feroci,voraci e guardingi.

Indubbiamente non tutti sono in grado di aprirsi la strada e camminare da soli, e non tutti hanno risorse energetiche tali da permanere lungo un sentiero, qualsiasi esso sia.

Proprio in virtù della varietà di sentieri e strutture, è utile interrogarsi su ciò che è richiesto come requisito e ciò che è richiesto come pratica, onde evitare che l'Ente eggregore, da utile alleato, si trasformi in incubo individuale e collettivo.

< Il Governo delle Energie >

La Religione Cattolica, come ben sappiamo, è costituita dal corpo dei fedeli e dal corpo vescovile, di cui i preti sono coadiuvatori.  
In tale ambito è quindi il corpo vescovile e chi ha da loro delega, che possono indirizzare le energie dell'Eggregore



Prendiamo come esempio i sacerdoti esorcisti, che sono tali proprio in virtù di una delega e una preparazione adeguata ricevuta.



Tutto ciò si chiama Governo delle Energie dell'Eggregore





Per governare delle energie, si necessita anche di particolari energie (tautologia).
Queste possono essere rappresentate da una serie di componenti emotive, psichiche e sottili che sono il frutto sia della massa dei fedeli, ma anche della continua riproposizione dei riti e delle cerimonie, e del pathos che esse comportano.
Per questo molti hanno a sostenere che l'abbandono del messale tradizionale, ha comportato

< un indebolimento della Chiesa stessa >


Pensiamo alle campane che suonano tutte le ore, le messe che quotidianamente, più volte al giorno sono celebrate, oppure le solennità dei riti durante determinate fasi di passaggio, o il dramma partecipativo della via Crucis.



Potrei continuare, ma non voglio tediare oltre il lettore con esempi che la nostra cultura e formazione ben ci pone alla presenza di noi stessi.

Ovviamente Energie e volontà di Governo, non comportano automaticamente un governo, affinché ciò avvenga è necessaria l'esistenza delle regole di governo, che permettono di stabilizzare

< l'Eggregore >

di determinare le modalità e la modulazione di accesso allo stesso e di indirizzarlo.
Per questo  nella Chiesa Cattolica è esistita da sempre una duplice "verità":

> la fede per i fedeli,
> la teologia/conoscenza per i vescovi.

Sempre nella stessa Chiesa Cattolica, che appare come un macroinsieme di realtà fra loro idealmente e simbolicamente ordinate, è da evidenziare l'enorme varietà di strumenti e pratiche poste a disposizione di fedeli e sacerdoti.
A rigore vorrei anche ricordare tutti gli esercizi spirituali o le messe, individuali e private, svolte dalle varie componenti del corpo vescovile, dei vari ordini monastici e dei sacerdoti in genere.




Energie queste poi sintetizzate, accumunate, ed indirizzate, che trovano quindi completa ricomposizione all'interno del macrocorpo, e permette allo stesso di perdurare nei millenni.
Per questo la struttura liturgica cattolica, il suo fondamento apostolico e gerarchico, è stato largamente imitato da varie strutture iniziatiche.

Il Governo delle Energie
è frutto di una duplice coesione all'interno della struttura stessa. Una >coesione< fra l'individuo e l'Eggregore stesso, ma anche una >coesione< fra i vari membri della catena. 

Ecco quindi emergere prepotente l'aspetto della selezione, che si riverbera non solamente nella fase di associazione del "profano", ma anche nella sua

> ascesa verso la luce <



Ovviamente più l'iniziatore
,l'anziano, si sente in dovere di

"dare la luce"

di accogliere, più i requisiti tendono a slittare da un piano sostanziale ad un piano meramente formale e nel volgere di breve a sovvertire la struttura stessa. 

Conclusioni

Da quanto sopra emerso mi permetto di riportare come l'affinità che unisce gli anelli dell'Eggregore, non deve essere limitata solamente all'esteriorità dell'Opera da compiere, qualunque essa sia, in quanto come sappiamo essa può essere costituita da una pluralità di motivi.



Inoltre questa affinità, per la reale coesione del gruppo, si deve fondare anche su di un armonico equilibrio delle energie onde evitare sia casi di inutile allungamento della catena, che porterebbe a dispersione delle energie, ma anche a casi di contagio
fra i vari anelli della catena,che potrebbero

< deteriorarsi e spezzarsi >

Nel corso di anni dedicati al lavoro in gruppi, ho osservato come la necessaria scelta degli operatori sia condizione necessaria non solo alla riuscita delle operazioni, ma anche alla preservazione degli operatori stessi.



Operatori che non devono essere dei semplici "esecutori", ma valenti e assidui studiosi delle ragioni e reazioni occulte, che legano gli uni agli altri.



Durante un qualsiasi lavoro in catena l'Eggregore sviluppato, svolge la funzione di

> canale <

che unisce i vari componenti del gruppo, sommandone pregi e difetti in una nuova realtà.



Mi è stato dato di osservare come anche la più solare delle persone, se immersa in un intorno legato alla lunarità, a poco a poco viene travolta dalle acque limacciose esterne ed interne, e ciò in rispetto a due principi di assonanza magica:

> la contiguità
e la simpatia <




>
il vicino agisce sul vicino
e il simile agisce sul simile <



Il seme eggregorico è particolare, in quanto esso prende le qualità del terreno in cui è piantato, ed una volta mal germogliato difficilmente può essere sradicato, mentre facilmente la pianta buona può guastarsi.                                


Come un bimbo in pieno sviluppo, così il giovane eggregore cercherà nutrimento costantemente, mentre il maturo avrà più metodiche attese e pretese, ed ancora se sfamato con cibo eccitante ed inebriante, sarà a sua volta eccitato ed inebriato.

Tutto deve essere il frutto di un sapiente equilibrio fra risorse, necessità, e obiettivi. Da qui l'estrema sensibilità e saggezza richiesta a coloro che hanno il compito di vigilare sulla catena, a discapito del proprio ego e a favore della salute dell'Eggregore e dei fratelli ad esso uniti.

La funzione di governo e vigilanza dell'Eggregore, può essere esercitata da un singolo, oppure da una collegialità variamente abile e abilitata.



maggiore è la logica dell'insieme rituale (anche accendere una candela è un rito), maggiore è il carisma e la congruità degli uomini del Governo all'Eggregore stesso, e maggiore sarà la capacità di indirizzarlo in modo efficace ed efficiente.


In altre parole vi deve essere sia una "logica di insieme", che una "logica di prospettiva", onde legare le energie
>
positive
con quelle
negative <
alla > funzione < verso cui  l'Eggregore deve essere impiegato. 


Quando sfugge tale duplice logica
il Governo stesso dell'Eggregore si logora e l'Entità Eggregorica si disperde nuovamente nell'immensa energia cosmica, da cui ha tratto origine




NB: articolo di Filippo Goti, pubblicato nella rivista
Lex Aurea 31. www.fuocosacro.com, rivisto e corretto, previo consenso, da Giovanni Salvati con l'inserimento delle immagini, come è prassi di questo "Sito"

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432 Hz

l’accordatura che risuona con la vita

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L’universo è un insieme di frequenze che in armonia compongono il concerto della vita. Noi, come esseri biologici e spirituali facenti parte di questo mondo, facciamo parte allo stesso modo dell’insieme delle note di questa meravigliosa sinfonia. I nostri corpi, come i nostri pensieri, vibrano, emettono frequenze, note. Spetta a noi comprendere come entrare in risonanza con il tutto per concertare con esso.

di Andrea Gorgi ZU

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Tutto vibra

Per comprendere questo concetto dobbiamo partire dal presupposto che tutto vibra in quanto tutto è energia. Lo ha spiegato Albert Einstein dicendo:

… quello che abbiamo chiamato “materia” non è altro che energia, la cui vibrazione è stata abbassata in modo da essere percepibile ai sensi, la materia in sè non esiste”.

Ogni cosa quindi, visibile o invisibile, viva o morta (apparentemente morta) dalla galassia alla più piccola particella atomica è null’altro che energia. La rivista che stai tenendo in mano ora sta vibrando, la mano che la tiene vibra, gli atomi che compongono la tazzina di thè stanno vibrando, le erbe essicate dentro la tazza vibrano. Emettono suoni.

Suoni che l’orecchio umano non è però in grado di percepire in quanto i nostri cinque sensi sono piuttosto limitati e ci forniscono solo una parte di quella che noi chiamiamo, un po’ presuntuosamente, “realtà”. L’orecchio umano è in grado di percepire le frequenze che vanno dai 20 Hz ai 20.000 Hz. Se riuscissimo a percepire frequenze al di fuori di questo spettro così limitato, saremmo in grado di ascoltare la vibrazione che produce il nostro Pianeta Terra durante la sua rotazione, oppure il suono prodotto dalla vibrazione delle particelle atomiche che formano il nostro corpo. Ma anche i sapori, le immagini, gli odori, e le percezioni tattili, sono delle rielaborazioni cerebrali di frequenze. Quello che noi percepiamo è una “realtà approssimata”. Una versione semplificata del nostro cervello di ciò che ci circonda.

Corpo come strumento musicale

Bisognerebbe tornare a suonare le nostre sette note fondamentali, utilizzando il Nostro Corpo come uno "strumento musicale".

La scelta del Testo musicale (vedi Rito) spetta a  coloro che devono condurre il gruppo di lavoro, Nel Tempio consacrato vi è un movimento rotatorio orario e antiorario ed uno ascendente e discendente.

I suoni possono infatti essere avvertiti dal basso verso l'alto o viceversa. Oggi siamo abituati a sentire la nostra "scala musicale" in modo ascendente, cioè tra "il do" dell'ottava bassa ed il "do" dell'ottava alta secondo la sequenza: do>re>mi>fa> sol>la>si > DO

Sembra che anticamente non fosse così. L'uomo avvertiva i suoni non dal basso verso l'alto, bensì al contrario. in senso discendente e ciò avrebbe consentito di percepire onde e suoni non alla normale portata dell'orecchio, penetrando nel mondo normalmente inudibile, rivelando il mondo spirituale.

La rivelazione dell' "ottava"

del 7+1 avveniva nei Templi in cui si praticavano i vari Misteri, come quelli di Apollo e di Orfeo, perché il suono era "un dono degli Dei" che arrivava dall'alto verso il basso, facendo percepire inizialmente i più acuti e quindi, via via, i più gravi: da "do" dell'ottava alta al "do" dell'ottava bassa:

DO>SI>LA>SOL>FA>MI>RE >do

Fu questa stessa ottava, che più tardi, Sant'Ambrogio (339-397 d.c.) avrebbe deciso di capovolgere, utilizzando  nei canti, detti appunto ambrosiani, la scala ascendente, privilegiando un altro modo di sollecitare il fondamento musicale del corpo umano  tramite la preghiera cantata,  in modo di innalzare l'uomo dalla terra al cielo e portando ad un progressivo mutamento della coscienza e della sensibilità. Era un modo diverso, ma altrettanto efficace di ottenere, attraverso la personale scala musicale di ogni essere, in questo caso ascendente, la "Rivelazione dell' Ottava". Infatti dall'"ottava " musicale un "tono", attraverso sette gradini, "risorge" ad un livello più alto. passando ad un'altra "ottava" di tipo "temporale". E non è un caso che la Teologia è solita chiamare il giorno di

"Pasqua"o di "Resurrezione"

"Ottavo giorno"., che messo in orizzontale che altro non è che il"simbolo dell'Infinito", presente anche nella morfologia e nei processi del corpo umano ( vedi doppia spirale del DNA,divisione cellulare(mitosi) muscoli orbicolari delle palpebre)

Frequenze

Le frequenze sono spostamenti delle particelle intorno alla posizione di riposo di un determinato oggetto, chiamato sorgente del suono. Le particelle a loro volta, iniziando ad oscillare, trasmettono il movimento alle altre particelle vicine e queste a loro volta ad altre ancora, provocando una variazione locale della pressione; in questo modo, un semplice movimento vibratorio si propaga meccanicamente originando un’onda sonora.

Entrare in risonanza

Un altro importante concetto da apprendere è quello di risonanza o meglio “risonanza simpatetica”: tutto ciò che è armonico con una determinata vibrazione, risuonerà assieme ad essa. Questo significa che se ad esempio percuotiamo un diapason (forcella di ferro che genera una nota standard, utilizzata in genere per accordare gli strumenti musicali) ad una determinata frequenza e lo avviciniamo ad un altro diapason impostato alla stessa frequenza, questo comincerà a vibrare “per simpatia” emettendo lo stesso suono senza essere percosso. Magia? Nient’affatto, piuttosto legge dell’attrazione

L’essere umano è come uno strumento acustico che emana determinate frequenze che sono in grado di far vibrare per risonanza simpatetica altre frequenze simili, attirandole a lui. Il pensiero stesso, è energia in vibrazione, ne deriva che emozioni positive aventi una determinata frequenza, attireranno probabilmente eventi positivi nella nostra vita. Confucio diceva: Ciò che concorda nel tono, vibra assieme”.

440 Hz ? No grazie!

In occidente, la moderna accordatura musicale, imposta il LA a 440 Hz. Significa che tutte le altre note dello strumento sono accordate in sintonia con questa frequenza e quindi in un’orchestra, per esigenze di uniformità, la nota LA suonata dai vari strumenti emette una frequenza di 440 vibrazioni per secondo (Hertz). Questa frequenza, che veniva utilizzata dalle bande militari russe e austriache, è stata stabilita a tavolino per la prima volta a Londra nel 1939 durante un congresso internazionale richiesto dalla Commissione Acustica della Radio di Berlino. La maggior parte della musica che ascoltiamo oggi nei media o per strada si attiene a questa regola. In passato molti geni intramontabili della musica erano d’accordo sul fatto che il LA dovesse invece essere intonato in 432 Hz, chiamato anche “LA Verdiano” in quanto Giuseppe Verdi ne fu accanito sostenitore. Fu lui infatti che nel 1881 scrisse una lettera indirizzata alla commissione musicale del Governo dell’epoca, e tutt’ora conservata al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove chiedeva espressamente di portare il LA corista a 432 Hz per “esigenze matematiche

La legge dell’ottava

E’ infatti con la matematica dell’ “8” che ha a che fare questa accordatura, risultando in perfetta armonia con la “legge dell’ottava”. Una legge che in passato chi ne conosceva il potere ed il giusto utilizzo era capace di creare opere ancora oggi considerate capolavori di straordinaria bellezza in quanto capaci di entrare in risonanza simpatetica con le cellule del corpo umano e con le altre leggi che governano l’universo.

Il numero ‘8’ è uno dei numeri più ricorrenti nella natura ed è presente in maniera universale nei suoi molteplici aspetti. Gli esempi che potrei apportare a beneficio di questa tesi sono innumerevoli, non solo in ambito artistico, ma anche architettonico, chimico, biologico, astronomico e religioso. Il numero ‘8’ e i suoi relativi multipli sono stati impiegati nell’architettura egizia, vedica, mussulmana, buddhista, e rinascimentale: templi, chiese, moschee, castelli e palazzi, presentano nella loro architettura ottagonale questo numero sacro. Leonardo Da Vinci utilizzava la matematica dell’otto nella maggior parte delle sue opere. Esiste una vasta bibliografia della relazione tra le proporzioni dei numeri primi (sezione aurea) e la natura.

Accordando i nostri strumenti musicali alla frequenza del LA a 432 Hz, e ricavando con adeguati calcoli la cosiddetta “Scala Aurea” otterremo un DO a 256 Hz che per effetto di risonanza simpatetica degli armonici della nota produrrà un altro DO esattamente a 8 Hz.

Senza addentrarmi troppo nella dinamica dei rapporti matematici di questo argomento, vi sono alcuni esempi che faranno intuire l’importanza di questa frequenza in relazione a ciò che ci circonda: 8 Hz è la frequenza di replicazione del DNA; è la frequenza con cui si attiva la ghiandola pineale, o “terzo occhio” o “Ajna”; è la frequenza Alpha che emette il nostro cervello quando i due emisferi sono in coerenza; è la frequenza di risonanza (momento vibrazionale 1 / 0,125) dell’idrogeno, la molecola che assieme all’ossigeno forma l’acqua, l’elemento di cui siamo per la maggior parte fatti.

Musica a 432 Hz

Cerchiamo ora di focalizzarci sull’aspetto sensoriale di un ascolto di musica in 432 Hz.

In You Tube è facile incontrare un emblematico video che mostra il celeberrimo baritono Piero Cappuccilli nell’esecuzione di una famosa aria di Verdi nelle due versioni a 432 hz e 440 Hz. Sebbene la differenza di soli 8 Hz sia quasi impercettibile all’orecchio, non lo è affatto per un “ascolto totale” che coinvolge attraverso la frequenza l’essere nella sua sensorialità fisica e biologica.

Per alcuni musicisti e pensatori del passato la musica doveva essere una sublime terapia per ricostruire l’armonia del corpo e dell’anima; secondo Ludwig van Beethoven la musica “è una sapienza più alta della filosofia e della teologia”.

E’ per questo che è importante fare molta attenzione a cosa ascoltiamo informandoci sugli “ingredienti” che compongono la musica di cui ogni giorno ci “cibiamo”. Dovremmo forse farci più domande sul perchè storicamente sia stato stabilito il LA a 440 Hz, imponendo di fatto una frequenza che stimola il cervello a sintonizzarsi con quelle che emette quando ci troviamo in stato di veglia, di eccitazione, di vigilanza oppure sotto stress, nella sfera quindi dalla razionalità e dall’azione. La frequenza a 432 Hz porta a sintonizzarci in uno stato più profondo, attivando così capacità cognitive più elevate, come la creatività, l’apertura mentale, l’accoglienza, la sensibilità.

Le testimonianze che personalmente continuo a raccogliere durante questi anni di pratica musicale rigorosamente in 432 Hz sono concordi nell’affermare che questa frequenza arriva dritta al cuore, entrando nel profondo dell’anima. Ha qualcosa in più rispetto allo standard in 440 Hz. La musica in 432 Hz si presta molto bene ad attività come yoga, meditazione, visualizzazione, introspezione e a quelle che utilizzano “Stati Differenti di Coscienza”. Gli infrasuoni di questa accordatura mettono in moto per risonanza simpatetica le frequenze che dovrebbe emettere il cervello durante queste fasi, facilitandone così il loro raggiungimento.

In questi anni stiamo assistendo ad una crescita nell’informazione riguardante l’utilizzo delle cosiddette frequenze benefiche in ambito di problematiche legate alla salute e sempre più spesso è facile ascoltare nei corsi di yoga e nei centri legati al benessere, musica in 432 Hz, promuovendo così in modo massiccio, quella che potrebbe diventare una vera e propria rivoluzione musicale, finalmente in grado di aiutarci ad armonizzare anima e corpo, in modo da farli concertare con il Tutto.

ZuMusic

Good Vibrations

VEDI ANCHE: Acqua in 432 Hz (il Creatore sei Tu)

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Riteniamo opportuno riprendere una risposta ad un fratello massone

La massoneria oggi?

Caro Antonio.
ho ricevuto e apprezzato il Tuo articolo, che mi permetto di trasmettere anche agli altri fratelli.
L'analisi storica è accurata, ma - a mio avviso - non tocca il vero lavoro energetico posto alla base dei lavori rituali che si dovrebbero svolgere in una Loggia di iniziati all'Arte Reale, che dovrebbe essere l'essenza dei lavori. I fratelli non si rendono assolutamente conto che i loro sistemi nervosi e energetici, ad ogni tornata rituale, si uniscono e formano ciò che viene sopranominata un < Eggregore > un'entità distinta, con una propria individualità e intelligenza.
Io ho avuto la fortuna di lavorare in un gruppo di fratelli, di cui alcuni vedevano i colori emanati da ognuno dei presenti, ne percepivano gli odori e i suoni che emanavano.
Il Maestro Venerabile era uno dei quelli e impostava i lavori tenendo conto dello stato psicofisico di ognuno. Se decideva di lavorare al grado superiore invitava il Maestro della Cerimonie a cambiare la musica e i profumi, facendo uscire i fratelli, anche compagni e Maestri che riteneva non pronti per quella tornata a sostenere questo cambio di energia. Lo stesso faceva ogni volta che passava al Grado di Maestro.
Nella fase da compagno si veniva informati, da chi vedeva l'aurea dei fratelli, del cambio e dell'entità dei colori e si sperimentano nuove essenze e nuove musiche per individuare quelle più adatte al singolo fratello o al gruppo.
Era come un'orchestra che prova suonare un'opera, facendo suonare ogni strumento in modo individuale o in gruppo. Dato il livello dei fratelli quasi mai la camera veniva elevata al 3° grado, anche perché di veri "Maestri" ve ne erano pochi.
Nessuno quindi veniva elevato al 3° grado se non avesse mostrato di essere capace di vivere e sopportare questo livello energetico, sempre più elevato.
Al sottoscritto non venne riconosciuto questo grado, né mi sono ritenuto all'altezza di riceverlo, nonostante avessi il 30° grado Kadosch, riconosciutomi del tutto impropriamente dal Rito di Menphis.
Io non vedevo e non vedo tutte le sfumature dei colori, né tanto meno percepisco odori e sento suoni a bassa ed alta intensità e non sarei quindi capace di svolgere alcun ruolo iniziatico-esoterico in tale contesto.
Ebbene la Massoneria attuale è come una scuola di sommozzatori dell'anima<>mare, che non solo non hanno mai visto e conosciuto l'acqua marina, ma nemmeno quella dolce. Quasi nessuno sa nuotare, né è capace di insegnare.
Restiamo intorno ad una piscina di acqua dolce, in cui come bambini impariamo i primi rudimenti del nuoto. Le lezioni si susseguono, ma non ci fanno mai imparare a nuotare nel nostro spirito, né tanto meno a tuffarsi nella profondità di quello degli altri. Chi sostiene di farlo mente a Se stesso e agli altri.
All'inizio restiamo colpiti dalle "tute colorate" da sommozzatori professionisti dell'anima, che indossano i vari fratelli. Alcuni quelle di alta profondità. Ma ci accorgiamo subito che la maggior parte non sa assolutamente nuotare e affogherebbe subito se costretto a infilarsi nella sua "anima" o in quella degli altri.
Le Logge restano però un efficace sistema di riequilibro energetico, soprattutto se tra i fratelli c'è qualcuno particolarmente armonico. Di più non si può chiedere, né tanto meno ottenere.
Al di à della metafora, allo stato attuale non è quindi importante battersi per questioni di principio, ma certamente continuare a lavorare nella propria Loggia se armonica e positiva.
La massoneria è tornata all'asilo della spiritualità già nel lontano 1717 ed è sufficiente che ci siano dei buoni insegnanti che ci fanno stare insieme e ci fanno giocare da "massoni".
Partecipare ai lavori di una Loggia pregna di positività non è mai "fuorviante", nonostante molti fratelli indulgano troppo sulle parole, che sui reali scompensi energetici individuali e di gruppo e sull'indispensabile lavoro interiore di espansione e costante riequilibrio della propria coscienza e di quella del gruppo con cui si opera.
La Chiesa questo lo sa benissimo e quando si accorge che qualcuno sarebbe capace di insegnare come si può arrivare al Liceo e poi all'Università dello Spirito lo brucia o gli da "un caffè " amaro, molto amaro!!
con triplice fraterno abbraccio

.:Giovanni Salvati:.

da cuore a cuore

Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio
e finalmente comprenderà chi è veramente
e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza,
a una mente fallace, menzognera,
che lo rende e lo tiene schiavo...
L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto,
sarà libero anche qui in questo mondo


(Giordano Bruno)

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/11/lultimo-memorabile-discorso-di-giordano.html?m=1

 

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo